Archivio mensile:aprile 2016

Merletti, misteri e sogni illustrati per Blumye

DI MARCO ADDATI

Merletti, misteri e sogni illustrati per Blumye

Fanciulle con sguardi come bambole di porcellana, ghirigori e merletti a decorare abiti dal gusto retrò e atrmosfere oniriche. Si presentano così agli occhi di chi le osserva le illustrazioni di Lisa Fiorillo in arte Blumye in tutta la loro eleganza e ricercatezza del dettaglio.
Illustratrice di Orsenigo in provincia di Como frequenta il Liceo Classico poiché oltre al disegno la sua grande passione sono le materie umanistiche e la letteratura. Attualmente è al secondo anno all’Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Pittura. “Sebbene non si faccia quasi nulla nell’ambito fumettistico-illustrativo cerco comunque di imparare il più possibile quello che potrebbe essermi utile anche in questo campo”.
La sua arte è il mezzo con il quale rappresenta la bellezza e l’innocenza attraversate da una vena di decadenza e mistero dando all’opera una eterea delicatezza grazie a tocchi leggeri e sinuosi.

Da quanto tempo disegni?
Il disegno è sempre stato parte della mia esistenza, se per qualche motivo dovesse abbandonarmi semplicemente non sarei più io!

Quali sono i tuoi fumetti preferiti?
Mi sono interessata al mondo dei fumetti abbastanza tardi, ma fin da piccola guardavo tutti gli anime che passavano in tv (non ho usato internet fino ai 18 anni); poi con internet ho riscoperto questo mondo e tutt’ora i miei autori preferiti sono Naoko Takeuchi e le PEACH-PIT per i fumetti, mentre per le illustrazioni un’artista giapponese legata all’universo della moda Lolita, Imai Kira.
Il mio stile per l’appunto trova le sue basi nell’estetica del Lolita style, penso si possa definire shojo per la delicatezza del tratto; disegno da quando ne ho memoria, fin dall’asilo, quando facevo i figurini delle guerriere Sailor e delle principesse Disney.

Le tue fonti di ispirazione?
Ho un debole per la letteratura gotica come Poe, Stoker, Emily Brontë e amo Shakespeare. Spesso prendo ispirazione per un nuovo disegno guardando lavori su Deviantart o altre piattaforme, se vedo qualcosa che mi colpisce rielaboro il tema in modo diverso e con il mio stile personale; altre volte mi metto davanti al foglio e lascio che la mano vada da sé, se quello che è venuto mi soddisfa lo modifico, perfeziono fino a creare un nuovo disegno passando al colore.
Quando mi trovo davanti al foglio bianco cerco sempre di esprimere questo, parto spesso da un’idea che mi arriva nel corso della giornata, qualcosa che mi ha colpito particolarmente e la trasformo in immagine secondo i miei canoni di estetica.

Le tecniche che utilizzi?
Mi cimento sia nel tradizionale che nel digitale, ma il mio campo è sicuramente il primo, in particolare da quando ho imparato ad usarli, gli acquerelli sono diventati la mia tecnica preferita! È come una sorta di innamoramento, adoro usarli mi rilassano e mi aiutano ad entrare in una dimensione tutta mia, come il disegno in sé del resto! A volte uso anche i copic, li trovo molto divertenti.

Cosa raccontano le tue illustrazioni?
Nelle mie illustrazioni i soggetti sono al 90% femminili, proprio perché amo tutto ciò che è dolce, femminile, innocente ed etereo, ed è quello che spero di trasmettere con i miei lavori.
Ad esempio “A quiete night” (il disegno qui pubblicato) è un’illustrazione di qualche anno fa, da allora il mio stile è cambiato ma questa illustrazione rimarrà sempre tra le mie preferite; rappresenta la mia parte fanciullesca e sognante, ma anche un po’ solitaria (sono molto timida!) come una principessa che vive in un antico castello.

Il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare illustratrice ed anche pubblicare un fumetto tutto mio; il percorso è lungo ma non ho intenzione di arrendermi, il disegno è la mia strada e sono felice di percorrerla!

Per ammirare le opere di Blumye cliccare i seguenti link:
https://www.facebook.com/Blumye/
https://www.instagram.com/blumye/
http://poupeehime.tumblr.com/

Annunci

80 gigawatt di musica, cover & remix con Stefano Ercolino.

Stefano Ercolino

DI MARCO ADDATI

80 gigawatt di musica, cover & remix con Stefano Ercolino.

Ascoltare un brano realizzato da Stefano Ercolino, che sia inedito o cover, è come essere catapultati  negli anni 80, mitico periodo di paninari, punk e della valanga di cartoni giapponesi che hanno invaso le giornate di quel periodo. E’ questa la sensazione che si prova dopo aver visto uno dei suoi tanti video presenti in rete. Vuoi per il sound, vuoi per il brano scelto e vuoi per la grafica che accompagna il tutto, le sue canzoni sono un bel tuffo nel passato in cui  un “dejà-vu” riapre i cassetti della nostra memoria.

Da sempre amante della musica, un attestato conseguito dopo un corso di pianoforte e musica, questo artista romano compone ed arrangia i suoi brani dedicandosi all’ingegneria del suono (equalizzazioni, mastering audio, ecc) e si diverte a realizzare dei Remix che sono sempre  ben riusciti. Inoltre con la sua voce ben modulata e in armonia con la musica,  canta, diverte e si diverte.

 

Da quanto tempo suoni e canti?

Sono nato con l’indole artistica generica, e prevalentemente improntata poi sulla musica. Canticchiavo sin da piccolo, e iniziai a suonare all’età di 15 anni, pianoforte e poi passai alle tastiere e sintetizzatori. Nell’adolescenza mi dedicai prevalentemente a suonare e tralasciai purtroppo il canto, ho ripreso a cantare nel 2011.

 

Come realizzi le tue canzoni?

Ormai da molto anni, per realizzare le mie composizioni musicali (Musiche Originali, Cover, Remix), uso il noto software professionale di composizione Cubase. Per quanto riguarda la composizione delle partiture, delle tracce musicali strumentali, arrangiamenti, aggiunta tracce vocali, mastering audio, ecc, realizzo i vari lavori singolarmente, per poi assemblare il  tutto, traccia per traccia, su Cubase, realizzando il prodotto finale.

 

Attualmente in ambito musicale di cosa ti occupi?

Tra le varie cose svolgo anche lavori musicali On-Line per clienti da ogni parte del mondo (composizioni musicali, realizzazioni basi musicali, arrangiamenti, editing audio, mastering audio, equalizzazioni, ecc). Inoltre quest’anno, insieme ad altri colleghi/e musicisti e cantanti, abbiamo messo su uno spettacolo musicale insieme a Tiziana Rivale, la cantante italiana che nel 1983 vinse il Festival di Sanremo con la canzone “Sarà Quel Che Sarà”. Nel 2013 ho lavorato in  spettacoli musicali insieme all’attore/imitatore Claudio Saint Just. Nel 2014 ho realizzato dei Remix per delle canzoni di Germano Di Mattia ( che è anche un  grande amico), l’attore conosciuto in Italia per aver lavorato negli anni 80 nella terza e quarta serie dei telefilm “Teneramente Licia” e “Balliamo & Cantiamo Con Licia” con Cristina D’avena, nella parte di Jim il secondo bassista dei Bee Hive.

 

La tua musica preferita?

La musica mi piace quasi tutta. Sono strettamente legato a quella degli Anni 80. Prediligo in particolare colonne sonore, musica elettronica, dance, disco, ambient, new wave, new romantic.

 

I tuoi artisti preferiti?

Adoro da sempre i Duran Duran, grazie ai quali ho sviluppato in particolare, la mia portanza musicale per i suoni elettronici, le neo-melodie degli Anni 80, le ritmiche al tempo stesso dance e melodiche. Mi piacciono molto anche i Depeche Mode, gli Yazoo (con Alison Moyet), gli Spandau Ballet, Michael Jackson, Claudio Simonetti e i Goblin (colonne sonore dei film di Dario Argento), e compositori italiani come Ennio Morricone, Franco Micalizzi, Bruno Canfora, Riz Ortolani

 

Programmi tv preferiti  degli Anni 80?

I programmi tv degli Anni 80 erano quasi tutti belli, ed ognuno diverso dall’altro. Come tutti i bambini dell’epoca anche io guardavo per esempio la trasmissione BIM BUM BAM, condotta da Paolo Bonolis, Sandro Fedele e Marina Morra, ma a differenza di molti altri bambini ebbi anche il piacere e la fortuna di partecipare ad una puntata della trasmissione nel 1983, dove conobbi Paolo Bonolis. Per chi se lo ricorda nell’edizione di BIM BUM BAM del 1983 c’era la rubrica denominata “L’Angolino Dello Sport”, che ogni settimana mostrava vari sport e/o discipline. Io avendo praticato per 11 anni a livello agonistico l’arte marziale del Tae Kwon Do, nel 1983 la mia palestra fu contattata dalla redazione per partecipare alla trasmissione, fu una giornata indimenticabile. Ti allego la scansione digitale della simpatica dedica che mi scrisse quel giorno Paolo Bonolis, e che fu autografata anche da Sandro Fedele e Marina Morra. Per quanto riguarda invece gli anime (cartoni animati giapponesi) da me preferiti, ne ho due in particolar modo a cuore (anche se mi piacevano quasi tutti): “UFO Robot Goldrake”, il quale fu un’innovazione televisiva per tutti, non solo per i disegni, per i robot, per le musiche, ma sopratutto per il ricco insegnamento educativo della differenza tra il “Bene e il Male”. Non a caso anche per il personaggio di Goldrake ho realizzato molte mie Cover e Remix, sia delle sigle italiane, che delle BGM originali giapponesi. L’altro anime a cui sono legato in particolar modo, sopratutto per questioni musicali, è “KiSS me LiCiA”, in quanto fu il primo anime giunto in Italia che poteva considerarsi una vera e propria “soap opera-telenovela” a cartoni animati, ed era guarnita da tanta bella musica, una travolgente ed intricata storia d’amore (Satomi, Mirko e Licia), ed anche molte risate (grazie al gatto Giuliano). Di conseguenza anche di questo anime ho realizzato molte mie Cover (e qualche Remix), della sigla tv, delle canzoni dei Bee Hive, degli antagonisti KissRelish, e delle BGM originali giapponesi, tutte rigorosamente cantate dal sottoscritto, oltre che ricomposte ed arrangiate nel mio stile.

 

I tuoi lavori musicali li realizzi interamente da solo o ti avvali anche della collaborazione di qualche altro artista ?

Tutte le mie realizzazioni musicali (Originali Inedite, Cover, Remix) le auto-produco interamente da solo, l’unica cooperazione esterna di cui mi avvalgo, quando necessario, è solo per i cori femminili. Ormai da tempo ho una corista preferita “d’oltre-oceano”, che lavora (ovviamente da me pagata) per la realizzazione delle tracce dei cori a me necessarie; è una corista di colore, americana, che a Los Angeles lavora musicalmente anche per la Disney, ed è possibile ascoltarla nei cori di molte mie Cover, in particolar modo in un duetto che ho realizzato nel 2015 della mia Cover del brano “The Phantom Of The Opera”.

 

Dove è possibile ascoltare le tue realizzazioni musicali ?

Le mie realizzazioni musicali possono essere ascoltate sui miei canali YouTube ufficiali (https://www.youtube.com/user/StefanoErcolinoSynthhttps://www.youtube.com/user/StefanoErcolinoDJ), sulla mia pagina ufficiale Facebook (https://www.facebook.com/STEFANO.ERCOLINO.SYNTH.REMIXER.80s), dove si trovano anche i link inerenti ai miei Digital Store presenti su Google Play, Amazon, iTunes.

 

 

 

 

 

 

Arianna Operamolla una stella “nascente” nel mondo delle illustrazioni.

DI FRANCESCO SORGE

Arianna Operamolla una stella “nascente” nel mondo delle illustrazioni.

Come lei stessa ci tiene a sottolineare è nata nella notte di San Lorenzo del 1984, e sin da piccola si avvicina al disegno grazie alla mamma pittrice e alla sorella maggiore appassionata di fumetto. “Scelgo proprio la strada del fumetto, frequentando il Liceo Artistico prima e l’Accademia di Belle Arti a Bari poi, e contemporaneamente una scuola di fumetto”. E’ dopo la laurea però che si rende conto che il fumetto non è il suo mezzo espressivo e si iscrive al Master in Illustrazione per l’Editoria presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. “Trovata la mia strada, comincio immediatamente a lavorare pubblicando sia in Italia che all’estero, principalmente nel campo dell’illustrazione per libri scolastici e di narrativa”. Nel 2014 fonda il gruppo StorySelling con altre quattro ragazze pugliesi e, vincendo il bando regionale “Laboratori dal Basso”, portano in Puglia otto tra i più celebri scrittori, illustratori ed editori di libri illustrati. StorySelling  è  un’Associazione Culturale ora e già  la prossima estate  proporrà quattro workshop di scrittura ed illustrazione con professionisti del settore e questi laboratori  si terranno  a Gioia del Colle (BA). “Personalmente, oltre a continuare il mio percorso nell’editoria scolastica, mi dedico per ora al sogno di realizzare un albo illustrato e al mio workshop “Lo spauracchio Scolastica”. E’ un percorso di 18 ore nel mondo dell’illustrazione per libri scolastici, durante il quale gli iscritti si misureranno con effettive commissioni lavorative e in cui spiegherò i dietro le quinte del mestiere (contratti, fatture, rapporti con la committenza etc)”. Arianna si classifica al secondo posto nel concorso “Immagini per una Favola” nel 2009 e tra i finalisti nel concorso “L’Illustratore dell’Anno”, organizzato da Città del Sole. All’attività di illustratrice affianca quella di grafica in piccoli lavori e qualche commissione privata (ritratti, biglietti di auguri, inviti per feste e matrimoni, ecc). “Mi capita anche di tenere qualche laboratorio con i più piccoli e mi piace molto realizzare piccoli quadretti con cornici fatte a mano e quadernetti, con copertina rigida e disegnata da me, rilegati a mano”.

 

Ci sono artisti o illustratori che segui o ai quali ti ispiri?

Seguo moltissimi artisti ed illustratori e la mia lista è in continuo mutamento: si sa, c’è sempre qualcosa di nuovo e bellissimo da scoprire! In linea di massima ho una predilezione per tutti coloro che mostrano una certa professionalità nell’affrontare il mondo delle immagini. Saper disegnare non sempre è sufficiente e trovo molto stimolante osservare la maniera in cui molti colleghi gestiscono le proprie commissioni, i rapporti con i clienti e, perché no, anche la promozione del proprio lavoro su siti, blog e social.

 

Fonti di ispirazione?

Ciò che mi circonda: la pittura, il cinema, gli amici creativi, i libri, il mio adoratissimo cane, il fumetto, le serie tv (ma quante ce ne sono? Io non riesco a guardarle tutte!), il mio ragazzo e -c’è bisogno di dirlo?- ovviamente internet!

 

Cosa racconti attraverso i tuoi lavori?

La realtà, direi. Sono una persona molto razionale, insopportabilmente quadrata, sarà difficilissimo che un giorno disegni un unicorno volante.

 

Tecniche utilizzate?

La tecnica che preferisco è senza dubbio l’acquerello. Quando frequentavo il Master in illustrazione mi sono chiusa in casa per diversi mesi per imparare ad utilizzarlo nella maniera che volevo: evitando gli aloni tipici di quella tecnica, riempiendo campiture nette ma leggere.

 

È stata una grande conquista, che ho dovuto però abbandonare in favore del digitale: il mondo del lavoro, questo ovviamente nel mio caso e fino ad oggi, mi ha portato via molto del romantico che ci si aspetterebbe da questo mestiere quando lo si sogna da piccoli. Devo essere veloce ma, soprattutto, poter modificare tutto ciò che produco a seconda delle esigenze dell’editore. Le matite, i pennelli e le tavolozze sono state messe da parte per il progetto giusto, che un giorno arriverà. E, se non lo farà, andrò a prenderlo io.

Cosa provi mentre disegni?
Dipende da cosa disegno. Mi è capitato in passato di lavorare a progetti che non mi piacevano e ho provato un fortissimo senso di costrizione. Così ho imparato a rifiutare ciò che proprio non fa per me.
Ho preso moltissimi lavori che non mi sono affatto dispiaciuti ed è stato bello dedicarmici, disegnare con della musica in sottofondo e discutere con qualche simpatico art director il risultato finale. È rilassante e assicura anche qualche bella amicizia.
Poi ci sono i miei progetti personali. Ne ho sempre avuti moltissimi e, quando ci lavoro, provo un misto tra eccitazione e felicità. Ad un certo punto, puntualmente, quelle sensazioni spariscono e mi sembra che le mie idee siano le più sciocche di sempre. Ecco, questo è un problema da risolvere se non voglio che tutte quelle idee rimangano in un cassetto ad impolverarsi.

Come funziona il tuo meccanismo creativo?
Quando lavoro per l’editoria scolastica o per un libro di narrativa, è la casa editrice che mi fornisce i layout su cui lavorare. Leggo il libro o i brani e faccio la mia proposta per le immagini da affiancare mostrando al cliente dei bozzetti. Se approvati, passo ai definitivi. A volte, dopo la consegna dei definitivi, accade che debba modificarli per esigenze di stampa.
Quando invece illustro una mia storia parto sempre dal testo. Lo scrivo però tenendo sempre conto di cosa mostrerò nelle immagini (è meglio, infatti, che il testo e le immagini non si ripetano a vicenda, non avrebbe senso dire due volte la stessa cosa utilizzando due linguaggi differenti). Passo allo storyboard, dove decido inquadrature e atmosfere e completo con i definitivi. Il meccanismo è il medesimo se si lavora su un testo altrui.

Progetti futuri?
In questo momento sono molto presa da StorySelling, una neonata (ma solo sulla carta) Associazione Culturale che ho fondato con le mie amiche e colleghe Angela Perrini, Francesca Quatraro e Rossana De Simone. Ci occupiamo di libri illustrati e di tutto ciò che gravita attorno ad essi, dalla scrittura, all’editoria e all’illustrazione ovviamente. Organizziamo eventi per promuovere la lettura, mostre e workshop con professionisti del settore.
Personalmente, oltre a continuare il mio lavoro di illustratrice e a portare avanti le mie collaborazioni, coltivo il mio sogno di pubblicare un albo illustrato. Sono anche sul punto di fondare uno studio di illustrazione, dove mi dedicherò, oltre che alle commissioni editoriali, anche al lavoro per i privati con ritratti, biglietti d’auguri, inviti per matrimoni e feste ed altri piccoli gadget. Sono in attesa dei documenti per cominciare, credo e spero poco prima dell’estate.
Per contattare l’artista cliccare suoi seguenti indirizzi:
Link: www.ariannaoperamolla.com
Email: ariannaoperamolla@gmail.com

 

 

Luca Bancone il Concept Artist dalle atmosfere ancestrali.

DI FRANCESCO SORGE

Concept Art, ma anche architettura e fotografia, le grandi passioni di Luca Bancone. Un artista torinese che riconoscendo a volte in quello che fa solo un procedimento meccanico lo differenzia dalla produzione propriamente artistica, regalandoci dei capolavori in cui lo sguardo affonda, perdendosi in atmosfere ancestrali, colori caldi e luce ammaliante. L’uso della tecnica digitale gli permette di ricreare luoghi al limite del tempo, persi tra dimensioni atemporali, avvolti da foschie e dense nebbie come paesaggi di leggende nordiche. Luca ama molto la sua città ma gli piacerebbe vivere anche in tante altre, Edimburgo per esempio, o Venezia, per restare nella nostra penisola. Ha frequentato il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti a Torino, con indirizzo in Scenografia,  sviluppando nel tempo una passione per il cinema. Non ha partecipato a molti concorsi, solo ad una mostra ad Istanbul nel 2009 durante l’Accademia con un progetto di ristrutturazione urbana e nell’anno successivo ha progettato e creato le scenografie per un cortometraggio, con il quale ha vinto insieme ad altri il premio “100 ore Torino”arrivando finalisti al “Piemonte Movie”. Per quanto riguarda le pubblicazioni invece ci sono alcuni fumetti pubblicati da Glénat, come Solimano, Saladin, Waterloo e alcuni numeri per Paperino, Real Life e Morgan Lost. I suoi concept invece, essendo parte di una produzione, non vengono pubblicati, anzi molti non possono essere nemmeno mostrati in quanto, da contratto devono restare segreti fino all’uscita del prodotto.

Da quanto tempo ti appassiona la passione per il disegno?

La mia passione per il disegno è nata da ragazzino ma non saprei dirti se c’è stato qualcosa di particolare a stimolarmi, forse  mia madre che per farmi piacere disegnava per me i personaggi dei fumetti e cartoni. Non è mai stata una disegnatrice, ma la cosa l’appassionava.

I  libri e fumetti che fanno parte delle tue letture?

Sui libri vado molto a periodi, amo il fantasy di autori classici come Tolkien fino a Terry Pratchett, ma ultimamente  mi sto dedicando alla lettura degli horror, ho preso delle versioni in lingua originale di alcuni classici e li sto leggendo con piacere, come “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, Carlos Ruiz Zafòn e uno che mi piace per il genere. Per quanto riguarda i fumetti una volta ero un grande appassionato, ora non ne leggo più molti, giusto qualche graphic novel auto conclusiva, così che non richieda molta dedizione per essere seguita. Probabilmente il piacere di leggerli è scemato anche quando ho cominciato a lavorare per questo settore, sicuramente c’è un collegamento!

Artisti che ti hanno influenzato?

Sono tantissimi gli artisti che apprezzo e ne scopro sempre di nuovi, io personalmente amo la concept art e alcuni professionisti che mi hanno instradato sul mio attuale percorso sono Nacho yague, Zeng Zhu e Scott Roberson, per dirne alcuni.

Cosa ci racconti delle tue illustrazioni e dei tuoi fumetti?

Personalmente ho passato gli anni successivi all’Accademia di Belle Arti a lavorare come colorista per diverse case editrici, come Disney, Glénat, Bonelli. Parallelamente a questo ho seguito lo sviluppo di alcuni progetti cinematografici e video ludici lavorando come concept artist, ossia creando immagini per sviluppare il design di personaggio ambientazioni, o creare più semplicemente illustrazioni promozionali, lo specifico solamente perché in Italia non è una professione molto conosciuta e in generale per ciò che riguarda il processo di sviluppo di giochi e film è un argomento oscuro a molti.

Chi è il Concept Artist?

Il Concept Artist è un disegnatore/designer che si occupa di sviluppare le idee stilistiche in svariati campi, cinema, pubblicità, videgiochi.

Realizza il design di un personaggio, una creatura o un ambiente. Si occupa dello sviluppo grafico di ogni elemento necessario per la produzione di un prodotto visivo.

E’ incaricato, sotto le direttive del Direttore Artistico, di sviluppare una libreria visiva che serva di riferimento per sviluppare la sua parte grafica di un prodotto.

E’ ancora una professione non molto conosciuta in generale, specialmente in Italia.

Da chi e da cosa trai spirazione?

Come già accennato mi lascio ispirare da molti artisti e molte altre cose in verità. Ci sono diversi concept artist, tra cui quelli sopra citati, poi illustratori come Wayne Reynolds, Ciruelo, Giger, fino a pittori più classici come Albert Bierstardt, senza contare il fatto che la mia passione per l’arte si estende anche all’architettura e alla fotografia. Insomma le fonti da cui mi lascio ispirare possono essere infinite.

Tra le tue illustrazioni quale ci descriveresti per far conoscere meglio poetica, stile e tecnica dei tuoi lavori?

Lion’s Gate è uno degli ultimi lavori che ho fatto, si tratta di un concept per un’idea personale. Volevo creare un’atmosfera e una luce accattivante all’interno di un’architettura classica, ispirato in particolare dalla mia ultima “gita” passando per Genova. Sono rimasto affascinato da una scalinata in uno dei palazzi storici e mi sono subito fermato a fare un paio di schizzi (mi porto sempre un blocchetto dietro quando sono in giro), dopodiché ho scattato qualche foto come reference e una volta a casa mi sono messo al lavoro. Con gli schizzi di riferimento ho usato le foto stesse che ho scattato per comporre la base dell’immagine, poi, sempre in digitale, ho iniziato a dipingerci sopra, ricreando l’atmosfera e raccontare una storia con le luci. Con foto di riferimento e qualche texture ho completato l’immagine. Questa è una tecnica spesso usata per lo sviluppo di concept e talvolta anche per alcune illustrazioni, tuttavia quando devo creare una di queste ultime preferisco evitare l’uso di fotografie nel processo.

Cosa vuoi raccontare con la tua arte?

Onestamente della mia arte c’è molto poco in giro, perché tento di produrla non molto spesso, e lo faccio per esprimere un’idea e l’emozione ad essa legata. Quello che io faccio, anche se sempre collegato all’immagine, preferisco non definirla propriamente arte, in quanto è materiale di produzione per creare un prodotto commerciale. Lo scopo è trovare un’idea e talvolta mi è capitato anche di dover disegnare un sacco di pistole in serie ad esempio. L’esternazione espressiva che io amo definire arte è svincolata da queste produzioni più meccaniche.

Sogno nel cassetto?

Continuare a fare ciò che sto facendo, con sempre nuove sfide ed opportunità interessanti, più in generale spero di avere la possibilità di sorridere ogni giorno, il che è molto pretenzioso ai giorni nostri.

Questo il link del suo sito:

http://lucabancone.blogspot.it/

Tripudio di musica, colori ed ospiti d’eccezione all’evento esclusivo del new brand ” Milly Grey”

Milly

DI Emanuela Belcuore

Nella splendida  cornice del Bertolini’s Hall il nuovo Brand Milly Grey ha presentato ‘Fashion Show’ collezione primavera / estate 2016. A calcare la passerella gli abiti pret- a – porter delle stiliste Milena Buzan e Vivian  Grey Molinares. Lo stile proposto nasce dalla sinergia di due culture diverse, russa e colombiana, per dar vita alla passione comune: quella per la moda; a dispetto delle differenze razziali e culturali. I capi sono realizzati con pregiati tessuti italiani, in particolar modo campani. Seta, pizzo Chantilly francese e lino, solo per citarne alcuni. La diversità di colori, delle texture, dei disegni e la particolarità degli accessori realizzati unicamente a mano fanno l’esclusività di questo brand. Fondamentale la collaborazione di Felix Rodionov che ha vestito alcune modelle con giubbini di pelle artigianali disegnati proprio da lui, di Pinu’ couture per l’esperienza e la professionalità e del maquiller e coiffeur Antonio Narciso D’Ascoli e Voluttoso .Tripudio di musica, curata da Radio Yacht Lunare Project,  e colori per tutti gli invitati all’esclusivo evento Milly Grey. Ospiti d’eccezione l’attrice napoletana Anna Capasso, protagonista in questo periodo  della serie ‘Sangue del tuo sangue’ in onda su ‘Deejay Tv- Canale Nove”, tra l’altro l’unica attrice partenopea scritturata per questa serie e  l’attore Vincenzo Soriano accompagnato dalla cantautrice D’Aria Beat. Tra i diversi media partner dell’evento  anche Pink Life Magazine il cui volto è quello di Linda Suarez.

Emanuela Belcuore

Simona Borioni, in una sketch comedy su Italia 1

Simona Borioni

Nella foto, Simona Borioni

Oggi Lunedi 18 aprile debutta la nuova sketch comedy su Italia 1: What Women Want (4 amiche al bar) realizzata da Publitalia Branded Entertainment in collaborazione con RTI, Sunshine production e Cotonella.

  Da oggi pomeriggio andrà in onda tutti i giorni su Italia 1  dalle ore 18:20, frizzanti puntate da 4 minuti che raccontano in chiave umoristica e filosofica l’universo femminile attraverso le avventure di 4 amiche
Le protagoniste (SImona Borioni, Valeria Graci, Ludovica Martini e Rita Pelusio) intepretano il ruolo di donne che hanno raggiunto una condizione sociale ed individuale tale da consentir loro di abbandonare la classica combinazione marito-figli-fornelli a (s)favore di un’altra combinazione schiavitù che si fa sempre piu strada nei giorni nostri: autorealizzazione-Social network-mode.Come cameo in alcuni episodi si segnala la partecipazioni straordinaria di Martina Stella, nuova testimonial della campagna stampa Cotonella.
IL volto e la voce narrante è quella del comico romano Maurizio Battista che veste i panni del proprietario di un bar dove le amiche si ritrovano e introduce il tema di ogni episodio spiegando al suo cameriere , interpretato da Renato Avallone, dinamiche, atteggiamenti e apparenti incongruenze delle donne.
La partnership con Cotonella prevede la presenza del marchio che debutterà sul set: una delle protagoniste è infatti proprietaria di un punto vendita in cui verranno ambientati alcuni episodi dove verranno sviscerati e rappresentati in chiave comica e ironica temi classici, quali matrimonio e store d’amore e temi piu moderni quali la dipendenza da cellulare, le nuove frontiere della chirurgia estetica e dilaganti nevrosi del web.
La caratteristica di questa sketch comedy è che i prodotti e il brand Cotonella si inseriranno in maniera del tutto naturale nel programma. l’attività si inserisce all’interno di una strategia di comunicazione andando a sostenere la nuova campagna pubblicitaria televesiva presente sulle reti mediaset

Il convegno “Violenza di genere e violenza assistita. Un’unica immagine di uno specchio riflettente”

associazlunedì 18 aprile, dalle ore 9:30 alle 13:00, in sala consiliare, il convegno “Violenza di genere e violenza assistita. Un’unica immagine di uno specchio riflettente”

Si terrà a Melito, il prossimo 18 aprile il convegno che si propone lo scopo di analizzare il tema della violenza nelle relazioni di intimità e familiari e di fornire un quadro sociale, psicologico e normativo del fenomeno.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Mai Più Violenza Infinita in collaborazione con gli assessorati alle politiche sociali ed alle pari opportunità del Comune di Melito di Napoli.

A relazionare sul fenomeno ci saranno membri delle istituzioni, personalità del mondo dell’associazionismo, delle forze dell’ordine ed autorevoli esperti che proporranno riflessioni con lo scopo di sensibilizzare contro la violenza ed ogni genere di  discriminazione nei confronti delle donne.

Con il generale Luciano Garofano, ex comandante dei RIS di Parma e generale dei carabinieri, a spiegare ogni aspetto del fenomeno,  partendo dalle origini e da ogni causa sociale della violenza di genere, ci saranno  la dottoressa Virginia Ciaravolo, psicocriminologa nonché presidente MPVI,  l’avvocato
Lucia Portento, la dottoressa  Iolanda Ippolito , criminologa investigativa, la responsabile dei servizi sociali del Comune di Villaricca, Lucia Tommasiello ed  Angela Margiotta, Presidente dell’Associazione Farmaciste.

E’ anche possibile iscriversi al convegno accedendo al sito http://www.maipiuviolenzainfinita.it  oppure inviando una email a segreteria@maipiuviolenzainfinita.it

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

SALUTI AUTORITA’
Venanzio Carpentieri Sindaco di Melito di Napoli

Stefano Rostan Assessore Politiche Sociali Comune di Melito di Napoli
Dominique Pellecchia Assessore Pari Opportunita’ Comune di Melito di Napoli
Antimo Cicala Commissario Capo polizia penitenziaria
Donatella Rotundo Direttore scuola di Formazione Polizia penitenziaria

Mimmo Pesce Presidente Unicef Napoli
Cesare Romano Garante infanzia e adolescenza Campania

Interverrà l’On. Michela Rostan Deputato Componente Commissione Giustizia

RELATORI
Virginia Ciaravolo Psicocriminologa – Presidente MPVI
Luciano Garofano ex Generale RIS di Parma
Lucia Portento Avvocato
Iolanda Ippolito Criminologa investigativa
Lucia Tommasiello Responsabile Servizi Sociali Comune di Villaricca
Angela Margiotta Presidente Associazione Farmaciste

“Nessuno è nato libero” – Il primo libro dell’autrice Adriana Dell’Amico

Adriana Dell'AmicoDI SANTE COSSENTINO

Il primo libro dell’autrice Adriana Dell’Amico

 Adriana Dell’Amico, classe 1975, debutta il libreria con la sua prima pubblicazione.

Nessuno è nato libero , questo è il titolo del primo libro dell’autrice .

E’ l’alba di un giorno d’estate, quando Don Nicola si affaccia dalla finestra di un hotel di Chianciano, dove è solito trascorrere ogni anno qualche giorno di vacanza. La sua vita è un incontro di molte altre vite, ciascuna delle quali ha una storia particolare. C’è Anna, moglie e madre di quattro bambini che viene ferocemente uccisa dal marito. Carmela, la devota sorella di Don Nicola, che sceglie l’amore di un ragazzo povero ma onesto, rinunciando ad una vita agiata . Donato che uccide per gelosia suo fratello. Fabiana, la giovane mamma che muore di cancro. E poi tanti altri personaggi che si intrecciano alla vita di Don Nicola. Filo conduttore di questo libro è la ricerca dell’amore umano, anche attraverso l’amore divino. Il cammino intimo di un uomo, che è anche un prete, attraverso una domanda: che cos’è il libero arbitrio?

Adriana Dell’Amico è nata a Caserta  e vive a Santa Maria Capua Vetere. Ha studiato Giurisprudenza alla Seconda Università di Napoli Federico II ed è un Avvocato esperto in diritto dei minori e diritto di famiglia. Nel 2004 ha costituito una Cooperativa Sociale e una Comunità per minori dell’area penale. Fin dall’infanzia ha mostrato un’innata propensione alla poesia, vincendo molti concorsi. Viene definita come un’autrice che sussurra forti emozioni attraverso versi leggiadri e al contempo profondi, investigando in maniera innovativa temi e dimensioni solo lambiti da altri autori. Le forti tematiche scelte e il modus narrandi ispirano partecipazione del lettore e impongono la continuazione della lettura. Il libro Nessuno è nato libero è la sua prima sfida da scrittrice. In esso si esamina la persona e l’animo umano riprendendo e estrapolando concetti propri del personalismo francese.

 “Prendete il vostro cuore e custoditelo come uno scrigno prezioso. Non concedetelo a chiunque, ma solo a colui che, a sua volta, ha un cuore simile al vostro. Una volta trovata la chiave per aprire la porta dell’amore, non permettete mai al fango del marciume quotidiano di sporcarlo e di infettarlo. Per far crescere l’amore, bisogna amare ed essere amati. E l’amore, che donando non riceve, appassisce, invecchia e perisce”.

Era questo il punto di arrivo che Don Nicola comprende ,dopo un percorso interno ed esterno, che racconta come può un uomo, che si perde nel dolore degli altri incapaci di amare, arrivare a dare la risposta al più grande degli interrogativi. Che cos’è l’amore?

 

46° Anniversario dalla morte di Totò

TotòIl sipario calò sulla sua vita il 15 aprile 1967, verso le tre e mezzo del mattino nella sua casa di Roma. Nel giro di sette ore un susseguirsi di attacchi cardiaci lo avevano stroncato.
Alla mattina del 17 aprile venne trasportato nella chiesa di Sant’Eugenio in viale Belle Arti. Sulla bara, la bombetta con cui aveva esordito e un garofano rosso. La cerimonia si limitò a una semplice benedizione, a causa delle difficoltà create dalle autorità religiose perché con la Faldini non era sposato.
Nel pomeriggio la salma di Totò giunse a Napoli accolta, dall’uscita dell’autostrada fino alla basilica del Carmine, da una marea di folla, valutata in circa 200.000 persone. Nella Basilica lo attendevano circa tremila persone, mentre altre centomila sostavano nell’immensa piazza antistante.
Un lungo applauso salutò per l’ultima volta Totò, poi il suono delle campane. Si dice che alcune persone furono colte da malore, per lo spavento provato nel vedere lì ai funerali, Totò vivo.
L’uomo che tanto assomigliava al Principe era Dino Valdi, professione attore cinematografico, per molti anni controfigura di Totò.
L’orazione funebre fu pronunciata da Nino Taranto, poi la salma fu portata nella cappella di famiglia dei De Curtis.
Lui è stato uno dei più grandi attori di varietà, di rivista, e di cinema, per molti il più grande di tutti, che è riuscito a beffarsi anche della morte, se i suoi film, a 46 anni dalla sua scomparsa, sono ancora molto amati e visti anche dalle nuove generazioni!

Intervista all’attore e tenore Michele Silvestri: ” Con le mie professioni porto l’arte italiana nel mondo”

Michele Silvestri

Nella foto, in posa per  il webzine Italy in the World l’attore e tenore Michele Silvestri

di GIUSEPPE COSSENTINO

Classe 1985. Michele Silvestri,  è un giovane attore e tenore, la sua città d’origine è Taranto (che porta nel cuore) che lavora nel panorama italiano ed internazionale  che più che  trentenne vanta già  un curriculum di tutto rispetto. Con la sua dedizione per la recitazione e il canto lirico si può definire un ” italian in the World” di prestigio,  dato che porta  con la sua professione l’arte italiana in giro per il mondo.

1. Quando nasce il tuo amore per la rec­i­tazione?

– sono sempre stato affascinato da tutto­ ciò che poteva trasportarmi in un altro­ posto, da tutto ciò che poteva farmi es­plorare nuovi mondi, vivere nuove avvent­ure. Credo di essermi innamorato della r­ecitazione nel momento in cui ho realizz­ato che recitare non voleva dire “finger­e” di essere qualcun’altro. È la continu­a ricerca di una verità interiore, di se­ntimenti autentici, di situazioni che po­tevano trasportarmi ovunque io avessi vo­luto essere che mi ha trasmesso l’amore ­per questa forma d’arte, tanto bella e t­anto complessa. L’incontro con Gisella Gobbi (seconda regia di Braccialetti Rossi) ha scardinato in me il desiderio di studiare recitazione cinematografica e così è stato. Con i maestri, Vito Palumbo, Andrea Simonetti e la stessa Gisella Gobbi ho cominciato un percorso formativo che dura tutt’ora.

2. Un tuo pensiero o messaggio per migli­­orare la cultura italiana

– c’è un vecchio proverbio che dice: “ch­i tene a mamma è ricco e nun o sape”. Ec­co credo che valga la stessa cosa per l’­Italia e il suo rapporto con la cultura.­ Chi è italiano è ricco e non lo sa. Ric­co di storia, di gloria, poesia, scultur­a, pittura, danza, canto, teatro e potre­mmo continuare all’infinito. Secondo me quella che abbiamo perso è la consapevolezza di essere padroni di quella ricchezz­a. L’Italia è ricca di talenti che non h­anno possibilità di formarsi adeguatamen­te nè di fare esperienze, non perchè non­ ci siano le scuole, o i laboratori, ma ­finchè continueranno ad economizzare sul­la cultura tagliando i fondi agli enti, ­ai teatri, alle accademie, le stesse scu­ole non potranno mai essere competitive ­e al passo con i tempi. L’Italia è il pa­ese più bello del mondo. Lo Stato dovreb­be puntare ogni cosa sulla cultura.

3. Quanto è importante il Made in Italy?­­

– il Made in Italy artistico è sempre st­ato un motivo d’orgoglio per tutti noi. ­Gli spettacoli italiani sono sempre quel­li che quando esci dal teatro, torni a c­asa e conservi il ricordo di un’emozione­ che hai provato. Il Made in Italy è anc­he una garanzia quando giri all’estero. ­L’Italia è vista da tutti come un modell­o artistico da seguire, da imitare, e ne­l mondo se ne accorgono tutti tranne ch­i ci rappresenta in Italia.

4. Tra le forme d’arte, teatro, cinema,­­ tv e web quale preferisci?

– questa è una domanda a cui ho due risp­oste, una di cuore, l’altra di testa. Co­l cuore ti dico che il teatro è il cilin­dro magico in cui avviene la magia mentr­e tu sei il mago. Resta al primo posto n­ella mia lista delle preferenze. Poi vie­ne il cinema, il quale mi trasmette altr­ettanta magia. Con la testa ti dico tv e­ web. Sono canali veloci, con un bacino ­di utenza gigantesco. Immagina, oggi ognuno­ di noi accede alla rete con il proprio ­smartphone. Con la tv entri nelle case ­di ognuno di noi, ma il rapporto col pub­blico qui un pò si perde mentre invece per me quel rapporto è fon­damentale. Quindi per questo scelgo col ­cuore.

5. Che rapporto hai con i social?­­

– con i social ho un rapporto abbastanza­ convenzionale e normale. Non me abuso. ­Non sono presente su tutte le piattaform­e, preferisco il contatto diretto con le­ persone, a comunque siamo nel 2016 ed è­ ovvio che bisogna tenersi al passo con ­i tempi. Uso i social per tenere il cont­atto doretto con i fans sulla mia pagina.

Michele Silvestri2

6. A cosa stai lavorando?­­

– come sai sono un cantante lirico e gra­zie ai contatti presi dal mio carissimo ­amico, l’Avv. Marco Barbone (barbonetas­sone.it), riparto adesso con il quinto t­our di “Belcanto”, uno spettacolo tutto ­italiano del teatro musicale. Prodotto i­n Italia da Arslab Italy per mano del pr­oduttore Luigi Caiola, con gli arrangiam­enti e la direzione musicale del M° Pasq­uale Menchise, le coreografie di Vit­torio Biagi, la regia di Gianfranco Covino e la direzione artistica di ­Franco Dragone, Belcanto è un escursus n­ella nostra storia musicale italiana, ch­e si sviluppa attraverso melodie senza t­empo e termina con i piu bei successi in­ternazionali e dei musical più belli di ­sempre. È uno spettacolo che dà la possi­bilità allo spettatore di vivere un’espe­rienza emozionale pazzesca. Abbiamo viag­giato da New York a Parigi a Frejus a Sò­fia e tantissime altre città del mondo. ­Sarò impegnato con i miei colleghi tra M­aggio e Giugno in un importante tour che parte dall’Italia e poi si estende al resto del mondo (arslabitaly.com). Poi c’è un altro progetto che sta nasce­ndo e che si sta concretizzando, come at­tore, e toccherà una tematica molto impo­rtante e discussa, un tema sociale in cu­i c’è una divisione di pensiero tra la gente, l’omosessualità. Sa­rò protagonista di questo lavoro ma non ­posso rivelare di più.

7. Cosa fai nel tempo libero?­­

– nel tempo libero mi piace stare a cont­atto con la natura. Sono alla continua r­icerca di parchi, giardini, magari con a­nimali in libertà. Mi rilassa e mi perme­tte di ritrovare me stesso, di connetter­mi al mondo che mi circonda. Passo però ­molto tempo con i miei affetti appena ho­ tempo libero, facendo questo mestiere i­mpari ad assaporare tutti i momenti che ­hai a disposizione per te stesso facendo­ quello che non puoi fare quando sei in ­giro.

8. Pratichi sport?­­

– ho praticato per molti anni le arti ma­rziali, temprano lo spirito. Attualmente­ quando ho voglia di fare un pò di movim­ento mi concedo lunghissime passeggiate.

9. Il tuo regista, attrice e attore ital­­iano che ti piace o comunque un giorno ­v­orresti conoscere o lavorarci insieme.

– mi piacerebbe tantissimo un giorno con­oscere e poter lavorare insieme a Sergio­ Castellitto. Ammiro tantisimo il suo ta­lento. È di grande ispirazione. Nell’amb­ito del canto lirico invece sarebbe fant­astico lavorare con Placido Domingo, uno­ dei miei eroi personali fin da ragazzin­o. L’attrice italiana con la quale mi pi­acerebbe lavorare è Alessandra Mastronar­di. Credo abbia una naturalezza e un tal­ento fuori dal comune. Mentre il regista­ italiano con il quale mi piacerebbe lav­orare è Michele Soavi.

Michele Silvestri3

10. Se l’Italia fosse una poesia a qual­­e la collegheresti?

– “Cigola la carrucola del pozzo” di Eug­enio Montale. È una storia di pensieri c­ollegati ad un passato felice connessi a­d un presente incerto che spaventa. Purtroppo è ­ciò che sta succedendo in Italia. Un gra­nde Paese con un grande passato ed un’e­conomia florida che attraversa un moment­o buio e incerto. Nella speranza di rive­der la luce.

11. Quanto è importante la formazione pe­­r un attore?

– per un attore, come per un cantante, l­a formazione è molto più che importante,­ direi che è fondamentale. Impensabile cercare­ di fare questo mestiere improvvisando. ­C’è un lavoro su se stessi che viene fat­to che è a carattere sia fisico che psicologico, introspet­tivo, mirato a raggiungere certi risultati ch­e sarebbe impensabile raggiungere senza una gui­da. Bisogna stare molto attenti a non fi­nire nelle mani sbagliate. Purtroppo di ­impostori ne è pieno il mondo. La mia pe­rsonale esperienza mi insegna che chi ti butta il fumo negli occhi lo fa per impedirt­i di vedere. Insegnanti che ti lodano in og­ni secondo, che ti mettono su un piedist­allo, non è possibile. Nessuno nasce imp­arato e un insegnante serio che tiene ai suoi allievi, non si priva­ di “bastonarti”, al contrario si limita n­el complimentarsi, che un pò di umiltá f­a sempre bene. Non si finisce mai di imp­arare. È un continuo studiare, aggiornar­si, sperimentare. C’è sempre qualcosa da­ imparare. La formazione è l’arma vincen­te di qualsiasi artista.

12. progetti futuri?­­

– come accennato prima, sarò protagonist­a di un progetto molto importante che to­cca temi sociali di grandi discussioni. ­L’omosessualita. Interpreterò un ragazzo­ omosessuale in questo progetto. Ho acce­ttato di farlo perchè spero di poter lan­ciare un messaggio che parli di libertà­ di pensiero, di azione, di sentimenti. ­Chiunque attenti alla libertà altrui, in­ qualsiasi forma è assolutamente da cond­annare. Un altro bellissimo progetto che­ sta nascendo come cantante nasce da un’­apertura col mondo arabo. Esportare la c­ultura italiana nel mondo arabo attraver­so il nostro patrimonio artistico musica­le. Grazie al lavoro dell’avvocato Marco­ Barbone stiamo tessendo le basi per far­ nascerere, d’intesa con l’orchestra Gio­rdana, uno spettacolo dal titolo provvis­orio “A bridge from Italy” dove sarò imp­egnato come tenore.

13. Un saluto ai nostri lettori­­

– un saluto a tutti i lettori di “Italy in the world” e un grazie ai fans per l’affe­tto continuo. Approfitto per fare un in bocca al lupo speciale ad un mio grandissimo amico, l’attore Francesco Cassano che sarà prossimamente in uscita nelle sale con il film “Attesa e Cambiamenti”. Ringrazio ancora la redazione per questa chiacchierata. Grazie.