Archivio mensile:dicembre 2015

Pennellate di luce e sogni nell’arte di C. Flora Moncada

Pennellate di luce e sogni nell’arte di C. Flora Moncada

DI MARCO ADDATI

Osservare un quadro di C. Flora Moncada è come entrare a far parte di un mondo in cui il compendio di elementi reali e magici si mescolano grazie allo spirito di osservazione e alla forza dell’immaginazione. Questi ingredienti, miscelati dall’artista con sapienza e abilità mostrano il suo spirito cui emerge la voglia di ritrovare magia nel mondo.
Influenzata da artisti come Van Gogh, Monet, Renoir, Leonardo, Michelangelo, artisti che come afferma, non smetterà mai di osservare. Alfons Mucha è per lei notevole fonte i ispirazione. E non può fare a meno della magia dei disegni di Frezzato, Canepa e Barbucci…e dell’esempio di suo padre.
Nasce a Siracusa, nel 1991.
Studia al Liceo Scientifico di Siracusa “O.M. Corbino”, indirizzo Socio-Psico-Pedagogico. “In seguito al diploma – ci confida – ho provato i test di Professioni sanitarie a Catania. Non avendoli superati, ho tentato l’anno successivo con Psicologia, ma per un punto ho perso la cappa! Ciò che desideravo per il mio futuro lavoro era sentirmi utile, dando agli altri qualcosa di mio. Ho deciso così di intraprendere una nuova strada, lontana dagli studi fatti fino ad allora e più vicina a quella parte di me che sentivo dover fare maturare”. Quindi nel 2010, all’etá di 19 anni, si trasferisce ad Anagni, vicino Roma, per iscriversi alla SRF – Scuola Romana dei Fumetti, dove frequenta il corso triennale di disegno e tecnica del fumetto. “E’ stato il periodo che mi ha definitivamente fatto innamorare del mondo dell’arte, con tutte le sue svariate forme”.
Adesso vive a Vienna, da piú di due anni.

Da quanto tempo porti avanti questa tua passione?

Disegno sin da quando ero piccola. E’ una passione che mi è stata trasmessa da mio padre, diventata poi parte integrante delle mie giornate una volta terminati gli studi superiori.

Quando decidi di realizzare un’opera da cosa trai ispirazione?

Mi piacerebbe potervi dire qualcosa di concreto, ma non ho una vera e propria risposta a questa domanda. Sui fogli trovo lo spazio dove erigere il mio piccolo mondo, fatto di ciò che, a volte, sfugge a chi corre e parla: dettagli. Sono una cacciatrice di dettagli nascosti alla luce del sole; adoro immergermi nelle emozioni della società, così ricche e varie che sembrano avere vita propria. Sognatrice, inguaribile romantica, ogni anfratto del mondo ai miei occhi è una ricca miniera dove poter scavare, e a scavare mi ritrovo poi le mani ed il volto pieni di colori. Potrei nutrirmi delle sole sfumature che trovo nell’Amore, del verde di un bosco, dell’arancio di un fiore, del bianco delicato di un gelsomino, e mi ritrovo spesso a non mangiare altro nell’arco della mia giornata. Per me dipingere, disegnare, è come scrivere… con la luce. E le parole che sfuggono vanno cercate in molti luoghi. Fanno capolino tra le righe di un libro, da un sorriso; le ritrovi in un sapore, in un ricordo, sotto il divano, in un tocco timido, in un bacio. Si celano in tavolozze di chiassi e silenzi, in bolle d’aria riempite di sbagli. Qui le trovo, per poi scioglierle in colore, legarle alla punta delle dita e lasciarle scivolare sui pennelli, a giocare tra le trame di cotone che, la gente, poi, chiama “quadri”.

Cosa cerchi di trasmettere attraverso i tuoi lavori?

Nei miei lavori cerco di mettere la realtà del quotidiano contornata dalla verità dei sentimenti, che sono il collante per tutto.

Hai partecipato a mostre o concorsi?

L’anno scorso, in occasione di un evento di beneficenza “Terra ca nun senti” presso il Piccolo Teatro di Paternò, ho realizzato una serie di lavori che avevano come tema la violenza sulle donne, esponendo così la mia prima mostra personale. Dall’estate di quest’anno ho iniziato a partecipare ad alcune collettive. La prima a Roma: “Estasi d’astuzia”, presso le sale del Bramante. Poi all’Antico mercato di Ortigia – Siracusa, in occasione dell’evento artistico “Sul filo della creatività”. Questo mese, ho preso poi parte alla 4^ edizione della Rassegna Internazionale d’Arte espressiva “Premio Ortigia Arte”, alla conclusione della quale mi è stato assegnato il premio con targa “Premio Ortigia”.

Con i nuovi mezzi è facile oggi riuscire a far conoscere la propria arte?

Senza dubbio la tecnologia oggi è un ottimo mezzo per percorrere grandi distanze. Credo comunque che per emergere servano impegno, costanza e fatica, nonché passione per il proprio lavoro.

Quali sono le tue letture preferite?

Credo che esistano letture per ogni momento, ed è per questo che mi piace spaziare tra diversi generi. Ne “Il barone rampante” di Italo Calvino ho trovato una delle mie preferite. Adoro Terzani, e ho scoperto un pezzo di me in “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse. Topolino non manca nella mia libreria da quando sono bambina, e il fumetto spagnolo è stato per me una meravigliosa rivelazione con “Blacksad” di Canales e Guarnido. E poi, il fantasy… Ho un mondo di fate in testa. Sono cresciuta con i libri di “Harry Potter”, che mi piaceva leggere prima di andare a dormire.

Cosa puoi raccontarci della tua poetica?

Vi posso raccontare di un mio quadro, in esso è racchiuso un po’ di me. “Fiumi d’oro” è il mio primo olio su tela. Non è stato facile realizzarlo, in quanto è una tecnica che non ho studiato e non padroneggio. Tra una cosa e l’altra ho impiegato un anno per terminarlo. Rappresenta Arianna, figlia di Minosse. Ciò che volevo trasmettere è la sicurezza che dona un Amore saggio; un legame saldo e profondo, che la distanza non spezza, in grado di proteggere la persona amata dai labirinti della vita, e dal minotauro, parte indomabile e primitiva dell’essere umano che risiede in tutti noi. Un legame che ti riconduce sulla via di casa, quando ti perdi.

Il tuo sogno nel cassetto?

Riuscire a mettere un po’ di “fate” nel mondo. Quello a cui miro so non essere semplice da raggiungere, anzi: è maledettamente difficile. Sono i sogni con cui si cresce da bambini, e che, diventando adulti, non si lasciano ingiallire nel cassetto, ma si spolverano di giorno in giorno. Smorzare un po’ gli angoli appuntiti del mondo, fare delle opere che vadano al cuore della gente. E vivere della mia arte, accanto alla mia famiglia, in serenità.

Per ammirare le opere di C. Flora Moncada basta collegarsi ai seguenti link:

https://www.facebook.com/LapisprimaLuce/

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Il leggiadro mondo di Ilaria Castagnacci

Il leggiadro mondo di Ilaria Castagnacci

DI MARCO ADDATI

”Da quanto tempo disegno? Non saprei.
Mia nonna mi diceva sempre che sono nata con la matita in mano. Non ricordo il giorno in cui ho deciso di disegnare, ricordo solo che l’ho sempre fatto, fin da piccola, e’ una grande passione, che é cresciuta con me e che ho coltivato ed approfondito con lo studio”.
A raccontarci questo aneddoto è l’illustratrice Ilaria Castagnacci di Marino, un comune a cinque minuti da Roma, dove lei vive in una villetta fuori città luogo che le regala un panorama fatto di alberi e prati fonte di ispirazione quotidiana dei suoi lavori. Inoltre le situazioni e le persone che le stanno intorno sono indispensabili per stimolare la sua vena creativa, il marito Daniele e l’inseparabile cagnetto Mr Toby.
I suoi genitori vivono nelle Marche, magnifica regione in cui ha avuto possibilità di esporre le sue illustrazioni con grande soddisfazione presso il Castello di Frontone, all’interno della manifestazione “Nel castello di Babbo Natale” nelle edizioni dal 2012 al 2015, ed con una mostra personale nell’agosto 2013, nel borgo storico del comune di Serra Sant’Abbondio.
Frequenta, subito dopo le scuole elementari, una scuola media d’arte in cui erano incluse ore in piu’ dedicate alle materie artistiche. Prosegue con la maturità classica e durante gli anni del liceo in estate segue corsi di disegno. A 17 anni frequenta un corso di fumetto con Sergio Angese, putroppo scomparso, e lo scrittore Luca Raffaelli, dove viene selezionata per la mostra finale di Forte dei Marmi. Ilaria Castagnacci2
Finito il Liceo si iscrive all’I.E.D. istituto Europeo di Design di Roma e si diploma in Illustrazione. Contemporaneamente studia Storia dell’arte alla Sapienza.
Frequenta vari workshop con Jek Tessaro, presso la Fabbrica delle favole di Macerata e con Stefano Bessoni il corso dal titolo “Mostriciattoli e stop-motion” a Roma.
Poi tante mostre, concorsi ed esposizioni dove ha modo di far conoscere le sue opere “ Ho ricevuto il terzo posto al concorso Scarpetta d’oro di Venezia con un’ illustrazione che aveva come titolo “Orme di piante, forme di impronte” con un’incisione calcografica, un’acqua forte ed interventi con acquerelli”.
Il mondo di Ilaria è piacevolmente meraviglioso, dove tutto è possibile e leggiadro, possiamo vedere signore uscire da un cinema con i capelli al vento e palloncini che svolazzano intorno, gatti sorridenti e passerotti che intonano melodie ai vari personaggi che stringono cuoricini tra le mani. Uno stile, il suo, venuto fuori dopo tanti anni di studio e di esperienza che gradualmente ha assunto una propria identità artistica. Inoltre Ilaria si dedica alla realizzazione di ciondoli, orecchini e collane in cui il suo tocco brioso e “acquerellato” trova conferma anche nella realizzazione di questi oggetti.

Da cosa trai ispirazione per realizzare le tue illustrazioni?

Non mi metto mai seduta davanti ad un foglio bianco pensando“Adesso devo disegnare” Le idee, da dove vengano veramente non lo saprei dire. L’ispirazione, le immagini, mi vengono dall’osservare la gente, i visi, le facce, guardando altre immagini. Penso che sia importante aver una buona vista e la curiosita’ che ti porta a guardarti intorno. Poi magari mentre sei in macchina o passeggi, la vedi l’illustrazione, e appena arrivi a casa prendi il primo pezzo di carta e schizzi tutto per non dimenticarti. Poi amo molto leggere mi è sempre piaciuto, ho seguito le orme di mia mamma. Leggo volentieri romanzi di autori contemporanei, spesso scelgo libri di esordienti. La lettura è un grande nutrimento per l’immaginazione.
Tuttavia, libro storico a cui sono affezionata e tengo sul comodino perché ogni tanto ne leggo qualche riga a caso e’ “Il Fu Mattia Pascal” .
Quale procedimento utilizzi per disegnare?

Quando inizio un lavoro a volte faccio il primo schizzo a matita, altre procedo direttamente con il pennino nero. Utilizzo per colorarle le ecoline, pastelli ad olio, tinture ad acqua, acquarelli e materiali vari che aggiungo per avere affetti 3d, come fili di rame, ritagli in legno o figure in ceramica e resina. E carte, carte, carte. Ho una passione per le carte illustrate. Mi piace mischiare piu’ tecniche e sperimentare.

I ciondoli e gli oggetti che realizzi sono ideati da te?

Ti posso anticipare che nascono da illustrazioni realizzate una ad una e montate su i vari supporti, sono pezzi unici anche quelli
E’ facile farsi conoscere oggi attraverso i nuovi mezzi di comunicazione?

No, non è per niente facile far conoscere il lavoro dell’illustratore. Un po’ piu’ di attenzione a sensibilita’ all’osservare non guastrebbe e pensare che è un mestiere, non un passatempo, che c’ è studio e dedizione prima di mettere colore su carta e avere il coraggio di farsi vedere. Ci vuole costanza e passione. E qualcuno, che, come in questo caso, ti dia la possibilità di parlar di te.

I tuoi sogni nel cassetto e le aspirazioni?

Il mio sogno nel cassetto… Sono molto felice già così, ma se penso ad una cosa che vorrei realizzare nella mia vita artistica…pubblicare un intero libro illustrato, magari non solo uno. A cosa aspiro io? Non smettere mai di disegnare ed avere l’entusiasmo e la voglia di sperimentare per sentirmi viva. Di entusiasmarmi davanti ai colori e ai segni. Come dico sempre “Ogni volta che espongo le miei illustrazioni, penso che vedere negli occhi delle persone il sorriso è la soddisfazione piu’ grande dopo tanti anni di lavoro appassionato.

Per ammirare le opere di Ilaria basta cliccare sul seguente link:
Pagina facebook:
https://www.facebook.com/sulleormediilaria/?notif_t=fbpage_fan_invite

https://www.facebook.com/ilaria.castagnacci

Tra i chiaroscuri di Marco Internoscia

marco Internoscia

Tra i chiaroscuri di Marco Internoscia

DI FRANCESCO SORGE

Marco Internoscia è nato a Melfi ma vive a Rapolla in provincia di Potenza, un piccolo paesino al nord della Basilicata dove a suo dire il cielo è sempre nuvoloso ed un po’ buio, atmosfere che rendono il suo stato d’animo malinconico e romantico. Nel 2007 si diploma al Liceo d’Arte di Melfi e dopo alcuni anni dalla maturità il suo stile pittorico incomincia a prendere forma e a caratterizzarsi. Marco ci parla un po’ di sé e dei suoi interessi: “Ho letto abbastanza anche se ultimamente mi concentro su fumetti come Dylan Dog, i miei scrittori preferiti sono Hemingway e Dostoevskij, ci sono libri come il Sosia per esempio, oppure Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov che mi hanno particolarmente affascinato per le descrizioni di ambienti fantasiosi con streghe e diavoli. Un altro romanzo che mi è molto piaciuto è stato La pietra lunare di Matteo Landolfi”.Chiaroscuro A Marco sarebbe piaciuto vivere negli anni 30 o negli anni 50 e questo desiderio lo si ritrova tutto nelle atmosfere dei suoi quadri dove regnano il bianco, il nero e i chiaroscuri . Le sue opere sono flashback, quasi scatti di vecchie Polaroid, immagini ferme in una zona dove il tempo non ha accesso, un mondo immobile in cui ogni abito, ogni personaggio è fedele al copione che l’immaginario dell’artista ha creato. Il fruscio di un vecchio disco in vinile con la sua musica dalle melodie retrò sarebbe colonna sonora ideale per perdersi tra le suggestioni create dalla visione delle sue opere. Caratteristica dei lavori di Marco sono i volti che lui disegna, bianchi e privi di caratteristiche umane, ovali bianchi a cui l’osservatore può dare dei lineamenti, che non trasmettono mai inquietudine ma tenerezza. Il giovane artista a quel volto vuol dare una identità, una caratteristica, una collocazione che non trova, se non nei luoghi che magicamente crea intorno e nei suoi manichini, per rispecchiarci e ritrovarci noi, attori della scena. Chiaroscuro2I protagonisti del suo immaginario assumono le sembianze di un gangster, una coppia di innamorati o un’auto anni 30 che con i fari illumina la scena, e questi pochi elementi bastano a farci entrare nel quadro e viverlo tutto, immersi inevitabilmente in quelle atmosfere calamitanti.
“Tra i miei sogni nel cassetto – ci confida l’artista – c’è quello di poter un giorno dar vita ad un fumetto o graphic novel”. Marco Internoscia ci regala il suo mondo e noi lo accogliamo, perchè il suo candore e la sua semplicità ci catturano, e ci rendono inoltre partecipi della catarsi che avviene nel momento in cui trasforma un sentimento ed un’emozione in un’opera pittorica.
Per ammirare le opere di questo giovane artista basta cliccare sui seguenti link:
http://marcointernoscia.wix.com/marco-internoscia https://www.facebook.com/3000.it?pnref=story

 

XVIIIª EDIZIONE CONCORSO INTERNAZIONALE“ANTONIO DE CURTIS”, (Toto’)

Premio TotòXVIIIª EDIZIONE CONCORSO INTERNAZIONALE“ANTONIO DE CURTIS”, (Toto’)

L’Associazione “ Amici di Totò” a prescindere?” ONLUS e l’Associazione “ Eurweb tv5” , organizzatori della diciottesima edizione  del Concorso Internazionale Antonio De Curtis – Totò,patrocinato dagli enti istituzionali più prestigiosi, proclamano i vincitori dopo un’accurata selezione di artisti da parte della commissione. Qui sotto l’elenco:

 

SEZIONE CINEMA:

 

LINO BANFI  PREMIO ALLA CARRIERA

SEBASTIANO SOMMA  PREMIO ALLA CARRIERA

MAURIZIO MATTIOLI PREMIO ALLA CARRIERA

BARBARA TABITA

 

 

SEZIONE PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA:

 

KARIM CAPUANO

 

 

SEZIONE FICTION (Cento Vetrine):

 

DANIELA FAZZOLARI

EMANUELA TITTOCCHIA

DANILO BRUGIA

LUCIANO ROMAN

 

 

SEZIONE FICTION (Un posto al Sole):

 

ILENIA LAZZARIN

ALBERTO ROSSI

PATRIZIO RISPO

LUISA AMATUCCI

 

 

SEZIONE SOAP OPERA (Beautiful):

 

ANNAMARIA MALPIERO

 

 

SEZIONE FILMOGRAFIA:

 

VINCENZO DE SIO

 

 

SEZIONE MUSICA:

 

ILENIA PACITTI

 

 

SEZIONE STAMPA

 

PAOLA COMIN

 

 

SEZIONE NARRATIVA:

 

RAFFAELE CAVALIERE

ALESSANDRO ZANNINI  (Libri Verita’)

 

 

SEZIONE PITTURA:

 

NOEMI CUBERLI

 

 

SEZIONE SCULTURA:

IGNAZIO COLAGROSSI

 

PREMIO ALLA MEMORIA PER SAN LUIGI GUANELLA

 

 

La premiazione si terrà il 9 Dicembre, alle ore 16:00, presso laBiblioteca della Camera dei Deputati, sita in Via del Seminario 76, a Roma.

 

PRESIDENTE  EURWEB TV5                                                                                           PRESIDENTE AMICI DI TOTÒ

Giovanna D’Urso                                                                                                                Avv. Alberto De Marco

CORRIAMO SAVIANO al via la 2° EDIZIONE

Saviano corriamo

 

CorriAMO Saviano 2° edizione, domenica 6 dicembre corsa podistica nella città del Carnevale
SAVIANO – Dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna “CorriAMO Saviano”, la seconda edizione della gara podistica su circuito cittadino di Saviano. L’evento sportivo, organizzato dall’associazione sportiva dilettantistica Running Saviano, guidata dal presidente Dott. Giuseppe Franco, avrà il patrocinio del comune di Saviano, della regione Campania e dell’OPES (Organizzazione per l’educazione allo sport), ente di promozione sportiva riconosciuto dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI).
Ad un anno esatto dalla sua nascita, “CorriAMO Saviano” torna nella cittadina del carnevale domenica 6 dicembre 2015 per una delle competizioni di podismo su strada più importanti e ambite dell’intera regione.
Già lo scorso, al suo debutto, la manifestazione, fortemente voluta dal presidente Franco e dall’allora assessore allo sport Francesco Ferrara, ebbe grande seguito sia per quanto riguarda gli spettatori che per quanto concerne i partecipanti (si contarono ben 800 iscritti!, sic). Quest’anno, c’è stato un vero e proprio boom di iscrizioni fatto registrare già pochi giorni dopo l’apertura delle procedure di tesseramento.
La città del Carnevale sembra essere particolarmente gradita ai numerosissimi corridori provenienti da ogni luogo della Campania, visto che in questa edizione sarà battuto il record di partecipanti: oltre 1000 tra podisti professionisti e atleti amatoriali pronti a sfidarsi sino all’ultimo metro.
Il percorso, articolato su un totale di 10 chilometri, si snoda per le strade cittadine con partenza prevista alle ore 9,00 da Corso Italia, nei pressi del palazzo comunale.
Quasi interamente pianeggiante, con un dislivello massimo di 6/7 metri, il tragitto abbraccia i tre antichi casali di Saviano, toccando le principali strade del centro storico (corso Europa, corso Garibaldi, via Antonio Ciccone, piazza Vittoria, corso Umberto I, via Enrico Manfredi, via Tappia Furignano, via Molino), per poi raggiungere le frazioni di Sirico (via Tommaso Tufano, via Emanuele Gianturco) e Sant’Erasmo ( via S. Erasmo, via Cosimo Luigi Miccoli, via Trieste e Trento).
Regolamento e modalità di partecipazione.
All’evento potranno partecipare sia atleti regolarmente tesserati con associazioni o società, sia atleti singoli, liberi da qualsiasi vincolo di appartenenza a sodalizi sportivi, purché in possesso di certificato medico per attività sportiva agonistica in corso di validità.
L’organizzazione, per il secondo anno, sarà affidata e curata dalla società “Gestione Gare Podistiche” di Pizzano Pasquale, che provvederà anche alla realizzazione di un servizio fotografico per immortalare i diversi momenti della corsa. Speaker ufficiale dell’evento è Marco Cascone.
Iscrizione. Il cronometraggio dei tempi di gara sarà effettuato attraverso l’ausilio di un chip elettronico. Nella quota di partecipazione (5€ per i possessori di chip personale, 6 € per noleggio chip) sarà compreso: ricco pacco gara con t-shirt tecnica, pettorale gara, ristoro intermedio e al traguardo.
Premiazioni con rimborsi spesa e Premi società
Premi società (alle prime 10 con almeno 20 atleti giunti all’arrivo):
1° classificato 400€
2° classificato 300€
3° classificato 200€
4° classificato 150€
5° classificato 100€
Dal 6° al 10° classificato 50€
Premi individuali uomini:
1° classificato, 200€ + trofeo + cesto
2° classificato 150€ + cesto
3° classificato 100€ + cesto
Dal 4° al 120° classificato, riconoscimento
Premi individuali donne:
1° classificato, orologio + trofeo
2° classificato, cesto + trofeo
3° classificato, cesto + trofeo
Riconoscimento a tutte le donne giunte all’arrivo
Premio speciale:
1° uomo al traguardo sotto i 30’ e 1° donna al traguardo sotto i 36’
1° uomo e 1° donna al 5° kilometro (traguardo volante)
I primi 3 delle categorie MM65 (uomini dai 65 ai 69 anni), MM70 (uomini dai 70 ai 74 anni), MM75 (uomini dai 75 ai 79 anni), MM80 (uomini dagli 80 agli 84 anni).
Tutti gli appassionati di running non possono assolutamente mancare a questo grande evento. L’appuntamento è, quindi, domenica mattina, 6 dicembre 2015 ore 8,00 presso il piazzale Enrico De Nicola. Un “in bocca al lupo” a tutti i partecipanti e buona corsa a tutti gli atleti.
Che vinca il migliore. Viva lo sport, viva il podismo.
Per maggiori informazioni visitare la pagina facebook “ASD RUNNING SAVIANO” oppure telefonare ai seguenti numeri: 3477911727 (Biagio Della Pietra), 3286219794 (Giovanbattista Franzese), 3662611453 (Giammario Meo)
A cura di SAVERIO FALCO

” CABARET MALEDETTO” il nuovo show de ” IL CIRCOLO De LOS HORRORES, riparte da NAPOLI

Cabaret Maledetto

A distanza di un anno dal suo debutto in Campania, torna a Napoli il Circo De Los Horrores. Dopo il successo riscosso lo scorso anno, (oltre tre milioni e mezzo di spettatori ne hanno decretato il successo) tutto è ormai pronto per dare il via alla seconda edizione dello spettacolo più terrificante a cui abbiate mai assistito.
Dopo Il Circo De Los Horrores e Manicomio, la trilogia degli “orrori” si chiude con il Cabaret Maledetto in programma dal 17 al 20 dicembre al Teatro Palapartenope.

Cabaret Maledetto è la terza parte di una serie di show, in cui il terrore, la follia e l’umorismo fungono da connessione tematica che abbraccia i due spettacoli precedenti: EL CIRCO DE LOS HORRORES E MANICOMIO, toccando l’apogeo con questa insolita e originale rappresentazione, Cabaret Maledetto, un conturbante cabaret imbastito nelle demoniache, lascive, estrose e perverse tenebre.

Cabaret Maledetto, uno spettacolo con cui El Circo de los Horrores chiude la sua trilogia, inaugurata con l’opera che diede il nome alla compagnia e che continuò poi con Manicomio.

Dopo il trionfo ottenuto da El Circo de los Horrores e da Manicomio, oltre tre milioni e mezzo di spettatori ne hanno decretato il successo, il regista, Suso Silva, ci conduce, in quest’occasione, a una vecchia e decrepita cattedrale gotica trasformata in cabaret, la dimora del terribile Lucifero, il divoratore di anime.

Cabaret Maledetto è un luogo senza regole, senza divieti, né tabù, nel quale trovano sfogo gli istinti più beceri dell’essere umano. È il cabaret dei sensi, nel quale i desideri più bui e più cupi si palesano in modo del tutto naturale, spontaneo e sfrontato.

Nel Caberet Maledetto non manca di certo l’essenza degli anteriori spettacoli della compagnia de El Circo de los Horreres, la miscela di teatro, circo e cabaret.

In questo spettacolo si osserva la formidabile compagine di risorse umane e mezzi tecnici, alla ricerca dell’epilogo perfetto per la TRILOGIA che trascenderà le congetture dello spettatore, con uno show strabiliante e innovativo. Questo è l’obiettivo del Cabaret Maledetto: amalgamare di nuovo le tecniche usate in precedenza con le peculiari caratteristiche di questo show.

El Circo de los Horrores ha visitato i seguenti paesi: USA , Perù, Italia, Spagna.

Cabaret Maldito2

Sinossi

Nell’Inferno non esistono regole, né divieti, né restrizioni, né tabù. L’inferno è il Cabaret dei sensi, luogo in cui si scatenano gli istinti più primitivi dell’essere umano, i desideri più nascosti e lussuriosi si dispiegano sfrenatamente.

El Circo de los Horrores ci conduce questa volta a un’antica e decrepita cattedrale gotica, che sarà “l’ultima dimora”. Trasformata in un demoniaco Cabaret, è anche la residenza di Lucifero, l’incarnazione dell’avarizia e della vanità, la personificazione di ogni male. L’uscio è il varco dell’inferno. Il varco del Cabaret Maledetto.

Il Cabaret Maledetto è la perversione e la sregolatezza dei sensi. Popolano questo maliardo luogo, uomini trasformati in famelici demoni divoratori di anime e perfide femmine, meravigliose sanguisughe succhiatrici.

La leggenda narra che questo cabaret maledetto fu creato da alcune figure di spicco che, dimenticate dal pubblico e cadute nell’oblio, vittime dei sette peccati capitali, avevano ormai smesso di brillare, ma rinacquero dalle proprie ceneri a patto di vendere l’anima al diavolo. Ecco di nuovo il successo, la fama, gli applausi e il potere, ma a che prezzo? Alla fine bisogna pagare e Lucifero riscuote sempre i suoi debiti.

Pagliacci travestiti, nani viziosi, depravate madame, demoni, diavolesse, dark, trasformisti, saranno solo alcuni dei personaggi che, mossi dal temuto e tirannico Lucifero, principe delle tenebre, ci faranno ridere, tremare, urlare dalla paura e gemere di passione in balia del loro terribile carisma.

Grotteschi personaggi interagiranno con il pubblico nel perfetto genere di teatro di arte varia o music-hall, mentre esibiscono i loro nudi corpi.
Ancora una volta, e mostrando il suo vero volto, Lucifero ci condurrà attraverso le losche baccanali e le fastose tregende del CABARET MALEDETTO.!

 

“Cari e patetici spettatori, quando la sordida e terribile routine della vostra noiosa vita si sarà impossessata di voi, muovete le vostre membra verso il Cabaret Maledetto, dove i vostri desideri più cupi e lascivi diventeranno realtà, ché questo è il tempio del vizio e della perdizione”!

“Infimi e lussuriosi mortali, siate benvenuti a questo maledetto e perverso luogo del peccato… Il Cabaret Maledetto”!

 

Con “El Circo de los Horrores” portammo lo spettatore a un lugubre e recondito cimitero, con Manicomio lo trascinammo fino a un funesto ospedale psichiatrico, questa volta viaggerà con noi all’Inferno. Un’antica e decrepita cattedrale gotica, che sarà “l’ultima dimora”. Trasformata in un demoniaco Cabaret, è anche la residenza di Lucifero, l’incarnazione dell’avarizia e della vanità, la personificazione di ogni male.

Cabaret Maledetto è una proposta in cui Lucifero è l’asse ipogeo che sorregge lo spettacolo. Una cattedrale in stile gotico è lo spazio in cui la passione, la sregolatezza e il divertimento convergono in perfetta eufonia. Grazie all’eclettismo degli artisti, il pubblico ha la possibilità di cimentarsi in uno spettacolo unico e originale circondato da un intrigante scenario.

Lo spettacolo vuole far sì che il pubblico comunichi e che partecipi a una selvaggia e oscura festa dell’umorismo, della lussuria e della passione delirante, in compagnia del nostro vecchio maestro di cerimonie trasformato in Lucifero, che ci svelerà i luoghi più toschi di questo originale e vecchio cabaret.

Cabaret Maldito

Ecco che, ancora una volta, in questo nuovo spettacolo, si fondono insieme il teatro d’avanguardia, il circo contemporaneo e il cabaret più selvaggio, inconfondibili segni d’identità di El Circo de los Horrores.

TEATRO SCARNO, con una drammaturgia che narra le vicissitudini di alcuni personaggi di spicco che pur di avere un’ultima serata di notorietà, sono disposti a vendere l’anima al diavolo; terrore, umorismo e turbamento convivono in un’atmosfera unica. Con monologhi dall’oltretomba, parodie sugli angeli e demoni, confessioni sessuali con Lucifero e l’eterna lotta tra il cielo e l’inferno.

CIRCO SENSUALE, dove la tecnica circense punta a provocare, a eccitare e a scaldare i nostri sensi. I movimenti erotici e provocatori degli artisti, con i loro perversi e maliziosi sguardi inebrianti e con i sensuali numeri aerei di uomini e donne che, attraverso le acrobazie, ritraggono la pazzia e la sregolatezza della passione; diaboliche contorsioniste acquatiche che si sommergono in un calice colmo di sangue; pallidi e torvi pattinatori di questo oscuro mondo gotico, che girano a grandissima velocità e con una precisione incredibile e mangiafuoco e sputafuoco, saranno i personaggi che faranno sfoggio delle loro abilità in questo strano inferno e che cattureranno lo spettatore. Un’esplosione dei sensi, una parata di colore, calore e magari anche di sapore.!

CABARET BUIO, come dev’essere ogni cabaret che si rispetti, quando si parla di cabaret tenebroso. Scherzando con il demoniaco rappresentato da un corpo di ballo di strabilianti diavolesse e demoni la cui caratterizzazione, va dal mostruoso fino alla bellezza del male, personificata da corpi nudi da capogiro, ornati da stigmate che ne ricoprono i visi e da bruciature che ne rivestono i corpi, grandi tagli sulla pelle o ascessi di cisti virulente.

In questo spettacolo si va oltre ed è stata inclusa la musica dal vivo, per ottenere maggiore spontaneità e per enfatizzare ogni momento dello show. Una forte scommessa musicale, con grandi voci in diretta e danza acrobatica, classica e moderna, introdotta in ogni singolo movimento dello spettacolo, oltre al potere della parola attraverso i monologhi.

Le note di un pianoforte a coda e quelle sfrenate delle chitarre elettriche convivranno insieme alle voci nere del Gospel più sordido e sinistro. Musica e voci dal vivo, caratterizzano questo nuovo montaggio attraverso il prisma del vecchio e magico cabaret degli anni 40, anche se, ovviamente, rinnovato e adattato agli anni in cui ci tocca vivere.

Nei due spettacoli precedenti della trilogia di El Circo de los Horrores, Suso Silva personifica il personaggio di Nosferatu.
Nel primo spettacolo, ‘El Circo de los Horrores’, Nosferatu è l’anfitrione, il maestro di cerimonie. Dà il benvenuto a un mondo misterioso e agonico ai mortali che osano entrare ne El Circo de los Horrores arrecando loro angoscia e turbamento.
Il personaggio di Nosferatu nasce come quello che è, il padre di tutti i vampiri, il primo dei vampiri. Il suo risveglio, e con lui l’incubo degli orrori, provoca un certo timore e paura.
Cerca di reinventare il circo, esumandolo dalla sua sempiterna agonia che lo condurrà inesorabilmente all’estinzione e così lo definisce, attraverso la sua frase caratteristica: “il circo è morto, andiamo a riesumarlo”.
Nel secondo spettacolo, ‘Manicomio’, in una nuova ambientazione, Nosferatu, un malato estremamente perturbato e pericoloso, “il re dei vampiri” scoprirà che i suoi accoliti non sono mummie, licantropi, o fanciulle possedute, bensì un drappello di malati terminali.
È il vero re del luogo, il matto e il più dissennato del regno. Tutti gli internati lo attorniano, lo adorano e lo rispettano, sembra una corte infestata da matti e da cortigiani che rendono omaggio al loro re, al loro amato sovrano. Di nuovo, questo personaggio è il duce che infervora le masse. È il nesso che unisce le diverse storie che si svolgono tra le pareti di questo strano centro. Contemporaneamente, nella sua veste di dottore, Nosferatu psicoanalizza e porta a galla i traumi e le manie dell’inavveduto spettatore.
In questo nuovo spettacolo, che chiude la trilogia, Cabaret Maledetto, Suso Silva incarna il personaggio di Lucifero, il Signor Lucifero.
Lucifero è l’angelo menzognero, peccaminoso, vizioso, lussurioso… come tutti i demoni, quello che vuole è trarci in inganno e lo fa fin dall’inizio, si fa passare per un demonio minore, come Nosferatu, il vampiro, il re dei matti o interpretando un sovrano dei folli, il suo nome è Signor Lucifero, o il quarto figlio del cane nero, è la bestia con il numero 666, il numero della bestia.
Il passaggio da Nosferatu a Lucifero è cronologico.

Nosferatu inganna lo spettatore fin dall’inizio e finalmente hanno deciso di svelare il suo vero volto, occulto dalla veste di vampiro, con questo nuovo aspetto, quello di Lucifero, si chiude la trilogia, è il momento estético e creativo di un ciclo di spettacoli, è arrivare all’apogeo, al momento più sublime della creazione di El Circo de los Horrores, l’opera prima di El Circo de los Horrores tocca l’apice con il Cabaret Maledetto, la parte più morbosa, più oscura, quello che vogliamo dimenticare, che vogliamo nascondere.

Con Lucifero si chiudono i due personaggi che in realtà sono solo uno: Nosferatu e Lucifero.!
Siete pronti dunque ad entrare e a vendere la vostra anima al diavolo?

Orario spettacoli:

Venerdì e sabato: 18.00h – 22.00h
Domenica: 17.00 h 20.30h

Orario biglietteria:
Dalle 17.00 h alle 20.00 h
Domenica dalle 16.00 h a 21.00 h

Prezzo biglietti:
Da 18 a 45 euro

Biglietti in vendita:

http://www.circodeloshorrores.com

Ingresso vietato ai minorenni