Archivi categoria: Interviste esclusive

Claudio Bondatti: ” Il made in Italy andrebbe valorizzato in ogni modo e contesto” Intervista di Giuseppe Cossentino

Claudio Bondatti2

Claudio Bondatti,  è un  mix di determinazione, bellezza  e talento che di strada ne ha fatta e ne continua a fare, dividendosi in ruoli in  diverse fiction mediaset come Il Bello Delle Donne, Alcuni anni Dopo e adesso lo potremmo ammirare nell’Onore e Rispetto, Ultimo Capitolo, sino ad arrivare ad essere il volto di grandi brand nazionali, che hanno scelto l’immagine  acqua e sapone di Claudio per valorizzare i loro prodotti.

Claudio Bondatti, modello, attore e testimonial di brand nazionali dove ti senti più a tuo agio?
A dire il vero in tutti e tre i contesti. Ho iniziato sulle passerelle e proprio da lì mi sono catapultato nel mondo dello spettacolo. Poi è arrivato il cinema, la mia passione e il mio lavoro. E da qualche tempo sono testimonial di brand nazionali, a cominciare dalla oreficeria “Frioni”, per poi arrivare alle ultime novità e piacevoli scoperte, quali l’ottica “Affittasi occhiali” http://www.affittasiocchiali.it, l’abbigliamento ‘Bulgarini” http://www.bulgarinicamicie.it e il brand “Cristiano Pro” www.pelletteriapro.com

Hai partecipato al famoso spin off de IL BELLO DELLE DONNE alcuni anni dopo, come ti sei trovato sul set, con grandi star come Claudia Cardinale, Manuela Arcuri, Giuliana De Sio e Massimo Bellinzoni? 
Per me è sempre una grande emozione ritrovarsi sul set accanto ad attori e attrici che hanno fatto e continuano a fare la storia del cinema italiano. Artisti che stimo molto e da cui c’è molto da imparare. Per me è un onore immenso.

Cosa pensi della cultura e bellezza italiana?
La bellezza è importante, non lo metto in dubbio, ma secondo me ciò che conta di più è soprattutto la bellezza interiore, il carisma, la determinazione di portare avanti un progetto, di credere nei sogni e fare di tutto per realizzarli. È fondamentale anche credere in se stessi e impegnarsi a raggiungere gli obiettivi, senza gettare la spugna davanti ai “no”, alle porte in faccia. Bisogna trovare la giusta grinta per far in modo che i sogni diventino realtà.

Quanto è importante per te esportare il made in italy nel mondo?
È molto importante perché ritengo che l’Italia abbia molto da offrire, da mostrare. Potremmo essere di esempio per molti paesi. Non bisogna sottovalutare il made in Italy, anzi, andrebbe valorizzato in ogni modo e in ogni contesto.

Un regista o un attore italiano con il quale ti piacerebbe lavorare in futuro?
Rispondo subito, senza pensarci su, a questa domanda: Paolo Sorrentino e Luigi Parisi.

E perché?
Perché fanno della loro professione, delle loro idee, della loro passione, capolavori straordinari. Li stimo davvero tanto. Mi piacerebbe moltissimo lavorare con loro.

Dove ti piacerebbe vivere?
In qualunque posto del mondo, ma dove possa stare bene con me stesso e con gli altri. E dove affacciandomi dalla finestra possa rimanere affascinato dall’alba o dal tramonto. Amo sia la città, sia i luoghi meno caotici. L’importante è avere le persone giuste e vere accanto.

Qual è la tua stagione preferita?
La primavera, perché i fiori tornano a tappezzare e a colorare i prati. Perché è bello essere svegliati dal canto degli uccelli. Perché le giornate si allungano ed è bello passeggiare e soffermarsi ad osservare tramonti incantevoli.

Il libro che hai sul comodino? 
“Fai bei sogni” di Massimo Gramellini. Parla di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. Credo che bisogna sempre rialzarsi se si cade e imparare ad essere più forti del dolore e delle insidie che possiamo incontrare nella nostra vita.
L’ultimo film che ti ha fatto ridere?
“Mister Felicità” di Alessandro Siani.

Qual è il viaggio che avresti sempre voluto fare?
In California e San Francisco, mi affascina molto. Chissà, forse prima o poi lo farò.
Qual è il piatto che ami cucinare o mangiare?
A dire il vero con i fornelli non ho un buon rapporto, ma sono un buongustaio. Piatto preferito? I cannelloni e la lasagna. E davanti ai dolci che prepara la mia mamma non riesco proprio a tirarmi indietro.

Qual è il lusso che ti concedi più spesso? 
“Prendere l’auto, raggiungere un luogo silenzioso, immerso nella natura, e rilassarmi. Sì, la natura mi rilassa, mi aiuta ad allontanare lo stress quotidiano inevitabile.
Qual è il lavoro che ti piacerebbe fare se non fossi attore?

Il medico. Mi piacerebbe essere utile per il prossimo, dare una speranza a chi è in difficoltà, dare forza a chi sta attraversando un periodo buio. Nella fiction “Non è stato mio figlio” ho vestito i panni di un primario ed è stata una grande emozione.

Progetti in corso?
Ce ne sono diversi ma non posso svelarli. Intanto ad aprile, su Canale 5, ci sarà la prima puntata della fiction “L’onore e il rispetto 5 – ultimo capitolo” e mi vedrete “promosso” come agente scelto di Daria Bertolaso. E avrò anche un nome. Di più non posso rivelarvi. Continuo poi con eventi importanti come testimonial di brand di rilievo. Sono impegnato in queste settimane in servizi fotografici con “Bulgarini”, “Cristiano Pro” e ” Affittasi Occhiali”.

Progetti futuri
Ce ne sono diversi ma ve ne parlerò tra qualche tempo. Vi lascio immaginare e nel frattempo vi do’ appuntamento su Canale 5 con la prossima serie de “L’onore e il rispetto 5- ultimo capitolo”

Un saluto agli amici di Italy in the World by Giuseppe Cossentino
Se avete sogni non lasciateli nel cassetto. Trovate la chiave e apritelo senza arrendervi alle prime difficoltà. Sorridete, regalate e donate sorrisi. Cercate la felicità anche nelle giornate buie. Questo il mio saluto e l’augurio per gli amici di Italy in the World by Giuseppe Cossentino.

Foto di Ettore Ferrara e studio #reset di Rinaldi Stefano

Intervista a Salvatore Lioniello: la sua pizza tra passione e innovazione, successo tutto italiano

salvatore-lioniello5

DI GIUSEPPE COSSENTINO

Salvatore Lioniello,  il pizzaiolo campione del mondo della pizza doc,  definita da lui ” diversamente napoletana”  ci svela i segreti del suo successo, che tra passione innovazione, da Orta di Atella lo ha portato alla fama nazionale.

Salvatore Lioniello, pizzaiolo di fama nazionale ha diversi segreti. Puoi svelarcene uno?

Avere la fila tutti i giorni, non soltanto perché ho 85 posti a sedere, ma per la capacità di fare un impasto a 36 ore di maturazione altamente digeribile tanto che la gente che viene al locale può mangiare anche due pizze uscendo tranquillamente dal locale che forse ha ancora fame.

Tante specialità, ma una tra tutte: la “Babà Pizza”, raccontacela.

La Babà Pizza ha fatto innamorare tanti golosi fatta da impasto a cioccolato con cornicione ripieno di cioccolata bianca con al centro Nutella e Babà.

Parlaci delle tue ultime novità.

Le novità delle mie pizze sono sicuramente quelle invernali con Taleggio DOP, Fior di latte di Agerola e all’uscita prosciutto crudo San Marcel. Un’altra novità è stata la Ribelle Sbagliata, cioè abbiamo invertito la Ribelle mettendo la zucca arrostita al posto della crema di zucca con salsiccia paesana con finocchietti all’interno e provola di bufala con scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi.

Salvatore Lioniello, non solo un pizzaiolo d’eccellenza ma anche un eccellente comunicatore, sempre più attivo sui social. Come spieghi questa scelta?

Abbiamo lavorato tantissimo con i social facendo continuamente video per far capire alla gente che ci segue che il nostro prodotto è di eccellenza non solo per il presidio slow food ma anche per i prodotti ricercati a chilometro zero a filiera corta. Abbiamo voluto trasmettere attraverso i social l’amore e la passione verso il nostro lavoro ed ogni post ha avuto molte condivisioni.

Un sogno nel cassetto?

Il mio sogno da realizzare nel 2017 è comunque continuare a fare del mio meglio e cercare di accontentare sempre tutti i nostri clienti perché il nostro primo scopo è soddisfare i palati di ogni persona che entra nel locale. Il sogno più grande sarebbe quello di avere qualche riconoscimento da una testata importante come per esempio Gambero Rosso.

Questo è più il nostro obiettivo che il nostro sogno. È nostro obiettivo anche entrare in qualche giuda gastronomica dove avere un riconoscimento da critici gastronomici all’altezza.

Miss Europe Continental 2016. L’intervista alla coreografa Rita Giselle

giselle-coreografaDI ANNAMARIA MINICHINO

Si avvicina la finalissima di Miss Europe Continental 2016, condotta da Veronica Maya e Marco Senise, nella cornice di Spoleto, e le Miss finaliste, provenienti da tutto il mondo, saranno guidate da una bravissima coreografa : Rita Giselle.

Quando è iniziata la tua collaborazione con Miss Europe e cosa t’ha spinta ad accettare il loro progetto?

La mia collaborazione è iniziata nel 2014 :ho accettato questo progetto in quanto lo ritengo molto stimolante poiché mi permette di entrare in contatto con diverse culture e approcciarmi ad un mondo che non è quello della danza ma che comunque è uno spettacolo che unisce bellezza, arte e cultura.

Come stai preparando le miss e come
rispondono alle tue idee?

La preparazione delle miss è un percorso divertente ma allo stesso tempo impegnativo perché le ragazze sono abilissime a sfilare ma non hanno le capacità coordinative di un ballerino. Le coreografie sono legate alla storia e all’arte perché miss Europe è un concorso che ricerca la bellezza in tutte le sue forme ma non posso svelare altro ….vi attendono bellissime sorprese per la finalissima di Spoleto.

Ti ispiri a qualche maestro- coreografo in particolare?

Non mi ispiro a nessun coreografo, sono le modelle ad ispirarmi: prendiamo spunto dalla loro personalità e dalla bellissima cornice che ci circonda.

Cosa ti ha stupito di più dell’edizione in corso?
Mi ha stupito la presenza di 22 paesi in gara, il concorso è giovane ma è già meta ambita di tante ragazze che vogliono avvicinarsi alla moda e allo spettacolo.

Progetti lavorativi futuri e sogni nel cassetto?
Continuare a seguire la passione e l’amore per la danza: il posto dei nostri sogni non è il cassetto ma una sala di danza e si realizzano solo attraverso il lavoro, la grinta e la determinazione che rendono possibile ogni cosa.

VELVET: Frank Crudele – La Video intervista

Frank Crudele4Frank Crudele, è un attore italiano di eccelsa bravura. In Velvet, la serie iberica che mantiene alto il prime time di RAIUNO,  nel ruolo di Enzo Cafiero,  una sorta di Onassis e Gianni Agnelli di quell’epoca, si cala perfettamente nei panni di un uomo d’affari disinvolto, distinto e di  gran classe.

Frank, ha lavorato  anche con un mito di tanti registi e mestieranti come Scorsese, in questa video – intervista potrete scoprire questa chicca e tutto quello che ama del nostro Paese.

 

 

 

VELVET: Asier Etxeandía – La Video Intervista

Asier

A CURA DI GIUSEPPE COSSENTINO

Asier Etxeandía è uno dei volti storici ed amatissimi della serie iberica ” VELVET”,  in onda su RAI UNO dove interpreta da ben oltre tre anni, Raúl de la Riva, uno stilista incompreso di epoca moderna-contemporanea, chiamato alla Velvet subito dopo il decesso di don Rafael, con il quale non era in simpatia. È molto amico di Cristina e, in seguito, lo diventa anche di Alberto, Mateo, Anna, Rita e tutte le sarte. Asier, è un attore ed anche cantante, bravissimo. Si presenta come un uomo elegante, raffinato e simpatico con una classe che cattura immediatamente.

20151011_122543

Giuseppe Cossentino, fondatore di Italy in the World Webzine con l’attore e cantante Asier Etxeandìa

E’ nato a Bilbao, all’età di vent’anni si trasferisce a Madrid.  Oltre Velvet lo ricordiamo nel ruolo di Beni, nella serie cult e fenomeno ” PASO ADELANTE”. Ha lavorato anche con il grande Almodovar, nel film gli ABBRACCI SPEZZATI.

Del nostro Paese, l’Italia  live da Madrid, ci racconta che ama i nostri spaghetti a vongole, stilisti come Valentino e diversi registi italiani.

Che potete seguire in questa video intervista LIVE DA MADRID.

 

 

Intervista a Mattia Cattaneo: ” Racconto l’amore che arriva “DRITTO AL CUORE”

Mattia Cattaneo

INTERVISTA ESCLUSIVA DI GIUSEPPE COSSENTINO

Mattia Cattaneo, è l’autore di una silloge poetica che decanta l’amore,  tema universale trattata da molti poeti famosi come Petrarca, Neruda, Leopardi, Baudelaire, ma quello che racconta  Cattaneo è un amore che arriva ” DRITTO AL CUORE”  questo il titolo del suo primo libro di esordio  che segna un percorso di una brillante carriera di scrittore.

Mattia come nasce il progetto del libro antologico di poesie “ Dritto al Cuore”?

Questo insieme di poesie, unite da un filo conduttore quale è l’amore, nasce dopo un lungo lavoro di ricerca sulla poesia stessa, sull’emozione che i versi sanno donare e su uno stile ben preciso, così ne ho parlato con la coordinatrice di Antologica Atelier Edizioni, L.Lanza, che è rimasta colpita da quanto scritto e mi ha guidato nel processo di realizzazione e messa “su carta” delle poesie stesse. In particolare queste poesie d’amore nascono tutte dal cuore e dal sentimento verso la persona amata.

 Dritto al cuore

Quali sono le aspettative?

E’ il mio esordio “cartaceo”, quindi l’intenzione è quella di farmi conoscere, nel mio piccolo, nel vasto mondo poetico e Antologica Atelier Edizioni mi sta molto aiutando. L’aspettativa principale è quindi quella di esordire in un pubblico che però, come ben si sa, legge poco la poesia. Ma non demordo.

Se l’Italia fosse una poesia…

Soldati di Ungaretti. Perché in questo momento si è fragili, si è mossi da qualsiasi scandalo e basta poco a cadere proprio come per la foglia d’autunno e il soldato in guerra, e il nostro paese, meraviglioso bene naturale, sta proprio scivolando a terra.

 

Quando hai scoperto la tua passione per la scrittura?

Sin da piccolo, alle scuole elementari mi divertivo a fare il giornalino di classe, poi mi piaceva fare i temi di italiano, non ho mai avuto problemi perché la fantasia non mi è mai mancata. Negli anni ho rafforzato questa mia passione, da autodidatta senza nessuno studio parallelo, anche se a volte servirebbe, perché scrivere non è per niente facile.

So che scrivi anche racconti a puntate per il web, quali sono gli spunti?

Ho iniziato nel 2009 a scrivere racconti a puntate, una sorta di prosecuzione on line della soap opera “Vivere” e poi entrando nel blog soapoperagiornaliera.altervista.org in cui, assieme ad un altro blogger appassionato di storie, scriviamo questa sorta di web fiction sia a cadenza settimanale sia giornaliera. Lo spunto principale in tutte le mie storie è l’attualità, i fatti che possono coinvolgere il lettore ma soprattutto dei personaggi forti, che abbiano determinate caratteristiche, e un cattivo che si rispetti, sempre. Questo piace e funziona.

Sei anche un appassionato di soap opera, quale segui o seguivi?

Ho seguito “Vivere” e qua e là ogni tanto altre soap italiane (“Un posto al sole”, “Centovetrine” ma i primi anni, “Incantesimo”) anche solo per ispirarmi nelle storie. Ritengo però, nella mia personale opinione, che “Vivere” mi abbia dato molto in termini di trame e scrittura su cui a volte mi baso e non a caso amministro il gruppo Facebook sulla soap.

Un tuo sogno nel cassetto?

Una storia da me scritta che possa essere sceneggiata…è un bel sogno!

Un tuo pensiero sulla cultura italiana

Siamo molti passi indietro rispetto ad altri nostri “colleghi” europei. Ma noi siamo la culla della cultura, dell’arte e della letteratura, dobbiamo difenderla sempre e cercare di farla conoscere a tutti, nei diversi modi possibili.

Quali modelli di scrittori segui?

Nessuno in particolare, ho scoperto nuovi nomi nel panorama romanzesco attuale e trovo che Corina Bomann scriva benissimo (e le sue storie possono essere spunto per ciò che scrivo)

 

Progetti futuri?

Continuare a scrivere racconti a puntate per il blog suddetto, mentre dal lato poesia sto iniziando a scrivere altre poesie, che raccolte potranno poi magari essere un’antologia nel 2017. Continuo a collaborare con Antologica Atelier Edizioni anche in vista di un concorso da me indetto con la coordinatrice per Settembre (se ne è da poco concluso uno sulla “Liberazione”). Insomma, mi tengo sempre attivo.

Video Intervista ad Alberto Cerqua, patron di Miss Europe Continental

Noi di ITALY IN THE WORLD  Webzine in prima linea alla Conferenza Stampa a Spoleto, di Miss Europe Continental 2016, la kermesse di moda, spettacolo e bellezza, un evento europeo ed internazionale giunto alla quarta edizione, abbiamo intervistato il patron ed imprenditore Alberto Cerqua che ci racconta tutte le novità di questa grande macchina organizzativa, che elegge le reginette di bellezza da ogni parte del mondo.

VIDEO INTERVISTA A CURA DI GIUSEPPE COSSENTINO

Intervista a FABIO MAZZARI, uno degli attori più amati dagli italiani

Fabio Mazzari Vivere

INTERVISTA A CURA DI GIUSEPPE COSSENTINO

Noi di ITALY IN THE WORLD, abbiamo avuto il piacere di raggiungere telefonicamente Fabio Mazzari, l’indimenticabile volto ed interprete per ben dieci anni di Alfio Gherardi, industriale tessile della Como bene, onesto e potente, nella prima soap opera tutta italiana Vivere. Vivere è stata completamente prodotta in Italia, un made in Italy per eccellenza e trasmessa da Canale 5 fino a dicembre 2007 e successivamente da Rete 4 dal lunedì al venerdì, conquistando un buono ascolto nella fascia del mezzogiorno di Canale 5. La soap ha trattato della vita dei componenti dei diversi nuclei familiari principali, raccontata sullo sfondo di una ricca città di provincia, Como. Nel corso degli anni si sono succedute numerose famiglie: i Bonelli, i Gherardi, i Falcon/De Carolis, i Canale/Leoni, i Moretti/Monteleone/Sarpi, i Blasi, i Draghi, i Ponti. Oggi Vivere è riproposta in replica saltuariamente sulle Reti Mediaset Extra. Fabio Mazzari, ha preso parte a tutte le dieci stagioni, diventando uno dei personaggi più celebri ed amati dagli italiani. Mazzari ha cominciato giovanissimo, a 22 anni, a calcare i palcoscenici d’Italia. Dopo l’esordio a Torino, è nella compagna del Teatro Stabile dell’Aquila e subito dopo in quella del Teatro Uomo di Milano. Nel corso degli anni ha interpretato diverse opere, da “Le Notti Bianche” ai “I Fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskij, da “La Signorina Giulia” di August Strindberg a “Il Giardino dei Ciliegi” di Anton Pavlovic Cechov.

 

Nel 1995 Fabio Mazzari insieme a sua moglie Sivia Corti (Granievaghi) da’ vita a Milano allo “Spazio Zazie” di cui è Direttore Artistico. Lo Spazio, sfondo versatile per pièce teatrali di postavanguardia rappresenta un punto di riferimento per la città in quanto rappresentativo di un notevole numero di abbonati e differenti tipologie di pubblico.

Nel 2000 ha portato in scena, sia come attore che regista, ”Il Gabbiano” e ”Zio Vania” di Checov, nel 2002 “Bartleby” di Herman Melville, nel 2003 “Le Notti Bianche” di Fedor Dostoevskij , nel 2004 “Dieci modi di dire Cechov” e nel 2005“Huis Clos” ( Porte Chiuse) di Jean Paul Sartre.

 

Mazzari è anche docente al “Centro Teatro Attivo” di Milano, dove insegna ad amare il teatro ai giovani esordienti o a già famosi personaggi televisivi, facendo così da padrino a nuove generazioni di attori.

Come doppiatore, ha prestato la voce, per il mercato degli home-video, ai divi più famosi del grande schermo, da Nicholson a Kinsky, da William Dafoe a Dennis Hopper, da Van Damme a Bogart in “Provaci ancora Sam”.

 

Inoltre vanta una collaborazione decennale con la “Radio della Svizzera Italiana”.

Nel 2003 oltre ad aver debuttato come conduttore televisivo su “Telelibera” al fianco di Patrizia Rossetti nel programma dal titolo “Te lo dico in tv”, ha ricevuto per il teatro il “Premio Marsica 2003” e il prestigioso “Premio Walter Chiari” nel 2004 per la sezione fiction.

 

 

Fabio Mazzari infine è sempre impegnato anche socialmente in progetti di beneficenza e volontariato; oltre ad avere aderito alla “Fabbrica del Sorriso”, la maratona benefica organizzata da Mediafriends, una Onlus fondata da Mediaset, Medusa e Mondadori, partecipa abitualmente alla manifestazione “Mercato della solidarietà” promossa dalla Fondazione Exodus di Don Antonio Mazzi.

 

  1. Fabio Mazzari, attore di teatro, televisione e uomo di spettacolo, ha dato vita al personaggio di Alfio Gherardi in “ VIVERE” che ricordi ha di quegli anni?

Bellissimi. La prima cosa che ricordo fu l’emozione data dall’audience. In quegli anni avevo creato a Milano un mio piccolo spazio teatrale, lo Zazie, dove operavo con la mia compagnia e dove il pubblico era al massimo di 60/70 spettatori. Ora l’idea di rivolgermi improvvisamente a centinaia di migliaia di persone, mi sconvolgeva. Dopo pochi mesi scoprimmo che la nostra platea era in realtà di milioni di persone, sei per l’esattezza. Una cifra che, per quanti sforzi facessi, non riuscivo proprio a visualizzare.

Poi la condivisione. Il nostro lavoro, si sa, è considerato praticamente sinonimo di individualismo. Lo si vive, ci si impegna, si lotta, aspirando a ruoli da protagonista, che in qualsiasi progetto non possono essere mai più di uno, due, forse tre.

Ebbene a VIVERE eravamo una ventina di protagonisti, tutti ugualmente importanti. E questo diede la sensazione ( almeno a me ) non già della competitività, ma dell’intesa, della collaborazione, sarei tentato di dire dell’amicizia, fra compagni di squadra. Come in un team di campioni felicemente assortito. E dopo pochi mesi, visto il successo, ci sentivamo davvero, lasciatemelo dire, una sorta di “ Dream Team “ televisivo.

Poi il lavoro in sé. Per me che venivo dal teatro costruire una scena aveva sempre significato ore di prove estenuanti, faticose, da un punto di vista sia fisico che mentale. Ora invece scoprivo che in mezz’ora potevo raggiungere la stessa efficacia, intensità e verità, anzi forse maggiore, grazie al linguaggio televisivo e alla bravura dei registi. Ogni scena diventava per me una sorpresa e quasi una vacanza.

Poi il mio personaggio, Alfio Gherardi. Un industriale tessile cinquantenne ( la mia età allora ) ricco e potente. Ma al tempo stesso ( a differenza di J.R, che in quegli anni trionfava..) buono, generoso, leale, legato alla famiglia, amato dai suoi operai e soprattutto dal pubblico. Che riconosceva in lui quelle doti di onestà, determinazione e correttezza che andavano via via scomparendo nella società italiana.

Mi dissero poi, molto tempo dopo che, almeno per i primi mesi di VIVERE, il personaggio di Alfio era stato il più amato dagli italiani. Come la celebre cucina..

Infine la popolarità, perché no? Il fatto che la gente mi fermasse per strada, chiamandomi Alfio ( ancora oggi..)..Che le ragazzine mi scrivessero lettere ( si usavano ancora le lettere..) dicendomi che io ero “ il padre che avrebbero voluto avere “..Che alcuni mi chiedessero soldi, pensando che io fossi ricco come Alfio..Beh, alla mia età, era una sensazione nuova e divertente..Ma anche bella e piacevole

 

 

 

  1. Quanto è importante la cultura italiana per lei e la salvaguardia del Made in Italy?

2) Per questioni anagrafiche, e non solo, appartengo a quella generazione per la quale la cosa più importante era studiare, analizzare, approfondire. Per noi il sapere non era una serie infinita di link orizzontali, che viaggiano di risposta in risposta. Ma una serie di domande che andavano sempre più giù, in verticale, alla ricerca della conoscenza. In mano avevamo sempre non uno smartphone o un i’Pad, ma un libro. Oggi può sembrare incredibile, ma è così. Per cui è ovvio che per me la cultura non è solo importante, è vitale.

A una condizione però. Che si tolga alla parola quel suono alto, sacro, museale e terrorizzante che anni e anni di tradizione scolastica “ idealistica “ le hanno attaccato addosso. La cultura non è per forza Shakespeare, Mozart, Michelangelo, o almeno non è solo quello. La cultura è saper cogliere il senso, il “ mood “, l’anima del nostro presente, della nostra vita, in tutti i suoi aspetti.

Per cui cultura significa Beatles, Lady Gaga, Indiana Jones, Harry Potter, i minions, il calcio, i fumetti, etc..E, perché no, anche una soap opera come VIVERE ( che infatti interpretava benissimo un momento del nostro tempo nell’Italia del Nord e aveva un successo enorme..). E certamente il Made in Italy è oggi l’espressione più completa della cultura italiana, dove convergono la nostra storia artistica, il nostro genio, il melodramma, il nostro gusto, la nostra creatività, dalla moda, al design, al cibo..Come è noto, è la più grande ricchezza del Paese e va difesa a tutti costi. E quindi, come in questi giorni avviene nei teatri d’opera italiani, dopo qualche rappresentazione verdiana, gridiamo anche noi “ Viva Verdi “.

In qualche modo questo è anche quello che mi sforzavo di trasmettere ai miei allievi, quando insegnavo recitazione. Lavorando su di noi, sul nostro linguaggio, sulle caratteristiche e le capacità espressive che abbiamo, si poteva arrivare a scoprire una cosa. Che anche Shakespeare, Mozart, Michelangelo hanno parole, accenti, suoni e colori a noi contemporanei.

Fabio Mazzari

 

 

  1. Un regista o un collega attore con il quale le piacerebbe lavorare in un futuro.

Non sono pochi, per la verità. I registi. Certamente Sorrentino,Tornatore ma anche Verdone ( che considero un po’ il Woody Allen italiano ), Salvatores ( con cui giocavo a calcio a Milano..), Virzì, e molti altri..Gli attori. Sarei onorato di lavorare con Servillo, di cui sono un gransisismo fan. Ma anche Bisio ( con cui, anzi contro cui, giocavo a calcio a Milano..lui era in squadra con Salvatores ), il grande Herlitzka, Rubini, Abatantuono, Bentivoglio..e molti altri.

 

  1. Tre aggettivi per definire l’Italia.

Tre parole che cominciano con la i   IMMATURA, IMPREVEDIBILE, INCANTEVOLE.

 

 

  1. Se l’Italia fosse un film…

Per me c’è già ed è LA DOLCE VITA. L’Italia, cattolica, cialtrona, sensuale, fantasiosa, poetica, provinciale, moralistica e pagana, era ( ed è ) tutta in quel film. ( Penso anche ad AMARCORD.. entrambi, guarda caso, del grande Federico..).

 

 

 

 

  1. Un suo pittore italiano preferito?

Anche qui è difficile dare un nome solo. Per l’arte classica direi Piero della Francesca ( e Paolo Uccello )..Per quanto riguarda l’arte moderna, sono stato affascinato dall’Arte Povera di Pistoletto, Zorio, etc..Ma in quel movimento non esiste pittura in senso stretto, e quindi dico Burri ( se si vuole considerarlo un pittore..). E poi Schifano, Mondino ( e, in seguito, il gruppo della Transavanguardia, Cucchi, Chia, Clemente, De Maria, Paladino ).

 

 

  1. A cosa sta lavorando adesso? Progetti imminenti?

In questi anni ho cominciato a scrivere soggetti cinematografici e televisivi, ho acquistato una quota di una casa di produzione e ora mi preparo a dar vita a un paio di progetti miei. Low-cost, sia chiaro ( anche perché, se aspetto che mi chiamino i registi e soprattutto i funzionari televisivi, che pure mi conoscevano, hai voglia..! ).

Quindi sarò protagonista, con una giovanissima collega, di un film a basso costo “ Luna “, i cui interpreti sono appunto una ragazzina, il nonno ( io ) e un manichino.

Fabio Mazzari2

 

  1. E’ rimasto in contatto con qualche collega di Vivere? Vi frequentate ancora?

 

Non molto. Con alcuni sono in rimasto in contatto via FaceBook e, di tanto in tanto ci scriviamo messaggi affettuosi. L’unico con cui mi sento al telefono è Giorgio Biavati ( il Bonelli della locanda..quasi a riprodurre l’amicizia fra lui e Alfio..). C’è il fatto che loro abitano tutti a Roma e io invece ( ora..) a Torino. ( e poi, l’ho detto, sono un lupo solitario..). Non parliamo invece dei dirigenti Mediaset, che il mio nome l’hanno cancellato da qualsiasi agenda..

 

8             Progetti futuri?

Proseguo la risposta precedente. Ho scritto il soggetto e mi accingo a scrivere la sceneggiatura di un film per l’ Apulia Film Commission, un “ noir “, dove sarò un commissario di polizia in pensione, con le caratteristiche descritte prima. Il titolo provvisorio è “ Un gioco da ragazzi “ ( incrociamo le dita..).

 

9             Un saluto ai lettori del webzine italy in the World

Cari amici di Italy in the world sono davvero felice di avervi conosciuto e di essermi fatto conoscere ( in qualche modo ). Spero di non avervi annoiato. Se avremo occasione, come mi auguro, di conoscerci da vicino, ci faremo due chiacchiere e magari due risate ( nella vita nono sono così logorroico..). Un grande augurio e un grande abbraccio a tutti.

Alessandro Serra, l’arte della comicità

Serra3
INTERVISTA A CURA DI GIUSEPPE COSSENTINO
“Noi di ITALY IN THE WORLD” abbiamo raggiunto telefonicamente Alessandro Serra,  cabarettista, attore e  favoloso comico tutto  italiano, nato a Roma il 17 Novembre 1970. Alessandro è un professionista atipico, nei suoi spettacoli di Cabaret ama raccontare la vita, esasperandola spesso nei suoi toni. Questa è l’arte della comicità quotidiana.  Incisive le sue partecipazioni a programmi suelle reti  nazionali e di successo come Zelig e Colorado Cafè. Insomma, un grande artista  italiano della risata.

 

Alessandro Serra, comico e cabarettista, che ricordi hai del tuo inizio prima di entrare nel mondo dello spettacolo, e che differenze ci sono oggi per il tuo lavoro?
Salve a tutti, ciao Giuseppe come stai?? Iniziamo subito a secco senza nemmeno scaldarci?? Ok!!!
Bhè i miei ricordi risalgono a 18/19 anni fa… ovvero l’inizio e l’immersione nel mondo dello spettacolo come si chiama in gergo, ma io lo definisco il mio mondo, perché la mia indole è spontanea, in pratica sono sempre me stesso, e lo sono da 19 anni sul palco. Comunque i miei inizi li ricordo e li ho davanti agli occhi sempre e non li dimentico, perché per migliorarsi bisogna ricordarsi da dove si è iniziato. Ai tempi c’erano cose positive e negative. Positive perché c’era una nascita costante di cabaret, di locali e teatri. Negativa perchè ovviamente c’era scetticismo e freddezza per chi cominciava. Ma poi, grazie al cielo mi sono fatto il mio spazio e ho conquistato il pubblico.
Ora invece è tutto inflazionato. Internet ha dato una mano all’inizio ad espandere la comicità ed il talento, però ormai è senza controllo. Basta aprirsi una pagina sui social, con un telefonino videoregistrare una battuta, et voilà… e poi una volta inserito il video ti dicono che con 5 euro ti fanno visualizzare da tutti (ma non è vero, passi da 12 visualizzazioni a 120.000, perché aumentano solo la cifra sotto…) bella cosa…
Anche i programmi comici in tv hanno stancato, basta guardare l’auditel…!
Sappiamo che hai un nuovo progetto “ SELFIE COATTO” di cosa si tratta? Ce ne vuoi parlare?
#SelfieCoatto.. o meglio ancora # Sel FICO Atto. E’ una canzone, ironic Dance… che ironizza sulla malattia dei selfie. Sta spopolando perché sia la canzone che il video sono divertentissimi…è un vero tormentone… Inoltre tutto il ricavato va a favore della solidarietà e la beneficienza… andate a vedere il video, spero vi regali sorrisi e ascoltando la musica, le gambe inizino a muoversi incontrollate!!
Far ridere, far divertire è la cosa più difficile, qual è il segreto di un buon comico nella riuscita di questa missione con il pubblico?
Si dice sempre questa cosa che ridere è difficile e quant ‘altro.. io penso che tutte le cose sono difficili quando non metti amore nel farle. Se pensi di far ridere perché poi diventi famoso e ti chiedono l’autografo etc. etc… qualcuno riesce per un po’, qualcuno ‘muore’ subito. Ma per quanto mi riguarda, io salgo su di un palco solo per amore, amore nel far divertire il pubblico. Restando sempre me stesso. Hai detto bene ‘Missione’.. la mia è proprio una missione… per molti altri è un modo di avere Fama e successo….

Serra2
Un tuo pensiero sulla cultura italiana, quanto è importante diffonderla?
L’italia è un paese meraviglioso. Nessun’ altro paese ha tante città belle tutte insieme. Roma, Firenze Venezia per citarne alcune… Neanche gli Stati Uniti che sono 50 volte la nostra nazione. Eppure riusciamo a deturpare tutto ciò… tra poeti, artisti e inventori. L’italia ha dato un contributo al mondo incredibile, facciamo dei nomi?? Leonardo da vinci… Marconi.. bastano?? Abbiamo una cultura che ci invidiano tutti. Nel cibo, mi sembra che siamo i più bravi no??
Più che diffonderla, cosa che ovviamente va fatta, ma non c’e né tantissimo bisogno; la nostra cultura piuttosto và difesa. Però poi entriamo in altro discorso… politica corruzione etc. etc.. che sono le brutture del nostro paese…
Un comico italiano al quale ti ispiri o con il quale vorresti un giorno duettare nel percorso della tua lunga e brillante carriera?
Bhè con uno purtroppo non può accadere, e mi riferisco al più grande di tutti, per me: Alberto Sordi. Che tra l’altro porto le stesse iniziali. (ho la stessa data di nascita di carlo verdone 17 novembre, ovviamente con 20 anni di differenza). Quindi un giorno con lui spero di duettare. Ma in realtà io non mi ispiro almeno cosciamente a nessuno. Mi piacciono tanti comici attuali, ma stimo maggiormente quelli del passato: Aldo fabbrizi, Nino Manfredi… adoravo e continuo a farlo Massimo Troisi. Totò ancora oggi lo trovo formidabile. E comunque Albertone è Albertone…

Serra
Che ricordi hai di Colorado Cafè?
Sono ancora freschi in quanto fino a poco fa, ero del cast. Solo nelle ultime due edizioni, non ho preso parte, e guarda caso gli ascolti sono bassissimi, forse porto bene??? Ma credo come ho già detto, che i programmi comici hanno un po’ stancato, anche perché sono tutti uguali, non vedi alcuna differenza. negli ultimi anni poi li ho fatti tutti: made in sud, zelig e colorado. E quindi parlo con cognizione di causa. Poi possiamo aggiungere anche alcune dinamiche, che rientrano nel discorso della cultura italiana, ma quella brutta. Cmq ho ricordi bellissimi e tanto divertimento, mi diverto sempre in tutto quello che faccio, e sembra che lo trasmetto agli altri…
Un tuo sogno nel cassetto?
Ne ho molti.. intanto speriamo non mi rubino il comodino dov’è situato il cassetto. Però più che sogno, la mia è un’ambizione… diventare un attore e comico stimato e amato da tantissime persone,e non per il successo e la gloria.. ma per poter far divertire tutte quelle persone. Nella vita siamo tutti di passaggio, basta conoscere quello che devi fare in questo cammino.
Progetti futuri
Ovviamente oltre a #selfieCoatto, mi raccomando scaricatevelo, porta allegria. ho in mente di buttarmi nel cinema, e fiction, immergermi nel mare della celluloide, come si dice…Quindi mi sto armando di maschera boccaio e pinne… 😀 😀
Un saluto ai lettori di ITALY IN THE WORLD webzine
Il mio più grosso sorriso a tutti i lettori di ITALY IN THE WORLD webzine, ma anche a quelli che non lo leggono, ora non so a quest’ultimi come farglieli arrivare i saluti, però io glieli mando uguale. E ricordo a tutti di amare e ridere. Perché quando nella vita fai queste due cose hai vinto.
Baci Alessandro
A presto

Eduard Alejandre direttamente da ” IL SEGRETO” : ” L’Italia e Raffaella Carrà sono nel mio cuore”

                                                       Intervista a cura di Giuseppe Cossentino

Eduard Alejandre Italy  Noi di Italy in The World siamo volati a Madrid ed abbiamo incontrato ed intervistato in esclusiva il bravissimo attore Eduard Alejandre, con la grande collaborazione di Massmedia, agenzia nazionale ed internazionale di comunicazione e ufficio stampa.
EDUARD ALEJANDRE, ( nella cover a sinistra) è un attore catalano, famosissimo in Italia per aver dato il volto a DOROTEO” nella seguitissima telenovela “ IL SEGRETO” su Canale 5. Il personaggio che interpreta Eduard, è un infermiere che si prende cura di Anibal Buendia ( Jorge Pobes). In realtà, ben presto Doroteo, si rivela un folle omicida, che arriva ad uccidere Rita, innamorata da Isidro, il fratello di Anibal, colpevole di non corrispondere il suo amore.
Noi di Italy in the World Webzine siamo volati in Spagna ed incontrato Eduard, un attore, simpaticissimo ed umilissimo che si dimostra lontano anni luce dal suo personaggio. Una persona solare, entusiasta e positiva. Ha iniziato a 19 anni come cantante di una band; dopo l’università ha deciso dedicarsi al suo amore, la recitazione, iscrivendosi alla Scuola di Arte drammatica di BARCELLONA. Eduard è un vero talento, che eccelle sia in ruoli brillanti che drammatici, dividendosi tra teatro e tv, ha lavorato anche con la storia ed icona della nostra tv italiana, Raffaelle Carrà, diversi anni fa, nello show Saturday Night Live. Un’esperienza che gli è rimasta nel cuore e spera presto di poterla riabbracciare. Il Doroteo de “ IL SEGRETO” ama l’Italia e la sua cucina, ed ha accettato contentissimo la mia intervista.

Eduard cosa pensi della cultura italiana?

Giuseppe e Eduard

Sulla sinistra Giuseppe Cossentino, responsabile editoriale di ITALY IN THE WORLD Webzine con l’attore Eduard Alejandre

Io sono innamorato dell’Italia e della cultura italiana. E’ un Paese molto bello e passionale ed ho avuto la fortuna di visitarla due volte, voi italiani siete speciali e la vostra lingua è un amore.

Un tuo regista o un attore o attrice, italiani che ti piacciono , o con i quali ti piacerebbe lavorare.
Mi piacciono i film di Fellini, e il mio sogno è lavorare con la vostra grandiosa Sophia Loren. La Loren è unica, ma mi piace anche Mastroianni.

Eduard sappiamo che hai lavorato anche con la nostra icona e storia della tv Raffaella Carrà?
Si, tanti anni fa, nello show Saturday Night Live. A Raffaella Carrà, mando un bacio grande. Lavorare con lei è stato un piacere e un’esperienza unica. La Carrà quando entrava sul set era pura energia. Lavorare con lei, è un sogno che si è realizzato.

Raffaella Carrà

Eduard Alejandre con Raffaella Carrà nel programma Saturday Night Live

Il tuo piatto italiano preferito?
Pasta alla matriciana. Ho provato a cucinarlo ma la pasta alla matriciana originale italiana ha un gusto speciale.
Un saluto ai lettori di ITALY IN THE WORLD
Sono felice che in Italia il “ SEGRETO” sia un successo. Io rispetto a Doroteo, sono una persona normale e positiva ( ride) e do a voi un bacio Italia e a tutti i lettori di Italy in the World webzine e di Giuseppe Cossentino.

                                                                                  

Guarda la Video Intervista ad Eduard Alejandre.