Pennellate di luce e sogni nell’arte di C. Flora Moncada

Pennellate di luce e sogni nell’arte di C. Flora Moncada

DI MARCO ADDATI

Osservare un quadro di C. Flora Moncada è come entrare a far parte di un mondo in cui il compendio di elementi reali e magici si mescolano grazie allo spirito di osservazione e alla forza dell’immaginazione. Questi ingredienti, miscelati dall’artista con sapienza e abilità mostrano il suo spirito cui emerge la voglia di ritrovare magia nel mondo.
Influenzata da artisti come Van Gogh, Monet, Renoir, Leonardo, Michelangelo, artisti che come afferma, non smetterà mai di osservare. Alfons Mucha è per lei notevole fonte i ispirazione. E non può fare a meno della magia dei disegni di Frezzato, Canepa e Barbucci…e dell’esempio di suo padre.
Nasce a Siracusa, nel 1991.
Studia al Liceo Scientifico di Siracusa “O.M. Corbino”, indirizzo Socio-Psico-Pedagogico. “In seguito al diploma – ci confida – ho provato i test di Professioni sanitarie a Catania. Non avendoli superati, ho tentato l’anno successivo con Psicologia, ma per un punto ho perso la cappa! Ciò che desideravo per il mio futuro lavoro era sentirmi utile, dando agli altri qualcosa di mio. Ho deciso così di intraprendere una nuova strada, lontana dagli studi fatti fino ad allora e più vicina a quella parte di me che sentivo dover fare maturare”. Quindi nel 2010, all’etá di 19 anni, si trasferisce ad Anagni, vicino Roma, per iscriversi alla SRF – Scuola Romana dei Fumetti, dove frequenta il corso triennale di disegno e tecnica del fumetto. “E’ stato il periodo che mi ha definitivamente fatto innamorare del mondo dell’arte, con tutte le sue svariate forme”.
Adesso vive a Vienna, da piú di due anni.

Da quanto tempo porti avanti questa tua passione?

Disegno sin da quando ero piccola. E’ una passione che mi è stata trasmessa da mio padre, diventata poi parte integrante delle mie giornate una volta terminati gli studi superiori.

Quando decidi di realizzare un’opera da cosa trai ispirazione?

Mi piacerebbe potervi dire qualcosa di concreto, ma non ho una vera e propria risposta a questa domanda. Sui fogli trovo lo spazio dove erigere il mio piccolo mondo, fatto di ciò che, a volte, sfugge a chi corre e parla: dettagli. Sono una cacciatrice di dettagli nascosti alla luce del sole; adoro immergermi nelle emozioni della società, così ricche e varie che sembrano avere vita propria. Sognatrice, inguaribile romantica, ogni anfratto del mondo ai miei occhi è una ricca miniera dove poter scavare, e a scavare mi ritrovo poi le mani ed il volto pieni di colori. Potrei nutrirmi delle sole sfumature che trovo nell’Amore, del verde di un bosco, dell’arancio di un fiore, del bianco delicato di un gelsomino, e mi ritrovo spesso a non mangiare altro nell’arco della mia giornata. Per me dipingere, disegnare, è come scrivere… con la luce. E le parole che sfuggono vanno cercate in molti luoghi. Fanno capolino tra le righe di un libro, da un sorriso; le ritrovi in un sapore, in un ricordo, sotto il divano, in un tocco timido, in un bacio. Si celano in tavolozze di chiassi e silenzi, in bolle d’aria riempite di sbagli. Qui le trovo, per poi scioglierle in colore, legarle alla punta delle dita e lasciarle scivolare sui pennelli, a giocare tra le trame di cotone che, la gente, poi, chiama “quadri”.

Cosa cerchi di trasmettere attraverso i tuoi lavori?

Nei miei lavori cerco di mettere la realtà del quotidiano contornata dalla verità dei sentimenti, che sono il collante per tutto.

Hai partecipato a mostre o concorsi?

L’anno scorso, in occasione di un evento di beneficenza “Terra ca nun senti” presso il Piccolo Teatro di Paternò, ho realizzato una serie di lavori che avevano come tema la violenza sulle donne, esponendo così la mia prima mostra personale. Dall’estate di quest’anno ho iniziato a partecipare ad alcune collettive. La prima a Roma: “Estasi d’astuzia”, presso le sale del Bramante. Poi all’Antico mercato di Ortigia – Siracusa, in occasione dell’evento artistico “Sul filo della creatività”. Questo mese, ho preso poi parte alla 4^ edizione della Rassegna Internazionale d’Arte espressiva “Premio Ortigia Arte”, alla conclusione della quale mi è stato assegnato il premio con targa “Premio Ortigia”.

Con i nuovi mezzi è facile oggi riuscire a far conoscere la propria arte?

Senza dubbio la tecnologia oggi è un ottimo mezzo per percorrere grandi distanze. Credo comunque che per emergere servano impegno, costanza e fatica, nonché passione per il proprio lavoro.

Quali sono le tue letture preferite?

Credo che esistano letture per ogni momento, ed è per questo che mi piace spaziare tra diversi generi. Ne “Il barone rampante” di Italo Calvino ho trovato una delle mie preferite. Adoro Terzani, e ho scoperto un pezzo di me in “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse. Topolino non manca nella mia libreria da quando sono bambina, e il fumetto spagnolo è stato per me una meravigliosa rivelazione con “Blacksad” di Canales e Guarnido. E poi, il fantasy… Ho un mondo di fate in testa. Sono cresciuta con i libri di “Harry Potter”, che mi piaceva leggere prima di andare a dormire.

Cosa puoi raccontarci della tua poetica?

Vi posso raccontare di un mio quadro, in esso è racchiuso un po’ di me. “Fiumi d’oro” è il mio primo olio su tela. Non è stato facile realizzarlo, in quanto è una tecnica che non ho studiato e non padroneggio. Tra una cosa e l’altra ho impiegato un anno per terminarlo. Rappresenta Arianna, figlia di Minosse. Ciò che volevo trasmettere è la sicurezza che dona un Amore saggio; un legame saldo e profondo, che la distanza non spezza, in grado di proteggere la persona amata dai labirinti della vita, e dal minotauro, parte indomabile e primitiva dell’essere umano che risiede in tutti noi. Un legame che ti riconduce sulla via di casa, quando ti perdi.

Il tuo sogno nel cassetto?

Riuscire a mettere un po’ di “fate” nel mondo. Quello a cui miro so non essere semplice da raggiungere, anzi: è maledettamente difficile. Sono i sogni con cui si cresce da bambini, e che, diventando adulti, non si lasciano ingiallire nel cassetto, ma si spolverano di giorno in giorno. Smorzare un po’ gli angoli appuntiti del mondo, fare delle opere che vadano al cuore della gente. E vivere della mia arte, accanto alla mia famiglia, in serenità.

Per ammirare le opere di C. Flora Moncada basta collegarsi ai seguenti link:

https://www.facebook.com/LapisprimaLuce/

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Pubblicato il 5 dicembre 2015 su Arti figurative, Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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