Archivio mensile:gennaio 2016

Alberto Cerqua: ‘Pronto al lancio di Place Plus, il rivoluzionario approccio ai servizi nei locali di tutta Italia’

Cerqua

Alberto Cerqua: ‘Pronto al lancio di Place Plus, il rivoluzionario approccio ai servizi nei locali di tutta Italia’
“Sarò un partner importante di Place Plus, il rivoluzionario approccio commerciale lanciato da poche ore con il kick off di Spoleto che da l’opportunità ai pubblici esercizi di erogare un mondo di servizi, appunto, e generare business e guadagni”. Alberto Cerqua, imprenditore nella moda, nello spettacolo e nel commercio, ha presenziato al kick off nella splendida cornice dell’Albornoz Palace Hotel di Spoleto, della start up dei soci fondatori, Luca Cagnazzo, Luca Espa e Alessandro Espa. Cerqua, patron di un evento come Mis Europe Continental che sbarca ogni anno su decine di piazze italiane, ha subito investito forze e idee nel progetto PP: “Ho deciso di essere parte integrante della start up perché credo molto nell’idea di Cagnazzo e dei fratelli Espa e coinvolgerò una vasta gamma di agenti che coprono ampie realtà a livello nazionale nei settori in cui esercito la mia attività e i miei investimenti”.

IL KICK OFF – A Spoleto, mercoledì 20 gennaio, c’erano i principali partner di Place Plus come Cogetech, iZiplay e Paymat, wikicom, Enoxi, Gioconews, Csen ed Euroconsult.
Alla tavola rotonda presenti anche i commerciali che partiranno lungo tutta la penisola per portare Place Plus a bar, ristoranti, edicole, circoli, palestre ed altre location con ottimi bacini d’utenza.

LA MISSION – “La nostra mission è di diventare un soggetto unico per l’erogazione di servizi differenti al cittadino e rendere facile l’accesso agli stessi e differenziarci dai competitor senza imporre canoni mensili. Ma quello che farà la differenza sarà la formazione di tutti gli aspetti del progetto”, conclude Luca Cagnazzo.

COSA OFFRE PLACE PLUS? – Un’opportunità per gli esercenti che vogliono incrementare i propri guadagni e offrire più servizi ai clienti. Servizi postali, finanziari, assicurativi, ma anche ricariche telefoniche, dei conti di gioco, e tanto altro ancora. In un portafoglio completo e in progressivo aggiornamento. Proprio sul fronte del gaming sono arrivati gli sviluppi più rilevanti. A sposare il progetto è stato un top player del mercato italiano come Cogetech – titolare dei brand IziPlay e Paymat – che sarà quindi il provider per quanto riguarda alcuni servizi postali e finanziari, come i pagamenti dei bollettini, e per alcuni servizi di ricarica, dai conti di gioco (proprio con il celebre IziPlay) alle postepay. Ma altri accordi sono in dirittura di arrivo, anche sul fronte new slot e Vlt, con Place Plus che si propone sempre più come ‘provider di providers’, creando un pacchetto dei migliori servizi alle migliori condizioni di accesso, e mettendolo a disposizione della propria clientela. Basti pensare, per esempio, che nei servizi dove c’è una maggiore concorrenza, come le ricariche o i pagamenti, si differenzia dai competitor perché non richiede canoni mensili né garanzie fideiussorie. E con il valore aggiunto della formazione professionale del punto vendita, uno dei plus offerti ai propri partner. Provare per credere.

Roger Berruezo, l’amatissimo German di ” UNA VITA” indossa l’italian trend D-Style

 

Roger Berruezo.jpgAnche Roger Berruezo is  Dstyle!

Dstyle, il marchio di Domenico Auriemma, ottico dei Vip, e’ sempre più spanish.
Anche Roger Berruezo, protagonista maschile della Soap iberica Una vita – Acacias 38, nel ruolo del dottor German, indossa gli occhiali personalizzati Dstyle.
È un orgoglio per non dire un grande vanto per Dstyle vestire uno degli attori spagnoli più popolari in Italia , grazie agli ascolti altissimi della Soap opera pomeridiana di canale 5 .
Roger Berruezo sfoggia su tutti i Social network personalmente gestiti da lui gli occhiali Dstyle che ha pensato e realizzato solo ed esclusivamente per l’eroe buono di Acacias 38.
Dstyle e’ sempre più international e accompagna i vip di successo e le serie tv più amate oltre ad essere partner di Massmedia , in prima linea per la comunicazione , e sponsor e partner pallavolistico in B2 per Elisa volley Pomigliano.

Take me out…è di scena Benny Moltelo

BennyTake me out…è di scena Benny Moltelo

Su Realtime e’ in onda ogni giorno il nuovo programma Take me out e tra i ragazzi spicca il napoletano Benny Moltelo, simpatico , brillante e bel ragazzo di origini argentine .
Modello, ha fatto Una piccola parte in Gomorra all’interno della paranzina del protagonista Genny: tra le varie esperienze, ha partecipato al concordo di Mister più bello di Italia. Ora ha grandi sogni e studia recitazione e dizione.
Sguardo profondo, occhi azzurri, un principe del Sud, nonche’ personal trainer, adesso Benny ha la sua piccola grande occasione in tv con Take me out.
Condotto su Realtime da Gabriele Corsi del noto Trio Medusa, il programma e’ gia molto seguito.
Benny Moltelo si fa notare per look, simpatia e avvenenza e lavora già a prossimi imminenti progetti.

Maria Patavia e l’arte dei segni che parla di sogni

PATAVIA

Maria Patavia e l’arte dei segni che parla di sogni

DI MARCO ADDATI

Maria Patavia, di Lecce, racconta il suo estro attraverso i colori che si depositano sulle sue tele in base alla spinta che le emozioni le suggeriscono. Segni e sogni si amalgamano tinteggiando “d’ingenuita’ artistica” i suoi lavori. Ghirigori volutamente infantili, a formare quasi una danza di elementi in cui l’impeto del momento non e’ guidato da una regola ma da un automatismo volto a non condizionare la purezza del suo guizzo artistico. La pittura di Maria guarda oltre il reale e addentrandosi tra i meandri della materia ne riscopre l’essenza incontaminata. Un linguaggio pittorico che attinge sempre dal bambino che è in ognuno di noi e si sviluppa creando un “arazzo” di sensazioni il cui filo invisibile è la giocosità. Il bisogno di evadere dal convenzionale, imprimendo su tela, carta o altri materiali che all’occorrenza si prestano ad accogliere le sue fantasie, è la spinta che porta l’artista a raccontare i suoi stati d’animo privi di maschere e orpelli. Immagini e forme che si rendono, con la loro briosità, testimoni e portatori di un messaggio archetipo. “La mia pittura racconta di me – ci confida Maria – esprime quelle che sono le mie emozioni più profonde e lo fa attraverso le forme e i colori. Non seguo regole ben precise e non voglio seguirle. La mia arte e’ volutamente infantile, perche’ lascio che ad esprimersi sia il mio animo bambino e per questo utilizzo un segno e una tecnica semplici”. Un linguaggio il suo che si delinea pian piano influenzato dall’astrattismo e dal dadaismo in cui a parlare non è il soggetto singolo ma l’opera nella sua interezza e coralità. Sempre attenta alla sperimentazione con materiali nuovi e diversi, proprio perché l’arte non è statica e non conosce il convenzionale le sue opere si avvalgono di tecniche e materiali di vario genere come acrilici, tempera amalgamati con polverine, gessi, colle, pietre e sabbie e altri elementi di riciclo. I pennarelli a spirito, i primi colori utilizzati dai bambini nei loro disegni, sono anch’essi protagonisti delle opere di Patavia rivelandoci il lato di eterna Peter Pan. “L’arte è nel mondo. E’ solo una questione di ispirazione, è quel qualcosa che si tiene dentro e che aspetta di venire alla luce e così senza accorgersene ci si ritrova a creare, ed esplorare nuove realtà artistiche. Riesco a ritagliarmi dei momenti solo per me, in un mondo tutto mio fatto di immagini irreali ma anche di elementi naturali e animali, specialmente gatti, molto presenti nei miei disegni infatti la mia Baby Face è la modella d’eccezione che posa per me. Tra i quadri che ho realizzato potrei citarvi “Terra dei fuochi”: tecnica mista su tela in cui affronto un tema a me molto caro ovvero quello ecologico riferito a quei luoghi incantevoli ma deturpati dall’uomo. L’acrilico misto alla sabbia, un chiaro rimando al mare della Campania, si mostra con i suoi vari colori che si fondono in un unico abbraccio: celeste e verde smeraldo del cielo, giallo del sole, rosa dei tramonti e nero, a ricordare lo scempio ai danni di quella terre. “Turbinio di colori”: pastelli a cera su cartoncino, in cui tracce di colore luminoso scivolano sulla tela creando un movimento sinuoso. Ondulazioni che con spontaneità e volontà ho adagiato sulla superficie creando un flusso iridescente. “Vanità”: penne e pennarelli su cartoncino, in cui una trama lineare composta da una fantasmagoria di motivi e immagini perdono individualità lasciando all’osservatore il gusto di cercarle nella nuova unità”. Nelle sue opere una struttura compositiva in cui la ripetizione ritmica dei segni crea un mondo simbolico che a tratti diventa surreale, regalandoci attraverso uno sviluppo fantasioso dell’opera, dei lavori ricchi di significato. “Ogni lavoro che ho realizzato ha per me un senso ed un suo perchè, potrebbe non essere apprezzata da tutti la mia arte, come è giusto che sia ma il mio intento è quello di rendere questo tipo di pittura dell’anima fruibile da un vasto pubblico”. Maria esploratrice dell’arte, scopre la pittura, inizialmente hobby piacevole, sino a che non si lascia trasportare dal vortice di quel mondo incantato. Anche il giornalismo resta un suo modo per comunicare. Ha fatto esperienza in alcune redazioni e ha condotto le trasmissioni Cultur-amando e Maria Patavia Sciò su Radiofree permettendo a vari artisti di potersi raccontare spontaneamente. Affascinata dal teatro, dopo aver seguito laboratori attoriali è ora personalmente impegnata a condurne uno. “Per me l’arte e’ esprimersi, ed io lo faccio chiudendo gli occhi e assecondando il mio istinto”.

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L’allegro mondo di Carmela Vegliante autrice di “Dentiere divertenti… o quasi!”

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DI FRANCESCO SORGE

L’allegro mondo di Carmela Vegliante autrice di “Dentiere divertenti… o quasi!”

Carmela Vegliante con il suo ultimo libro “Dentiere divertenti ….o quasi!” ci svela il mondo della terza età facendocelo apparire non triste e austero ma ancora ricco di opportunità esistenziali. Le protagoniste sono un gruppo di amiche che convivono tutte in un ospizio condividendo e raccontandosi del loro passato, dei loro amori e dei loro acciacchi. Il linguaggio è sobrio, diretto e divertente e si viene subito catturati dalle atmosfere che Carmela magicamente riesce a creare. Il lettore viene condotto con mano in situazioni esilaranti ma dal retrogusto un po’ acido e sarcastico, lasciandolo stordito per il comportamento spiazzante delle protagoniste tutte un pò avanti negli anni. Il racconto della Vegliante si classifica nel 2005 al 3° posto al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Città di Bitetto” ed ora è pubblicato da Cavinato Editore İnternational in formato ebook e distribuito in vari store sparsi nella rete. Il libro si avvale, per la parte grafica, della valida collaborazione di Veve Dada alias Veronica Addati le cui belle illustrazioni ad acquerello e pastello forniscono ulteriori elementi per la definizione dei caratteri dei personaggi. Un altro valore aggiunto lo si può evincere dalla magnifica presentazione fatta da Dalila Bellacicco redattrice di “Gioianet” e “La voce del Paese” testate giornalistiche di Gioia del Colle.

Come è nata la passione per la scrittura?

E’ nata con me, ricordo che alle scuole elementari io e mia sorella gemella ci inventavamo tante storie, la nostra immaginazione era fervida, con lei ho condiviso questa mia innata capacità di mettere per iscritto tutto ciò che i miei pensieri mi suggerivano.

Perché scrivere un racconto sulla terza età?

Come lavoro assisto gli anziani per cui questo è un po’ il mio mondo , dove il più delle volte si creano situazioni molto tristi, ed è qui che io mi inserisco scrivendo e creando avvenimenti non proprio consoni all’ età delle mie protagoniste ma veicolando un messaggio ottimistico sulla terza età in cui lo spirito deve essere sempre giovane e accettare questo nuovo periodo della propria vita come condizione esistenziale da cui non ci si può sottrarre e viverlo bene.

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Cosa vuol raccontare Carmela di sé agli altri?

Voglio raccontare cose allegre e spensierate, chi legge deve avere una boccata di allegria, di relax, tutti abbiamo delle ferite e delle sofferenze dentro di noi ed una lettura leggera ci aiuta a passare dei momenti di svago.

Progetti futuri in campo letterario?

Ne ho un paio, uno è quasi terminato, è un racconto scritto non proprio nel mio stile e non sono sicura se lo porterò a termine perché è un po’ troppo intimista e dovrò mettere a nudo me stessa. E’ ricco di fantasia, è molto romanzato ma, pensando ad una rilettura a distanza di tempo ci sarebbero troppe cose tristi da ricordare. Altro libro nel cassetto “Il Paese di LO”, non dico altro.

Sogni nel cassetto artistici e non?

Il sogno più grande che ho è quello di scrivere una sceneggiatura teatrale o cinematografica con situazioni di vita quotidiana, di una mamma, di una figlia, di persone che ci vivono accanto con tutte le problematiche esistenziali, soffermandomi molto sui valori importanti della vita quali l’amore, il rispetto reciproco, valori religiosi, la famiglia, i figli, e soprattutto solidarietà. Il sogno invece che non riguarda la sfera ludico artistica è quello di vedere i miei figli sereni e felici, ma questo è il sogno di tutte le mamme.

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Da cosa trai ispirazione per scrivere?

Mi hanno sempre affascinato le espressioni, le movenze e il modo di gesticolare della gente, da qui prendo spunto per inoltrarmi nel cuore dei personaggi che sono sempre persone che io conosco, amici, parenti, vicini di casa o concittadini della mia città Gioia del Colle, a cui do quasi sempre un soprannome. A volte l’ispirazione mi viene guardando l’angolo di una casa o dal profumo di cibo che proviene da una cucina insomma la realtà che mi circonda è la mia Musa eccelsa.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Voglio ringraziare prima di tutto il mio editore, Cristian Cavinato, persona educatissima e rispettosa, che mi ha dato questa grande opportunità, pubblicare il mio racconto in formato ebook e farmi conoscere il mondo virtuale.
Un altro ringraziamento va a Veronica Addati per le bellissime illustrazioni create con amore impegno e bravura.
Un grazie particolare a Dalila Bellacicco, mamma e donna stupenda che mi ha fatto dono della recensione al mio libro, ho l’onore di esserle amica.
Un grazie ancora a Marco Addati per l’aiuto ed il continuo incoraggiamento ad andare avanti in questa meravigliosa avventura editoriale.
Un grazie a Michele Lucatuorto presidente del Concorso Internazionale Poesia e Narrativa “Città di Bitetto”, persona gentile che nel 2005 mi ha gratificata assegnandomi il premio.
Dedico infine questo libro a mia sorella Anna con la convinzione che se fosse stata ancora in vita avremmo scritto questo racconto a quattro mani.
Sono una persona che nonostante un passato di sofferenza trova sempre la forza di proseguire, avvalendomi di quella capacità innata di farmi coraggio da sola. Il carburante lo trovo dentro di me ed è l’allegria, ereditate dalle mie origini partenopee e salentine, che attraverso un libro voglio anche infondere negli altri.

Per poter leggere una breve anteprima dell’ebook basta cliccare sui seguenti link: https://books.google.it/books?id=G7UlCwAAQBAJ&pg=PP1&lpg=PP1&dq=carmela+vegliante+dentiere&source=bl&ots=V25gVtHPsj&sig=-Dgp-af_PsFV6-h_QECQs6lLK-4&hl=it&sa=X&sqi=2&ved=0ahUKEwi6we2bvNjJAhUG1xoKHeAlCfgQ6AEILDAC#v=onepage&q=carmela%20vegliante%20dentiere&f=false

L’attore DAVID V. MURO” IL SERVANTE” di ” UNA VITA” PER ITALY IN THE WORLD WEBZINE

 

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DI GIUSEPPE COSSENTINO

Noi di Italy in the World siamo volati in Spagna, a Madrid, sul set della soap opera spagnola “ Una Vita” ossia Acacias 38 il titolo originale di questo fuilletton a puntate ed è qui che abbiamo incontrato David V. Muro, uno dei protagonisti del grande tele romanzo scritto dalla superlativa Aurora Guerra, ( già autrice della soap opera “ IL SEGRETO). David V. Muro, interpreta Servante Gallo, un uomo buono ma un po’ brontolone. Il suo lavoro nella portineria è importante ed è un punto di riferimento per gli abitanti dello storico condominio nel quale vivono le famiglie di “Una Vita”. E’ sposato con Pacienca ( Aurora Sanchez) . Servante e Pacienca rappresentano la linea comedy della telenovela. David ci ha rivelato che ama il nostro Paese, la nostra cultura che racchiude tanti sentimenti. Tra i suoi attori italiani preferiti annovera l’indimenticabile Marcello Mastroianni.
David Muro, è un attore spagnolo cinquantatreenne, disponibile, alla mano, un veterano del mestiere, noto al grande pubblico per aver preso parte a serie televisive di successo tra le quali Il tempo del coraggio e dell’amore. Ma è anche un apprezzato e stimato attore di cinema ma soprattutto di teatro e musical.

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Giuseppe Cossentino,  fondatore e creatore  ITALY IN THE WORLD WEBZINE, a Madrid con l’attore DAVID V. MURO

 

Mariano Ciarletta “poeta dei sogni” e “scrittore degli incubi”.

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Mariano Ciarletta “poeta dei sogni” e “scrittore degli incubi”.

DI MARCO ADDATI

Mariano Ciarletta, scrittore salernitano, “armato” di fogli, penna e tanta fantasia racconta le emozioni trasportando le sue sensazioni e visioni su carta, offrendole ad un pubblico pronto a catturarle. Collabora con alcuni giornali locali “Il sud”e “L’informatore.
“Rami nel buio-L’esorcismo di Amazio Evenshire” e “Ai bordi dell’abisso-Storia di un esorcismo” sono i suoi primi due romanzi horror.
La poesia occupa un posto privilegiato nella sua ampia gamma artistica tanto che ha realizzato ben tre raccolte. La prima “La foresta delle rose scarlatte” pubblicata con la casa editrice Plectica, la seconda “Sentire” con la casa editrice Pagine e la terza “Tra miti & silenzi” con la casa editrice Aracne di Roma. Diverse poesie di Ciarletta sono state pubblicate nella rivista nazionale trimestrale “Fiorisce un Cenacolo” del poeta Carmine Manzi.
Mariano Ciarletta riesce a spaziare tranquillamente dal genere horror a quello romantico con abilità e disinvoltura perchè nel momento creativo vi è sempre la sua Musa a suggerirgli e ad ispirargli un sogno o un incubo.

Da dove nasce la tua poesia?

La mia poesia nasce da un’ esigenza di comunicare il mio mondo e ciò che mi ha formato nel corso degli anni ai lettori. Credo che una poesia, così come una canzone, nasconda verità recondite che, attraverso la struttura dei versi, possono emergere facilmente

Da quanto tempo scrivi?

Scrivo dall’ età di 19 anni ma, fin da piccolo, ho avuto una certa propensione per la scrittura. Ricordo che avevo un diario segreto su cui riversavo tutti i miei pensieri specialmente quelli più nascosti. Poi, a 19 anni, ho iniziato la stesura del mio primo romanzo, incentrato sul tema della possessione demoniaca, rami nel buio l’ esorcismo di Amanzio Evenshire.

Mariano Ciarletta

Come nasce un tuo romanzo?

Di solito il punto di partenza sono sempre i protagonisti e le ambientazioni. Mi piace creare delle trame in cui, quasi sempre, intervengono numerosi flashback e “ritorni al passato”. Solitamente tengo molto a strutturare bene il racconto con tempi scanditi e un linguaggio molto semplice. Penso che, essere semplici nella scrittura, sia il miglior modo per arrivare al pubblico.

Le tue fonti d’ispirazione?

Come ho detto prima, mi ispiro molto al genere Horror anche se, ultimamente mi sono dato completamente alla poesia. Ho partecipato a diversi premi letterari ottenendo ottimi risultati e ho pubblicato anche 3 sillogi poetiche che rappresentano il mio essere e quello che voglio effettivamente comunicare con la poesia.

Libro cartaceo o ebook?

Decisamente libro cartaceo ma anche l’ Ebook ha numerosi vantaggi dunque, non lo sottovaluterei. Leggere ovunque con un semplice cellulare o un kindle è davvero una grande rivoluzione che potrebbe sensibilizzare di molto le persone alla lettura.

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I tuoi progetti futuri?

Ho appena concluso un premio letterario proprio ieri con il 3 posto. Sono molto soddisfatto. I miei progetti futuri sono semplicemente incentrati sulla scrittura. Scrivere mi rende felice e ancor di più sapere che nella vita reale e sul web ci sono persone pronte a leggermi.

Cosa rappresenta per te la poesia?

In fondo siamo tutti poeti. Ognuno di noi ha qualcosa da dire. La poesia, al di fuori della metrica e delle ritmica per me è sempre stata un messaggio, un voler gridare qualcosa al prossimo per comunicare per far comprendere la propria essenza interiore.

Il libro che avresti voluto scrivere?

Che domanda, ovviamente “L’ esorcista” di Blatty.

Scrivi di getto o intervieni successivamente sui tuoi componimenti?

Di solito mi piace riflettere, dipende anche dalle situazioni. A volte, quando sono pensieroso mi piace scrivere con calma e riversare ciò che porto dentro su un foglio immacolato con tempi lenti. Altre volte scrivo di getto ma poi, ovviamente, sono costretto a fare numerose revisioni.

Come ti vedi in un futuro, scrittore di romanzi horror o poeta che canta l’amore?

Io sono semplicemente uno scrittore. Uno scrittore può benissimo curare diversi generi contemporaneamente. Sicuramente sento maggiore affinità con la poesia perchè mi rende felice, perchè consente a noi poeti di raccontarci agli altri con disinvoltura. La poesia è un’ arma molto potente che ci rende consapevoli delle nostre fragilità ma anche della nostra capacità di emergere agli occhi degli altri.

Da buon poeta qual’è la tua visione dell’amore?

La mia visione dell’ amore è prettamente drammatica. Amo gli amori spezzati, incompiuti, incompresi, quegli amori che ti fanno realmente sognare ad occhi aperti per la mancata realizzazione.

Quale dei tuoi scritti dedicheresti a chi ci sta leggendo?

Una poesia a cui tengo particolarmente perchè racchiude un po’ quello che ognuno di noi, almeno una volta nella vita è costretto ad affrontare. Percorrere la via del dolore vuol dire, infatti, affrontare le proprie paure, le proprie delusioni e i propri mostri interiori per poter liberarsi dal pantano che, segretamente, tutti noi abbiamo dentro noi stessi.

La via del dolore

Avanzo per vie sconosciute,
e l’ odore della terra umida le narici mi percuote.
Spine conficcate nelle mie mani consunte
Memorie di gioie ormai defunte.

Questa è la via del dolore a pochi riservata
Croce lignea improvvisamente donata.
Ricca di ombre e mostri dal viso d’ angelo
In agguato con il loro respiro gelido.

Ma in un giorno non lontano
Libera sarà l’ anima da questo pantano.
Liberò sarò dalle spire dell’ orrore,
Perché già percorso avrò la via del dolore.

Per poter leggere gli scritti di Mariano Ciarletta o mettersi in contatto con lui basta collegarsi al suo blog ufficiale http://marianociarlettascrittore.blogspot.it/ o sul canale youtube https://www.youtube.com/watch?v=wqtuOFLGfAA

Simona Tagli, conduttrice, showgirl e imprenditrice di successo tutta italiana

Simona Tagli
Simona Tagli, conduttrice e show girl di grande successo, è oggi in grande forma, e vive un altro successo, quello di imprenditrice. Ha creato La Vispa Teresa, un salone per signore, a Milano.

 


Com’è nata l’idea della Vispa Teresa?

“E’ nata pensando di recuperare la mia esperienza di donna di spettacolo spesso sottoposta a ore di trucco e parrucco, quindi come tributo a chi fa bella la tv, e di mettere a disposizione la mia esperienza di mamma, creando un parrucchiere ed estetica che metta al centro il bambino, e dia la possibilità alle mamme di potersi dedicare del tempo senza affidare ad altri i propri bimbi”.

Perchè i vip e le persone normali devono scegliere la Vispa Teresa?
“E’ un servizio in più che offriamo”

Chi collabora con te?
“Professioniste esperte, vere e proprie “amiche” dell’estetica”.

Quali nuove idee hai in mente per la Vispa Teresa?
“Il “Vispa Dollar” che si trova su una rivista di Milano F.P.”

Quanto conta la bellezza per una donna nella quotidianetà?
“Per una donna, una mamma, nella quotidianità la bellezza sobria ed elegante è un passo importante, che rasenta la coccola, fra un impegno e l’altro. Immagino le mamme come le dive del focolare domestico (la donna come colonna portante della famiglia)”.Che tipo di mamma sei?
“Sicuramente sono molto presente”.

Sei innamorata in questo momento?
“Mi piace amare, non solo un uomo, sarebbe limitativo, ma tutto ciò di cui mi circondo” .

Come trascorri il tuo tempo libero?
“Adoro trascorrerlo con mia figlia” .

Fai sport?
“Amo lo yoga, e lo pratico spesso”.

Hai hobby o passioni particolari?
“La Vispa Teresa è un lavoro che mi piace tantissimo e mi impegna molto tempo”.

Ti manca la tv?
“Assolutamente no. Non ho rimpianti, mi ha dato molto e ancora continua a darmi. Grazie TV ! grazie Pubblico!”

Cosa pensi della tv di oggi?
“Preferivo quella di un tempo” .

Cosa guardi in genere in televisione?
“Mi piace guardare i dibattiti giornalistici”.

Ti attira la fiction?
“Si, in particolare quelle di Tarallo, come “il peccato e la vergogna”.

Un ricordo di Gigi Sabani con cui hai lavorato tanto in passato?
“Un grande professionista”.

D-Style,un marchio di garanzia, elenganza e tendenza per tutti

 

Domenico Auriemma

DSTYLE è Domenico Auriemma, una persona degna di nota nel panorama nazionale e internazionale della moda, ma al contempo umile e con i piedi per terra, parliamo dell’imprenditore Domenico Auriemma per gli amici e conoscenti Mimmo, noto per aver lanciato uno degli brand più riconosciuti nel suo settore: D-Style, appunto.

Un concept tutto made in Italy, che ha nell’occhiale la propria storia. In molti lo definiscono imprenditore, ma una volta conosciuto il grado di umanità che si nasconde dietro tale genio sembra riduttivo minimizzare chiamandolo “l’imprenditore dell’occhiale”. Il  suo laboratorio, è ad Afragola, in provincia di Napoli,  dove ogni giorno prendono forma i suoi geniali prodotti, e dove gli appassionati possono personalizzare i propri occhiali istantaneamente.

Una personalità che a primo impatto può sembrare un po’ timida, ma che già dalla stretta di mano infonde sicurezza. Entrare nel mondo D-Style è un privilegio che tutti possono provare, infatti nonostante i nomi più celebri che hanno indossato i suoi occhiali e che continuano a richiedere le sue prestazioni per innumerevoli occasioni, Domenico concretizza il suo sodalizio anche con le persone comuni. Grazie alla propria passione, impegno e dedizione, il confezionare ogni occhiale diviene per quest’uomo consapevolmente una missione. Dietro il prodotto finale c’è un attenta cura nella personalizzazione e delle esigenze del cliente, il must è saper collocare la personalità di ognuno e farla trasparire nei propri glasses. Domenico è un imprenditore della nuova generazione, aperto verso i new media e i social con i quali comunica la sua arte. In lui si fondono arte e passione, un mix vincente, del suo sogno ha fatto una solida realtà apprezzata, amata e richiesta. Il progetto D- Style nasce da un’attenta osservazione del mercato dell’Occhialeria italiana sempre stata leader nel mondo per il made in Italy.

Tutti clienti ed amici vip ormai indossano il suo brand, diventato un marchio di garanzia, eleganza e tendenza. Auriemma, è soddisfatto del suo lavoro ed il suo più grande desiderio che il suo D- Style, continui a migliorare sempre in tutto ed essere riconosciuto sempre più in luoghi e persone possibili. Ed i risultati di D- Style ne sono una conferma.

VITO MANCINI guest star in ” Un Posto Al Sole”

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VITO MANCINI, pugliese, sguardo magnetico e noto per la sua partecipazione al GF12, avrà una partecipazione breve ma intensa in alcuni episodi della soap UN POSTO AL SOLE. E studia per migliorare come attore e puntare al cinema.

Quando hai deciso di diventare attore? 
Non credo ci sia mai stato il momento in cui ho deciso di fare questa scelta, credo ci sia sempre stata una sorta di esigenza che ha mosso le varie scelte che ho fatto nel corso del tempo. Inevitabilmente ogni scelta marcava sempre più la strada verso quella che è la necessità principale, recitare.
Che studi hai fatto o stai facendo?
Sin da piccolo, ho sempre sognato di far parte di quella magia che mi teneva incollato allo schermo e   riuscivo a procurarmi manuali di regia e sceneggiatura ma soprattutto la svolta c’è stata mentre leggevo “il lavoro dell’attore su se stessi” di Stanislavskij.  Capire e comprendere che tutta la forza emotiva che ognuno di noi ha dentro può essere messa al servizio dell’arte ma soprattutto dello spettatore mi ha aperto un mondo che ho continuato imperterrito a voler seguire, non a caso i primi studi che ho fatto e anche quelli successivi sono sempre stati legati al metodo Stanislavskij-Strasberg come la scuola di Beatrice Bracco e il DUSE International di Francesca De Sapio, dove ancora oggi a fasi alterne di ricerca e studio, continuo a frequentarne i laboratori.
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Un posto al sole e’ il tuo debutto?
Sicuramente è un debutto nelle soap-opera, non mi era mai capitato di prendere parte a produzioni di questo tipo e iniziare dalla soap opera italiana per eccellenza non è che un buon inizio. Comunque mi era già capitato di lavorare sui set, per il cinema con Veronesi (Una donna per amica)  e De Biase (Un natale stupefacente), in teatro con lo spettacolo DAdP (dignità autonome di prostituzione) e ultima ma non ultima la possibilità di lavorare per una pubblicità con uno dei miei registi italiani preferiti ovvero Emanuele Crialese, un’esperienza bellissima di cui vado personalmente fiero per tutto quello che può significare per un attore, lavorare con un grande regista.
Come sei stato accolto sul set della soap?
Prima ancora del set devo dire che la magnifica accoglienza è partita già dalle ragazze in produzione, entrare negli studi di UPAS ti fa respirare aria di casa ed è proprio così che mi sono sentito. Sul set poi è andata ancora meglio, è nata una bella sintonia con gli altri attori che mi hanno accolto alla grande e da cui ho saputo anche ricavare più di qualche suggerimento sul lavoro
Cosa ricordi del tuo GF12 ?
Sembrerà strano da dire ma ricordo molto bene la solitudine, nel senso che durante i quattro mesi all’interno della casa ho sempre cercato di ritagliarmi dei momenti che fossero solo per me ed erano dei momenti molto cari, come ad esempio svegliarsi prima di tutti per gustare il silenzio della mattina ed assaporare il primo caffè scrutando il cielo. Non mi piace la confusione, quella a perdere che non è un crogiuolo di creatività, urla, litigi, pettegolezzi mi hanno sempre tolto l’energia, figuriamoci quando sei obbligato a subirli in un perimetro ben definito da cui non puoi uscire, insomma anche se dorata, una gabbia è sempre una gabbia.
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Cosa ti ha dato come esperienza ?
Ad oggi non rinnego l’esperienza ma sono convinto che avrei potuto impegnare quei quattro mesi in attività molto più stimolanti come viaggiare ad esempio, quindi credo che uno dei grandi insegnamenti sia stato quello di affermare che restare chiuso in un posto non è quello che fa per me. Sicuramente se venisse data la possibilità ai concorrenti di esprimersi nelle loro idee, attività, che vadano al di là delle dinamiche da pettegolezzo, se venissero inseriti degli spunti di dialogo, di scambio culturale che non siano solo delle tragedie da share, se venisse, perchè no, data la possibilità di imparare, arricchire di cultura i ragazzi e gli spettatori sicuramente avremmo un’idea molto diversa del format e sicuramente nei fatti sarebbe molto più interessante.
 Un sogno da realizzare ?
Lo ammetto, ne ho diversi, forse troppi ma questa per me è una cosa positiva, la vedo come un arsenale sempre a disposizione. Ho in mente tanti personaggi a cui voler dare vita.
Mi piacerebbe tanto recitare in un film musicale, dove ci può essere la possibilità di suonare e cantare con la mia voce, come Joaquin Phoenix in “i Walk the Line”, così come mi piacerebbe interpretare un personaggio forte, del Sud, che abbia contatto con la terra ma che non venga dipinto esclusivamente dai classici stereotipi, conosco tantissima gente che finita una battuta di pesca o dopo aver lavorato i campi predilige un ottimo bicchiere di vino accompagnato da un assolo dei Pink Floyd. D’altronde se così non fosse non sarebbe stato possibile per me portare nella recitazione la magia che ognuno di noi rappresenta, radici di appartenenza incluse