“MySelf”, il testo “diamante” contro la violenza di genere dell’attore e regista James La Motta conquista il pubblico. LA RECENSIONE

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Silenzio assordante in sala, un pubblico soprattutto giovane. Ecco che il sipario del Teatro Totò si apre e la luce dell’occhio di bue illumina un uomo seduto, sfatto quasi annientato dalla vita, su un vecchio barile di benzina. Il MySelf, ha inizio proprio da qui, dal racconto dell’uomo interpretato pacatamente e con garbo dall’attore e regista James La Motta, che non cade mai in luoghi comuni, narrando di una vita brutalmente segnata dalla violenza e dalla continua ricerca di una valida motivazione.

Un linguaggio ricercato quello di La Motta, che con sensibilità e grande tatto di raccontare bullismo e violenza interiorizzate, di un’anima quasi oscura e devastata da un profondo caos, che parte dall’infanzia quell’età delicata che dovrebbe essere fatta solo di ricordi belli e spensierati.

L’uomo espone i ricordi al pubblico, da quel gioco con le Barbie e i tacchi della mamma, oggetto di palpate da parte dei compagni di scuola, rinchiuso per ore negli armadietti e obbligato a cantare le canzoni di Marylin.

Non solo violenza e bullismo ma anche un’omosessualità vissuta come  una piaga e con grande rabbia.

Il bilanciamento, e il collage di monologhi scritti egregiamente da la Motta, sono un vero e proprio grido contro la violenza di genere che oggi è ancora un argomento sociale attualissimo, cancro di una società troppo impegnata, indifferente e poco documentata.

MySelf, è un vero e proprio brillante, incastonato in un lungo e più monologhi con una grande carica narrativa con un cast di attori convincenti e decisamente tutti ben preparati.

Il collante di tutto è la violenza di genere da quella infantile e familiare. Sul palcoscenico con il regista, Anna Soares De Oliveira, Noemi Cognigni, Lorenza Pisani, Fernanda Pinto, dirette da un La Motta che di questo spettacolo ne ha fatto un documento sociale che merita un grande applauso. I personaggi di La Motta e della Soares De Oliveiera, e le loro esistenze sono legati nel vero senso della parola da una corda, trovata caratteristica e innovativa.   Una particolare attenzione va all’attrice Anna Soares De Oliveira, per la sua travolgente e credibile  interpretazione, che ti cattura sino all’ultimo minuto del primo atto. La drammaticità del testo e dell’argomento è alleggerito delicatamente dagli intermezzi musicali e canori di Fabiana Russo con l’amichevole partecipazione del musicista e cantante Fabio Serino.

Insomma, un regista La Motta da sempre impegnato nel sociale e da anima sensibile è riuscito a conquistare lo scorso 8 Marzo, il pubblico del Teatro Totò, che a fine spettacolo ha premiato regista, attori e spettacolo con un incessante applauso, decretando il successo del “ MySelf” dove La Motta ha messo anima, corpo e cuore.

di Giuseppe Cossentino

Pubblicato il 20 marzo 2018 su Recensioni, Senza categoria, Teatro. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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