Marco Marra per Italy in the World, attore e regista di indiscutibile talento

Marco MarraIntervista a cura di Marco Addati

A regalarci un altro talento è ancora una volta la terra partenopea che con Marco Marra non smentisce la sua caratteristica di culla degli artisti. Marco è un giovane che vive tra Napoli e Milano e ci confida che grazie al film de “Il Signore degli Anelli” è nata la sua passione per la settima arte, decise dopo quella visione che il cinema ed il teatro sarebbero stati il suo mondo. Laureato in Scienze della Comunicazione, studia recitazione presso il Teatro Cilea di Napoli diretto da Guido Palliggiano col quale porta in scena “I Lazzari di Re Nasone” e “Quinte e dintorni”e da qui una serie di stage teatrali e cinematografici. Presso la scuola di cinema “Pigrecoemme” segue dei corsi di montaggio e regia e a seguito di questa esperienza sicimenterà lui stesso nella creazione di cortometraggi. Il suo ultimo lavoro è “White eyes” che rientra nel filone horror di cui Marra è grande appassionato. E’ nel cast di “Asso”, una webserie che ha ricevuto 11 nomination ai “Rome Web Award”. Marco muove i primi passi come animatore nei villaggi turistici, che sono una vera palestra di vita, dove riscopre aspetti del suo carattere rimasti latenti. Questa esperienza fa emergere in lui il lato di “improvvisatore” dandogli quella sicurezza in più nel gestire ed affrontare il pubblico, che assieme allo studio continuo completano la sua personalità artistica. Quale aspetto di te viene fuori quando sei sul palco o sul set? Per quanto io cerchi sempre di far uscire il meno possibile me stesso e il più possibile il personaggio, sia sul set che sul palco, è ovvio che fuoriesca una parte di me. Quando questo accade cerco sempre una fusione equilibrata tra il personaggio e la mia persona cercando così di esplorare nuovi lati del ruolo che magari ad una lettura distaccata non erano emersi ma che attraverso la mia sensibilità, vengono a galla.

Preferisci esprimerti attraverso il linguaggio teatrale o cinematografico?

Bella domanda a cui ti dico subito che non ho una risposta. Posso dirti però che sono due tipi di emozioni totalmente diverse ma ugualmente intense. L’applauso del pubblico è qualcosa di unico, di irripetibile. Ogni volta è sempre diverso e ha la capacità di restituire le energie utilizzate per la performance teatrale. Soprattutto il rapporto con il pubblico è diverso, loro sono lì e tu senti la reazione che scaturisce da ogni tuo movimento e da ogni tua parola. Il cinema è un’altra cosa, restare nel personaggio, nonostante i continui stop e nonostante le scene non vengano girate in ordine cronologico, non è facile ed è una sfida molto stimolante per un attore di formazione teatrale come me. Il cinema ti permette di rivederti, e grazie alle diverse inquadrature fa emergere dettagli delle espressività impossibili da catturare in teatro. La grandezza della settima arte è questa, in un certo senso rende immortali.

Un bravo attore cosa non dovrebbe mai dimenticare oltre al copione?

Un’altra bellissima domanda. La memoria è alla base ma c’è tutto un mondo che l’attore deve esplorare per entrare nel personaggio. A mio avviso i “perchè” sono molto importanti. Se leggo una battuta sul copione non mi limito a ripetMarco Marra 2erla ma esploro le motivazioni che hanno portato il personaggio a scegliere quelle precise parole per esprimere quel concetto. Inoltre questa ricerca va fatta in base al contesto del film o dello spettacolo teatrale, l’enfasi che si sceglie di dare deve essere verosimile in base all’idea che il regista ha degli accadimenti della narrazione.

Oggi è facile poter arrivare agli altri grazie ad internet. In questo contesto fortemente concorrenziale come ci si difende per caratterizzarsi più degli altri?

Questo è un argomento molto spinoso. In un mondo in cui tutti possono fare video come si fa ad emergere? Ognuno ha le sue idee e sarebbe possibile dare molteplici risposte a questo quesito. Io ritengo che il segreto, che poi tanto segreto non è, sia la qualità. Un amatoriale che si improvvisa attore non trasmette le stesse emozioni di un professionista con un’adeguata formazione, un’adeguata esperienza e, fattore da non sottovalutare, un’adeguata e sincera passione per ciò che sta facendo. Purtroppo il pubblico non sempre coglie queste differenze ed è per questo che andrebbe educato attraverso prodotti di qualità. La cultura è sempre la soluzione.

Verso quali tipi di generi sei orientato?

Ho esordito con l’horror e con il mio prossimo cortometraggio, “White Eyes” in cui vestirò i panni del protagonista accanto a Nicoletta Pane, Frenck Coppola e Rita Russo, tornerò a questo genere. “Asso”, invece, è una webserie sentimentale, quindi possiamo dire diametralmente opposta come tematiche agli altri miei lavori. Questo suggerisce quella che poi è la mia inclinazione, ossia di spaziare da un genere all’altro senza fossilizzarmi. Credo che per un artista sia molto stimolante l’idea di esplorare sempre nuovi generi, magari a volte anche fondendoli. Almeno questo è il mio caso.

Marco Marra AssoDa chi e cosa hai ricevuto influenze?

Adoro i film di genere horror degli anni ’70 e ’80 e per certi versi, forse, questa preferenza si evince dai miei lavori (al di là del fatto che il mio primo corto: “The chair” sia un esplicito omaggio ai grindhouse movies). Uno dei registi che ha influito di più sulla mia formazione è il coreano Kim Ki-Duk e, in questo senso, mi fa molto piacere ricordare un episodio avvenuto un annetto fa quando un giornalista, che stava vedendo i miei lavori per poi scrivere un pezzo, a riguardo disse che il mio “Dernière” gli aveva ricordato “Ferro 3 – la casa vuota”, che è uno dei film più riusciti di Kim Ki-Duk. Credo sia uno dei complimenti più belli che abbia mai ricevuto.

Come vedi e speri che sia il tuo futuro professionale?

Sto facendo di tutto per trasformare i miei sogni in realtà e passo dopo passo sto ottenendo delle soddisfazioni che mi suggeriscono che sto seguendo la strada giusta. Non è facile emergere dalla moltitudine ma sono sicuro che se desideri veramente qualcosa le opportunità arrivano, la fortuna va aiutata e sono certo che la famosa frase di Disney “Se puoi sognarlo, puoi farlo” racchiuda un’immensa verità. La strada è ancora lunga ma sono ottimista e mi piace guardare avanti senza però mai smettere di godermi il percorso. Per quanto riguarda i progetti in cantiere ce ne sono un bel po’. A brevissimo partiranno, come ho già detto, le riprese del mio nuovo corto horror, “White eyes”, destinato al mercato dei festival oltre che al web. Ci sono anche un bel pò di progetti come attore, tra cui un ruolo importante per una webserie di un pluripremiato regista che promette molto bene, ma nel mondo del cinema indipendente non sempre le idee si concretizzano quindi magari non tutte andranno in porto, anche se io, ovviamente, mi auguro il contrario. Per quel che riguarda il palcoscenico invece proseguirò la mia collaborazione con una compagnia con cui ho già fatto una serie di performance teatrali in bellissime locations del napoletano e ci sono una serie di proposte di collaborazione da valutare. Insomma, ne vedremo delle belle.

Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale.
(Marcel Proust)

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Pubblicato il 24 ottobre 2015, in Cinema, Intervista con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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