Luca Mastrodonato tra sogni, matite e… Bach

DI MARCO ADDATI

Luca Mastrodonato tra sogni, matite e… Bach

Luca Mastrodonato ama l’arte e in particolar modo quella figurativa, infatti lo si evince dai suoi particolarissimi ritratti che realizza con soffici giochi di luce e chiaroscuri donando ai soggetti quel tocco e quella caratteristica  dal gusto retrò. Nella sua galleria virtuale è possibile ammirare i suoi lavori che raffigurano anche personaggi celebri come Clark Gable, Marilyn Monroe e Sophia Loren per citarne alcuni.

Nato 45 anni fa a  San Severo provincia di Foggia, all’età di 15 anni si trasferisce  nel veronese attualmente vive a Valeccio sul Mincio. Disegna ispirato dalla musica classica ma se il momento lo consente anche da tanto buon Heavy Metal.

E’ appassionato di libri fantasy e dell’universo di Tolkien (il Silmarillion in particolare).Fra i suoi scrittori preferiti annovera  Lovecraft  che definisce “immenso”, Moorcock e Poe. Ama leggere la Storia dell’Arte,  quindi Federico Zeri “Dietro l’Immagine” lo considera un capolavoro”, Argan, Gombrich e Huizinga “Autunno del Medioevo” è per lui un must. I libri di storia lo hanno sempre affascinato, quella antica dalla Grecia di Pericle all’impero di Alessandro Magno,  dai romani ai mecenati del Rinascimento, i libri di storia non lo annoiano mai.  Ha pubblicato dei lavori  per 3ntini sulla rivista Colour Tattoo, “rivedere adesso quei disegni  mi appare acerbo e pieno di difetti”. Dipinge  in alcune strutture sia pubbliche che private attualmente insegna ritratto in due scuole.

 

 

Da quanto tempo disegni?

 

Il mio primo ricordo risale a quando avevo 3 anni. Non riuscivo a dormire e allora chiesi a mia madre di disegnarmi un’automobile, lei prese una penna e con velocità la disegnò su di un foglio. Rimasi impressionato per come l’aveva  rappresentata e da allora iniziai a disegnare. A maggio compirò 45 anni, quindi disegno da 42.

 

Quali sono i tuoi studi?

 

Contrariamente a quanto suggerito dagli insegnanti delle medie, i miei genitori mi imposero prima lo scientifico e poi la ragioneria. In realtà odiavo quelle scuole e le uniche materie in cui andavo bene erano italiano e storia; la matematica, invece, mi annoiava. Tuttavia continuavo a disegnare e tuttora alcuni miei ex compagni di classe mi ricordano per questo motivo. Nel 1990 feci l’esame di ammissione per entrare all’accademia di Belle Arti di Verona, ma venni bocciato perché il professore di pittura sostenne che io non sapessi disegnare. L’anno successivo ritentai l’esame e riuscii ad entrare nell’istituto. In quei 5 anni ho studiato parecchia anatomia umana e storia dell’Arte, sono specializzato in disegno anatomico.

 

Quali sono gli artisti  che ti hanno influenzato?

 

Ovviamente Michelangelo, l’unico ad aver eccelso sia in pittura che in scultura ed architettura. Irraggiungibile in ogni senso e pazienza per i suoi detrattori, eccellere nelle tre arti  non è da tutti, è qualcosa che semplicemente non comprendiamo. Quali altri citare? Ingres (come ritrattista), Caravaggio, Barocci, Canova, Annigoni e pochi altri.

Nel campo del fumetto e dell’illustrazione le mie prime passioni furono l’Uomo Ragno di John Romita e il Thor di Kirby inchiostrato da Vince Colletta, ma il mio vero amore fu il Conan del duo Thomas/Buscema (quando inchiostrava se stesso oppure Alcala o Nebres): possente, spietato, carnale e scaltro, insomma doti ben rappresentate dal duo attraverso l’influenza dei romanzi di Howard (altro gigante del fantasy). Un altro fumettista per me fondamentale  è Byrne di cui ho letto quasi tutto, autore/disegnatore geniale e sempre attento alla storia dei personaggi, per non parlare poi dell’eccellente tecnica nel disegno e nell’uso della prospettiva. Non posso non citare un altro gigante: Neal Adams, il cui Batman è la pietra di paragone per capire tutta l’iconografia moderna che lo rappresenta oggi nel cinema e nei comics. Un altro mio mito è Claudio Villa, disegnatore di Tex, autentico genio inconsapevole, tanto umile quanto titano. Mi ricorda nello stile Alex Raymond. Mi piace perché è molto attento nel rendere ogni vignetta piacevole agli occhi e ha un controllo della tecnica impressionante; poi Tanino Liberatore (l’uso che fa delle vene sotto la pelle danno al personaggio una forza comunicativa enorme), Serpieri, Battaglia, Toppi e su tutti si erge Frank Frazetta, colui che da fumettista divenne poi il genio assoluto dell’arte fantasy. Un mostro senza uguali che spazza via qualsiasi artista moderno. L’uso che fa della pittura è talmente tanto alto e assoluto rispetto ai pittori/illustratori che leccano la superficie da renderli tecnicamente goffi; tuttavia ci sono stati artisti che lo hanno eguagliato, ma in altri generi pittorico/illustrativi: Pinter e Rockwell, due geni assolutamente diversi. Infine Alex Ross, uno dei pochi ad aver portato illustrazione e fumetto insieme a livelli ineguagliati.

 

Oggi è facile riuscire ad emergere e farsi conoscere?

 

Non è facile, ma non impossibile. Bisogna credere nei propri sogni e ascoltare il proprio cuore e non chi ti dice che gli artisti fanno la fame. Comunque l’Italia non è una nazione che da tantissime possibilità, conosco persone che pur vivendo in Italia lavorano molto per il mercato francese.

 

Ispirazioni?

 

Artisti a parte mi faccio ispirare dalla natura e dalla musica che ascolto, J. S. Bach soprattutto e e da quella barocca. Non riesco a disegnare senza musica e ne faccio a meno solo quando l’ho ascoltata per ore.

 

Se dovessi raccontarci di un tuo lavoro quale sceglieresti?

 

Attualmente sono molto concentrato sul ritratto, ma parallelamente sto realizzando una serie di super eroi (Marvel e DC) disegnati in modo realistico. Disegno su grandi formati, a volte 70×100 altre 50×70  è il caso di questo Hulk. Mi è sempre piaciuto come personaggio e la forza che esprime. In molti hanno provato a rappresentarlo, ma a mio avviso l’immagine più credibile la creò il cinema nel 2003 con l’omonimo film diretto da Ang Lee. A mio avviso è la versione migliore, anche se non è male quella realizzata per i Vendicatori. Disegno unicamente su carta liscia. Come matite uso 3 gradazioni: HB (disegno base), 3B (grigi medi) e la 8B (grigi scuri). La saturazione la raggiungo con l’uso della grafite in polvere distribuita a velature. Non uso sfumini o dita, ma sfumo o con la matita (tratteggio incrociato) o usando vari pennelli piatti a manico lungo in pelo di bue. Disegno il 95% delle volte su cavalletto perché mi permette di controllare le proporzioni e di non affaticare la schiena. Come marche uso per le matite la Caran d’Ache, i pennelli sono Tintoretto, mentre la carta è o Bristol della Canson (250 g/m2) o la Schoellershammer sempre da 250 g/m2). Inoltre come gomma pane uso la Faber Castell e un tempera matite a manovella con lama elicoidale (fa le punte lunghe e a differenza dei normali tempera matite dura anni). Sono un tecnico e come tale cerco di rendere al meglio ciò che voglio anche se non sempre ci riesco, a volte per fare pochi centimetri quadri impiego ore di lavoro.

 

 

Cosa vuoi raccontare con la tua arte?

 

Che non è solo un concetto, ma anche sostanza, disciplina e sudore. Non sarò mai un artista da galleria o da urlo, voglio solo essere ciò che sono: curioso. La stessa curiosità che porta a stupirmi dovrà stupire anche chi osserva i miei lavori. Niente di più e niente di meno.

 

Sogni nel cassetto?

 

Vivere della mia arte, respirare ogni giorno solo quel tipo di lavoro

 

Per contattare e ammirare le opere di Luca Mastrodonato basta cliccare il seguente link:

https://m.facebook.com/I-ritratti-di-Luca-Mastrodonato-528203767287486/

 

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Pubblicato il 25 aprile 2016 su Arte, Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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