Input e output artistici per Francesca Pastore a.k.a. elèckrArt

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Input e output artistici per Francesca Pastore a.k.a. elèckrArt

DI MARCO ADDATI

Francesca Pastore, artista di Gioia del Colle, classe 1988 col nome d’arte “elècktrArt”, attraverso l’arte figurativa, potente mezzo di comunicazione, entra subito in contatto con la parte più profonda dello spettatore veicolando, con le sue creazioni, messaggi talvolta forti ma che giungono facilmente ad un pubblico più vasto. Un modo per provocare e suscitare nell’osservatore un moto nel suo animo, procurando reazioni che possano far riflettere ed agire, oltre che emozionare.
La sua vita d’artista a tutto tondo continua sperimentando le sue potenzialità creative in diversi ambiti, custom per scarpe ed abbigliamento, pirografie su legno, insegne commerciali artigianali, murales, oltre che ritratti, dipinti ed illustrazioni. Negli ultimi mesi una nuova avventura artistica l’ha vista protagonista, il debutto in una rappresentazione teatrale.
Da quanto tempo ti sei dedicata alle arti figurative?

Disegno da sempre, sin da quando ho memoria. Le immagini hanno sempre esercitato un grande fascino su di me, anche quando penso o ragiono lo faccio attraverso le immagini, è il mio grande Amore.

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Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Traggo ispirazione da tutto ciò che vivo, ciò che osservo, ciò che mi da piacere, ciò che mi indigna, ciò che mi fa venir voglia di dire qualcosa, ed io non le mando mai a dire le cose! Nel settore artistico sono totalmente autodidatta, non ho mai permesso a nessuno di inquinare la mia espressione, sarebbe come far calpestare la neve bianca da piedi altrui, la mia purezza resterà tale. Ho una maturità socio psico pedagogica e diversi studi in materia di soccorso.
Sono cresciuta col grande esempio di semplicità e sacrificio dei miei genitori, dediti al rispetto del lavoro, della vita operaia, artigiana e della Natura, tutti elementi che mi hanno permesso sin da piccola di apprezzare l’essenzialità e le piccole cose.
Nell’adolescenza ho coltivato la mia vena ribelle, animata dall’amore per il rischio, per le grandi emozioni e per l’impegno sociale, tanto che, di pari passo a quegli anni sregolati, lavoravo in un fotolab. Cominciai la mia esperienza da volontaria di Protezione Civile e continuavo ad andare a liceo, avendo problemi con diversi insegnanti, non per scarsa attitudine allo studio, ma perchè ho sempre difeso le mie idee ed i compagni di classe più deboli.
Ho avuto modo, purtroppo e per fortuna, di vivere esperienze molto negative tanto quanto forti che hanno fatto sì che io mi impegnassi a “parlare e ribellarmi” attraverso l’arte.

Quali sono le tue letture preferite?

Sin da piccola amo la lettura, ora leggo meno purtroppo per mancanza di tempo, ma nel cuore porto il libro “Donne che corrono coi Lupi” di Clarissa Pinkola Estes, così come Jodorowsky, Edgar Allan Poe, Dylan Dog ed i fumetti Marvel, affascinata da Batman, perchè è l’unico supereroe a non possedere superpoteri, e nella sua oscurità salva vite col potere del rabbioso amore per la Giustizia.

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Quali sono i tuoi artisti preferiti?

Amo visceralmente H.R Giger, a tal punto che ai tempi del liceo, decisi di portarlo in sede d’esame per la discussione della mia tesina. All’epoca, totalmente contrariata, la mia prof non appoggiò la mia scelta fuori programma, ma… mi diplomai a modo mio, apprezzata dai professori della commissione esterna.

Come definiresti la tua produzione artistica?

Le mie illustrazioni, i miei quadri, i miei murales, ed in generale tutte le mie creazioni, sono una passionale fusione di introspezione, sessualità, sarcasmo, citazioni letterarie, surrealismo, realismo, diritti negati, violenza, morte, bellezza… Li definisco “esperimenti sociali” amo vedere le reazioni altrui, perchè infondo l’Arte che ritengo debba scuotere l’osservatore, senza lasciarlo indifferente, in ogni modo cerco di andare Oltre.
Ad esempio, il mio ultimo murales, sito in Castellaneta (TA) c/o parte del muro di cinta dello Stadio De Bellis, realizzato da me e dalla Dott.ssa Daniela Mastrofrancesco in occasione dell’evento Street Like a Rainbow organizzato dalla locale associazione culturale Aracnea, è stato oggetto di vandalismo in quanto trattava il delicato tema dell’omosessualità.
Per il resto, ogni mio lavoro racchiude in sè storie, vissuti, denunce sociali, spunti di riflessione interiore, schiaffi ai tabù sociali ed ai dogmi religiosi.

Hai partecipato a mostre e concorsi?

Non ho vinto concorsi perchè quando leggo di concorsi, chiedono sempre soldi, ed io non ci sto a queste condizioni, coi soldi mi compro da mangiare e da vestire.
Qualche giorno fa però, sono stata selezionata da una call per artisti a Matera, in occasione dell’evento Catalyst Piano, ed ho avuto l’opportunità di customizzare un pianoforte in via Ridola. Sempre in ambito di Street Art poi, ho partecipato a Street Art Matera in via Saragat col murales Paranoid Polaroid, ed a Street Like a Rainbow citato prima.
Le mie mostre personali le tengo in spazi aperti per strada, in giro per locali e pub, strutture comunali, festival artistici e musicali, insomma, un po’ ovunque perchè l’arte a parer mio, deve essere fruibile in ogni luogo, l’arte è e deve essere di tutti e per tutti.
Ultimamente, ho anche debuttato a Teatro, con una bellissima collaborazione artistica con l’autrice Teodora Mastrototaro, il music designer Daniele Vergni ed il cinefilo Germano Lemma, con lo spettacolo surrealista e sperimentale “A pelle è figlio di Apollo”, all’interno del quale, unendo le nostre passioni e le nostre differenze artistiche, e partendo dai versi poetici dell’autrice, è nato un lavoro che attraverso la carne, racconta una storia comune ad ogni essere umano, quella della vita preconfezionata delle regole, ogni umano conduce una esistenza paragonabile a quella delle bestie nel macello.

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Il web aiuta alla diffusione delle opere di un artista?

Non è facile farsi conoscere quando non si hanno idee, per il resto se c’è volontà, si può esporre ovunque la propria arte, cominciare dalla strada senza conoscere nessuno, senza raccomandazioni, arrivando ai cuori. Il web poi, gioca anche un ruolo capillare di diffusione, basti pensare agli hashtag di instagram, arrivano praticamente ovunque.

Ci racconteresti della tua arte attraverso una tua opera?

Ho scelto il murales PARANOID POLAROID,realizzato a pennello elècktrArt & FraDa, sito in via Saragat a Matera e dipinto in occasione di Street Art Matera, evento organizzato dall’Associazione Aracnea in collaborazione con Momart Gallery nel maggio 2015.
Partendo da uno dei miei pezzi rock preferiti, Paranoid dei Black Sabbath, ed unendolo alla magia della fotografia, ho dipinto delle polaroid ed una macchinetta all’interno di un’ altra polaroid. Più livelli d’ introspezione, istantanee della vita, citando anche la mia amica scrittrice Teodora Mastrototaro che con la frase “Le radici non chiedono permesso nè perdòno” ha reso il murales un omaggio agli originari (ed ahimè sfotunati) abitanti dei Sassi. E restando nella poetica e nella paranoia stessa, vi ho unito il discorso dell’aborto, ed un mio piccolo scritto che così recita : ” Dove vanno queste bottiglie piene di Noi? Cervelli sigillati da stappare ai margini della realtà, con queste mani sporche d’ignoranza.”

Cosa vuoi raccontare attraverso la tua arte?

Con la mia arte voglio raccontare ciò che c’è dalla bellezza all’orrore, voglio raccontare ciò che potrebbe esserci, voglio raccontare le mie visioni, uso simboli per entrare nel prossimo, e portarlo Oltre.

Il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto l’ho affidato ad una stella cadente, e dato che sono scaramantica, quando si realizzerà ve lo dirò subito.
Per ammirare le opere di Francesca Pastore basta cliccare sul seguente link:
https://www.facebook.com/el%C3%A8cktrArt-384267404996378/?ref=hl&__mref=message_bubble

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Pubblicato il 26 febbraio 2016 su Arte, Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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