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Le Belle Addormentate e Antonio Mocciola: un libro e un giornalista – scrittore di grande successo

antonio mocciola

Nella foto, il giornalista e scrittore Antonio Mocciola

Intervista a cura di Giuseppe Cossentino

Le “Belle Addormentate”  l’ultimo e meraviglioso libro del giornalista e scrittore Antonio Mocciola, è un vero fenomeno nazionale, sulle classifiche Amazon, sulle reti nazionali e in giro per l’ Italia e non solo.  Un vero e proprio excursus, affascinante,  storico  e arcaico delle città fantasma d’ Italia, che sembrano imprigionate in un incantesimo, abbandonate, deserte, e messe li,  dimenticate dal mondo.  Il frutto di questo approfondito e curato, excursus viene da una lunga ricostruzione e ricerca, Mocciola, infatti,in prima persona, ha percorso l’Italia in lungo e largo, attraverso strade sterrate, scovando ben 82 Paesi.

La narrazione di Mocciola è un viaggio suggestivo, emozionante ed avventuroso e le bellezze d’ Italia,  dimenticate, tornano a vivere come per incanto con la penna  abile e raffinata dello scrittore che con cuore e sensibilità risveglia le belle dormienti.  Insomma,  cari lettori con il suo grande viaggio tra le meraviglie dimenticate italiane, Mocciola incanta l’ Italia e non solo, scalando le vette di un meritatissimo seguito e successo. E noi di Italy in the World  gli auguriamo ancora tanti libri e di farci emozionare ancora con testi che esaltano la vera cultura dell’ Italia di cui vorremmo tutti che si parlasse.

  1. Antonio Mocciola, giornalista e scrittore di successo. In quale delle due figure ti trovi più a tuo agio e perché?             E differenze e analogie che ci sono nell’essere giornalista e narratore. Credo sia solo, a pensarci bene, una questione di narcisismo. Il giornalista si mette a disposizione della persona che intervista, cercando di darle rilievo e importanza. Deve stare un passo indietro. Il narratore ha la libertà di esprimere il proprio mondo, e di giocare con la parola. Eppure, il potere di un giornalista è imparagonabile rispetto a quello di uno scrittore. E quindi sono due narcisismi diversi, ma egualmente spiccati.
  2.  Il tuo ultimo libro capolavoro sono “ LE BELLE ADDORMENTATE” dove racconti ottantadue borghi abbandonati. Città e Contrade che hanno alle loro spalle storie di calamità naturali, allagamenti, frane, terremoti. Come autore, scrittore di una grande sensibilità non comune, quale messaggio hai voluto dare ai posteri e dell’ Italia, quell’ Italia sicuramente suggestiva e che esalta la bellezza? Vorrei che il turista tornasse a essere viaggiatore. Sono cose diverse. Le guide sono sempre di più delle trappole al servizio di esercizi commerciali, quasi delle pagine gialle. Un paese esiste solo se ha qualcosa da venderti. Contro questa logica perversa ho voluto fare una guida provocatoria, dedicata solo ai paesi disabitati. E, contro ogni pronostico, è salita in cima alla hit parade delle vendite su Amazon. Bisogna osare, delle volte..
  3. Nella tua carriera artistica, hai curato e firmato, i booklet dei cd di Giuni Russo. Che ricordo hai di questa meravigliosa ed energica artista indimenticabile? Se Giuni fosse nata ovunque, tranne che in Italia, avrebbero saputo curarne il talento e la dote innata della voce. Qui era solo una slot-machine che, una volta esaurito il filone d’oro delle canzonette, è stata ostacolata nella propria crescita artistica. Eppure poche cantanti avevano idee chiare sul proprio percorso come Giuni. E questo si paga.
  4.  Per scrivere preferisci penna o pc? Quando viaggio, o quando intervisto, uso solo la penna. Da casa mi sono arreso al pc. Ogni snobismo ha un limite.
  5. Tre aggettivi per definire l’Italia? Bistrattata, pulsante, reazionaria.
  6.  Per Antonio Mocciola, quanto è importare divulgare la cultura e l’arte italiana nel mondo? Non si fa mai abbastanza per abbattere i luoghi comuni. Per quanto questo paese sia tutt’altro che stereotipato, si continua a pensare che sia una voce sola: cibo, bellezza, mafia e corruzione. Ci sono tanti aspetti, spesso contradditori. La divulgazione è importante, ma è bene evitare l’oleografia. Quando poi lo straniero arriva a Pompei, e invece degli scavi trova i custodi in assemblea la scottatura può essere micidiale. E’ giusto denunciare, a costo di passare “nemici del paese”.

    “Le Belle Addormentate”, il libro capolavoro di Mocciola.

  7.  Un consiglio ai giovani, che vogliono intraprendere il difficile mestiere di giornalista o scrittore? La passione è fondamentale, così come la curiosità. Necessario il coraggio e anche il rischio di deludere qualcuno, in nome della propria verità. Bisogna sopportare le scarse soddisfazioni economiche e la sensazione di ricominciare sempre da capo. Non è una retrocessione, bensì una rigenerazione. Non si deve arrivare mai.
  8.  Un sogno nel cassetto? Per il mio lavoro è quello di potere essere sempre libero di raccontare quello che desidero, e nelle forme che meglio lo rappresentino. E’ un lusso di pochi. Ma quando accade è bellissimo.
  9. Progetti futuri?  Qualche nuovo libro in cantiere? A gennaio debutterà al Teatro Bolivar uno spettacolo che sto scrivendo con Sandro Dionisio sulla vita di Pietro Ioia. Un ex detenuto che ha portato alla luce le sevizie e le violenze del carcere, e che abbiamo coinvolto nel progetto. La pièce si chiama “Sottozero” e vorrei che fosse un vero e proprio pugno nell’occhio. La questione della rieducazione della detenzione riguarda tutti. Oserei dire che è il fondamento della nostra società. Un paese è civile se sono umani i suoi ospedali e le sue carceri. Per quanto riguarda i libri, “Le belle addormentate” è in seconda ristampa, mentre tra pochi mesi uscirà un romanzo, “Il tempo degli amaranti”, che avevo nel cassetto da qualche tempo. Forse spiazzerà, e questo mi diverte tantissimo…
  10. Un saluto ai lettori del webzine Italy in the World. L’Italia è amata più all’estero che in patria. Qui pochi conoscono Volterra, ma tutti sono stati a Sharm-El Sheick. Amiamo questo paese, senza farne un museo. Un abbraccio a tutti gli amici di Italy in the world.
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