Simone Arcadi, giovane e promettente attore, tra cinema e teatro per Italy In The World

Simone Arcadi

Nella foto, l’attore Simone Arcadi

Intervista a cura di Giuseppe Cossentino

Oggi per voi lettori di Italy in The World abbiamo intervistato, Simone Arcadi, un giovane, ma bravissimo attore, che ha avuto grandi maestri alle sue spalle di eccellenza, da Renzo Rossellini a Francesco Rossini, un talento tutto italiano, che con sforzi e sacrifici, a piccoli passi e con grande tenacia sta costruendo il sogno e la professione di tutta la sua vita con le idee chiare, Simone, giorno dopo giorno costruisce un piccolo tassello alla sua carriera, è ricordato soprattutto tra i  protagonisti  di Adotta un Italiano,cortometraggio, diretto da Jonny Triviani e Giulia Carla De Carlo, che è stato in concorso anche ai David di Donatello. Un cortometraggio interessante e reale, che è un quadro veritiero della situazione italiana di oggi. 

  1. Simone Arcadi, una formazione attoriale di tutto rispetto, quanto è importante studiare per un attore?

Per un attore é fondamentale essere sempre consapevoli di aver costantemente bisogno di studiare. Il percorso di un attore é lungo, faticoso, sono poche le gioie e tante le delusioni. Ma qui entra in ballo la passione.  Solo chi possiede quella vera resiste. É un talento innato che si scopre solo lavorando. Riguardo alla mia formazione, beh, se ho avuto una fortuna nella vita, é stata quella di aver studiato e lavorato con dei grandi maestri. Da Renzo Rossellini, il maestro per eccellenza, a Francesco Rossini, che mi ha voluto come aiuto regia a teatro qualche anno fa, ad Evelina Meghnagi, mia insegnante di recitazione in accademia. Senza tralasciare il mio primo set con la regia di Carlo Fineschi, e Alessandra Tacconi e Stefano Liburdi, due amici prima di due registi, ai quali devo tanto per gli anni trascorsi lavorando con loro.

  1. C’è spazio per il tuo lavoro in Italia?

Questa é una domanda complessa che richiederebbe uno spazio maggiore. Diciamo che bisognerebbe avere il coraggio di investire di più. Creare non basta, se poi si punta sempre sugli stessi nomi.

  1. Quanto è importante la salvaguardia dell’arte italiana, attraverso il cinema, il teatro, la tv e adesso anche il web?

Per quel poco che ho visto nella mia carriera, le risorse ci sono. Il talento anche. Soltanto che soprattutto in tv e al cinema, spesso é oscurato da progetti di bassa qualità. E chi crea, spesso fatica a trovare dei finanziamenti. Io vengo dal teatro, e il discorso che riguarda quest’ultimo é diverso. Vedo più disponibilità al dialogo. Anche se bisognerebbe non solo trovare il coraggio di investire, qualora il progetto lo meriti, come ho detto prima, ma anche mettere nelle condizioni chi ha un buon progetto, di realizzarlo, con gli strumenti e con i mezzi adeguati. Al momento non è così. É chiaro, quindi, che emergere é sempre più difficile. Il web é il futuro. Dobbiamo ancora lavorare tanto per sfruttarlo al meglio, ma siamo sulla buona strada.

  1. Tu sei protagonista di Adotta un Italiano. Ci racconti quest’esperienza?Simone Arcadi2

Sono molto legato ad Adotta un italiano. Non é stato il mio primo set, ma sicuramente in quello ricordo un’atmosfera che non ho più trovato in nessun altro. Ha avuto un successo che nessuno di noi si aspettava, ma ne sono felice. Parlare di un tema delicato come la crisi che circonda il nostro paese, realizzando il tutto in chiave comica, non era semplice. Sono stato diretto da due registi come Jonny Triviani e Giulia Carla De Carlo, che mi hanno insegnato tanto. Colgo l’occasione per salutarli, e per pubblicizzare ‘Abdullywood’, una Web-Series nella quale sono stato diretto sempre da Jonny e Giulia, e che uscirà prossimamente.

  1. Diffondere il made in Italy nel mondo, le nostre bellezze soprattutto è indispensabile per portare alla conoscenza di tutti il nostro Paese?

Io credo che l’Italia non sia seconda a nessuno, in quanto ad arte. Penso, però, che prima di diffondere il made in Italy, si debba pensare a noi ed essere pronti. Alcune situazioni sono imbarazzanti, al limite del ridicolo, e questo non può più essere accettato, se poi si pensa al fatto che pochi altri paesi al mondo, possano vantare un bagaglio artistico come il nostro, allora é chiaro che non siamo ancora pronti per diffonderlo altrove. O forse non vogliamo essere pronti…

  1. Tre aggettivi per definire l’Italia?

Poco coraggiosa. Vulnerabile. Meravigliosa.Simone Arcadi3

  1. Un sogno nel cassetto?

Non mi piace chiamarli ‘Sogni’. I sogni sono destinati a rimanere tali. Io preferisco chiamarli obiettivi. E di obiettivi pronti per essere realizzati ne ho più di uno, ma sono scaramantico, se te li dico, poi non si realizzano 😃

  1. Progetti Futuri?

Ho scritto e diretto il mio primo cortometraggio alla regia, dal titolo ‘L’Io Nascosto’, un cortometraggio introspettivo. Ora sto lavorando alla post produzione. E contemporaneamente sto lavorando a teatro. Andrò in scena con la mia compagnia a fine ottobre con la mia prima regia. Portiamo in scena un testo scritto da me, intitolato ‘Il male in noi’. E in cantiere ci sono altri progetti, tra cui due cortometraggi comici. Staremo a vedere…

  1. Un saluto ai nostri lettori.

Ringrazio il mio amico, nonché premio Oscar, Giuseppe Cossentino, per l’intervista. Buona giornata a tutti.

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Pubblicato il 19 settembre 2015, in Cinema, Teatro con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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