Maximilian Nisi, per Italy in the World, attore italiano di grande spessore

Maximilian Nisi

Intervista a cura di Giuseppe Cossentino

Italy in the World ha avuto il piacere di incontrare Maximilian Nisi,  un grandissimo attore italiano che si è confrontato con i più grandi attori e registi italiani e il suo curriculum è davvero vasto. In tv è ricordato soprattutto per i suoi ruoli in tv in fiction celeberrime come “Incantesimo” e il “Bello delle Donne”. Chi è Maximilian Nisi?

Maximilian Nisi si diploma nel 1993 alla Scuola del Teatro d’Europa diretta da Giorgio Strehler.

Nel 1995 segue il Corso di Perfezionamento per Attori, presso il Teatro di Roma, diretto da Luca Ronconi in collaborazione con Peter Stein, Franco Quadri e Federico Tiezzi.

Studia inoltre con Marcel Marceau, Carolyn Carlson e Micha Van Hoecke.

In campo teatrale è diretto, tra gli altri, da Strehler, Ronconi, Savary, Sequi, Scaparro, Terzopoulos, Calenda, Zanussi, Bernardi, Mauri, Lavia, Menegatti, Tchkeidze, Marini, Pagliaro, Lamanna, Znaniecki, Marinuzzi, Ricordi, Sepe.

Nel giugno 1995 gli viene assegnato il “Lauro Olimpico” dall’Accademia Olimpica di Vicenza e nel novembre 1999 il premio “Lorenzo il Magnifico” dall’Accademia Internazionale Medicea di Firenze.

In campo cine-televisivo è stato diretto, tra gli altri, da Magni, Negrin, Brandauer, Bibliowicz, Maselli, Spano, De Sisti, Argento, Greco, De Luigi, Zaccaro, Chiesa, Ponzi, Molteni, Migliardi, Sciacca, Riva, Pingitore.

Ora è impegnato nel portare in scena la grande commedia Mr. Green di cui ci parla nell’intervista.

1. Maximilian quanto è importante per te la cultura italiana?

È molto importante. La cultura è vita. La cultura è la storia che le cose portano con sé. Fare cultura è cercare di comprendere il significato di tutto, il punto di partenza e il senso ultimo, il nesso che lega una cosa all’altra e tutte le cose tra loro. Sono sempre stato molto curioso, incline all’ arte, alla musica, alla letteratura, alla poesia e ringrazio la mia famiglia per avermi avvicinato a tutto questo. Un altro ringraziamento chiaramente non può che andare anche al paese dove sono nato, l’ Italia, che penso abbia il primato mondiale della cultura nel mondo.

2. Credi nell’esportazione del made in italy nel mondo?

Sì, ci credo. I prodotti italiani sono, a parer mio e non solo, i migliori nel mondo. Per questo esportiamo moltissimo e spesso veniamo plagiati o addirittura copiati. L’Italia oltre ad essere cultura è estetica ed emozioni. I nostri prodotti tramandano la storia millenaria del nostro paese, le sue tradizioni, la bellezza e il fascino delle sue opere d’arte. Raccontano le suggestioni delle sue città antiche e dei suoi monumenti. Ricordano Raffaello, Leonardo, Michelangelo. Rievocano il bel canto, le liriche, i paesaggi toscani, quelli umbri e quelli della costiera amalfitana.
Io adoro l’ Italia. È preziosa. È unica. L’ italianità regge il mercato anche in condizioni economiche internazionali non sempre favorevoli.
Chi ci governa non dovrebbe dimenticare tutto questo. Abbiamo tesori inestimabili che andrebbero celebrati, esaltati, isole caraibiche, eccellenze gastronomiche. Siamo i primi in assoluto nella moda e nel turismo. La ricchezza del nostro paese è immensa.

3. Sappiamo che sei impegnato come attore in un’importante spettacolo teatrale. Un vero fenomeno letterario che ha avuto riconoscimenti in tutto il mondo “ Mister Green” ce ne vuoi parlare? Che ruolo hai?  Chi è il regista?

“Mr. Green” è una pièce teatrale scritta dall’americano Jeff Baron. È una commedia bellissima, un vero e proprio caso letterario in tutto il mondo. Più di 500 produzioni se ne sono occupati. Tradotta il 26 lingue è stata rappresentata negli ultimi vent’anni in 65 paesi del mondo. Credo che il merito più grande di “Mr. Green” sia la difficile-semplicità con cui l’autore ha saputo affrontare temi importanti ed attuali come quelli della diversità, della tolleranza, dell’ebraismo, dell’omosessualità. Scritto con ritmo cinematografico è un testo affascinante ed avvincente, profondo, ironico, intenso ed estremamente concreto. La versione italiana è stata curata da Michela Zaccaria che ha saputo restituire con un’ efficacissima traduzione i ritmi nervosi e moderni previsti dall’originale americano ed ha rievocato atmosfere salvaguardando importanti giochi di parole.
Io interpreto la parte di Ross Gardiner, un impiegato dell’ American Express ancora alla ricerca di se stesso e del senso delle cose. Venite a vedere lo spettacolo e scoprirete altre cose interessanti sul suo conto.
La regia è stata curata da Piergiorgio Piccoli, un uomo di cultura a tutto tondo che da sempre fa scelte ponderate, non casuali, mirate a far sì che il teatro da lui proposto per la sua Compagnia, Theama teatro di Vicenza, abbia innanzitutto una funzione sociale. Le scenografie saranno ideate da Anna Zago e le suggestioni musicali dal maestro Stefano De Meo. Theama teatro lavora molto con i giovani e per i giovani. Questo mi piace e da’ a questo nostro nuovo lavoro un senso di necessità che a volte, ahimè, si va perdendo.

4. Le tue emozioni, sensazioni nel condividere il palco Massimo De Francovich, un pilastro del teatro italiano.

Artisticamente sono cresciuto vedendo recitare Massimo. La mia passione per il Teatro è nata alla fine degli anni ’80 a Torino anche grazie a lui. Al Teatro Stabile, quasi sempre diretto da Ronconi, gli ho visto interpretare personaggi bellissimi ed ho sempre amato la sua lucida ironia. Siamo già stati compagni di scena nel 1995 al Teatro di Roma nel “Peer Gynt” di Ibsen diretto sempre da Ronconi. Io ero un giovanissimo neo diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano in cerca di una mediazione tra il teatro strehleriano e quello ronconiano. Mi ricordo che lui con me fu deliziosamente paterno.
Mi sono sempre augurato di ritrovarlo, un giorno, come compagno di avventura e quel giorno è arrivato. Massimo è un libro prezioso con moltissime pagine a me sconosciute che ancora ignoro ma che desidero sfogliare per analizzarle a fondo.

5. Secondo te con la crisi economica che ha colpito anche il settore cultura e spettacolo. Il teatro fatto bene e con professionalità può salvare quest’arte?

Certo. Il teatro se fatto bene può giovare alla sua sopravvivenza. Importante è non abbassare mai la guardia. Mi spiego. Da un po’ di tempo sta accadendo una cosa preoccupante. Il Teatro si sta piegando sempre più al gusto di un pubblico più televisivo che teatrale. Molti produttori o registi, o presunti tali, strizzano l’occhio alla televisione per intenderci e lo fanno per commercializzare maggiormente i loro prodotti. Credono di agevolare chi usufruisce del mezzo teatrale e si garantiscono una maggiore commerciabilità intraprendendo avventure che hanno discutibili scopi artistici, nessun valore sociale e sono privi di una reale necessità. Insomma stanno facendo un gran danno al teatro. Io ho sempre creduto che il pubblico vada educato e che si rechi a teatro per conoscere, per capire e in modo catartico per ritrovarsi. Lo scopo dell’arte è quello di elevare il pubblico, non quello di abbassarsi al suo livello. Che senso ha proporre in teatro dinamiche televisive?  Chi va a teatro dovrebbe cercare il teatro, chi diversamente desidera guardare un programma televisivo resti comodamente a casa e se lo guardi.

6. Maximilian, una domanda doverosa e da affezionato che ricordi hai della fiction “ INCANTESIMO”, oggi ti Maximilian Nisi 2manca?  Se in un futuro dovesse riprendere riprenderesti il ruolo di Luigi De Paoli.

Ho dedicato ad Incantesimo due anni pieni. È stata una parentesi nel mio lavoro teatrale. Un’esperienza di set impegnativa dati i ritmi molto serrati di ripresa. Una full immersion non da poco. In quel contesto ho incontrato nuovi amici e colleghi che ancora oggi ho il piacere di sentire e frequentare.
Era televisione ma il mio approccio al lavoro è stato il medesimo che in teatro. Ho cercato di non tradire la mia formazione, anzi l’ho messa a servizio di un prodotto popolare sì ma rivolto ad un pubblico assai variegato al quale venivano proposti temi spesso troppo importanti da prendere alla leggera. Erano temi che meritavano grande attenzione e particolare cura da parte della scrittura, della regia e di noi interpreti.
Sinceramente non credo che ci sarà una nuova vita per Incantesimo. Malgrado sia stato uno dei prodotti Rai di maggior successo e tra i più venduti nel mondo, penso che sia un capitolo ormai chiuso. Nel caso così non fosse e mi proponessero di far parte di una nuova serie ed i miei impegni teatrali me lo permettessero, perché no? Mi sono molto divertito inoltre Luigi De Paoli era un soggetto con cui convivere era assai piacevole.

7. Tu hai preso  parte anche alla prima serie de “ IL BELLO DELLE DONNE” come vedi dopo 10 anni il ritorno in tv di questa serie tanto amata ed attesa?

Non saprei. Può essere un ritorno intrigante oppure no. Purtroppo non sarà la stessa cosa: ci sono state delle defezioni e il cast non sarà quello storico. Staremo a vedere. È stato un progetto importante, grandioso, certamente il primo nel suo genere per come venne concepito, scritto e realizzato. Bello sarebbe se questa nuova serie ripartisse dal punto lasciato, se si ritrovassero tutti i personaggi storici e se si raccontasse al pubblico quello che è accaduto loro in questi 10 anni. Se si riaprissero antiche vicende, come accade nella vita ogni volta che ci sono dei ritorni. La magia o la pena delle cose che credevamo perdute ritrovate.

8. Tre aggettivi per definire l’Italia?
Potente. Disarmante. Vulnerabile

9. Se dovessi fare un viaggio quale città italiana sceglieresti  per una vacanza?

Difficile rispondere a questa domanda. Firenze, Siracusa, Ferrara, Mantova, Venezia o Palermo? Viaggio molto per lavoro, come potrai immaginare, e sono molto felice quando devo ritornare in una città in cui sono già stato. È come se mi fosse concessa una nuova possibilità di approfondire e di conoscere.
Sceglierei certamente una città in cui sono stato felice. Sceglierei una città nella quale non torno da anni, Bolzano e mi recherei in un luogo poco distante, il lago di Braies. È un angolo paradisiaco, poco conosciuto. Un piccolo lago alpino situato nella Val di Braies all’ interno del parco naturale di Fanes- Sennes. Le sue acque sono di un blu intenso e le Dolomiti con le loro splendide cime ci si specchiano dentro. Sì, andrei lì.

10. Un tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe realizzare un film. Ho già scritto il soggetto. So che un giorno aprirò quel cassetto e il mio sogno prenderà finalmente forma. Sarà un’avventura! Non vedo l’ora.

11. Progetti futuri?

Un lavoro su “Cime tempestose” di Emily Bronte. Una storia di amore assoluto. Sarò Heathcliff , uno zingaro che per l’amore ossessivo per Catherine conosce la follia e aspetta la morte per potersi finalmente ricongiungere a lei.  Anni fa ne ricavarono un buon film interpretato da Lawrence Oliver, lo vidi e ne rimasi incantato. Oliver è un attore che ho sempre amato e che avrei tanto desiderato incontrare.
Poi dedicherò un mio tributo parole e musica a Ludwig Van Beethoven, una figura di grandissimo riferimento per me e infine una tragedia classica di cui non posso ancora dire nulla a parte che è veramente molto bella e troppo poco visitata.

12. Un saluto ai lettori di Italy in the World.
Ciao. È stato bello chiacchierare con voi. Vi aspetto a teatro!
“Mr. Green” di Jeff Baron. Teatro della Cometa a Roma dal 12 al 29 novembre p.v. poi in tournée in Italia.

“Il Teatro è la parabola del mondo” (Giorgio Strehler)

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Pubblicato il 24 ottobre 2015, in Interviste, Teatro con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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