Archivio mensile:febbraio 2016

Un viaggio meraviglioso tra i sogni illustrati di Simona Pasqua

Simona Pasqua

Un viaggio meraviglioso tra i sogni illustrati di Simona Pasqua

DI MARCO ADDATI

Suggestioni artistiche le opere realizzate da Simona Pasqua di Foggia che crea i suoi quadri come fossero collage, prima attraverso una ricerca online di immagini che la emozionano, poi dopo averle stampate in più grandezze le collega sfruttando le capacità di sintesi visive. Da lì arricchisce le sue illustrazioni con tanta fantasia. Il digitale è utilizzato specialmente nella fase finale.
Paesaggi lontani, immobili nel tempo, cartoline giunte da una dimensione parallela dove è il silenzio ad emergere e a valorizzare ancora di più elementi architettonici e naturali presenti nell’opera.
Tra i suoi artisti preferiti Angel Boligan, Norman Rockwell, Krugger, Van Gogh, Dalì e Mattotti che assieme alle letture soprattutto libri di antropologia o riguardanti concept design di animazione e fumetti francesi sono fonti da cui assimila le informazioni e le idee che rielabora abilmente in una sua personalissima visione quasi onirica.
Partecipa alle mostre “Nicuzza e la magia dell’amore” a Palermo e “C’è un Lupin in città” ad Ascoli Piceno dove crea una sua personale visione del famoso ladro gentiluomo celebre personaggio dell’animazione giapponese.
Ci confida che tra i suoi sogni segreti c’è quello di essere contattata dal The Newyorker per illustrarne la copertina.

Quando nasce questa tua passione?

Non ricordo quando ho cominciato a disegnare, so che da quando ho iniziato non ho mai smesso, quando ero piccola vedevo molti anime e film d’animazione Disney, passavo i pomeriggi a ridisegnarli, credo di aver cominciato così. Ho appreso il disegno da autodidatta, a 16 anni ho frequentato il primo corso, sul fumetto, indetto da Mario Milano, e a 23, sentivo che mi serviva un istruzione professionale su quello che è il mondo dell’illustrazione, così mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics a Pescara.

Zainetto

Cosa rappresenta per te l’illustrazione?

Le illustrazioni fanno parte del linguaggio visivo, devo quindi comunicare, un emozioni, un messaggio, un idea. Il disegno è un linguaggio e per parlare attraverso le immagini bisogna conoscerne la grammatica, per questo è importante lo studio della forma, del colore e del segno. Nelle mie illustrazioni cerco di comunicare ciò che penso, emozionando lo spettatore.

In qualche momento hai dubitato di poter fare l’illustratrice?

Ovviamente si, il disegnatore è circondato da persone che lo demotivano, come se non bastasse già la realtà lavorativa. Per questo ho cominciato tardi gli studi professionali in questo campo anche se disegno da sempre. Per un periodo mi sono anche dedicata ad altri lavori, come l’assistente la segretaria e la cameriera, ma c’era una voce dentro di me che mi diceva di crederci almeno un po’ e alla fine l’ho ascoltata.

Quale delle tue opere realizzate ti rappresenta al meglio?

Nelle mie illustrazioni metto molto di me, in ognuna di esse c’è qualcosa che racconta il mio essere. Mi piace viaggiare perché arricchisce il mio bagaglio visivo e non solo, e mi permette di creare illustrazioni personali e di conseguenza originali. Colorare mi piace molto più che disegnare, attraverso i colori si possono comunicare emozioni, che le parole difficilmente riescono a descrivere. Dovendo scegliere tra i miei lavori forse “Orizzonte” parla del mio stato interiore. Questa illustrazione è realizzata in digitale, la ragazza che guarda l’orizzonte è un simbolo di fiducia in sé e che l’unico limite che si ha è se stessi. Il mare, l’acqua sono un elemento ricorrente nei miei disegni, un po’ per la vicinanza geografica, un po’ perché mi fa stare bene. Ogni volta che disegno butto fuori emozioni ed è come fare un lavaggio dell’anima.
E’ semplice oggi riuscire a farsi conoscere come illustratore?

Nulla si può considerare “facile”, gli illustratori sono liberi professionisti, e come tali affrontano le complicazioni di tutti i liberi professionisti. Ovviamente per lavorare in questo ambito bisogna farsi conoscere, dalle agenzie pubblicitarie, dagli editori, dai privati con le piccole commissioni. Sicuramente il tutto è molto più semplice rispetto a qualche tempo fa, con internet si possono raggiungere anche possibili datori di lavoro all’estero. Bisogna però considerare che c’è concorrenza in questo campo quindi coltivare un proprio stile, ed essere riconoscibili è molto importante.

Tra i tuoi progetti futuri?

Continuo a disegnare e mi piacerebbe lavorare per le riviste di attualità, illustrare articoli che parlano di ciò che succede nel mondo, e avere l’opportunità di pubblicare un mio libro illustrato.

Arte: incontro casuale o innata predisposizione?

Entrambe le cose, è un po’ genetica e un po’ casualità. Ogni tanto mi sorprendo a pensare alla “fortuna”, così viene definita la casualità positiva della vita, nell’essermi avvicinata all’arte e di essermene innamorata, ogni giorno conosco un po’ di più me stessa. Come diceva Jung “chi guarda all’esterno sogna, chi guarda all’interno apre gli occhi”.
Per ammirare le opere di Simona Pasqua collegarsi ai seguenti link:
https://www.facebook.com/hiddenside.simonapasqua
http:hiddenside89.tunblr.com/

L’Iperrealismo nei quadri di Monica Pellegrini.

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L’Iperrealismo nei quadri di Monica Pellegrini.

DI MARCO ADDATI

Nell’osservare un quadro di Monica Pellegrini si resta stupiti ed incantati per la luce che viene emessa dagli occhi dei suoi soggetti e da questa si viene catturati. Che sia un gattino, una volpe o un bambino nei lavori di questa artista la minuziosità è la sua caratteristica, tanto che le sue opere sembrano fotografie per la cura attenta dei particolari, una trasposizione fedele della realtà . Le ciocche di capelli, la pelliccia di un animale, le squame di un pesce o il viso di una donna rappresentati nei suoi quadri ci danno prova di grande bravura. L’innato gusto per il miniaturismo ed il lavoro pazientemente eseguito ci ammaliano. Pastelli policromi, esecuzione certosina e talento ci regalano un risultato finale incredibile, tanto che possiamo annoverare le opere della Pellegrini fra quelle appartenenti alla corrente artistica dell’Iperrealismo. Monica consegue la maturità all’Istituto Artistico di Modena e nel 2012 si laurea con Lode in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Grazie alle sue creazioni vince diversi premi e partecipa a numerose mostre, personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Attualmente è in preparazione una personale che si terra’ a Belgrado nella seconda metà di giugno. Ha inoltre curato le recensioni di mostre per diverse riviste digitali e cartacee.

Come nasce la passione per il disegno?

Dipingo da sempre, l’arte è stato il primo mondo che ho imparato ad amare.

Sei stata influenzata da qualche artista in particolare?

Il mio percorso artistico si è evoluto nel tempo prendendo come esempi svariate tipologie di artisti e generi pittorici che variavano a seconda dello stile che applicavo ai miei quadri: da Klimt a Bacon, da Caravaggio a Canova.

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Da dove trai ispirazione?

Traggo ispirazione sia dalla natura (animali e vegetazione) sia dal corpo umano relazionandolo agli elementi naturali. Nelle opere che realizzo per le mie mostre mi piace unire le forme animate con quelle inanimate. I ritratti che realizzo su commissione, si possono classificare fra quelli di genere iperrealista e ritraggono sia animali che persone.

Come prende forma un tuo quadro?

I miei quadri sono il risultato di una costante ricerca del movimento e della staticità tra elementi naturali ed il soggetto rappresentato. Amo fotografare tutto ciò che trovo interessante attorno a me e mi diverto a comporre le mie idee con collage prima di arrivare al progetto definitivo.

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Quali capacità richiede lo stile iperrealista?

L’iperrealismo richiede sempre il talento come base, è necessario molto occhio, mano e una gran quantità di pazienza. La fotografia è seriale, la si può riprodurre sempre, l’opera d’arte è unica e irripetibile. Il prodotto iperrealistico cresce di valore in base alla sua qualità finale. Non bisogna dimenticarsi che in ogni centimetro quadrato di una qualsiasi superficie che appare uniforme, in realtà si celano svariate sfumature e velature di colore che solo chi ha l’occhio allenato riesce a percepire e a riprodurre fedelmente.

E’ facile emergere e caratterizzarsi in un ambito di forte concorrenza come quello attuale?

Oggi non è facile emergere nell’ambito dell’arte. Il mondo è saturo di tutte le proposte artistiche che vengono messe all’attenzione, sono gli artisti a doversi adattare a ciò che richiede il mercato. Oggi l’arte è divenuto mero commercio. Io voglio rimanere fedele al lavoro per il quale ho dedicato tutto, proponendo opere che in primo luogo emozionano me e che offrano allo spettatore delle immagini di qualità non prodotte in serie bensì studiate mediante progetti ben precisi.

Quali sono i sogni che desideri realizzare?

La possibilità di avere un impiego nel campo artistico in particolare quello dell’illustrazione per l’infanzia e/o la possibilità di recensire in qualche rivista e giornale.

Per ammirare e contattare Monica Pellegrini cliccare sul seguente:
https://www.facebook.com/ritrattiiperrealistidimonica/?fref=photo

ROSA MASCIOPINTO, magica e poliedrica ” Artista di Strada”

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Rosa Masciopinto, magica e poliedrica “Artista di strada”

DI MARCO ADDATI

Rosa Masciopinto è un’artista di Bari che ha esplorato tutte le branche dell’arte e riesce a ricevere e trasmettere le emozioni attraverso il palcoscenico della strada. Proprio per questo si definisce “Artista di strada” in quanto considera il contatto diretto con il pubblico un ottimo mezzo per l’arricchimento del proprio bagaglio artistico e personale. Presidente dell’associazione artistica e culturale no profit “Mercanti di Luce” è promotrice di eventi in città e provincia. Artista di face/body – painting per bambini e adulti, allieta con i suoi colori e fantasia, feste, sagre, eventi e serate in discoteca, creando costumi per ogni occasione ed utilizzando prodotti atossici e specifici: stencil, colle, glitter, fluo. Creatrice di sculture di palloncini base, spade, fiori, cane. Quando l’occasione lo richiede rispolvera la sua sfera di cristallo e si traveste da Cartomante gitana, per portare in scena la magia dei tarocchi di Marsiglia e le Driadi, con scenografie a richiesta, un modo per fare spettacolo e interagire direttamente con il pubblico. Realizza oggetti di bigiotteria, rose e animaletti in paste polimeriche, lavorazioni con le zip, lampade, borse, fermagli, quadri in resina, sabbia, saponi artigianali, candele, decoupage e molto altro. Pittrice, le sue tele raccontano con sincerità il suo mondo interiore. Ha studiato presso il Liceo Artistico di Bari ma ha coltivato nel contempo la passione per la danza orientale. Partecipa a mostre varie nella città di Bari, alcune sue opere vengono pubblicate su L’ELITE – SELEZIONE ARTE ITALIANA, editrice l’Elite; dal 2005 al 2009 vince diversi premi nell’ambito del Premio Primavera, mostra nazionale di pittura e di bianco e nero, indetto dal Club degli Artisti di Foggia; ottiene un terzo premio nella prima estemporanea di pittura “Forme e Colori” del centro storico di Capurso, indetto dalla Federcasalinghe.

Come nasce la tua passione per l’arte?

Disegno da quando ero bambina e poi ho proseguito con il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti, che non ho terminato perché sono partita per girare l’Italia, la Francia e il Belgio con il sacco a pelo. In questo grande periodo di formazione ho dipinto per strada ottenendo discrete gratificazioni. Amo viaggiare, conoscere culture e tradizioni di ogni parte del mondo e ciò che influenza il mio quotidiano ancora oggi.

 

Cosa racconti con le tue opere pittoriche?

I miei lavori parlano della mia intimità, traggo ispirazione dal passato, artisti come Toulouse Lautrec, Schiele, Chagalle, Turner, Canova, Gil David, Olivier Zahm, Klimt, Meneghetti, e dalla strada con i suoi colori, pasticci e caos. unti fondamentali dei miei dipinti sono la materia e i contrasti, la sabbia, la trasparenza del vetro e i colori contrastanti e acidi, sul violaceo, turchese, oro.Lavoro spesso con le mani. L’origine dell’arte è l’impronta. I soggetti sono spesso donne conflittuali, borderline, ambivalenti, mascherate, contorte, sfatte, prostitute, malate, maltrattate,amanti, tristi, euforiche, racconto le storie delle donne che ho conosciuto e la donna nel suo lato oscuro che nessuno vuole vedere, perchè in questa società la donna deve essere perfetta, bella e sempre sorridente, voglio parlare della loro condizione sociale e sessuale, legata ancora ad una visione maschilista che la opprime.

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Da cosa trai ispirazione?

Come ho già detto ho girato parecchio e quindi quelle esperienze hanno forgiato la mia sensibilità artistica. Inoltre leggo e mi documento. Ascolto. L’ultimo libro che ho letto è biografico, il seguito di “Noi i ragazzi dello zoo di Berlino”, Christian F. con “La mia seconda vita”, adoro le biografie di donne Marguerite Duras e quella che amo di più è la storia di Somaly Mam con “Il Silenzio dell’innocenza”, racconta di una bambina venduta e poi costretta alla prostituzione in Vietnam.
Cosa puoi raccontarci della tua figura di “Artista di strada”?

Inizialmente, prima di abbracciare questa particolare forma artistica, sono stata operatore sociale presso un centro diurno di Bari per senza fissa dimora e immigrati, lavoro che adoravo proprio perchè mi permetteva conoscere a fondo le persone. Contemporaneamente ho lavorato per altri centri nei quartieri San Paolo, Stanic e Japigia in cui ho messo in piedi progetti in cui ho svolto vari laboratori artistici. come maestra d’arte. Ho condotto corsi di artigianato e danza per adulti e bambini, lavoro bellissimo dove ho imparato tantissimo e ho condiviso l’esperienza con colleghi meravigliosi che mettono passione e sacrificio in quello che fanno.
Sono figlia di commercianti ma non sono molto brava come commerciante, ogni cosa che creo alla fine non mi interessa venderla e passo subito al lavoro successivo. Preferisco stare con gli artisti di strada e nei mercatini perché qui, un po’ come me, si prendono meno sul serio. Amo travestirmi, truccare, mi sembra di stare in un grande circo. Investo molte delle mie energie per stare in mezzo alla gente. Quindi non mi sento molto lontana dalla definizione di artista di strada. É faticoso ed ogni volta mi chiedo “chi me lo fa fare” ma nonostante tutte le difficoltà quello che faccio mi piace. La strada é un palcoscenico difficile, bisogna essere umili per arrivare anche a quelle persone che non concepiscono questo mondo. Ho vissuto molti anni per strada e ne ho viste di tutti i colori. Da saggia “nonnetta freakkettona” ho constatato che la maggior parte di quelli che ho conosciuto in questo particolare contesto si sentono tutti grandi e già arrivati ma il vero artista di strada si esibisce solo per il semplice piacere di farlo e non perché è pagato bene dal comune. Quelli come me, sono definiti “opi” operatori del proprio ingegno ma non c’è un vero regolamento legislativo. Ho fondato l’associazione “Mercanti di Luce” per avere agevolazioni ed educare la città ad un certo tipo di situazioni, in particolare a Bari Vecchia, e cercare di emergere fra le grosse associazioni della città, ma senza sponsor si fa quello che si può. Ho sempre cercato di fare rete fra le varie organizzazioni ma non sempre ho ottenuto risposte positive. Nostradarte è un’associazione con cui collaboro da 2 anni e mi trovo molto bene. In questi ultimi tre anni ho conosciuto tantissimi artisti di strada, alcuni molto validi ma poco valorizzati nonostante le loro qualità. Come in altri ambienti anche per gli artisti di strada il talento non sempre viene riconosciuto e questo è davvero un peccato.

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Tra i tuoi sogni e progetti futuri?

Oltre a continuare ad investigare tra le varie forme d’arte ce ne sono molti che mi frullano in testa, tra i tanti c’è l’idea di aprire un b&b terapeutico per coppie in crisi o semplicemente per rendere il sesso una parte naturale e sana della propria vita. Touchè B&B ma c’è bisogno di soldi da investire. Non sono tipa che si fa notare, senza soldi non si emerge, mi conoscono di più come organizzatrice di mercatini in città.

Per contattare questa poliedrica artista basta cliccare il link del suo profilo fb
https://www.facebook.com/rosa.masciopinto

Input e output artistici per Francesca Pastore a.k.a. elèckrArt

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Input e output artistici per Francesca Pastore a.k.a. elèckrArt

DI MARCO ADDATI

Francesca Pastore, artista di Gioia del Colle, classe 1988 col nome d’arte “elècktrArt”, attraverso l’arte figurativa, potente mezzo di comunicazione, entra subito in contatto con la parte più profonda dello spettatore veicolando, con le sue creazioni, messaggi talvolta forti ma che giungono facilmente ad un pubblico più vasto. Un modo per provocare e suscitare nell’osservatore un moto nel suo animo, procurando reazioni che possano far riflettere ed agire, oltre che emozionare.
La sua vita d’artista a tutto tondo continua sperimentando le sue potenzialità creative in diversi ambiti, custom per scarpe ed abbigliamento, pirografie su legno, insegne commerciali artigianali, murales, oltre che ritratti, dipinti ed illustrazioni. Negli ultimi mesi una nuova avventura artistica l’ha vista protagonista, il debutto in una rappresentazione teatrale.
Da quanto tempo ti sei dedicata alle arti figurative?

Disegno da sempre, sin da quando ho memoria. Le immagini hanno sempre esercitato un grande fascino su di me, anche quando penso o ragiono lo faccio attraverso le immagini, è il mio grande Amore.

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Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Traggo ispirazione da tutto ciò che vivo, ciò che osservo, ciò che mi da piacere, ciò che mi indigna, ciò che mi fa venir voglia di dire qualcosa, ed io non le mando mai a dire le cose! Nel settore artistico sono totalmente autodidatta, non ho mai permesso a nessuno di inquinare la mia espressione, sarebbe come far calpestare la neve bianca da piedi altrui, la mia purezza resterà tale. Ho una maturità socio psico pedagogica e diversi studi in materia di soccorso.
Sono cresciuta col grande esempio di semplicità e sacrificio dei miei genitori, dediti al rispetto del lavoro, della vita operaia, artigiana e della Natura, tutti elementi che mi hanno permesso sin da piccola di apprezzare l’essenzialità e le piccole cose.
Nell’adolescenza ho coltivato la mia vena ribelle, animata dall’amore per il rischio, per le grandi emozioni e per l’impegno sociale, tanto che, di pari passo a quegli anni sregolati, lavoravo in un fotolab. Cominciai la mia esperienza da volontaria di Protezione Civile e continuavo ad andare a liceo, avendo problemi con diversi insegnanti, non per scarsa attitudine allo studio, ma perchè ho sempre difeso le mie idee ed i compagni di classe più deboli.
Ho avuto modo, purtroppo e per fortuna, di vivere esperienze molto negative tanto quanto forti che hanno fatto sì che io mi impegnassi a “parlare e ribellarmi” attraverso l’arte.

Quali sono le tue letture preferite?

Sin da piccola amo la lettura, ora leggo meno purtroppo per mancanza di tempo, ma nel cuore porto il libro “Donne che corrono coi Lupi” di Clarissa Pinkola Estes, così come Jodorowsky, Edgar Allan Poe, Dylan Dog ed i fumetti Marvel, affascinata da Batman, perchè è l’unico supereroe a non possedere superpoteri, e nella sua oscurità salva vite col potere del rabbioso amore per la Giustizia.

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Quali sono i tuoi artisti preferiti?

Amo visceralmente H.R Giger, a tal punto che ai tempi del liceo, decisi di portarlo in sede d’esame per la discussione della mia tesina. All’epoca, totalmente contrariata, la mia prof non appoggiò la mia scelta fuori programma, ma… mi diplomai a modo mio, apprezzata dai professori della commissione esterna.

Come definiresti la tua produzione artistica?

Le mie illustrazioni, i miei quadri, i miei murales, ed in generale tutte le mie creazioni, sono una passionale fusione di introspezione, sessualità, sarcasmo, citazioni letterarie, surrealismo, realismo, diritti negati, violenza, morte, bellezza… Li definisco “esperimenti sociali” amo vedere le reazioni altrui, perchè infondo l’Arte che ritengo debba scuotere l’osservatore, senza lasciarlo indifferente, in ogni modo cerco di andare Oltre.
Ad esempio, il mio ultimo murales, sito in Castellaneta (TA) c/o parte del muro di cinta dello Stadio De Bellis, realizzato da me e dalla Dott.ssa Daniela Mastrofrancesco in occasione dell’evento Street Like a Rainbow organizzato dalla locale associazione culturale Aracnea, è stato oggetto di vandalismo in quanto trattava il delicato tema dell’omosessualità.
Per il resto, ogni mio lavoro racchiude in sè storie, vissuti, denunce sociali, spunti di riflessione interiore, schiaffi ai tabù sociali ed ai dogmi religiosi.

Hai partecipato a mostre e concorsi?

Non ho vinto concorsi perchè quando leggo di concorsi, chiedono sempre soldi, ed io non ci sto a queste condizioni, coi soldi mi compro da mangiare e da vestire.
Qualche giorno fa però, sono stata selezionata da una call per artisti a Matera, in occasione dell’evento Catalyst Piano, ed ho avuto l’opportunità di customizzare un pianoforte in via Ridola. Sempre in ambito di Street Art poi, ho partecipato a Street Art Matera in via Saragat col murales Paranoid Polaroid, ed a Street Like a Rainbow citato prima.
Le mie mostre personali le tengo in spazi aperti per strada, in giro per locali e pub, strutture comunali, festival artistici e musicali, insomma, un po’ ovunque perchè l’arte a parer mio, deve essere fruibile in ogni luogo, l’arte è e deve essere di tutti e per tutti.
Ultimamente, ho anche debuttato a Teatro, con una bellissima collaborazione artistica con l’autrice Teodora Mastrototaro, il music designer Daniele Vergni ed il cinefilo Germano Lemma, con lo spettacolo surrealista e sperimentale “A pelle è figlio di Apollo”, all’interno del quale, unendo le nostre passioni e le nostre differenze artistiche, e partendo dai versi poetici dell’autrice, è nato un lavoro che attraverso la carne, racconta una storia comune ad ogni essere umano, quella della vita preconfezionata delle regole, ogni umano conduce una esistenza paragonabile a quella delle bestie nel macello.

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Il web aiuta alla diffusione delle opere di un artista?

Non è facile farsi conoscere quando non si hanno idee, per il resto se c’è volontà, si può esporre ovunque la propria arte, cominciare dalla strada senza conoscere nessuno, senza raccomandazioni, arrivando ai cuori. Il web poi, gioca anche un ruolo capillare di diffusione, basti pensare agli hashtag di instagram, arrivano praticamente ovunque.

Ci racconteresti della tua arte attraverso una tua opera?

Ho scelto il murales PARANOID POLAROID,realizzato a pennello elècktrArt & FraDa, sito in via Saragat a Matera e dipinto in occasione di Street Art Matera, evento organizzato dall’Associazione Aracnea in collaborazione con Momart Gallery nel maggio 2015.
Partendo da uno dei miei pezzi rock preferiti, Paranoid dei Black Sabbath, ed unendolo alla magia della fotografia, ho dipinto delle polaroid ed una macchinetta all’interno di un’ altra polaroid. Più livelli d’ introspezione, istantanee della vita, citando anche la mia amica scrittrice Teodora Mastrototaro che con la frase “Le radici non chiedono permesso nè perdòno” ha reso il murales un omaggio agli originari (ed ahimè sfotunati) abitanti dei Sassi. E restando nella poetica e nella paranoia stessa, vi ho unito il discorso dell’aborto, ed un mio piccolo scritto che così recita : ” Dove vanno queste bottiglie piene di Noi? Cervelli sigillati da stappare ai margini della realtà, con queste mani sporche d’ignoranza.”

Cosa vuoi raccontare attraverso la tua arte?

Con la mia arte voglio raccontare ciò che c’è dalla bellezza all’orrore, voglio raccontare ciò che potrebbe esserci, voglio raccontare le mie visioni, uso simboli per entrare nel prossimo, e portarlo Oltre.

Il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto l’ho affidato ad una stella cadente, e dato che sono scaramantica, quando si realizzerà ve lo dirò subito.
Per ammirare le opere di Francesca Pastore basta cliccare sul seguente link:
https://www.facebook.com/el%C3%A8cktrArt-384267404996378/?ref=hl&__mref=message_bubble

Francesco Ventrice: “Disegnare è il mio segreto per continuare a giocare”.

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Francesco Ventrice: “Disegnare è il mio segreto per continuare a giocare”.

DI MARCO ADDATI

Il gioco che sin da piccolo Francesco Ventrice ha sempre preferito fare è il disegno. Giocattoli e amici passavano spesso in secondo piano nel momento in cui il suo sguardo era catturato da un foglio bianco e una matita. Spesso i suoi regali di compleanno o di Natale erano matite, colori, album e acquerelli, introverso e timido preferiva passare ore e ore in lavori creativi e disegni, piuttosto che giocare a pallone con gli amici. La fantasia lo ha sempre accompagnato e tutt’oggi è ancora presente nel suo animo creativo.
Nato a Tropea (Vibo Valentia) nel 1981 in un paese affacciato sul mare ma ha anche avuto la fortuna di passare molto tempo in campagna da sua nonna. Questi due elementi che si trovano spesso nei suoi disegni ancora oggi, come ci confida lui stesso con una punta di orgoglio, hanno abituato i suoi occhi al bello. Grazie alla campagna ha scoperto l’amore per la natura e per gli animali, mentre il mare, con le sue barche e promontori ha stimolato la sua vena artistica fissando queste immagini poetiche su di un foglio o una tela .

Cosa rappresenta il disegno oggi per te?
Oggi il disegno per me rappresenta una parte importantissima della mia vita. E’ il modo attraverso cui mi esprimo quando non riesco a trovare le parole, è il modo con cui colmo i vuoti esistenziali, è il modo con cui do sfogo a quella parte di me che altrimenti dentro marcirebbe o esploderebbe. In altre parole dopo famiglia e lavoro, disegnare è la cosa piu importante.

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Quando disegni hai già l’idea in testa o ti viene in corso d’opera?
Di solito mi viene l’ispirazione guardando vecchie foto o guardando un film. Spesso passo ore e ore su internet cercando qualcosa che mi ispiri… poi improvvisamente l’idea prende forma come per magia. Ma tra quello che ho in testa e il disegno finito di solito la differenza è tanta.

Dovendo scegliere una tecnica qual è la tua preferita?
Oggi la tecnica che preferisco è l’inchiostro di china pennello e pennino, anche se da un paio d’anni mi dedico al disegno digitale con la tavoletta grafica.

Oltre al disegno quali sono le altre tue passioni?
Appassionato di cartoni animati e fumetti copiavo personaggi e cercavo di capirne le forme e i movimenti, quasi ossessionato dall’animazione, più come fosse un miracolo anzichè una tecnica di illusione e artificio. A 22 anni mi sono iscritto alla scuola internazionale di comics a Roma, ma l’ho abbandonata l’anno successivo per dedicarmi al lavoro. Ancora oggi una buona parte dei miei disegni è costituita da personaggi cartoon o film d’animazione o fumetti.
Un’altra passione le arti plastiche. Intorno ai 16 -17 anni con l’aiuto e l’ispirazione data da un mio amico di scuola (che poi sarebbe diventato il mio coinquilino diversi anni dopo) ho iniziato a lavorare l’argilla e a modellarla come autodidatta, non con grande successo, ma attraverso la plasticità della materia ho iniziato a interessarmi alla costruzione di piccoli diorami, o presepi, partecipando a numerose mostre. Una passione che continua ancora oggi.

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Fumetti e cartoni: quale linguaggio espressivo ti ha formato?
Sono cresciuto con i fumetti Disney, Topolino era un appuntamento fisso il mercoledì mattina, poi un sacco di fumetti Bonelli come Dylan Dog e Dampyr e Julia, qualche manga giapponese, Sandman, Balcksad e alcuni band dessineé francesi. Venero da sempre i cartoni Disney, dai classici ai Pixar, i grandi cartoni animati di Don Bluth e gli anime dello studio Ghibli di Miyazaki.

Tra i tuoi disegni realizzati quale dedicheresti ai lettori di Italy in the World?
Ho scelto il disegno intitolato “Neve sulla 500” dove ho rappresentato un tipico paesello del sud Italia, di quelli che ormai sono abitati da pochissime persone. Volevo ricreare l’atmosfera di una notte d’inverno, l’aria gelida, tutto immobile, la neve… ma anche l’odore di fumo del camino, le impronte, luci da dietro la finestra che fanno presagire presenza e calore umano. Ho impiegato un paio di giorni, ho dovuto trovare qualche foto, inventare il paesaggio e creare l’effetto sfumato con una spugna. Il foglio è un cartoncino a4 e la tecnica è mista, ho usato inchiostro di china con pennino e pennello, spugne, penne pigma micron, ecoline bianca e tanta, tanta pazienza. E’ uno stile molto personale, che trovo davvero adatto a questo genere di soggetti, perchè li rende molto simili a una vecchia foto ingiallita.

Ci sono autori classici e contemporanei che segui?
Amo artisti come M.C. Escher, Gustav dorè, Bernie Wrightson, Franklin Booth, e molti animatori o fumettisti americani, come Frank Miller, Scottie young, Michael Halbert e il grandissimo Milt Kahl, e seguo anche fumettisti italiani come Giorgio Cavazzano, Giovanni Freghieri e molti altri.

Quanto è facile oggi riuscire a farsi notare nell’era di internet?
Sono nato nei primi anni ottanta e allora se volevi vedere un fumetto un film o un’immagine, li dovevi comprare. Internet ha rivoluzionato le nostre vite senza dubbio, ma in molti campi ha creato vuoti (non solo economici) e un eccesso di artisti faidate (me compreso) che inflazionano l’arte senza farne parte. In altre parole, sembrerebbe essere facile, ma tra una marea di artisti devi essere davvero molto bravo se vuoi farti notare.

Sogni nel cassetto?
Da giovane i cassetti erano pieni di sogni, idee e interessi, poi crescendo ti scontri contro tutti gli aspetti della vita reale, dal vivere da solo al pagarsi le bollette o le rate della macchina… Così si diventa più pratici, e si trasformano i propri sogni in hobby. Ma da qualche parte in fondo al proprio cuore c’è sempre un piccolo spazio pulsante di ambizione, pensavo infatti ad un libro di illustrazioni (ancora work in progress) o ad ampliare il mio canale youtube dedicato ai ragazzi che vogliono imparare i rudimenti del disegno cartoon e inchiostrazione.

Per ammirare le opere di questo artista cliccare i seguenti link:
https://www.facebook.com/Ventrice-Francesco-406677312816470/
http://silentboy8.wix.com/ventricefrancesco
https://www.youtube.com/channel/UCIaAZbaDrDHXCOR3Sq5ifFQ

Un viaggio tra i colori sgargianti di Giada Gabiati.

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Un viaggio tra i colori sgargianti di Giada Gabiati.

DI MARCO ADDATI

Giada Gabiati, nasce a Genzano di Roma il 4 ottobre1981 e sin dalle più tenera età mostra una forte propensione per il disegno ed i colori.
Nonostante la sua passione per l’arte e la spiccata creatività i suoi studi hanno seguito tutt’altra strada prima con la maturità classica presso il liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale (RM) e poi con la Laurea in Biologia presso l’Università di Pisa che mai hanno oscurato l’espressione artistica, presenza costante e “prepotente” nella sua vita.
“Da sempre infatti ho sentito la necessità di disegnare, è sempre stato il mio “porto nella tempesta”, il momento in cui tutto si ferma. Pensieri e stati d’animo si placano… smettono di sbattere vorticosamente nella mia testa e prendono forma”.
Gli anni trascorsi a Pisa si sono rivelati, da un punto di vista artistico, molto produttivi, e, grazie all’incoraggiamento di alcuni amici, inizia ad “uscire allo scoperto” esponendo i suoi lavori in varie mostre a Pisa e provincia, mostrando così le due facce della sua espressione: quella del disegno a china, bianco e nero, grovigli di linee che, in qualche modo rievocano il colore e quella della pittura con gli acrilici, forme nette e colori accesi, che sembrano raccontare storie di mondi fantastici, a tratti spaventosi, popolati da strani personaggi.
Adesso vive ad Ariccia (RM) dove si è avvicinata anche al mondo della grafica e del disegno vettoriale, realizzando diversi loghi e grafiche illustrate.

Cosa ti ispira per creare?
L’interesse e l’amore per la natura che hanno orientato i miei studi universitari, hanno una forte influenza sulla mia espressione, animali (soprattutto pesci, rettili ed insetti) e piante, sono spesso i protagonisti delle mie illustrazioni sempre surreali, a volte un po’ psichedeliche.

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Cosa ritroviamo di frequente nelle tue opere?
Un forte elemento, riscontrabile nella mia espressione artistica è il mare che ho sempre amato, studiato ed esplorato, sin da bambina, affascinata da sempre da quel mondo sommerso così misterioso e dai suoi abitanti. Altra cosa molto presente sono gli occhi, sempre un po’ segnati, sguardi a tratti angosciati che raccontano la storia dei miei personaggi, quasi a contrastare il loro buffo aspetto ed i loro colori sgargianti.

Cosa puoi raccontarci del tuo stile?
Non ho mai amato praticare il disegno realistico, amo reinterpretare la realtà attraverso i miei stati d’animo e la mia fantasia ed è stata da sempre una cosa molto istintiva e quasi difficile da controllare…quando disegno mi dimentico di ogni cosa, il tempo pare fermarsi e tutto ciò di cui ho bisogno in quel momento è continuare a farlo; non è l’opera realizzata che mi dà soddisfazione o piacere, ma è il momento in cui ciò che ho dentro si trasforma sotto ai miei occhi, attraverso la mia mano.

Quali tecniche utilizzi?
Le tecniche che utilizzo sono piuttosto semplici e le applico da totale autodidatta, amo disegnare con le penne a china, su carta, ma amo anche i colori acrilici, che raramente applico su tela, preferendo superfici di legno, come scatole, pannelli, sedie e mobili di ogni genere e forma. Amo ridare vita a vecchi oggetti dismessi dalla forma curiosa.

Le letture che preferisci dalle quali trai spunto per creare?
Ho sempre amato molto leggere, sono una divoratrice di libri incallita e le mie letture variano molto a seconda dei periodi della mia vita. Sono una persona molto curiosa ed amo conoscere ed approfondire ogni argomento solletichi la mia curiosità; detto questo ci sono sicuramente degli autori che amo particolarmente e che hanno il merito di aver nutrito, nel corso degli anni, il mio amore per la lettura, come Italo Calvino, Daniel Pennac, Stefano Benni, Konrad Lorenz, Milan Kundera, Aimee Bender
Confesso di non essere mai stata una grande lettrice di fumetti e di aver imparato ad apprezzarli in età adulta; tuttavia mia sorella e mio papà sono due grandi appassionati, nella casa in cui sono cresciuta abbiamo una bellissima collezione di Tex che papà mi leggeva spesso quando ero bambina. Gli artisti del fumetto che appprezzo maggiormente sono sicuramente Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Bonvi, Quino, Guy Delisle, Marjane Satrapi.

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Quali artisti ti hanno influenzata?
Non so se si possa parlare di una vera e propria influenza perchè per me disegnare è stata sempre una cosa molto istintiva, nata spontaneamente dal momento in cui sono stata in grado di tenere in mano una matita; negli anni ho maturato uno stile che fatico a ricondurre qualche artista in particolare. Tuttavia ci sono senz’altro degli artisti che mi emozionano molto come M.C. Escher, Samuel Jessurun, Pablo Picasso, Vincent Van Gogh, Milo Manara, Andrea Pazienza, Guido Crepax, Matteo Guarnaccia, Enki Bilal.

E’ facile oggi riuscire ad emergere e farsi conoscere?
Emergere non è cosa semplice, è un po’ come essere una goccia nel mare…in più, non avendo seguito una formazione “artistica” ho sicuramente incontrato maggiori difficoltà a muovermi nell’ambiente.

Tra le tue illustrazioni quale ti rappresenta di più?
“A volte escono…” – acrilici su tela montata su legno (60x125cm)
Quest’opera rappresenta il mio momento creativo: l’istante in cui, pensieri, paranoie e stati d’animo incontrollati, smettono di sbattere vorticosamente nella mia testa e, trovata una via d’uscita, escono, prendono forma e colore, fuggendo da un “contenitore” troppo piccolo per ospitarli tutti; da esserini maligni, neri e mordaci, si trasformano in un turbinio di vermi colorati, allegri e un po’ allucinati. Si osserva quindi l’aspetto liberatorio, spontaneo e quasi incontrollato del mio momento creativo, istante in cui ciò che “mi morde dentro”, esce trasformandosi nelle mie creazioni inevitabilmente surreali. Insomma…menomale che… “A volte escono”!
Sogno nel cassetto?
Difficile sceglierne uno, di sicuro mi piacerebbe crescere nell’ambito dell’illustrazione.

Per ammirare le opere di Giada Gabiati basta collegarsi sui seguenti link:

http://www.giadagabiati.com
https://www.facebook.com/GiadaGabiatiArt/
http://www.instagram.com/giadagabiati

Armin Barducci, illustratore e fumettista tra serio e faceto.

Armin Barducci

Armin Barducci, illustratore e fumettista tra serio e faceto.

DI MARCO ADDATI

Armin Barducci autore di fumetti e di illustrazioni di Bolzano, classe 1976, col suo tratto pulito traccia immagini sarcastiche, un po’ ciniche e in bilico tra il serio ed il faceto. Sul suo blog diariodeformato.blogspot.it si definisce “Morto immaginario, ciclotimico, anticarino, stilisticamente quadripolare, razionalmente borderline, raccontastorie e panificatore”. Studia Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e pian piano matura il suo stile tregicomico e irriverente. I suoi lavori sono stati esposti, in Italia, Svizzera, Germania, Spania, Macedonia, Libano. Il più recente è la graphic novel “Misantromorfina” (Eris Edizioni). Pubblica “Etakan Api The Evergreen Hunter” per GIUDA Edizioni. Le sue opere sono state pubblicate anche da Beccogiallo, Comma 22, Coniglio Editore, NPE, Mirada, Scwarzer Turm Verlag, Milk & Wodka, Cut Up. Armin ha inoltre contribuito alla creazione ed organizzazione degli eventi e festival legati al fumetto: Bezè Bedè, Area Self a Lucca Comics & Games, la Comic Battle, Bolzano Comics e ArtMaySound. Ha co-fondato il progetto collettivo Monipodio! facendo parte del Progetto GIUDA (Geografical Istitute of Unconventional Drawing Arts). Fa delle performance di Visual-storytelling assieme a Chiara Visca in Danimarca, Galles, Italia, Svizzera e Bosnia. Recentemente ha fondato l’etichetta indipendente di autoproduzione “Underkraut”. Attualmente sta lavorando a nuove graphic novel.

Da quanto tempo disegni?
Disegno tutti i giorno dal 1990, quindi da almeno 26 anni. Pubblico da 22. Parlami delle illustrazioni o fumetti Per colpa loro, non ho più un hobby. Mi manca avere un hobby che esuli dal mio lavoro. Fare una cosa fine a se stessa e che rimanga lì. La colpa è in piccola parte del mestiere, in gran parte solo mia, dato che veicolo qualunque cosa in un possibile lavoro. Cioè, dare un giusto valore in denaro a ciò che riesco e posso fare. Fare fumetti è terribilmente lungo, esiliante e spesso il tempo che dedico a questo mi isola dal mondo . Attualmente non riesco ad arrivare a fine mese con il solo fare fumetto o illustrazione. Lo ammetto anche felicemente. D’altro canto, se facessi solo fumetti e non facessi anche tutti gli altri mestieri che faccio (educatore, teatrante, perforare, storytebler, insegnante) che cosa dovrei raccontare? Vivo, assimilo, mescolo, filtro e riporto. Deformo la realtà per creare una finzione fruibile da tutti.

Ispirazioni?
La compulsiva osservazione e filtraggio della realtà e degli aspetti umani.

Cosa vuoi raccontare con la tua arte?
Storie che intrattengono sconosciuti per un limitato lasso di tempo. Io voglio raccontare storie. Nè più, nè meno.

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Le tue letture preferite?
Qualunque cosa che ha fatto e che farà Chris Ware. Sono un suo fan. Una volta gli ho venduto una matita per un euro. Non scherzo. Poi, per chi conosce il mio operato, è innegabile che io abbia una forte debolezza per Charles Burns, nello specifico per la sua opera più lunga, “Black Hole”. Tra i libri senza immagini, adoro “Giù nel Cyberspazio” di Gibson e la letteratura in genere legato al cyberpunk e alla fantascienza… anche se devo ammettere che alla lunga, autori fondamentali come Asimov, mi annoiano a morte. Infine adoro ascoltare audiolibri, sceneggiati radiofonici e in minor misura, ma altrettanto importanti, le serie tv che ho già visto. E’ una sorta di allenamento per l’assimilazione dei dialoghi e del ritmo narrativo. Ascolto un prodotto la cui totale comprensione presuppone anche il senso della vista come se dovessi leggere un fumetto solo tra un immagine e l’altra, quindi lascio libera la mia immaginazione e creo modi paralleli di prodotti già preconfezionati.
Artisti che mi hanno influenzato Chris Ware per la narrazione, Arne Berllstorf, sempre per la narrazione. Jaccovitti perché mio padre era un disegnatore jaccovittiano. Moebius per la bellezza del segno. Andreas per l’ossessione del segno, Schuiten per l’interezza dell’immagine. Watterson per l’educazione. Alley Hop per l’ingenuità. McCain per tutto.

E’ facile oggi riuscire ad emergere e farsi conoscere?
Dipende da quello che si fa. Se non fai nulla, non succede nulla. Se cerchi di fare, cerchi solo di fare. Se sei convinto di fare, devi stare attento di non perdere l’appiglio con la realtà. E’ difficile emergere? La questione è un’ altra: ma da dove si deve emergere? Dal fango per trovare altro fango? Dalla bellezza per trovare altra bellezza? Non scordiamoci che ogni aspirazione è un fatto personale. Mica dev’essere la stessa cosa per tutti. E’ qui che sta l’errore. L’importante è fare e, fare bene e al meglio possibile.

Tra i tanti tuoi lavori di quale vorresti raccontarci stile, tecnica e poetica?
E’ stato il mio primo manifesto per un concerto. C’è stato un periodo molto vivace a Bolzano, dove eravamo in 4 illustratori/grafici che coprivano una buona metà dei manifesti di concerti (di vario tipo). Questo in particolare era un concerto al Bar Teatro del teatro Cristallo. La band, EF, faceva del post-rock. Erano scandinavi. Quindi dopo qualche ragionamento legato alle loro estetiche ho unito la desolazione degli alberi senza foglie assieme alla “leggerezza” della balena che nuota tra le nuvole che paiono fatte di acqua (solida). Il disegno di base è stato fatto con della china su un foglio Fabriano (220g). La colorazione in digitale e le nuvole tratte da fotografie fatte da me poco tempo prima. Il tutto mantenendo una coerenza estetica nella scelta dei colori e nell’estetica post-rock.

Sogno nel cassetto?
Un cassetto vuoto. Sto già facendo quello che volevo fare. Non siamo alla perfezione, ma un percorso lo si deve percorrere.
Per ammirare le opere di Armin Barducci cliccare i seguenti link:
diariodeformato.blogspot.it
Facebook.com/arminbarducci
Instagram: imaginarydeadman
Society6: diariodeformato

Just Friends insieme a Smiley : connubio vincente per gli animatori di domani ed un’opportunita’ seria di lavoro !

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Just Friends insieme a Smiley : connubio vincente per gli animatori di domani ed un’opportunita’ seria di lavoro !
Just Friends e Smiley uniscono le loro forze per la stagione turistica del 2016 e le strutture in Abruzzo, Trentino, Toscana ed isola d’Elba.
La Just Friends Animazione nasce nel 2003 da un’idea di un giovane e carismatico Capo Animatore, che negli anni si era guadagnato la fiducia e la stima incondizionata di collaboratori e direzione.
Sin dal principio, la continua ricerca di attività innovative, lo studio del cambiamento della clientela e l’aumento dei servizi offerti alle strutture sono fattori che caratterizzano quest’agenzia seria e collaudata.
Giunti ormai al 13esimo anno di attività, la Just Friends s’impone come una delle più affidabili realtà del territorio nazionale, e vuole far crescere e conoscere  il proprio marchio con un progetto vero, forte di grande esperienza e motivati nel professionalizzare il lavoro, creandone un brand riconosciuto da tutti.
 Oltre a villaggi, camping, hotel o altre strutture ricettive, il lavoro di animazione è attivissimo  anche a livello locale con matrimoni, comunioni, compleanni, feste private o itineranti, eventi in piazza, con la collaborazione di personale formato e artisti affermati nel proprio settore.
 Da qualche mese poi, e’ nata l’idea di creare una sinergia con la Smiley Animation Team, giovane agenzia di animazione e servizi turistici napoletana, gestita da un ex collaboratore di fiducia della Just Friends, quindi stesso approccio e stessa metodologia di lavoro, la quale in un anno dalla formazione, vanta collaborazioni già con diverse strutture ricettive in diverse parti dello stivale.
Con una mole di lavoro alta, e l’obiettivo di incrementarla sempre di più, il recruitment è il fulcro dell’organizzazione.
Questa realtà di entertainment turistico e’  alla continua ricerca di ragazzi seri e educati, con o senza esperienza che abbiano voglia di affacciarsi nel mondo del turismo e portino nuova linfa a questo lavoro, diventando pilastri imprescindibili, con possibilità di crescita professionale, oltre che personale. La collaborazione  riguarda strutture di tutta Italia, e la scelta accurata delle risorse umane è fondamentale. E’ gia’ in cantiere una scuola di formazione per insegnare ai giovani il lavoro dell’animatore ( un professionista a tutti gli effetti che ormai è sempre più formato) in tutte le sue sfaccettature, farlo adattare agli standard del mercato e offrire loro lavoro tutto l’anno.
‘Non ci fermiamo mai, anzi, questo è solo l’inizio. Con passione e dedizione vogliamo crescere e rendere i momenti vissuti con noi indimenticabili. Per citare il grande Charlie Chaplin: ” Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. Questo è il nostro motto !’ , parola dei titolari,
Giuseppe Casale & Giovanni Balestra
Chi è interessato li può contattare ai numeri
3381510797                                          3331867914
Le Figure richieste  sono ragazzi con o senza esperienza, per ricoprire ruoli come capo animatore, responsabili o semplici animatori/trici mini club, torneisti,  istruttrici fitness, aiuto bagnino, ragazzi con patente guida, che conoscano l’inglese, ragazzi o ragazze che padroneggino uno sport, qualcuno con esperienze anche minime teatrali. Insomma, l’offerta di lavoro è veramente ampia.
Un’occasione unica ed un’opportunita’ seria di lavoro promossa con l’agenzia di comunicazione Massmedia.

SPOLETO ospiterà la finale di Miss Europe Continental 2016

 

MISS EUROPE 2016Spoleto ospiterà la finale di Miss Europe Continental 2016

Miss Europe Continental, la kermesse di bellezza, moda e spettacolo del patron Alberto Cerqua dal respiro europeo, riparte.
Per il 2016 al via la quarta edizione con le ragazze provenienti da vari Paesi del vecchio continente , selezionate nelle numerose tappe targate Miss Europe Continental .
Stavolta la finale sarà ospitata da Spoleto , al teatro Nuovo Giancarlo Menotti, in una culla di bellezza, tradizioni e cultura nello spirito del concorso di Cerqua il prossimo 19 novembre .
‘Spoleto ci ha accolti con un calore incredibile e noi uniremo la forza del concorso alle potenzialità enogastronomiche, culturali , turistiche, artistiche della cittadina umbra valorizzando tutte le ricchezze del territorio. Ci saranno tantissime sorprese che non sveliamo adesso e numerosi ospiti istituzionali ‘ ha dichiarato il patron Cerqua durante la conferenza stampa al comune di Spoleto alla presenza del vice-Sindaco Maria Elena Bececco.
Tra gli intervenuti in conferenza, fra gli altri, la principessa Doris Mayer Pignatelli, Mauro Bronchi delle Sorelle Bandiera, il presidente del consiglio comunale di Spoleto Giampiero Panfili, la soprano Cristina De Pascale che sarà ospite anche in finale e l’amministratore delegato di Miss Europe Continental Roberto Cinti.
Da segnalare la scelta del nuovo direttore artistico , Massimo Zamponi, e l’arrivo della giovanissima Alessia Maida come vicedirettore della kermesse.
Uno staff rinnovato e vivace e’ pronto ad avviare una macchina organizzativa che trionferà in un grande evento di spettacolo nella finalissima del prossimo novembre .
Per il 2016 hanno aderito come nazioni Belgio, Italia, Spagna, Francia, Ungheria, Kosovo, Inghilterra, Svizzera, Ucraina, Romania, Bulgaria, Macedonia e Albania.

SAN VALENTINO: le tradizioni italiane

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Non solo Terni ma diverse altre città e paesini d’Italia dedicano festeggiamenti in onore di San Valentino. Numerosi gli eventi nelle principali città del nostro Paese

La città di Terni invoca San Valentino come principale Patrono e protettore dei suoi cittadini. Stesso discorso vale per Bussolengo, così come per il paesino di Sadali, in provincia di Cagliari, dove il Santo è considerato il patrono dei matrimoni anche se la festa si svolge ad ottobre e dura mediamente 2-3 giorni.

A Quero, in provincia di Bolzano, il Santo è festeggiato in un modo molto particolare: si benedicono le arance che verranno poi lanciate da un pendio che si trova nelle vicinanze della Chiesa dedicata a San Valentino stesso, come segno di buon auspicio.A Palmoli, invece, si festeggia San Valentino cospargendo il pavimento della Chiesa di Santa Maria delle Grazie con un tappeto di foglie di alloro, mentre a Padova, all’interno della Chiesa di Santa Maria dei Servi, si svolge una celebrazione dedicata ai bambini, cui vengono distribuite le chiavette benedette, simbolo dell’amore familiare e della protezione contro le malattie dell’infanzia.

SAN VALENTINO LEGGENDE 1San Valentino è anche patrono di Vico del Gargano, in provincia di Foggia. Per la giornata, la cittadina viene addobbata con le arance, così come anche la statua del santo. Le strade del paese vengono attraversate dalla tradizionale processione con le reliquie del Santo e durante i festeggiamenti, si svolge anche la fiera campionaria, alla quale partecipano migliaia di persone che visitano il centro storico, potendo ammirare tutte le bancarelle di prodotti artigianali e degustare le prelibatezze gastronomiche del luogo.A Pozzoleone, in provincia di Vicenza, invece, si svolge la fiera di San Valentino, una delle più grandi del Veneto che risalirebbe addirittura al 1500.

SAN VALENTINO MIRACOLI 1I Musei Reali di Torino per San Valentino hanno ideato l’iniziativa ‘2 cuori 1 biglietto’, la possibilità di accedere a tutto il percorso espositivo con un solo ticket se ci si presenta in due. Filo conduttore delle visite guidate, con prenotazione obbligatoria, ovviamente l’amore declinato nei modi più diversi.Quest’anno San Valentino si potrà festeggiare sulle guglie del Duomo di Milano. Per l’occasione la Veneranda Fabbrica ha infatti ideato alcuni pacchetti, che includono anche visite guidate romantiche sulle guglie.Verona, città dell’amore, si prepara a celebrare San Valentino con due eventi legati al ‘cuore’ stesso del mito, quello di Romeo e Giulietta. Sabato, infatti, verranno premiate le tre più belle lettere spedite a ‘Giulietta’ e domenica tutta la cittadinanza sarà invitata a riscrivere a mano, simbolicamente, l’opera completa di Shakespeare, una o due righe a testa.

SAN VALENTINO MIRACOLI 2Molto interessante anche l’iniziativa di Firenze: domenica alle 15, sul piazzale Michelangelo, si terrà l’evento “#Bacio al Piazzale. Se ami Firenze vieni a darle un bacio”, nato da un’idea del sindaco Dario Nardella e organizzato dal Comune e dall’associazione culturale Pop Up, con la partecipazione di Baci Perugina in qualità di main sponsor. L’iniziativa ruoterà intorno al bacio in contemporanea di tutte le coppie presenti sulla terrazza panoramica che si affaccia sulla città. Sono invitate le coppie fiorentine e non e per l’occasione il sindaco Nardella ha invitato personalmente gli sposi che quest’anno festeggiano 10, 25 e 50 anni di matrimonio. Inoltre, le coppie che quest’anno festeggeranno le nozze d’oro, la mattina di domenica sono state invitate al Teatro dell’Opera.