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Tonia Giordano: ” Il gelato dell’ Orso Bianco ad Aversa, Buono, unico e naturale

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Due chiacchiere con Tonia Giordano, professionista esemplare e autrice del gustoso gelato dell’Orso Bianco. L’unico e inimitabile, solo ad Aversa!

Buongiorno a Tonia Giordano e a tutti gli amanti del buon gelato campano. Con la brava gelataia aversana abbiamo fatto due chiacchiere in confidenza per saperne di più sui suoi prodotti. Perché scegliere il vostro gelato?
Perché per la prima volta potrete degustare un gelato realmente artigianale che nasce da sapienti mani che trasformano le migliori materie prime per lasciare intatto il loro sapore… sarà come ritrovare i sapori di una volta sul cono e ve ne renderete conto dal fatto che non vi lascerà sete e al palato risulta poco zuccherato e soffice, gusto pulito.

Le principali caratteristiche che lo rendono un prodotto genuino e dunque Doc?
Il nostro gelato è caratterizzato da una consistenza soffice ,rispetto alla media abbiamo il 20% di grassi in meno e 35% in meno di zucchero abbiamo lavorato a lungo sul bilanciamento della nostra miscela per fare in modo da preservare tutto il gusto ma anche tutte le proprietà organolettiche delle materie utilizzate; per le creme lavoriamo con latte fresco intero e paste pure o creme che prepariamo noi,da non perdere sono i cioccolati che vengono lavorato con massa di cacao e scelti con cura (tutti monorigine come il cioccolato Puertomar venezuelano dal sapore forte e deciso o L’Arriba dell’Ecuador molto tondo e aromatico o altre eccellenze Domori o Valhorona) mentre per le frutte seguiamo la loro stagionalità lavorando con percentuali di frutta fresca che oscillano tra il 60 e 80% di sola frutta mantecandoli ad acqua.

Le novità di questa estate?
Novità di questa estate sarà FIORDAMARCORD, gusto che presenteremo al festival di Agugliano il prossimo giugno, creato per riportarci ai gusti semplici che ti riportano un po’ indietro nel tempo e per fare questo abbiamo scelto la fragola… da sempre amarcord mio per eccellenza dato che racchiude in sè tutto il senso delle cose belle, venendo dalle radici agricole essendo cresciuta con mio fratello sossio tra quei profumi e sapori, la genuinità e l’abbiamo unita al primo sapore che riconosciamo del latte e così abbiamo scelto l’eccellenza aversana, il latte fresco di bufala così come ad omaggiare questa città che ci ha adottati… non potete perdervi questo tuffo nel passato!

Tre aggettivi per descrivere il vostro gelato? Perché il nome orso bianco?
Buono, naturale, unico. Dietro il nome “orso bianco” c’è la storia di una vita, anzi di più vita. Il nome può sembrare a prima vista banale, ma non è così…

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James Loyd il sogno di un mangaka italiano

jamesDI MARCO ADDATI

James Loyd il sogno di un mangaka italiano

James Loyd, di Castelgomberto,un paesino in provincia di Vicenza, cresciuto a pane, marmellata e cartoni animati  sogna per il suo futuro  di raccontare tante storie come quelle che lo hanno accompagnato durante la sua infanzia e adolescenza. Cartoni animati come Sailormoon, Dragonball, Detective Conan, Lupin e Shaman King, solo per citarne alcuni,  che ha seguito con passione e che hanno segnato il suo percorso e influenzato il suo caratteristico tratto.

Ha fatto suoi alcuni elementi tipici degli anime e dei manga tanto che attraverso un attento studio delle tavole James Loyd crea i suoi fumetti, un chiaro omaggio a quelli giapponesi da lui tanto amati.

Dopo il diploma si iscrive all’Accademia Europea di Manga, durante il primo anno studia la tecnica manga mentre il secondo anno narrativa editoriale. Nel frattempo segue dei corsi di fumetto e un Master con la bravissima Kawaguchi Mizue (ex-assistente della autrice di Sailor moon).

Attualmente sta facendo un viaggio studio alla Yoyogi Animation College a Tokyo dove sta approfondendo le tecniche di disegno manga.  Com’è giusto che sia per ogni “otaku” che si rispetti, quella del Paese del Sol Levante è una tappa obbligata non solo per studiare manga ma anche per ritrovare tutti gli elementi e le sensazioni che fino ad ora questi gli hanno trasmesso.

 

Da quanto tempo disegni?

Disegno da quando ero piccolo. Ricordo ancora quando mi è nata la passione: approfittavo della bravura nel disegno di mia mamma quando copiava i personaggi Disney così che io potessi colorarli. Chiedevo in continuazione che disegnasse per me, tanto che ad un certo punto si stufò e mi diede il foglio di carta e la matita e mi disse che era finalmente giunto il momento che anch’io disegnassi.  Da quel momento in poi mi sono sempre dato da fare per imitare e disegnare tutto ciò che mi piaceva.

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Ho partecipato a dei corsi estivi  in Toscana alla “Manga Summer School” durante le vacanze tra gli studi informatici delle superiori.

Dopo il diploma della quinta superiore, mi sono iscritto all’Accademia Europea di Manga: il primo anno dedicato alla tecnica manga, mentre il secondo anno ho approfondito narrativa editoriale.

Il corso estivo era un master con la bravissima Kawaguchi Mizue (ex-assistente della autrice di Sailor moon).

Prossimamente con la mia scuola farò un viaggio in Giappone a Tokyo dove poter studiare la tecnica.

Le tue letture preferite?

Questa è una bella domanda… per il momento posso citare: Tsubasa Chronicle, Fairytail, To love ru, Zetman.

 

Quali artisti ti hanno influenzato?

Kentaro Yabuki (To love ru), Clamp, Hiro Mashima (Fairy Tail), Ken Akamatsu (Negima e Love Hina), Masakazu Katsura, Ayuko Hatta (Wolf Girl & Black Prince), Mayu Sakai(Clematica Shoe Store), Oh! Great (Air Gear), Mizuki Kawashita (Anedoki), Hinata Takeda (Gosich), Maki Youko (Pika Ichi), Takeshi Obata.

Cosa stai realizzando in questo momento?

Sto realizzando un mio volume con una casa editrice toscana, una storia con molte sfaccettature in cui mescolo amore, azione, dramma, sangue, crudeltà. Una storia molto impegnativa e particolare.

Sto realizzando anche qualche progetto per una seconda storia da far pubblicare da un’altra casa editrice ( spero a breve venga stampato).

Sto ancora realizzando per una ditta di biglietti d’auguri un intero set in stile manga.

E’ facile far conoscere i propri lavori attraverso la rete?

Credo di no … una volta se si era bravi e si voleva emergere si avevano pochi mezzi, ma era più semplice contattare le case con interessi grafici, ora non è più così.

Esistono troppi social network e troppe possibilità per mostrare i propri lavori, tanto che si rischia di perdersi nel marasma delle informazioni. Questo porta, nel mondo del marketing, a non rivolgersi più ai giovani disegnatori con talento ma a persone che già si conoscono.

A cosa ti ispiri per disegnare?

Bella domanda, è il problema di ogni artista. Di solito mi guardo attorno e cerco di prendere spunto anche dalle cose più banali, dalla musica, dai sogni o da eventi passati.

 

Cosa puoi raccontarci delle tue illustrazioni?

Voglio raccontare una parte di me, trasmettere degli insegnamenti e mostrare la bellezza nelle cose semplici. L’illustrazione qui affianco, ad esempio, l’ho ideata per un concorso internazionale giapponese. Realizzata in due tempi (a causa di scadenze), per il concorso sono riuscito a finire solo il personaggio, successivamente ho completato l’illustrazione con lo sfondo.

Il mio stile richiama molto quello del gruppo delle autrici “Clamp” con accenni di vari altri autori. Do molta importanza all’anatomia e alle forme.

Amo disegnare illustrazioni raffinate ed eleganti, specialmente quei personaggi in posa al momento dell’azione.

La tecnica è puramente orientale, inchiostrazione nera tramite pennino maru, colorazione stile pittorica con il programma Clip Studio Paint.

Il Character Design è la cosa che amo di più in ogni lavoro. Ad esempio il kimono è realizzato mescolando le fantasie di quello cinese con quello giapponese  inserendo delle scollature classiche. Ho così realizzato qualcosa nato dalla realtà misto alla fantasia.

Tra i cartoni animati recenti quali consiglieresti di guardare?

Sicuramente Anohana, Tsubasa Chronicles, Sakura Card Capture, Evangelion, Tokyo Magnitude  8.0, Guilty Crown e molti altri ancora. Senza contare i film di animazione di Myazaki (La città incantata, Il castello errante di Howl, Totoro), Masahiro Ando (Sword of Stranger) e Mamoru Hosoda (Summer Wars, La ragazza che saltava nel tempo).

Come nasce un’idea davanti al foglio bianco?

Quando mi trovo davanti ad un foglio bianco la prima cosa che faccio è guardarmi attorno, schizzare qualche abito e se proprio non riesco a sviluppare nulla di nuovo realizzo qualche fan-art di anime/manga visti/letti o presentare il personaggio in una scena che mi è piaciuta o che io avrei creato.

Ho molti progetti nel cassetto e molti in fase di sviluppo!

Molto spesso mi esercito con pose, espressioni e vestiario di personaggi delle mie storie e cerco di arricchire il loro trattamento grafico.

In media parto ideandone la posa e poi progetto l’abito e la pettinatura possibile in un foglio a parte.

C’è un futuro per i “mangaka italiani” qui da noi?

Spero proprio di sì! Per quanto mi riguarda ci sto mettendo tutto l’impegno possibile.

Ci metto molta passione e dedizione in quello che faccio!

Spendo tanto tempo ed energie ogni volta che realizzo qualcosa ma ne sono comunque contento.

Nel frattempo mi dedico al campo dell’illustrazione sperando di farmi conoscere ed apprezzare da un vasto pubblico che mi supporti e che mi porti avanti!

Ci sono tanti ragazzi che mi sostengono, fans appassionati come me sempre pronti a darmi una mano, a sostenere questo mio sogno sempre meno irrealistico.

l tuo sogno?

Ho molti sogni, in primis pubblicare numerosi manga, poi riuscire a vivere con le mie pubblicazioni, viaggiare per migliorarmi sempre di più, fare lo standista in fiere internazionali e lasciare una impronta nel cuore dei lettori. Non voglio fermarmi ma voglio mostrare a tutti gli aspiranti mangaka che per avere un futuro non bisogna solo sognarlo ma lottare e fare molti sacrifici.

Per ammirare le opere di questo giovane artista cliccare i seguenti link:

https://www.facebook.com/zamesmangakaita/?fref=ts

Avventure nell’universo della scrittura con Eleonora Panzeri

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DI MARCO ADDATI

 

“Il rapporto negava tutto, persino la manovra di emergenza che le aveva permesso di non compiere  una strage. Sapeva per certo che la base org non era stata distrutta dalla sua navicella  ma le mancavano le prove. Tentò in ogni modo di scagionarsi ma più tentava di fare ricerche più sembrava che l’enigma s’infittisse. Informatori morti, file occultati e distrutti. Era stata la pedina di un gioco più grande di lei del quale non conosceva le regole.”

Questo è un estratto tratto da Skeggia 8- I segreti dei morigerati, romanzo di Eleonora Panzeri, classe 1986, giovane autrice di Milano.

La scrittura l’accompagna sin dall’infanzia ma, come spesso accade per molti, i suoi studi sono stati orientati verso altri orizzonti.

Solo recentemente ha iniziato a scrivere romanzi brevi di diverso genere, creando il suo blog “Le infinite vite di un autrice”, in cui scrive personali recensioni di film, serie tv, romanzi di autori noti ed esordienti. Da circa due mesi scrive come redattrice per il magazine online di Susanna Messaggio, Be-yonder.

 

Leggere è un modo per… ?

Leggere è sicuramente un modo per staccare della quotidianità se si tratta di narrativa, ma anche lo strumento più potente per imparare cose nuove ed essere informati, dopotutto ogni forma di apprendimento passa dalla lettura.

Scrivere è un modo per… ?

 

Scrivere per me è sempre stato in primo luogo una valvola di sfogo. Attraverso le parole posso dare voce ai miei pensieri, ai miei sogni ed alle mie paure. La scrittura è un’arma potente che unita alla fantasia riesce a fare meraviglie. Nei momenti in cui mi immergo nelle mie storie divento un tutt’uno con i personaggi e riesco a vivere situazioni improbabili nella mia quotidianità che mi fanno sentire libera.

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Da quanto tempo scrivi?

 

Ho iniziato a scrivere da circa due anni, il mio primo romanzo breve “Un Male Immenso”, si è classificato settimo nella prima edizione del concorso letterario 2014 Arco dei Gavi, indetto dal Vajo del libro. A seguire ho pubblicato il mio primo giallo, “Come il ghiaccio d’estate”. Nell’estate del 2015 ho deciso di cimentarmi in un genere che mi ha sempre appassionato: la fantascienza. In autunno ho infatti pubblicato il primo episodio della saga “Skeggia 8”, a cui seguiranno altri due episodi.

 

I tuoi autori preferiti?

 

Durante l’infanzia la mia autrice preferita è stata Bianca Pitzorno, successivamente attratta dalla letteratura horror e noir ho letto moltissimi autori stranieri come Stephen King, Charlaine Harris e recentemente per restare nell’ambito della fantascienza Robert Silverberg.

 

Tra gli ultimi libri letti….quale ti è rimasto impresso?

Sicuramente è stato “L’uomo nel labirinto” scritto proprio da Silverberg, strepitoso esempio di come la fantascienza non sia un genere infantile ma spunto anche per riflessioni profonde.

Cosa puoi raccontarci del tuo libro?

 

Skeggia 8 – I segreti dei morigerati è il primo capitolo di una trilogia. In questo episodio viene introdotta Megattica, una spaventosa e tecnologica città del futuro parte dell’ampio sistema di Kos, nuova dimora dei terresti costretti ad abbandonare la Terra ed il sistema solare. In questo scenario spiccano i protagonisti della storia, tra cui Didi Reynolds, impavida quanto fragile cacciatrice di taglie interplanetaria impegnata in missioni pericolose al limite tra il lecito e l’illecito, in un mondo affollato e spietato.

 

Self o casa editrice?

 

Per il momento sono un’autrice Self  ma non mi dispiacerebbe affatto collaborare con un bravo editore nel prossimo futuro.

 

C’è rischio che un buon prodotto possa perdersi nella rete?

 

Purtroppo credo che vendita e qualità del prodotto non vadano sempre di pari passo. Moltissimi sono gli autori che cercano di emergere soprattutto oggi grazie alla rete. Scrivere ed immettersi sul mercato tuttavia diventa sovente un’arma a doppio taglio poiché sono tanti gli aspetti che vanno valutati prima di pubblicare un libro, uno su tutti la capacità di creare un’efficace ed efficiente strategia di marketing. Temo quindi che molti siano i testi che passino in sordina e che merierebbero più visibilità ed attenzione.

 

Progetti futuri?

 

Al momento ho in previsione di pubblicare in quest’autunno il secondo episodio di Skeggia 8, intitolato Destini Incrociati e completare la trilogia di Skeggia scrivendo il romanzo conclusivo della saga. Nel nuovo anno vorrei concentrarmi sulla stesura di un romanzo più lungo e articolato rispetto a quelli che ho scritto fino ad oggi, in realtà ho già dei lavori che ho lasciato sospesi e mi piacerebbe completarli.

Sogni cassetto?

 

I sogni per il futuro sono tanti, in particolare mi piacerebbe che la scrittura diventi una parte importane della mia vita e non solo un hobby come oggi. Vorrei inoltre provare l’esperienza della pubblicazione con un buon editore.

 

Un libro su di te quale titolo potrebbe avere?

In realtà ogni romanzo che ho scritto parla un po’ di me, quindi non saprei come rispondere in modo deciso a questa domanda. Non sono un’eroina ma solo una mamma ed una donna con la passione per le storie.

Per visitare il blog dell’autrice cliccare sul seguente link:

https://leinfinitevitediunautrice.wordpress.com/

 

Link libro:

https://www.amazon.it/Skeggia-Episodio-segreti-dei-Morigerati-ebook/dp/B017COFLD2/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1468161102&sr=1-1&keywords=eleonora%20panzeri

 

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Skeggia 8 – I segreti dei morigerati (Sinossi)

Su Megattica, una megalopoli del sistema solare di Kos, dove delinquenza e criminalità regnano indisturbate, Didi Reynolds, una impavida cacciatrice di taglie, si muove con scaltrezza, sopravvivendo in una società del futuro dominata da meccanismi spietati, in cui tecnologia e abiezione convivono di pari passo. Quando i Morigerati, una setta religiosa della periferia di Megattica, chiederanno a Didi e ai suoi compagni della Virdrop&Co di difendere il proprio leader da alcune minacce di morte, i cacciatori scopriranno i lati oscuri e inquietanti della comunità; il gruppo religioso, stranamente dispensato dall’uso del SIP di controllo, reso obbligatorio dal regime dei cadetti, sembra nascondere segreti e sinistre verità

” Tra Sogno e Realtà”. L’intervista a Josè Perez

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Nella seconda edizione di Tra Sogno e Realtà ci sarà nuovamente Josè Perez confermato nel ruolo di giudice, dopo il successo della prima edizione del talent.

Cosa pensi di questa seconda edizione e di questa esperienza?

“È andata benissimo, abbiamo visto 7000 bambini in tutta Italia, con più o meno talento ma grandi capacità innate. Ho sorriso e mi sono anche tanto commosso, mi sono sentito un pò come un papà, con la responsabilità di dare un giudizio sincero e al tempo stesso incoraggiarli a continuare e a non demordere”.

Cosa ti senti di dire a chi prova a raggiungere il proprio sogno passando attraverso “Tra Sogno e Realtà”?

“Tutti devono sapere che non è col responso positivo o negativo di un talent che si spengono i sogni, anzi un’eliminazione puó essere uno spunto per impegnarsi ancora di più’ a raggiungere i propri obiettivi. Anzi, in generale, per chi partecipa è un’opportunità di crescita”.

Puoi svelarci il segreto che ti permette di essere in una forma fisica praticamente perfetta anche a 40 anni?

“Ho sempre cercato di curare il fisico, facendo palestra, allenandomi costantemente a lezione. Una cosa che può fare un ballerino è curare il suo corpo facendo una cura preventiva, si deve sapere che dopo tanto sforzo fisico, si deve recuperare tutta l’ energia. Il corpo deve essere pronto a continuare giorno per giorno, associando sempre una giusta alimentazione”.

” Tra Sogno e Realtà. L’intervista a Simona Borioni

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Simona Borioni, volto di popolari fiction come Vivere, Incantesimo, Distretto di Polizia, Per amore e per vendetta, ritorna a ricoprire il ruolo di giudice, ed è una felice conferma per Tra sogno e realtà.

Cosa pensi di questa seconda edizione?

“Quest’anno il livello è stato davvero al di sopra delle mie aspettative ed è stato impossibile non emozionarsi davanti a bambini pieni di grandissimo talento. Ho sognato grazie ad una bambina di danza classica e mi sono esaltata con un attore, alcuni mi hanno addirittura commossa. La mia passionalità nel difendere alcuni talenti mi ha portato ad avere non pochi scontri, e dire no mi ha fatto fare gli incubi, durante le registrazioni ad Abano Terme!”.

Come è il tuo rapporto con gli altri giudici? Con Josè Perez in particolare?

Simona è molto affezionata a Josè Perez, altro giudice storico del programma.

“È un amico, una persona meravigliosa, un ragazzo delicato, bello, professionale”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sono impegnata nelle registrazioni di “Stelle cadenti”, un programma incentrato sulla vita degli artisti di strada che mi vede per la prima volta in una veste insolita, e realizzato dalla Sunshine Production che confeziona anche il talent. A breve, in prima serata su Canale 5 andrà in onda il tv movie “Il camionista” con Giorgio Tirabassi, e a marzo inizierò una serie televisiva internazionale”.

” Tra Sogno e Realtà”. L’intervista a Silvia Salemi

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Dalla musica alla tv, Silvia Salemi è al suo debutto, peraltro nel ruolo di terzo giudice, new entry della seconda edizione di Tra sogno e realtà.

Cosa ne pensi di questo nuovo ruolo che ti è stato affidato?

“Il ruolo di giudice è particolarmente complicato per chi ha fatto la gavetta nella vita ed è stato sottoposto al giudizio perché sa quanto pesa nel bene e nel male. Ed ho cercato di essere più “giudice-mamma”, perché è un talent per bambini o comunque giovanissimi e li guardi ovviamente anche come figli”.

Come ti sei trovata a lavorare con il cast in questo format?

“Ho trovato tutto il cast fantastico, sono tutti professionisti preparati e pieni di qualità, ciascuno con peculiarità veramente funzionali al meccanismo”.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Cosa bolle in pentola?

“Sarà una sorpresa, un nuovissimo progetto su temi sociali che verrà trasmesso da Mediaset. Per ora non posso dire di più, ci stiamo lavorando alacremente proprio in queste settimane. Ma farò la conduttrice, in questo caso! Naturalmente, continuerò con la musica, che fa sempre parte di me”.

” Tra Sogno e Realtà. L’Intervista a Francesco Capodacqua

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“Tra Sogno e Realtà” ha un nuovo conduttore, Francesco Capodacqua, ex concorrente di Amici di Maria De Filippi, nell’edizione vinta dal ballerino Leon.

Una nuova scommessa ed una nuova esperienza:

“E’ la mia grande occasione, seguirò le selezioni e i casting, e traghetterò i talenti più votati sino alle due serate finali. Voglio approfittarne per ringraziare i produttori Bruno Frustaci e Alessandro Carpigo della Sunshine Production, che hanno voluto scommettere su di me”.

Francesco inizia prestissimo ad entrare nel mondo dello spettacolo. Puoi raccontarci i tuoi inizi?

“Ho iniziato a cantare a 14 anni facendo spettacoli, piano-bar, matrimoni, feste di compleanno equando è iniziata l’era di “Amici”, ho fatto subito i provini per due anni consecutivi. Il primo anno non mi filarono proprio, l’anno successivo invece andò bene ed è stata una delle esperienze più belle e costruttive da sempre”.

Cosa ti è rimasto dell’esperienza di “Amici”?

“Ricordo la simpatia e la grande disponibilità di Maria De Filippi e di tutta la redazione, i miei bravissimi “compagni di banco”. Oggi, voglio dire grazie anche a Maria, perchè se oggi mi sono tolto tante soddisfazioni lavorative, umane ed economiche, lo devo a lei e al suo programma”.

Seguivi già “Tra Sogno e Realtà”?

“Quando Bruno e Alessandro lo idearono, consisteva nell’inserire alcuni ragazzi provenienti dalle varie edizioni di Amici all’interno dei saggi di danza e di feste patronali di piazza, ed oggi è un vero sogno vederlo trasformato in un talent tv. Adesso sogno un one-man-show tutto mio. Perchè i sogni davvero possono diventare realtà!”.

L’intervista a Salvatore Lioniello: ” Porto la pizza napoletana nel mondo”

Salvatore Lioniello6.jpgSalvatore Lioniello a soli 29 anni è campione del mondo di pizza in teglia, pala, pizza freestyle, pizza classica piccante e senza glutine. Inoltre, Salvatore è risultato il miglior pizzaiolo di Napoli 2016 al masterpizzachef.

 

Raccontaci la tua infanzia

Da Quando sono nato la mia infanzia l’ho trascorsa nella Piazza difronte alla mia Pizzeria. Piazza San Salvatore, che prima sì chiamava Piazza Principessa Belmonte la quale è soprannominata anche “Sotto la teglia” e li ho trascorso tutta la mia infanzia giocando a calcetto con i miei amici, mentre mio padre all’epoca vendeva le Pizze a Portafoglio. Mio padre aveva una vetrina all’esterno del locale dove c’era un grande via vai pedonale.

Un ricordo d’infanzia che ti ha segnato e che ti ha portato a scegliere questa carriera

Mi ricordo che il Mercoledì facevano il mercato sulla via principale dove avevamo la pizzeria.

Il Mercoledì era per me uno dei momenti più perché c’erano miglia di persone che passando sì fermavano vicino a quella vetrina a prendere la Pizza a Portafoglio, quella è una delle scene della mia vita che mi è rimasta impressa, sopratutto la voglia che mio padre riusciva a far venire alla gente di mangiare quella sua favolosa Pizza a portafoglio. Il motivo che mi ha spinto ad intraprendere la mia strada come Artista dell’arte bianca lo ritrovo in mio padre, il quale ogni giorno cerca di migliorarsi e fare sempre di più.

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La persona chiave della tua vita che ti ha portato ad essere quello che sei oggi

La persona chiave della mia vita è stato sicuramente mio padre il quale mi ha insegnato non solo a vivere in quella piazza e stare accostato con tanta gente ma sopratutto uno stile di vita, il saper lavorare e la giusta educazione è stato.

E’ importante il legame con le tue radici per la tua carriera?

E’ importantissimo il legame che ho con la mia terra e la mia famiglia, sulle mie pareti del mio locale c’è il sangue della mia famiglia per questo porto sempre con orgoglio tutto quello che hanno costruito i miei genitori.

Ha quanti anni e come hai iniziato la tua carriera?

L’ho iniziata da sempre anche se per un periodo l’ho lasciata ed ho intrapresa la carriera edilizia per poi tornare a fare il Pizzaiolo per la malattia che ha colpito mio padre.

Mio padre a soli 18 anni mi ha aperto la mia prima attività a Frattamaggiore, chiusa poi per vari motivi legati sopratutto a questioni burocratiche. Da lì odiai i Pizzaioli, le pizze ed i clienti.

La malattia di mio padre, mi ha spinto di nuovo ad intraprendere questo mestiere perché era l’unico nella famiglia che sapeva fare le Pizze, e quindi l’unico in grado di sostituirlo.

Quando c’è stata svolta nella tua carriera?

La svolta l’ho avuta quando purtroppo la malattia di mio padre sì aggravava per farlo stare felice e sereno andai a fare dei campionati per fargli capire che mi stavo appassionando a questo mestiere perché sapevo che lui era consapevole che questo mestiere a me non piaceva.

Dopo alcuni mesi ho iniziato a vincere dei campionati e ad essere nominato su alcune testate giornalistiche. Inizialmente ho fatto tutto per amore di mio padre, dopo è iniziata ad entrare in me la passione e l’amore per la Pizza alla quale ora sono molto legato.

Qual è la Pizza della tua vita?

La Pizza della mia vita è la “My Dad” il nome dice tutto. Andai a fare il campionato mondiale a Parma dove presentai questa Pizza che piaceva molto a mio padre, infatti è dedicata a lui. Erano circa 15 giorni che era morto mio padre, vinsi il campionato mondiale come miglior Pizzaiolo come Pizza in Teglia da lì è cambiata la mia vita professionale, ho iniziato a fare così e raggiungere obbiettivi che non immaginavo.

Perché la Pizza è Importante per te?

La Pizza è importantissima perché mi ha cambiato la vita e ancora oggi mi da tantissime soddisfazioni. Vedere i clienti che dopo aver mangiato la Pizza mi stringono la mano e mi fanno i complimenti è una delle cose più belle. La Pizza oggi rappresenta appieno la mia vita.

Qual è l’ingrediente che rappresenta le tue creazioni e che ha un valore particolare per te

La Melanzana alla parmigiana è quella che mi ha fatto vincere il mondiale, mi ha dato tutto. Piace a me, alla mia famiglia, piaceva a mio padre. Era il contorno base che la domenica a pranzo non poteva mancare. Per me l’ingrediente essenziale è sicuramente la melanzana.

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Cosa cerchi di comunicare con la tua attività?

Quello che cerco di comunicare è l’amore per questo mestiere. La passione che ci metto ogni giorno. Cerco di comunicare ai giovani che non hanno un lavoro, non hanno una possibilità economica che possono intraprendere questo mestiere anche se all’inizio non sì guadagna tanto ci sono tante soddisfazioni. Cerco di comunicare alle persone che nella Pizza se c’è creatività, professionalità è passione non c’è crisi.

Cos’è importante per te per realizzare le tue creazioni?

La cosa più importante, fondamentale che non sì deve e sì può sbagliare è l’impasto.

Come hai cominciato?

La Pizzeria è aperta dall’89 da quando avevo 2 anni ma ho iniziato a lavorare come barista e cameriere dopo come aiuto Pizzaiolo e ogni tanto infornavo. Pian piano ho iniziato a stendere qualche impasto.

Qual è la sede delle tue Pizzerie?

La pizzeria per il momento è una. Tra un mese e mezzo ne aprirò un altra e tra 6 mesi ci sarà la terza che sarà la ciliegina sulla torta di Salvatore & Michele Lioniello (F.lli Lioniello). Tutte e tre sono situate ad Orta di Atella in via San Salvatore.

Intervista a Salvatore Martino, proprietario del marchio di moda “President”.

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DI STEFANO TELESE

Intervista a Salvatore Martino, proprietario del marchio di moda “President”.

Raccontaci un pò di te e di come è nata la tua passione per la moda.

Ero presidente di una squadra di calcio, quella nella quale ho militato per moltissimi anni. Come mio padre, siamo sempre stati affiliati al mondo dello sport e del calcio, ma un giorno decisi di lanciarmi anche nel mondo della moda col brand “President”.

Come mai hai scelto proprio questo nome per il tuo marchio?

E’ una storia legata alla passione per il mondo del calcio. In molti mi chiamavano O’ president”; ecco quindi che ho deciso di conservare il simpatico nomignolo e di “cucirlo”, in tutti i sensi, sul mio prodotto.

Quali traguardi avete raggiunto sinora? Siete soddisfatti?

Direi che siamo sicuramente più che soddisfatti. Al momento la mia azienda conta più di 130 punti vendita in tutta Italia, oltre ad altre reti vendita e a un prezioso ufficio di Marketing che ci segue meticolosamente.

Progetti e sogni per il futuro?

Sicuramente portare il marchio “President” aldilà dei confini nazionali. Vorrei che in meno di un anno si riuscisse ad essere tra i primi Brand italiani presenti nelle fiere e nei vari eventi di moda. Quest’anno faremo tappa anche a Parigi e Berlino e ciò ci rende orgogliosissimi.

Arianna Operamolla una stella “nascente” nel mondo delle illustrazioni.

DI FRANCESCO SORGE

Arianna Operamolla una stella “nascente” nel mondo delle illustrazioni.

Come lei stessa ci tiene a sottolineare è nata nella notte di San Lorenzo del 1984, e sin da piccola si avvicina al disegno grazie alla mamma pittrice e alla sorella maggiore appassionata di fumetto. “Scelgo proprio la strada del fumetto, frequentando il Liceo Artistico prima e l’Accademia di Belle Arti a Bari poi, e contemporaneamente una scuola di fumetto”. E’ dopo la laurea però che si rende conto che il fumetto non è il suo mezzo espressivo e si iscrive al Master in Illustrazione per l’Editoria presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. “Trovata la mia strada, comincio immediatamente a lavorare pubblicando sia in Italia che all’estero, principalmente nel campo dell’illustrazione per libri scolastici e di narrativa”. Nel 2014 fonda il gruppo StorySelling con altre quattro ragazze pugliesi e, vincendo il bando regionale “Laboratori dal Basso”, portano in Puglia otto tra i più celebri scrittori, illustratori ed editori di libri illustrati. StorySelling  è  un’Associazione Culturale ora e già  la prossima estate  proporrà quattro workshop di scrittura ed illustrazione con professionisti del settore e questi laboratori  si terranno  a Gioia del Colle (BA). “Personalmente, oltre a continuare il mio percorso nell’editoria scolastica, mi dedico per ora al sogno di realizzare un albo illustrato e al mio workshop “Lo spauracchio Scolastica”. E’ un percorso di 18 ore nel mondo dell’illustrazione per libri scolastici, durante il quale gli iscritti si misureranno con effettive commissioni lavorative e in cui spiegherò i dietro le quinte del mestiere (contratti, fatture, rapporti con la committenza etc)”. Arianna si classifica al secondo posto nel concorso “Immagini per una Favola” nel 2009 e tra i finalisti nel concorso “L’Illustratore dell’Anno”, organizzato da Città del Sole. All’attività di illustratrice affianca quella di grafica in piccoli lavori e qualche commissione privata (ritratti, biglietti di auguri, inviti per feste e matrimoni, ecc). “Mi capita anche di tenere qualche laboratorio con i più piccoli e mi piace molto realizzare piccoli quadretti con cornici fatte a mano e quadernetti, con copertina rigida e disegnata da me, rilegati a mano”.

 

Ci sono artisti o illustratori che segui o ai quali ti ispiri?

Seguo moltissimi artisti ed illustratori e la mia lista è in continuo mutamento: si sa, c’è sempre qualcosa di nuovo e bellissimo da scoprire! In linea di massima ho una predilezione per tutti coloro che mostrano una certa professionalità nell’affrontare il mondo delle immagini. Saper disegnare non sempre è sufficiente e trovo molto stimolante osservare la maniera in cui molti colleghi gestiscono le proprie commissioni, i rapporti con i clienti e, perché no, anche la promozione del proprio lavoro su siti, blog e social.

 

Fonti di ispirazione?

Ciò che mi circonda: la pittura, il cinema, gli amici creativi, i libri, il mio adoratissimo cane, il fumetto, le serie tv (ma quante ce ne sono? Io non riesco a guardarle tutte!), il mio ragazzo e -c’è bisogno di dirlo?- ovviamente internet!

 

Cosa racconti attraverso i tuoi lavori?

La realtà, direi. Sono una persona molto razionale, insopportabilmente quadrata, sarà difficilissimo che un giorno disegni un unicorno volante.

 

Tecniche utilizzate?

La tecnica che preferisco è senza dubbio l’acquerello. Quando frequentavo il Master in illustrazione mi sono chiusa in casa per diversi mesi per imparare ad utilizzarlo nella maniera che volevo: evitando gli aloni tipici di quella tecnica, riempiendo campiture nette ma leggere.

 

È stata una grande conquista, che ho dovuto però abbandonare in favore del digitale: il mondo del lavoro, questo ovviamente nel mio caso e fino ad oggi, mi ha portato via molto del romantico che ci si aspetterebbe da questo mestiere quando lo si sogna da piccoli. Devo essere veloce ma, soprattutto, poter modificare tutto ciò che produco a seconda delle esigenze dell’editore. Le matite, i pennelli e le tavolozze sono state messe da parte per il progetto giusto, che un giorno arriverà. E, se non lo farà, andrò a prenderlo io.

Cosa provi mentre disegni?
Dipende da cosa disegno. Mi è capitato in passato di lavorare a progetti che non mi piacevano e ho provato un fortissimo senso di costrizione. Così ho imparato a rifiutare ciò che proprio non fa per me.
Ho preso moltissimi lavori che non mi sono affatto dispiaciuti ed è stato bello dedicarmici, disegnare con della musica in sottofondo e discutere con qualche simpatico art director il risultato finale. È rilassante e assicura anche qualche bella amicizia.
Poi ci sono i miei progetti personali. Ne ho sempre avuti moltissimi e, quando ci lavoro, provo un misto tra eccitazione e felicità. Ad un certo punto, puntualmente, quelle sensazioni spariscono e mi sembra che le mie idee siano le più sciocche di sempre. Ecco, questo è un problema da risolvere se non voglio che tutte quelle idee rimangano in un cassetto ad impolverarsi.

Come funziona il tuo meccanismo creativo?
Quando lavoro per l’editoria scolastica o per un libro di narrativa, è la casa editrice che mi fornisce i layout su cui lavorare. Leggo il libro o i brani e faccio la mia proposta per le immagini da affiancare mostrando al cliente dei bozzetti. Se approvati, passo ai definitivi. A volte, dopo la consegna dei definitivi, accade che debba modificarli per esigenze di stampa.
Quando invece illustro una mia storia parto sempre dal testo. Lo scrivo però tenendo sempre conto di cosa mostrerò nelle immagini (è meglio, infatti, che il testo e le immagini non si ripetano a vicenda, non avrebbe senso dire due volte la stessa cosa utilizzando due linguaggi differenti). Passo allo storyboard, dove decido inquadrature e atmosfere e completo con i definitivi. Il meccanismo è il medesimo se si lavora su un testo altrui.

Progetti futuri?
In questo momento sono molto presa da StorySelling, una neonata (ma solo sulla carta) Associazione Culturale che ho fondato con le mie amiche e colleghe Angela Perrini, Francesca Quatraro e Rossana De Simone. Ci occupiamo di libri illustrati e di tutto ciò che gravita attorno ad essi, dalla scrittura, all’editoria e all’illustrazione ovviamente. Organizziamo eventi per promuovere la lettura, mostre e workshop con professionisti del settore.
Personalmente, oltre a continuare il mio lavoro di illustratrice e a portare avanti le mie collaborazioni, coltivo il mio sogno di pubblicare un albo illustrato. Sono anche sul punto di fondare uno studio di illustrazione, dove mi dedicherò, oltre che alle commissioni editoriali, anche al lavoro per i privati con ritratti, biglietti d’auguri, inviti per matrimoni e feste ed altri piccoli gadget. Sono in attesa dei documenti per cominciare, credo e spero poco prima dell’estate.
Per contattare l’artista cliccare suoi seguenti indirizzi:
Link: www.ariannaoperamolla.com
Email: ariannaoperamolla@gmail.com