Un viaggio tra le illustrazioni glamour e chic di Maddalena Amorosi

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Un viaggio tra le illustrazioni glamour e chic di Maddalena Amorosi

DI MARCO ADDATI

Donne alla moda, dallo sguardo enigmatico, un po’ imbronciate o allegre e ancora donne pensierose o intraprendenti, sfuggenti ma dalla forte personalità. Il disegno dell’anatomia femminile è la più grande fonte d’ispirazione che Maddalena Amorosi utilizza anche quando non si sente in vena di “grandi” disegni. Illustra corpi e volti, in ogni possibile dinamica, cercando sempre di creare nella sua mente una storia che ruoti attorno al soggetto del momento, creando elementi che possano caratterizzarla e così dopo un po’…. il personaggio prende una vita propria e inizia a raccontare.

Originaria di Biancano, un paesino vicino Caserta, abita a Roma da ben otto anni, una città che ama “mi piace tutto di questa città e mi ci trovo bene sotto tanti punti di vista, traffico escluso, c’è storia, arte, mare, e sole”.

Da quanto tempo disegni?

Disegno praticamente da sempre, mi ricordo che fin dall’asilo non vedevo l’ora arrivasse “l’ora giornaliera del disegno”, usavo come tutti i pastelli a cera, li adoravo, ma poi non li ho mai più usati… Già da piccolissima disegnavo sempre con una logica di proporzione, principalmente donne, e adesso, ripensando proprio a questa cosa, posso confermare con certezza che certe passioni sono assolutamente innate e incondizionate…

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Hai studi artistici alle spalle?

Dai primi anni delle elementari ricordo che le maestre a scuola, quando c’erano i colloqui con i genitori, non facevano altro che consigliare a mia mamma di farmi iscrivere ad un istituto d’arte oppure ad un liceo artistico, ma io presi coscienza di questa mia possibile scelta, all’inizio delle scuole medie, quindi quando finirono i tre anni mi iscrissi all’Istituto Statale d’Arte di San Leucio all’indirizzo Moda e Costume.

Finiti gli studi superiori, a settembre, feci il test di ammissione all’Accademia Internazionale d’Alta Moda Koefia e lo superai con successo, quindi mi trasferii a Roma ma dopo due anni capii che non era quello l’ambiente che maggiormente rappresentava quello che avrei voluto fare “da grande” e fu proprio allora che scoprii la Scuola Internazionale di Comics.

Sei influenzata dal mondo dei comics?

A mio discapito devo ammettere che non ho mai amato leggere fumetti, ho sempre amato i libri illustrati e uno dei miei preferiti da quando ero piccola è: Piccole donne. Sono cresciuta come tanti altri, con i film d’animazione: Warner Bros, Dream Works e soprattutto Disney,  avrò visto e rivisto La Sirenetta centinaia di volte, quindi sono cresciuta con quello stile di riferimento, e rimane tutt’ora una delle mie ispirazioni più influenti sotto tanti punti di vista. Il cinema è “la mia lettura preferita” difatti scelsi, alla Comics, di iscrivermi al corso di: disegno per film d’animazione.

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Hai partecipato a concorsi?

Ho partecipato solo a due concorsi nella mia vita, il primo fu ai tempi delle superiori, partecipai come stilista ad un evento chiamato: Il Miglio d’Oro, partecipavano quasi 100 scuole, se non ricordo male, e il mio vestito arrivò 20°, data la mia scarsa autostima a quell’epoca, ne fui comunque felicissima, perchè la cosa più importante di questi eventi, secondo me, è veramente quella del confronto, capire i propri limiti e cercare un modo piacevole per andare oltre… Il secondo fu: Cavallino Comics dove arrivai tra i primi 10 finalisti ma anche in quel caso non vinsi, non avevo ancor ben chiaro come voler illustrare, le tecniche ecc.,ma comunque fui nuovamente contattata per inviare altri lavori da poter esibire alla mostra, e anche di questo ne fui felicissima!

Gli artisti dai quali trai ispirazione?

Gli artisti che mi hanno influenzata sono tanti e nessuno, mi spiego meglio… Ci sono disegnatori talmente bravi e pieni di esperienza che solo a guardarli i loro disegni, diventano quasi una lezione su come imparare a disegnare!! Alcuni di quelli che amo in assoluto sono: Patrick Brown per la precisione che impiega nel riprodurre ogni elemento in ogni suo più piccolo dettaglio, per come gioca nella colorazione tra luci e ombre, e sicuramente per lo stile e la dinamica con cui da vita ai suoi personaggi, insomma per tutto! Ma come Patrick Brown, ci sono anche Nicholas Kole, Dan Mora e Anna Nikonova , ognuno di loro nei loro disegni riesce a dare veramente tanto, quindi fin’ora ho appreso tanto da loro, ma ho sempre riversato tutto nel mio “bagaglio” senza cambiare quello che è sempre stato il mio stile e il mio modo di voler raccontare, però mi è servito anche e soprattutto ad imparare e provare nuovi stili che ritengo rappresentino altre parti di me che prima sicuramente non conoscevo!

Cosa puoi raccontarci delle tue illustrazioni?

Non sento di poter essere all’altezza di parlare troppo di illustrazioni e sicuramente per nulla di fumetto, perchè non credo di essere una grande intenditrice del mondo illustrato, diciamo che per ora provo a farlo attraverso i miei personaggi ai quali cerco sempre di dare un carattere che spesso rappresentano anche qualcosa di mio e comunicare attraverso essi; in ogni caso posso dire che è una forma d’arte molto preziosa e che forse oggi dovrebbe essere presa in considerazione più di quanto s’immagini… La mia idea è che un’illustrazione di qualunque tipo può raccontare in modo assolutamente unico qualcosa, qualcosa che chiunque, individualmente, può interpretare con sfumature diverse e renderla unica a sua volta, ed è proprio questo a rendere l’unicità di questa espressione!

In ogni caso è difficile, per me, spiegare in maniera precisa come nascono alcune mie illustrazioni perchè non è tanto chiaro nemmeno a me!

Per esempio, a volte succede, in particolar modo quando non sono molto ispirata, che inizio pensando ad una situazione che vorrei raccontare, e a seconda dei momenti, parto da un riferimento che può essere: un contesto, una postura, uno stato d’animo o più semplicemente un indumento, ecc. Da lì poi succedono una serie di cose a catena dove ogni scelta è la conseguenza di un’altra che fanno emergere un personaggio in una situazione che io ho ricreato ma che non ho pilotato dal principio, è qui che quindi dico che alla fine sono i disegni a raccontare e non più io, mi lascio molto trasportare dalle linee facendo ruotare una serie di scelte anche intorno ad esse.. Non so se sono riuscita ad essere abbastanza chiara ma spero di aver reso una delle tante cose belle che possono succedere nella testa di un disegnatore!

Oggi è facile far conoscere i propri lavori attraverso i nuovi mezzi di comunicazione?

Diciamo che con l’incredibile mondo dei social, oggi non è impossibile farsi strada per farsi conoscere, ma come in tutte le cose non è solo uno l’elemento scatenante che ci può permettere di emergere tra altri diecimila. E’ l’incontro tra fortuna, momento e talento che fa la differenza e può creare ottime possibilità, ma da qualcosa bisogna sempre cominciare! Cercare di non arrendersi, avere sempre voglia di conoscere per migliorare quello che si fa è un buon motore per andare avanti e se ci metti anche la giusta dose di speranza allora si che può diventare solo questione di tempo!

Quale personaggio da te ideato ci faresti conoscere?

Cloe è un personaggio al quale ho dato vita un po’ di tempo fa e che a forza di altri impegni ho un po’ abbandonato ma spero di riprendere presto… E’ l’incontro del mio stile disneyano con lo stile dei cartoni che oggi tanto piace a molte bambine. Ho voluto provare questa nuova tecnica, sicuramente perchè mi ispirava particolarmente, e poi per non distaccarmi troppo da quello che accade in questo momento nel mondo dei cartoni, al quale mi sento molto vicina… E’ realizzato completamente in digitale, la scelta dei colori è quella che preferisco, amo ricreare ambienti caldi, ma nello stesso tempo freschi e brillanti, che possano far trasparire principalmente piacevoli momenti di gioia o serenità o anche curiosità.

Cosa racconti con la tua arte?

Con la mia arte non voglio raccontare nulla di “nuovo” o mai detto, semplicemente rielaborare con il mio stile e la mia ottica, tutto quello che mi circonda e che, soprattutto, vorrei mi circondasse. Riuscire a raccontare le cose “giuste” con un disegno, oppure con un personaggio, è divertente per chi l’osserva, può riportare alla memoria bei momenti passati o immaginarne di futuri, l’importante, secondo me, è trasmettere sempre qualcosa che possa avere un seguito nella testa di chi l’osserva, quello secondo me è il miglior racconto e questo è quello che vorrei poter fare!

Quale sogno è celato nel tuo cassetto?

Il sogno nel cassetto è senza dubbio quello di fare, di questa mia passione, un lavoro che possa permettermi di crescere e di apprendere sempre di più. Ora come ora punto al Character Designer, è un ruolo che permette di spaziare tanto sia con la fantasia e sia seguendo delle logiche che diventano stimolanti soprattutto da un punto di vista psicologico oltre che pratico, quindi cerco ogni giorno di guardarmi intorno per trovare nuovi stimoli! L’ispirazione credo sia assolutamente fondamentale per un disegnatore, forse è un po’ come l’amore, non sai da dove arriva, ne quando arriva e nemmeno perchè, ma quando arriva contribuisce a dar vita, in modo unico, a qualcosa che può essere bellissimo sia per te che per qualcun altro quindi vale la pena cercare sempre e non stancarsi mai!

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Pubblicato il 8 maggio 2016 su Arti figurative, Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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