Archivi categoria: Arte

“Theatre Body Art”, il progetto di Michele Falco Iovane, Mister Universe 2017, che dice ” STOP al FEMMINICIDIO”

Michele  De Falco Iovane.jpgMichele De Falco Iovane, di Scisciano, ha acquisito una grande popolarità, per aver vinto la seconda edizione del concorso di bellezza Mister Universe Top male 2017. Con un mix di bellezza e talento è riuscito a sbaragliare ben 14 concorrenti di tutta Italia.

Domenica sera 5 Novembre, durante l’elegante e suggestivo evento “ Il Galà della Moda” che si è tenuto al palazzo Nemi di Nola, ha presentato un suo esclusivo e particolare progetto dal titolo” Theatre Body Art”.

Per body s’intende l’insieme delle forme artistiche che utilizzano il corpo umano come mezzo di espressione. Questo progetto di Michele è un vero connubio di arte e teatro. Sintetizza perfettamente l’idea che l’arte può salvare il mondo, infatti Mister Universe 2017 attraverso questo progetto ha un solo ed unico obiettivo affrontare la delicata tematica del Femminicidio.

Sul corpo statuario di Del Falco Iovane ci sono degli occhi che escono dalla sua costola, che simboleggia la donna che nasce dalla costola dell’uomo. Grandi le coreografie, in cui si vedeva una gestualità molto forte che poi tramutavano in gesti di eleganza e di rispetto dell’altra metà del cielo

A prendere parte alle coreografie, una ballerina professionista dell’Opera che gira il mondo, Jennyfer Beranzoli e Marieta e la modella Ioana Vonu.

Al progetto “ Theatre Body Art” ha collaborato la creativa e fantasiosa make up artist Anita De Vivo.

Un iniziativa nobile quella di De Falco Iovane, per dire Stop Al Femminicidio che spera di trasformare in tanti altri progetti ancora più grandi in un futuro.

 

Annunci

Dstyle di Domenico Auriemma con la Busoli Eyewear, quando le sinergie incontrano l’arte pura!

Paola Busolidstyle con la Busoli Eyewear
Inarrestabile Domenico Auriemma .
Dstyle , il brand degli occhiali dei vip e del gusto artigianale italiano, allarga i suoi orizzonti e amplia la propria offerta .
Nasce un ‘ altra  grande sinergia tra D- Style di Domenico Auriemma  e la Busoli Eyewear, ossia con Paola Busoli.
La Busoli  ha un progetto molto importante “ MORA’” che produce occhiali originali di marmo, pezzi unici ed italiani .
Domenico, con la sua grande arte , ha impreziosito con pietre e oro i modelli  creando un’occhiale unico nel suo genere e straordinariamente originale. Insomma, un periodo d’oro per Domenico Auriemma, il number one, degli occhiali italiani sartoriali che lo vedono protagonista  in importanti contesti internazionali come l’ Arab Fashion Week, dove i suoi occhiali sono  amatissimi dal mercato arabo e si apre un futuro luminoso a livello mondiale

“Tu ed Io: Noi” la favola di Flavia Semprini Cesari e Ketty Lampredi.

 DI MARCO ADDATI

Leggere una fiaba è tornare ancora una volta bambini anche solo per un momento, per riappropriarsi nuovamente di quel mondo che ci ha accompagnato durante la nostra infanzia. La fantasia è la chiave per aprire quella porta che si affaccia su quel mondo dove possiamo, indisturbati, volare su un tappeto volante, mangiare case di pan di zenzero o salvare gentili principesse dalle grinfie di perfide streghe. E’ il nostro mondo più incontaminato quello che delle volte scalpita per riemergere e colorare il grigiore quotidiano, rendere dolce una triste giornata  e  farci sognare con il solo potere dell’immaginazione.

Flavia Semprini Cesari e Ketty Lampredi ci ritornano spesso in questo meraviglioso luogo incantato che si cela oltre le foreste della realtà e grazie al favoloso motore chiamato fantasia hanno creato la favola “Tu ed Io: Noi”.

Flavia  completa la Laurea con un master del Sole 24 ore in “Risorse Umane”, in quanto da sempre interessata alla formazione dell’individuo. Di passioni ne ha moltissime, l’arte che si declina in ogni sua forma dalla danza, al cinema, teatro, pittura. Dopo aver svolto per alcuni anni lavoro di ufficio trova nell’insegnamento la sua soddisfazione più grande. “Ho iniziato a scrivere su un  diario, come molti altri credo, sensazioni, le mie giornate, le mie emozioni, ma più che altro sono stata una grande lettrice, quando studiavo forse ancora di più di ora che lavoro”. Tra i suoi autori preferiti Amelie Nothomb  un’autrice che segue dagli esordi per la particolarità della sua scrittura e delle sue narrazioni. Segue anche Nemirovky, Carofiglio, Veronesi e la Mazzucco. “Ho tanti sogni e uno svetta su tutti… ma siccome sono scaramantica per non dire riservata… non ve lo dirò! Ritengo che anche noi possiamo fare la nostra parte pur credendo nel destino”.

Ketty illustratrice con i suoi colori ed il suo estro ha dato forma ai testi scritti da Flavia. Si è diplomata all’Istituto d’Arte di Riccione in Grafica Pubblicitaria.

La sua  passione è sempre stata quella di disegnare e dipingere, inoltre grazie ai tanti viaggi in Oriente ha trovato un suo stile appropriandosi dei colori e del calore di quelle terre. “Pratico surf da quando sono ragazzina e la mente si svuota quando resto parecchie ore nel mare, per poi ritornare sulla terra ferma con tante idee e progetti !!!! Vorrei essere una brava illustratrice e poter illustrare altri libri, ne sarei felice, ma ho scoperto negli ultimi anni anche un altro modo di esprimermi, la pittura sul corpo il bodypainting e sviluppare le idee e disegni sul corpo è veramente magnifico. Non immaginavo  ci si potesse esprimere e creare tanto con questa Arte”. Tra le sue letture tanti libri ambientati in Oriente, specialmente India e Giappone un modo per perdersi tra i suoni, i colori e i profumi utilizzando la fantasia anche nei momenti in cui non viaggia.

“Tra i progetti futuri c’è quello di insegnare Arte Terapy e dare l’opportunità alle persone di esprimersi attraverso il colore, dipingere con la loro vera sorgente e ritrovare l’artista che ognuno ha nascosto dentro di sè”.

Autrice ed illustratrice danno forma a questo racconto che cresce in base alle loro idee che si fondono, si scambiano e si depositano su carta creando una storia in cui è racchiuso un messaggio importante.

Pubblicato da Guaraldi questo libro è disponibile oltre che in cartaceo anche in ebook per essere più fruibile da un pubblico più vasto.

“Tu e Io: Noi” racchiude al suo interno quei valori e quel modo di vedere il mondo che solo un bambino può avere, una percezione che a volte si perde per strada man mano che si diventa adulti.

“La favola prende come riferimento letterario “Il Piccolo Principe”- ci confida Flavia – da sempre uno dei miei capisaldi e anche oggetto di tesi di laurea, lo stile è sicuramente quello di una fiaba, intervallato dai dialoghi con i vari personaggi con cui si avvicendano i due protagonisti nel corso della storia. Il libro è nato da un mio viaggio sia interiore che fisico in Oriente, che mi ha reso la persona che sono oggi un po’ diversa da quella di qualche anno fa”.

La storia narra dell’amicizia tra una bambina di nome Ada ed un elefante Gigi che attraversano un mondo colorato di stoffe, attraverso sette paesi, ognuno contraddistinto da un colore dell’arcobaleno, le cui atmosfere calde e suggestive ricordano quelle dell’India.

“Illustrare è sempre stato un mio sogno – ci racconta Ketty – e quando ho conosciuto Flavia Il suo sogno era quello di scrivere un libro, così abbiamo deciso di unire le nostre passioni e scrivere una storia e illustrarla cercando con il colore e le linee morbide dei vari personaggi di comunicare serenità  e gioia. La scelta della favola e’ stata una scelta precisa: volevamo sì rivolgerci ai bambini ma anche agli adulti (che poi leggeranno la favola a loro) ricordando quei valori che crescendo vanno un po’ persi, ma mantenendo uno sguardo bambino”.

“Tu ed Io: Noi” è un racconto che vuole trasmettere qualcosa di edificante,  proponendo quei valori presenti in tutte le fiabe del mondo e dove il bambino può tuffarsi a capofitto nel regno della fantasia perchè è il suo mondo. Ma è anche  una lettura che piacerà ai tanti adulti con il cuore bambino.

Per entrare nel magico mondo di Flavia e Ketty cliccate sul seguente link:

https://www.facebook.com/Tu-ed-ioNoi-637771916331601/

 

 

 

 

Il mondo di favole di Claudio Rinaldi

DI MARCO ADDATI

C’era una volta… anzi c’è ancora ed è determinato a far conoscere le sue favole un po’ ovunque Claudio Rinaldi di Salerno con all’attivo ben 12 libri di favole, gli ultimi tre sia in cartaceo che in eBOOK scritti nell’arco di 20 anni. Come ci suggerisce questo autore, la fantasia è in ogni luogo anche nei tasti di un iPad Pro che sottoposti a varie pressioni potrebbero stancarsi e animarsi, basta solo mettere in moto il grande motore della fantasia.

Tre menzioni speciali al concorso H.C Andersen Baia delle Favole in Liguria, è stato il primo e unico scrittore fantasy che ha partecipato nel 2007 al Fantasio Festival a Perugia. Ha presentato il suo libro in collegamento Skype con gli studenti del corso di italiano all’Università di Charlotte Ville in Virginia negli Stati Uniti. Inoltre ha partecipato con due racconti al “Progetto Favolè” con il Patrocinio dell’UNICEF al termine del quale sono state realizzate due Pigotte ispirate alle protagoniste dei suoi scritti. Un suo libro Il cerotto Berlotto edito da ESG è stato pubblicato e distribuito per i bimbi di alcune scuole elementari della Svizzera Italiana. L’ultimo libro è “Le favole del non più favole” il cui ricavato va in beneficenza http://www.amicisenzafrontiere.com

Come prendono vita le tue favole?

I miei scritti non sono preconfezionati, cioè non seguono i vari passaggi della favola classica: periodo tranquillo, incidente o fatto che accade, l’eroe che parte per riportare la tranquillità nel castello, ad esempio, eliminazione del mostro, ritorno ed altro. Nelle mie favole personalizzo ogni cosa. Dal filo interdentale che parla con un dentifricio, grande amico di uno spazzolino, al sapone liquido ed altri personaggi presenti in una toilette. Allo stesso modo da una nuvola che parla con un raggio di sole ad un cerotto sulla manina di una bambina che non vuole strapparlo ad ogni costo. Oppure una storia come Fiabina, quindi una piccola fiaba contenuta in una raccolta di fiabe e che prende vita come se fosse umana. Ancora, un fiore che può parlare, in tutte le mie favole ogni cosa prende vita. La famiglia dei pistoni di un auto che doveva essere rottamata ed il figlio segue il proprietario fino alla sua casa e riesce a convincerlo a non distruggerla. La tecnica è semplice ma non semplicistica, individua bene la tematica della favola è ciò che vuole veramente raccontare la favola stessa. Le immagini meravigliose sono di una giovane artista, Giovanna Nappo, che ringrazio anche adesso perché con i suoi disegni le mie favole hanno preso vita, e Anna Pisareva, di origini moscovite, suo padre è stato uno dei maggiori pittori in Russia.

Le tue fonti di ispirazione?

Sicuramente la realtà che ci circonda è stimolo, per quanto riguarda gli autori il grande Gianni Rodari che ho avuto l’onori di conoscere da bambino. Poi il caposaldo dei favolisti Handersen. Tornando a Rodari lui diceva: La favola è dappertutto anche in una sedia, è necessario come il Principe Azzurro, nella Bella Addormentata nel Bosco, di baciare la sedia e si risveglia la favola.

Perchè hai scelto il linguaggio della favola?

Voglio essere libero di scrivere ciò che voglio, la favola mi emoziona ancora, le mie favole mi fanno emozionare anche se le leggo dopo anni, favole è uguale fantasy ma senza sangue, dolore e quant’altro perché piace al lettore, favola è amore, favola è indispensabile per il bambino, la favola è fondamentale per la sua crescita , la favola è insostituibile sua intelligenza, la favola è sensibilità, la favola fa comprendere la vita in ogni sua angolazione, tutto questo voglio far comprendere con le mie favole.

È immediato senza pensarci due volte, simbologie a volte, ma libertà. Estrema libertà nello scrivere.

Stai scrivendo qualcos’altro in questo momento?

Sto scrivendo appunto il mio tredicesimo libro sul mondo transgender e voglio ringraziare  il Dott. Luciano Simonelli, il mio ultimo editore che penso  non cambierò, http://www.Ebooksitalia.com che  crede in me, nei miei progetti e nella mia… fantasia.

Per contattare questo autore basta collegarsi ai seguenti link:

http://www.claudiorinaldi.eu

https://www.facebook.com/ClaudeRinaldi

 

 

 

 

Un arcobaleno di idee per Guido Fiato

DI MARCO ADDATI

Un arcobaleno di idee per Guido Fiato

 

Nelle illustrazioni di Guido Fiato una girandola di colori non più usati in maniera classica con pennelli e matite ma  sostituiti da una tecnica digitale con la quale riesce a ricreare effetti dal sapore  tradizionale e a tratti retrò. 32 anni, ha frequentato l’istituto d’arte di Sorrento e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Napoli all’indirizzo decorazione  partecipando a diverse mostre. Topolino è stata una delle sue letture dell’infanzia, per poi passare a Dylan Dog con una capatina nei manga. Oggi vive a Castellammare di Stabia, legge grafic novel e tra i suoi preferiti Craig Thompson, Jeff Smith e Steve Maclsaac. Da bravo nerd adora  il cinema, l’animazione e le serie televisive. Come ci tiene a precisare il suo è uno stile abbastanza vario perchè si lascia ispirare da varie cose che lo circondano. Soggetti prediletti, presenti all’interno della sua produzione artistica i Muscle Bears così definiti dalla comunità gay, rappresentati da uomini irsuti, muscolosi e con barba.

 

Da quanto tempo disegni?

Disegno da sempre ma ho capito di poter diventare bravo quando a 8/9 anni realizzai un disegno di un clown e mia nonna fiera di me mostrò il disegno a tutti i miei parenti. Da lì in poi cominciai a disegnare molto e ricordo che mi piaceva vedere la reazione felice sulle facce di chi vedeva i miei disegni. Decisi allora che avrei disegnato per sempre. I miei studi specifici mi hanno dato la possibilità di sperimentare varie tecniche pittoriche e scultoree, e di frequentare corsi di anatomia e di storia dell’arte (ancora oggi mi capita di esercitarmi disegnando statue greche).

 

Hai all’attivo pubblicazioni?

Tempo fa collaborai con una fumetteria per la quale realizzai illustrazioni per un racconto online, i disegni consistevano in ritratti di alcuni clienti della fumetteria che vestivano i panni dei personaggi della stori. Ho lavorato per una casa editrice di Napoli per la quale realizzai un libro di filastrocche illustrato (non ancora pubblicato) e l’intera linea “vanity girl” serie di libri indirizzate alle bimbe con la passione per la moda e “vanity girl junior” serie di libri da colorare. Ho realizzato inoltre alcuni lavori per locali.

 

Da cosa ti lasci ispirare quando disegni?

Nel lavoro mi lascio ispirare da tutte le mie passioni e ricevo influenze da qualsiasi cosa che mi circonda. Se dovessi categorizzarmi in uno stile non lo saprei fare… oggi posso disegnare in stile cartoon e domani in stile realistico mi piace spaziare tra vari stili e generi anche se si rischia di non essere subito riconoscibili stilisticamente.

 

Come nasce una tua illustrazione?

Ogni illustrazione nasce da un foglio bianco sia esso sia materiale o digitale,  i passaggi sono i soliti schizzo, disegno, colore e ombre, ma a volte ammetto che mi lascio prendere la mano e vengono fuori disegni con un milione di livelli (con livelli mi riferisco a quelli che ti permette di creare photoshop). Devo dire che durante il mio percorso artistico ho avuto modo di sperimentare varie tecniche di disegno e di colorazione , ma il digitale è diventato in breve tempo il mio preferito perchè mi permette di sbagliare e ricominciare… una seconda possibilità infinita.

 

La tua tecnica preferita?

Disegno sopratutto al computer che mi soddisfa molto anche se ogni tanto sento la mancanza della matita e comincio a disegnare sulla prima cosa che mi capita a tiro volantini, foglietti, bollette.

 

Cosa vuoi dire attraverso la tua arte?

Penso che un artista gay o semplicemente qualsiasi ragazzo che lo sia non debba mai nascondere la sua sessualità ma cercare di sensibilizzare sul tema. Vorrei che chi guarda i miei disegni pensi di non essere solo.

 

Sei soddisfatto dei tuoi lavori finiti?

Il prodotto finito non mi soddisfa mai del tutto e rivedendo i lavori precedenti trovo sempre qualcosa che avrei realizzato in modo diverso. Non essere mai pienamente soddisfatto mi spinge a dare il meglio di me nell’illustrazione successiva, quindi direi che va bene, spero di non perdere mai questa specie di insicurezza.

 

Sogni e progetti futuri?

Sogni tanti… continuare a disegnare per continuare a sognare e poter essere libero di essere quello che sono. Trovare un editore che creda in me. Tra i progetti che spero di realizzare quello di produrre un libro con protagonisti muscle bear e tante altre idee che mi frullano per la testa.

 

Per seguire Guido Fiato e apprezzare i suoi lavori cliccare il seguente link:

https://www.facebook.com/GuidoFiato.illustratore/?fref=ts

 

 

Luca Mastrodonato tra sogni, matite e… Bach

DI MARCO ADDATI

Luca Mastrodonato tra sogni, matite e… Bach

Luca Mastrodonato ama l’arte e in particolar modo quella figurativa, infatti lo si evince dai suoi particolarissimi ritratti che realizza con soffici giochi di luce e chiaroscuri donando ai soggetti quel tocco e quella caratteristica  dal gusto retrò. Nella sua galleria virtuale è possibile ammirare i suoi lavori che raffigurano anche personaggi celebri come Clark Gable, Marilyn Monroe e Sophia Loren per citarne alcuni.

Nato 45 anni fa a  San Severo provincia di Foggia, all’età di 15 anni si trasferisce  nel veronese attualmente vive a Valeccio sul Mincio. Disegna ispirato dalla musica classica ma se il momento lo consente anche da tanto buon Heavy Metal.

E’ appassionato di libri fantasy e dell’universo di Tolkien (il Silmarillion in particolare).Fra i suoi scrittori preferiti annovera  Lovecraft  che definisce “immenso”, Moorcock e Poe. Ama leggere la Storia dell’Arte,  quindi Federico Zeri “Dietro l’Immagine” lo considera un capolavoro”, Argan, Gombrich e Huizinga “Autunno del Medioevo” è per lui un must. I libri di storia lo hanno sempre affascinato, quella antica dalla Grecia di Pericle all’impero di Alessandro Magno,  dai romani ai mecenati del Rinascimento, i libri di storia non lo annoiano mai.  Ha pubblicato dei lavori  per 3ntini sulla rivista Colour Tattoo, “rivedere adesso quei disegni  mi appare acerbo e pieno di difetti”. Dipinge  in alcune strutture sia pubbliche che private attualmente insegna ritratto in due scuole.

 

 

Da quanto tempo disegni?

 

Il mio primo ricordo risale a quando avevo 3 anni. Non riuscivo a dormire e allora chiesi a mia madre di disegnarmi un’automobile, lei prese una penna e con velocità la disegnò su di un foglio. Rimasi impressionato per come l’aveva  rappresentata e da allora iniziai a disegnare. A maggio compirò 45 anni, quindi disegno da 42.

 

Quali sono i tuoi studi?

 

Contrariamente a quanto suggerito dagli insegnanti delle medie, i miei genitori mi imposero prima lo scientifico e poi la ragioneria. In realtà odiavo quelle scuole e le uniche materie in cui andavo bene erano italiano e storia; la matematica, invece, mi annoiava. Tuttavia continuavo a disegnare e tuttora alcuni miei ex compagni di classe mi ricordano per questo motivo. Nel 1990 feci l’esame di ammissione per entrare all’accademia di Belle Arti di Verona, ma venni bocciato perché il professore di pittura sostenne che io non sapessi disegnare. L’anno successivo ritentai l’esame e riuscii ad entrare nell’istituto. In quei 5 anni ho studiato parecchia anatomia umana e storia dell’Arte, sono specializzato in disegno anatomico.

 

Quali sono gli artisti  che ti hanno influenzato?

 

Ovviamente Michelangelo, l’unico ad aver eccelso sia in pittura che in scultura ed architettura. Irraggiungibile in ogni senso e pazienza per i suoi detrattori, eccellere nelle tre arti  non è da tutti, è qualcosa che semplicemente non comprendiamo. Quali altri citare? Ingres (come ritrattista), Caravaggio, Barocci, Canova, Annigoni e pochi altri.

Nel campo del fumetto e dell’illustrazione le mie prime passioni furono l’Uomo Ragno di John Romita e il Thor di Kirby inchiostrato da Vince Colletta, ma il mio vero amore fu il Conan del duo Thomas/Buscema (quando inchiostrava se stesso oppure Alcala o Nebres): possente, spietato, carnale e scaltro, insomma doti ben rappresentate dal duo attraverso l’influenza dei romanzi di Howard (altro gigante del fantasy). Un altro fumettista per me fondamentale  è Byrne di cui ho letto quasi tutto, autore/disegnatore geniale e sempre attento alla storia dei personaggi, per non parlare poi dell’eccellente tecnica nel disegno e nell’uso della prospettiva. Non posso non citare un altro gigante: Neal Adams, il cui Batman è la pietra di paragone per capire tutta l’iconografia moderna che lo rappresenta oggi nel cinema e nei comics. Un altro mio mito è Claudio Villa, disegnatore di Tex, autentico genio inconsapevole, tanto umile quanto titano. Mi ricorda nello stile Alex Raymond. Mi piace perché è molto attento nel rendere ogni vignetta piacevole agli occhi e ha un controllo della tecnica impressionante; poi Tanino Liberatore (l’uso che fa delle vene sotto la pelle danno al personaggio una forza comunicativa enorme), Serpieri, Battaglia, Toppi e su tutti si erge Frank Frazetta, colui che da fumettista divenne poi il genio assoluto dell’arte fantasy. Un mostro senza uguali che spazza via qualsiasi artista moderno. L’uso che fa della pittura è talmente tanto alto e assoluto rispetto ai pittori/illustratori che leccano la superficie da renderli tecnicamente goffi; tuttavia ci sono stati artisti che lo hanno eguagliato, ma in altri generi pittorico/illustrativi: Pinter e Rockwell, due geni assolutamente diversi. Infine Alex Ross, uno dei pochi ad aver portato illustrazione e fumetto insieme a livelli ineguagliati.

 

Oggi è facile riuscire ad emergere e farsi conoscere?

 

Non è facile, ma non impossibile. Bisogna credere nei propri sogni e ascoltare il proprio cuore e non chi ti dice che gli artisti fanno la fame. Comunque l’Italia non è una nazione che da tantissime possibilità, conosco persone che pur vivendo in Italia lavorano molto per il mercato francese.

 

Ispirazioni?

 

Artisti a parte mi faccio ispirare dalla natura e dalla musica che ascolto, J. S. Bach soprattutto e e da quella barocca. Non riesco a disegnare senza musica e ne faccio a meno solo quando l’ho ascoltata per ore.

 

Se dovessi raccontarci di un tuo lavoro quale sceglieresti?

 

Attualmente sono molto concentrato sul ritratto, ma parallelamente sto realizzando una serie di super eroi (Marvel e DC) disegnati in modo realistico. Disegno su grandi formati, a volte 70×100 altre 50×70  è il caso di questo Hulk. Mi è sempre piaciuto come personaggio e la forza che esprime. In molti hanno provato a rappresentarlo, ma a mio avviso l’immagine più credibile la creò il cinema nel 2003 con l’omonimo film diretto da Ang Lee. A mio avviso è la versione migliore, anche se non è male quella realizzata per i Vendicatori. Disegno unicamente su carta liscia. Come matite uso 3 gradazioni: HB (disegno base), 3B (grigi medi) e la 8B (grigi scuri). La saturazione la raggiungo con l’uso della grafite in polvere distribuita a velature. Non uso sfumini o dita, ma sfumo o con la matita (tratteggio incrociato) o usando vari pennelli piatti a manico lungo in pelo di bue. Disegno il 95% delle volte su cavalletto perché mi permette di controllare le proporzioni e di non affaticare la schiena. Come marche uso per le matite la Caran d’Ache, i pennelli sono Tintoretto, mentre la carta è o Bristol della Canson (250 g/m2) o la Schoellershammer sempre da 250 g/m2). Inoltre come gomma pane uso la Faber Castell e un tempera matite a manovella con lama elicoidale (fa le punte lunghe e a differenza dei normali tempera matite dura anni). Sono un tecnico e come tale cerco di rendere al meglio ciò che voglio anche se non sempre ci riesco, a volte per fare pochi centimetri quadri impiego ore di lavoro.

 

 

Cosa vuoi raccontare con la tua arte?

 

Che non è solo un concetto, ma anche sostanza, disciplina e sudore. Non sarò mai un artista da galleria o da urlo, voglio solo essere ciò che sono: curioso. La stessa curiosità che porta a stupirmi dovrà stupire anche chi osserva i miei lavori. Niente di più e niente di meno.

 

Sogni nel cassetto?

 

Vivere della mia arte, respirare ogni giorno solo quel tipo di lavoro

 

Per contattare e ammirare le opere di Luca Mastrodonato basta cliccare il seguente link:

https://m.facebook.com/I-ritratti-di-Luca-Mastrodonato-528203767287486/

 

Merletti, misteri e sogni illustrati per Blumye

DI MARCO ADDATI

Merletti, misteri e sogni illustrati per Blumye

Fanciulle con sguardi come bambole di porcellana, ghirigori e merletti a decorare abiti dal gusto retrò e atrmosfere oniriche. Si presentano così agli occhi di chi le osserva le illustrazioni di Lisa Fiorillo in arte Blumye in tutta la loro eleganza e ricercatezza del dettaglio.
Illustratrice di Orsenigo in provincia di Como frequenta il Liceo Classico poiché oltre al disegno la sua grande passione sono le materie umanistiche e la letteratura. Attualmente è al secondo anno all’Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Pittura. “Sebbene non si faccia quasi nulla nell’ambito fumettistico-illustrativo cerco comunque di imparare il più possibile quello che potrebbe essermi utile anche in questo campo”.
La sua arte è il mezzo con il quale rappresenta la bellezza e l’innocenza attraversate da una vena di decadenza e mistero dando all’opera una eterea delicatezza grazie a tocchi leggeri e sinuosi.

Da quanto tempo disegni?
Il disegno è sempre stato parte della mia esistenza, se per qualche motivo dovesse abbandonarmi semplicemente non sarei più io!

Quali sono i tuoi fumetti preferiti?
Mi sono interessata al mondo dei fumetti abbastanza tardi, ma fin da piccola guardavo tutti gli anime che passavano in tv (non ho usato internet fino ai 18 anni); poi con internet ho riscoperto questo mondo e tutt’ora i miei autori preferiti sono Naoko Takeuchi e le PEACH-PIT per i fumetti, mentre per le illustrazioni un’artista giapponese legata all’universo della moda Lolita, Imai Kira.
Il mio stile per l’appunto trova le sue basi nell’estetica del Lolita style, penso si possa definire shojo per la delicatezza del tratto; disegno da quando ne ho memoria, fin dall’asilo, quando facevo i figurini delle guerriere Sailor e delle principesse Disney.

Le tue fonti di ispirazione?
Ho un debole per la letteratura gotica come Poe, Stoker, Emily Brontë e amo Shakespeare. Spesso prendo ispirazione per un nuovo disegno guardando lavori su Deviantart o altre piattaforme, se vedo qualcosa che mi colpisce rielaboro il tema in modo diverso e con il mio stile personale; altre volte mi metto davanti al foglio e lascio che la mano vada da sé, se quello che è venuto mi soddisfa lo modifico, perfeziono fino a creare un nuovo disegno passando al colore.
Quando mi trovo davanti al foglio bianco cerco sempre di esprimere questo, parto spesso da un’idea che mi arriva nel corso della giornata, qualcosa che mi ha colpito particolarmente e la trasformo in immagine secondo i miei canoni di estetica.

Le tecniche che utilizzi?
Mi cimento sia nel tradizionale che nel digitale, ma il mio campo è sicuramente il primo, in particolare da quando ho imparato ad usarli, gli acquerelli sono diventati la mia tecnica preferita! È come una sorta di innamoramento, adoro usarli mi rilassano e mi aiutano ad entrare in una dimensione tutta mia, come il disegno in sé del resto! A volte uso anche i copic, li trovo molto divertenti.

Cosa raccontano le tue illustrazioni?
Nelle mie illustrazioni i soggetti sono al 90% femminili, proprio perché amo tutto ciò che è dolce, femminile, innocente ed etereo, ed è quello che spero di trasmettere con i miei lavori.
Ad esempio “A quiete night” (il disegno qui pubblicato) è un’illustrazione di qualche anno fa, da allora il mio stile è cambiato ma questa illustrazione rimarrà sempre tra le mie preferite; rappresenta la mia parte fanciullesca e sognante, ma anche un po’ solitaria (sono molto timida!) come una principessa che vive in un antico castello.

Il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare illustratrice ed anche pubblicare un fumetto tutto mio; il percorso è lungo ma non ho intenzione di arrendermi, il disegno è la mia strada e sono felice di percorrerla!

Per ammirare le opere di Blumye cliccare i seguenti link:
https://www.facebook.com/Blumye/
https://www.instagram.com/blumye/
http://poupeehime.tumblr.com/

Un viaggio meraviglioso tra i sogni illustrati di Simona Pasqua

Simona Pasqua

Un viaggio meraviglioso tra i sogni illustrati di Simona Pasqua

DI MARCO ADDATI

Suggestioni artistiche le opere realizzate da Simona Pasqua di Foggia che crea i suoi quadri come fossero collage, prima attraverso una ricerca online di immagini che la emozionano, poi dopo averle stampate in più grandezze le collega sfruttando le capacità di sintesi visive. Da lì arricchisce le sue illustrazioni con tanta fantasia. Il digitale è utilizzato specialmente nella fase finale.
Paesaggi lontani, immobili nel tempo, cartoline giunte da una dimensione parallela dove è il silenzio ad emergere e a valorizzare ancora di più elementi architettonici e naturali presenti nell’opera.
Tra i suoi artisti preferiti Angel Boligan, Norman Rockwell, Krugger, Van Gogh, Dalì e Mattotti che assieme alle letture soprattutto libri di antropologia o riguardanti concept design di animazione e fumetti francesi sono fonti da cui assimila le informazioni e le idee che rielabora abilmente in una sua personalissima visione quasi onirica.
Partecipa alle mostre “Nicuzza e la magia dell’amore” a Palermo e “C’è un Lupin in città” ad Ascoli Piceno dove crea una sua personale visione del famoso ladro gentiluomo celebre personaggio dell’animazione giapponese.
Ci confida che tra i suoi sogni segreti c’è quello di essere contattata dal The Newyorker per illustrarne la copertina.

Quando nasce questa tua passione?

Non ricordo quando ho cominciato a disegnare, so che da quando ho iniziato non ho mai smesso, quando ero piccola vedevo molti anime e film d’animazione Disney, passavo i pomeriggi a ridisegnarli, credo di aver cominciato così. Ho appreso il disegno da autodidatta, a 16 anni ho frequentato il primo corso, sul fumetto, indetto da Mario Milano, e a 23, sentivo che mi serviva un istruzione professionale su quello che è il mondo dell’illustrazione, così mi sono iscritta alla Scuola Internazionale di Comics a Pescara.

Zainetto

Cosa rappresenta per te l’illustrazione?

Le illustrazioni fanno parte del linguaggio visivo, devo quindi comunicare, un emozioni, un messaggio, un idea. Il disegno è un linguaggio e per parlare attraverso le immagini bisogna conoscerne la grammatica, per questo è importante lo studio della forma, del colore e del segno. Nelle mie illustrazioni cerco di comunicare ciò che penso, emozionando lo spettatore.

In qualche momento hai dubitato di poter fare l’illustratrice?

Ovviamente si, il disegnatore è circondato da persone che lo demotivano, come se non bastasse già la realtà lavorativa. Per questo ho cominciato tardi gli studi professionali in questo campo anche se disegno da sempre. Per un periodo mi sono anche dedicata ad altri lavori, come l’assistente la segretaria e la cameriera, ma c’era una voce dentro di me che mi diceva di crederci almeno un po’ e alla fine l’ho ascoltata.

Quale delle tue opere realizzate ti rappresenta al meglio?

Nelle mie illustrazioni metto molto di me, in ognuna di esse c’è qualcosa che racconta il mio essere. Mi piace viaggiare perché arricchisce il mio bagaglio visivo e non solo, e mi permette di creare illustrazioni personali e di conseguenza originali. Colorare mi piace molto più che disegnare, attraverso i colori si possono comunicare emozioni, che le parole difficilmente riescono a descrivere. Dovendo scegliere tra i miei lavori forse “Orizzonte” parla del mio stato interiore. Questa illustrazione è realizzata in digitale, la ragazza che guarda l’orizzonte è un simbolo di fiducia in sé e che l’unico limite che si ha è se stessi. Il mare, l’acqua sono un elemento ricorrente nei miei disegni, un po’ per la vicinanza geografica, un po’ perché mi fa stare bene. Ogni volta che disegno butto fuori emozioni ed è come fare un lavaggio dell’anima.
E’ semplice oggi riuscire a farsi conoscere come illustratore?

Nulla si può considerare “facile”, gli illustratori sono liberi professionisti, e come tali affrontano le complicazioni di tutti i liberi professionisti. Ovviamente per lavorare in questo ambito bisogna farsi conoscere, dalle agenzie pubblicitarie, dagli editori, dai privati con le piccole commissioni. Sicuramente il tutto è molto più semplice rispetto a qualche tempo fa, con internet si possono raggiungere anche possibili datori di lavoro all’estero. Bisogna però considerare che c’è concorrenza in questo campo quindi coltivare un proprio stile, ed essere riconoscibili è molto importante.

Tra i tuoi progetti futuri?

Continuo a disegnare e mi piacerebbe lavorare per le riviste di attualità, illustrare articoli che parlano di ciò che succede nel mondo, e avere l’opportunità di pubblicare un mio libro illustrato.

Arte: incontro casuale o innata predisposizione?

Entrambe le cose, è un po’ genetica e un po’ casualità. Ogni tanto mi sorprendo a pensare alla “fortuna”, così viene definita la casualità positiva della vita, nell’essermi avvicinata all’arte e di essermene innamorata, ogni giorno conosco un po’ di più me stessa. Come diceva Jung “chi guarda all’esterno sogna, chi guarda all’interno apre gli occhi”.
Per ammirare le opere di Simona Pasqua collegarsi ai seguenti link:
https://www.facebook.com/hiddenside.simonapasqua
http:hiddenside89.tunblr.com/

L’Iperrealismo nei quadri di Monica Pellegrini.

Pellegrini4

 

L’Iperrealismo nei quadri di Monica Pellegrini.

DI MARCO ADDATI

Nell’osservare un quadro di Monica Pellegrini si resta stupiti ed incantati per la luce che viene emessa dagli occhi dei suoi soggetti e da questa si viene catturati. Che sia un gattino, una volpe o un bambino nei lavori di questa artista la minuziosità è la sua caratteristica, tanto che le sue opere sembrano fotografie per la cura attenta dei particolari, una trasposizione fedele della realtà . Le ciocche di capelli, la pelliccia di un animale, le squame di un pesce o il viso di una donna rappresentati nei suoi quadri ci danno prova di grande bravura. L’innato gusto per il miniaturismo ed il lavoro pazientemente eseguito ci ammaliano. Pastelli policromi, esecuzione certosina e talento ci regalano un risultato finale incredibile, tanto che possiamo annoverare le opere della Pellegrini fra quelle appartenenti alla corrente artistica dell’Iperrealismo. Monica consegue la maturità all’Istituto Artistico di Modena e nel 2012 si laurea con Lode in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Grazie alle sue creazioni vince diversi premi e partecipa a numerose mostre, personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Attualmente è in preparazione una personale che si terra’ a Belgrado nella seconda metà di giugno. Ha inoltre curato le recensioni di mostre per diverse riviste digitali e cartacee.

Come nasce la passione per il disegno?

Dipingo da sempre, l’arte è stato il primo mondo che ho imparato ad amare.

Sei stata influenzata da qualche artista in particolare?

Il mio percorso artistico si è evoluto nel tempo prendendo come esempi svariate tipologie di artisti e generi pittorici che variavano a seconda dello stile che applicavo ai miei quadri: da Klimt a Bacon, da Caravaggio a Canova.

Pellegrini2

Da dove trai ispirazione?

Traggo ispirazione sia dalla natura (animali e vegetazione) sia dal corpo umano relazionandolo agli elementi naturali. Nelle opere che realizzo per le mie mostre mi piace unire le forme animate con quelle inanimate. I ritratti che realizzo su commissione, si possono classificare fra quelli di genere iperrealista e ritraggono sia animali che persone.

Come prende forma un tuo quadro?

I miei quadri sono il risultato di una costante ricerca del movimento e della staticità tra elementi naturali ed il soggetto rappresentato. Amo fotografare tutto ciò che trovo interessante attorno a me e mi diverto a comporre le mie idee con collage prima di arrivare al progetto definitivo.

Pellegrini3.jpg

Quali capacità richiede lo stile iperrealista?

L’iperrealismo richiede sempre il talento come base, è necessario molto occhio, mano e una gran quantità di pazienza. La fotografia è seriale, la si può riprodurre sempre, l’opera d’arte è unica e irripetibile. Il prodotto iperrealistico cresce di valore in base alla sua qualità finale. Non bisogna dimenticarsi che in ogni centimetro quadrato di una qualsiasi superficie che appare uniforme, in realtà si celano svariate sfumature e velature di colore che solo chi ha l’occhio allenato riesce a percepire e a riprodurre fedelmente.

E’ facile emergere e caratterizzarsi in un ambito di forte concorrenza come quello attuale?

Oggi non è facile emergere nell’ambito dell’arte. Il mondo è saturo di tutte le proposte artistiche che vengono messe all’attenzione, sono gli artisti a doversi adattare a ciò che richiede il mercato. Oggi l’arte è divenuto mero commercio. Io voglio rimanere fedele al lavoro per il quale ho dedicato tutto, proponendo opere che in primo luogo emozionano me e che offrano allo spettatore delle immagini di qualità non prodotte in serie bensì studiate mediante progetti ben precisi.

Quali sono i sogni che desideri realizzare?

La possibilità di avere un impiego nel campo artistico in particolare quello dell’illustrazione per l’infanzia e/o la possibilità di recensire in qualche rivista e giornale.

Per ammirare e contattare Monica Pellegrini cliccare sul seguente:
https://www.facebook.com/ritrattiiperrealistidimonica/?fref=photo

ROSA MASCIOPINTO, magica e poliedrica ” Artista di Strada”

Masciopinto3.jpg

Rosa Masciopinto, magica e poliedrica “Artista di strada”

DI MARCO ADDATI

Rosa Masciopinto è un’artista di Bari che ha esplorato tutte le branche dell’arte e riesce a ricevere e trasmettere le emozioni attraverso il palcoscenico della strada. Proprio per questo si definisce “Artista di strada” in quanto considera il contatto diretto con il pubblico un ottimo mezzo per l’arricchimento del proprio bagaglio artistico e personale. Presidente dell’associazione artistica e culturale no profit “Mercanti di Luce” è promotrice di eventi in città e provincia. Artista di face/body – painting per bambini e adulti, allieta con i suoi colori e fantasia, feste, sagre, eventi e serate in discoteca, creando costumi per ogni occasione ed utilizzando prodotti atossici e specifici: stencil, colle, glitter, fluo. Creatrice di sculture di palloncini base, spade, fiori, cane. Quando l’occasione lo richiede rispolvera la sua sfera di cristallo e si traveste da Cartomante gitana, per portare in scena la magia dei tarocchi di Marsiglia e le Driadi, con scenografie a richiesta, un modo per fare spettacolo e interagire direttamente con il pubblico. Realizza oggetti di bigiotteria, rose e animaletti in paste polimeriche, lavorazioni con le zip, lampade, borse, fermagli, quadri in resina, sabbia, saponi artigianali, candele, decoupage e molto altro. Pittrice, le sue tele raccontano con sincerità il suo mondo interiore. Ha studiato presso il Liceo Artistico di Bari ma ha coltivato nel contempo la passione per la danza orientale. Partecipa a mostre varie nella città di Bari, alcune sue opere vengono pubblicate su L’ELITE – SELEZIONE ARTE ITALIANA, editrice l’Elite; dal 2005 al 2009 vince diversi premi nell’ambito del Premio Primavera, mostra nazionale di pittura e di bianco e nero, indetto dal Club degli Artisti di Foggia; ottiene un terzo premio nella prima estemporanea di pittura “Forme e Colori” del centro storico di Capurso, indetto dalla Federcasalinghe.

Come nasce la tua passione per l’arte?

Disegno da quando ero bambina e poi ho proseguito con il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti, che non ho terminato perché sono partita per girare l’Italia, la Francia e il Belgio con il sacco a pelo. In questo grande periodo di formazione ho dipinto per strada ottenendo discrete gratificazioni. Amo viaggiare, conoscere culture e tradizioni di ogni parte del mondo e ciò che influenza il mio quotidiano ancora oggi.

 

Cosa racconti con le tue opere pittoriche?

I miei lavori parlano della mia intimità, traggo ispirazione dal passato, artisti come Toulouse Lautrec, Schiele, Chagalle, Turner, Canova, Gil David, Olivier Zahm, Klimt, Meneghetti, e dalla strada con i suoi colori, pasticci e caos. unti fondamentali dei miei dipinti sono la materia e i contrasti, la sabbia, la trasparenza del vetro e i colori contrastanti e acidi, sul violaceo, turchese, oro.Lavoro spesso con le mani. L’origine dell’arte è l’impronta. I soggetti sono spesso donne conflittuali, borderline, ambivalenti, mascherate, contorte, sfatte, prostitute, malate, maltrattate,amanti, tristi, euforiche, racconto le storie delle donne che ho conosciuto e la donna nel suo lato oscuro che nessuno vuole vedere, perchè in questa società la donna deve essere perfetta, bella e sempre sorridente, voglio parlare della loro condizione sociale e sessuale, legata ancora ad una visione maschilista che la opprime.

Masciopinto2

Da cosa trai ispirazione?

Come ho già detto ho girato parecchio e quindi quelle esperienze hanno forgiato la mia sensibilità artistica. Inoltre leggo e mi documento. Ascolto. L’ultimo libro che ho letto è biografico, il seguito di “Noi i ragazzi dello zoo di Berlino”, Christian F. con “La mia seconda vita”, adoro le biografie di donne Marguerite Duras e quella che amo di più è la storia di Somaly Mam con “Il Silenzio dell’innocenza”, racconta di una bambina venduta e poi costretta alla prostituzione in Vietnam.
Cosa puoi raccontarci della tua figura di “Artista di strada”?

Inizialmente, prima di abbracciare questa particolare forma artistica, sono stata operatore sociale presso un centro diurno di Bari per senza fissa dimora e immigrati, lavoro che adoravo proprio perchè mi permetteva conoscere a fondo le persone. Contemporaneamente ho lavorato per altri centri nei quartieri San Paolo, Stanic e Japigia in cui ho messo in piedi progetti in cui ho svolto vari laboratori artistici. come maestra d’arte. Ho condotto corsi di artigianato e danza per adulti e bambini, lavoro bellissimo dove ho imparato tantissimo e ho condiviso l’esperienza con colleghi meravigliosi che mettono passione e sacrificio in quello che fanno.
Sono figlia di commercianti ma non sono molto brava come commerciante, ogni cosa che creo alla fine non mi interessa venderla e passo subito al lavoro successivo. Preferisco stare con gli artisti di strada e nei mercatini perché qui, un po’ come me, si prendono meno sul serio. Amo travestirmi, truccare, mi sembra di stare in un grande circo. Investo molte delle mie energie per stare in mezzo alla gente. Quindi non mi sento molto lontana dalla definizione di artista di strada. É faticoso ed ogni volta mi chiedo “chi me lo fa fare” ma nonostante tutte le difficoltà quello che faccio mi piace. La strada é un palcoscenico difficile, bisogna essere umili per arrivare anche a quelle persone che non concepiscono questo mondo. Ho vissuto molti anni per strada e ne ho viste di tutti i colori. Da saggia “nonnetta freakkettona” ho constatato che la maggior parte di quelli che ho conosciuto in questo particolare contesto si sentono tutti grandi e già arrivati ma il vero artista di strada si esibisce solo per il semplice piacere di farlo e non perché è pagato bene dal comune. Quelli come me, sono definiti “opi” operatori del proprio ingegno ma non c’è un vero regolamento legislativo. Ho fondato l’associazione “Mercanti di Luce” per avere agevolazioni ed educare la città ad un certo tipo di situazioni, in particolare a Bari Vecchia, e cercare di emergere fra le grosse associazioni della città, ma senza sponsor si fa quello che si può. Ho sempre cercato di fare rete fra le varie organizzazioni ma non sempre ho ottenuto risposte positive. Nostradarte è un’associazione con cui collaboro da 2 anni e mi trovo molto bene. In questi ultimi tre anni ho conosciuto tantissimi artisti di strada, alcuni molto validi ma poco valorizzati nonostante le loro qualità. Come in altri ambienti anche per gli artisti di strada il talento non sempre viene riconosciuto e questo è davvero un peccato.

Masciopinto

Tra i tuoi sogni e progetti futuri?

Oltre a continuare ad investigare tra le varie forme d’arte ce ne sono molti che mi frullano in testa, tra i tanti c’è l’idea di aprire un b&b terapeutico per coppie in crisi o semplicemente per rendere il sesso una parte naturale e sana della propria vita. Touchè B&B ma c’è bisogno di soldi da investire. Non sono tipa che si fa notare, senza soldi non si emerge, mi conoscono di più come organizzatrice di mercatini in città.

Per contattare questa poliedrica artista basta cliccare il link del suo profilo fb
https://www.facebook.com/rosa.masciopinto