Un viaggio meraviglioso tra i sogni illustrati di Simona Pasqua

Simona Pasqua

Un viaggio meraviglioso tra i sogni illustrati di Simona Pasqua

DI MARCO ADDATI

Suggestioni artistiche le opere realizzate da Simona Pasqua di Foggia che crea i suoi quadri come fossero collage, prima attraverso una ricerca online di immagini che la emozionano, poi dopo averle stampate in più grandezze le collega sfruttando le capacità di sintesi visive. Da lì arricchisce le sue illustrazioni con tanta fantasia. Il digitale è utilizzato specialmente nella fase finale.
Paesaggi lontani, immobili nel tempo, cartoline giunte da una dimensione parallela dove è il silenzio ad emergere e a valorizzare ancora di più elementi architettonici e naturali presenti nell’opera.
Tra i suoi artisti preferiti Angel Boligan, Norman Rockwell, Krugger, Van Gogh, Dalì e Mattotti che assieme alle letture soprattutto libri di antropologia o riguardanti concept design di animazione e fumetti francesi sono fonti da cui assimila le informazioni e le idee che rielabora abilmente in una sua personalissima visione quasi onirica.
Partecipa alle mostre “Nicuzza e la magia dell’amore” a Palermo e “C’è un Lupin in città” ad Ascoli Piceno dove crea una sua personale visione del famoso ladro gentiluomo celebre personaggio dell’animazione giapponese.
Ci confida che tra i suoi sogni segreti c’è quello di essere contattata dal The Newyorker per illustrarne la copertina.

Quando nasce questa tua passione?

Non ricordo quando ho cominciato a disegnare, so che da quando ho iniziato non ho mai smesso, quando ero piccola vedevo molti anime e film d’animazione Disney, passavo i pomeriggi a ridisegnarli, credo di aver cominciato così. Ho appreso il disegno da autodidatta, a 16 anni ho frequentato il primo corso, sul fumetto, indetto da Mario Milano, e a 23, sentivo che mi serviva un istruzione professionale su quello che è il mondo dell’illustrazione, così mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics a Pescara.

Zainetto

Cosa rappresenta per te l’illustrazione?

Le illustrazioni fanno parte del linguaggio visivo, devo quindi comunicare, un emozioni, un messaggio, un idea. Il disegno è un linguaggio e per parlare attraverso le immagini bisogna conoscerne la grammatica, per questo è importante lo studio della forma, del colore e del segno. Nelle mie illustrazioni cerco di comunicare ciò che penso, emozionando lo spettatore.

In qualche momento hai dubitato di poter fare l’illustratrice?

Ovviamente si, il disegnatore è circondato da persone che lo demotivano, come se non bastasse già la realtà lavorativa. Per questo ho cominciato tardi gli studi professionali in questo campo anche se disegno da sempre. Per un periodo mi sono anche dedicata ad altri lavori, come l’assistente la segretaria e la cameriera, ma c’era una voce dentro di me che mi diceva di crederci almeno un po’ e alla fine l’ho ascoltata.

Quale delle tue opere realizzate ti rappresenta al meglio?

Nelle mie illustrazioni metto molto di me, in ognuna di esse c’è qualcosa che racconta il mio essere. Mi piace viaggiare perché arricchisce il mio bagaglio visivo e non solo, e mi permette di creare illustrazioni personali e di conseguenza originali. Colorare mi piace molto più che disegnare, attraverso i colori si possono comunicare emozioni, che le parole difficilmente riescono a descrivere. Dovendo scegliere tra i miei lavori forse “Orizzonte” parla del mio stato interiore. Questa illustrazione è realizzata in digitale, la ragazza che guarda l’orizzonte è un simbolo di fiducia in sé e che l’unico limite che si ha è se stessi. Il mare, l’acqua sono un elemento ricorrente nei miei disegni, un po’ per la vicinanza geografica, un po’ perché mi fa stare bene. Ogni volta che disegno butto fuori emozioni ed è come fare un lavaggio dell’anima.
E’ semplice oggi riuscire a farsi conoscere come illustratore?

Nulla si può considerare “facile”, gli illustratori sono liberi professionisti, e come tali affrontano le complicazioni di tutti i liberi professionisti. Ovviamente per lavorare in questo ambito bisogna farsi conoscere, dalle agenzie pubblicitarie, dagli editori, dai privati con le piccole commissioni. Sicuramente il tutto è molto più semplice rispetto a qualche tempo fa, con internet si possono raggiungere anche possibili datori di lavoro all’estero. Bisogna però considerare che c’è concorrenza in questo campo quindi coltivare un proprio stile, ed essere riconoscibili è molto importante.

Tra i tuoi progetti futuri?

Continuo a disegnare e mi piacerebbe lavorare per le riviste di attualità, illustrare articoli che parlano di ciò che succede nel mondo, e avere l’opportunità di pubblicare un mio libro illustrato.

Arte: incontro casuale o innata predisposizione?

Entrambe le cose, è un po’ genetica e un po’ casualità. Ogni tanto mi sorprendo a pensare alla “fortuna”, così viene definita la casualità positiva della vita, nell’essermi avvicinata all’arte e di essermene innamorata, ogni giorno conosco un po’ di più me stessa. Come diceva Jung “chi guarda all’esterno sogna, chi guarda all’interno apre gli occhi”.
Per ammirare le opere di Simona Pasqua collegarsi ai seguenti link:
https://www.facebook.com/hiddenside.simonapasqua
http:hiddenside89.tunblr.com/

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Pubblicato il 26 febbraio 2016 su Arte, Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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