Vincenzo Catapano, mette in gioco la sua arte con il cortometraggio ” TI VENGO A CERCARE”

Vincenzo CatapanoIntervista a cura di Giuseppe Cossentino

Oggi ITALY IN THE WORLD, ha incontrato il giovane e bravissimo attore Vincenzo Catapano, ( nella foto a sinistra) studio, passione e coraggio caratterizzano il suo lavoro di attore e non solo che lo vedono protagonista di  un cortometraggio dalle tematiche forti, come il disagio mentale, dal titolo ” TI VENGO A CERCARE”, noi che abbiamo visionato il lavoro su pellicola,  non possiamo che fare un grande applauso, all’ interpretazione, alla regia, al montaggio e al testo che si presentano curate nei minimi dettagli e il tema affrontato con tatto e sensibilità. Questo lavoro cinematografico nasce sotto i migliori auspici, dato che è già  finalista a diverse e  importanti rassegne.

Vincenzo come nasce la tua passione per la recitazione sino a farlo diventare oggi un mestiere?

La mia passione per la recitazione nasce all’età di 10 anni con una recita di fine anno alle scuole elementari ma probabilmente già dentro di me c’era qualcosa che mi spingeva in questa direzione. Ma fu quello spettacolo che spinse me a cominciare a studiare recitazione e convinse i miei a sostenermi in questa cosa. Prima di farlo diventare un mestiere c’è stato un lungo percorso di studio, di sacrifici e tanta tanta passione e voglia di continuare e di non fermarsi alla prima difficoltà che come in tutti i mestieri se ne incontrano tante. Ma quando la passione è forte lo si fa con amore, e se c’è l’amore anche i sacrifici non pesano.

Vincenzo Catapano corto

Vincenzo Catapano, in una scena del cortometraggio ” TI VENGO A CERCARE”

Sei protagonista, del corto “ TI VENGO A CERCARE” di cosa parla questo lavoro?

Intanto, è un cortometraggio a cui tengo molto in quanto l’idea è nata con un gruppo di amici e colleghi molto affiatati che sono Carlo Dentale, Laura Pepe e Mariella Cuccurullo e con la partecipazione della piccola Irene Falcone. E’ un cortometraggio che tratta un tematica sociale che mi è molto a cuore che è quella del disagio mentale. Io interpreto un ragazzo che non ha nome, ma solo occhi, disagio e gambe, gambe che camminano, corrono, alla ricerca di normalità, di pace interiore, di accettazione da parte di una società che non è mai pronta ad accogliere il diverso ma è sempre pronta a puntare il dito, a criticare e parlottare a differenza della semplicità nel modo di vedere le cose dagli occhi di una bambina che priva di sovrastrutture sociali non divide il mondo in normali ed anormali.

So che che il corto è finalista a diversi contesti e festival quali altre aspettative ci sono?

Sicuramente non è mia intenzione fermarmi qui perché questi risultati che stiamo ottenendo con il corto ci danno la grinta per continuare e cercare di andare sempre più in alto ; quindi di aspettative ce ne sono tante e non ci resta che crederci come quando tutto è partito.

Cosa rappresenta per te la cultura italiana?

Credo che si cada spesso nel luogo comune di considerare la cultura italiana come un qualcosa che fa fatica a raggiungere il livello di altre culture. Io sono orgoglioso della cultura italiana che è rappresentata da personaggi illustri e conosciuti in tutto il mondo. Con questo non voglio dire che è tutto rose e fiori. L’Italia attualmente dal punto di vista economico vive una forte crisi che, ha le sue ripercussioni anche nell’ambito culturale. Mi riferisco, in particolare, alla chiusura di molti Teatri che hanno un consistente background storico. Vivo con la speranza che qualcosa da questo punto di vista possa cambiare.

Un regista, un attore o un’attrice italiana che ti piace, o con il quale vorresti un giorno lavorare.

Sono tanti i registi italiani con i quali mi piacerebbe lavorare ma se proprio devo citarne uno Ferzan Ozpetek. Un’ attore italiano che mi piace e con il quale mi piacerebbe lavorare è sicuramente Elio Germano.

Quanto è importante lo studio per un attore?

Lo studio per un attore è fondamentale ma non è tutto. Affiancato allo studio ci devono essere le esperienze lavorative; c’è bisogno di “sporcarsi le mani” sul set quanto a teatro. E poi ancora studiare e allenarsi. Penso che un attore non debba mai finire di studiare e nn debba mai finire di allenarsi. Il mestiere dell’attore è come quello di un atleta. Se l’atleta si ferma non sarà mai in grado di poter vincere una gara e così è per l’attore.

Vincenzo Catapano2Che rapporto hai con i new media?

Ho un buon rapporto. Sin da piccolo mentre i miei compagni di scuola giocavano a pallone o alla playstation io mi divertivo a fare video con la telecamera o anche video di canzoni famose o anche piccoli cortometraggi che poi pubblicavo sul web e accumulavo sempre tante visualizzazioni e consensi ora mi sto un po’ riavvicinando a questa passione che avevo, ricoltivandola e stanno nascendo diversi progetti interessanti.

Quale forma d’arte preferisci cinema, teatro, web, radio o tv?

Non c’è una forma d’arte che preferisco ad un altra perché tutte hanno un fascino, una forza, un’energia diversa. Alcune le ho provate altre no e ad altre mi sto riavvicinando. Il teatro è stato il mio primo amore e il primo amore non si dimentica anzi sento il bisogno di fare teatro, di sentire le tavole del palcoscenico sotto i piedi, di ascoltare il respiro del pubblico, i loro applausi; il teatro è un tira e molla di energia tra il pubblico e l’attore come si fa a non farlo? Il cinema ha un altro tipo di energia, altri tempi, altri ritmi, è un altra forza, un altro fascino quello della telecamera a cui neppure riesco a rinunciare; lo stesso è per la tv anche se i tempi sono ancora diversi. Al web mi sto riavvicinando, come dicevo prima, ed è bello perché ti da la possibilità di una comunicazione immediata, di qualcosa di fresco, di giovane, il web è il presente, è il futuro. La radio mi manca ma mai dire mai. Un tuo sogno nel cassetto? Spero un giorno di poter vivere solo facendo questo come mestiere.

Progetti futuri?

Di progetti futuri ce ne sono … diversi, alcuni anche prossimi alla realizzazione. Sono molto scaramantico quindi non posso svelare ancora nulla. Un saluto ai lettori di ITALY IN THE WORLD Ciao a tutti gli amici di ITALY IN THE WORLD e invito a chi già non l’ha fatto di seguire questo Webzine.

Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.
(Ingmar Bergman)

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Pubblicato il 8 novembre 2015, in Cinema con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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