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Ritratto di attrice. L’intervista alla brava e carismatica Lidia Vitale

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La poliedrica e carismatica attrice Lidia Vitale aprirà la seconda stagione della fiction Non uccidere su rai 2  ma ha tanti progetti tra cinema e TV .

“The Start up, accendi il tuo futuro”, per la regia di Alessandro D’Alatri, è ormai sul grande schermo da un mese. Che impatto ha avuto sul grande pubblico?

Non sono riuscita a capirlo: da un lato molto amato, da un lato molto criticato per le vicende di Matteo Achilli, giovane e discusso fondatore di Egomnia. Io ho scelto di esser parte del cast per supportare i giovani e un cast molto giovane, e come me, anche Massimiliano Gallo.

Monica, madre equilibrata nel film di D’Alatri, Immacolata in “Tulips” di Mike Van Diem: quanto si somigliano secondo te i due personaggi e in cosa differiscono?
Tutti i personaggi si portano qualcosa di te: io penso che bisogni togliere quello che non serve e lasciare quello che serve. Costruire per immagini è fondamentale, come un artigiano. In Immacolata il processo è stato più lungo: ci son voluti quasi due anni per portare a termine le riprese, anche per le vicissitudini legate al cambio di regia.

Come è lavorare con un premio oscar del calibro di Van Diem?

La differenza si sente: c’è un’apertura consistente, specialmente nel mio caso, dove porto avanti il lavoro col metodo da tantissimi anni in Italia, mentre qui spesso mi danno della “matta”. Lì mi sono sentita accolta e spinta ad andare oltre. Mike ha avuto questa capacità e lo ringrazio moltissimo per questo.

Dalla commedia ai film per così dire storici, alle pellicole più “impegnative”: hai da poco ultimato le riprese di “Liberi sognatori”, il film prodotto dalla TaoDue che narra la storia del giornalista Mario Francese. Come sono andate le riprese?

Quella del pubblico ministero è una figura che mi accompagna da tanti anni. Quando fai questi personaggi la cosa più bella è lo studio documentario; ogni volta mi trovo a imparare qualcosa, tra poco prendo una laurea in giurisprudenza. (ride, ndr)

A breve tornerà sugli schermi Rai  “Non uccidere 2”. Qual è il tuo personaggio e quando lo vedremo in tv?

Devo dire gran bella esperienza, personaggio interessantissimo, preparato in tempi brevissimi. Il tema affrontato è quello della Violenza sulle donne e del femmininicidio, a cui mi dedico anche nel privato come volontaria, le donne sono un mio interesse costante.

Una qualità che certo ti contraddistingue come attrice è la versatilità: qual è secondo te la caratteristica che non deve mai mancare ad un professionista?

Secondo me la dedizione , l’ossessione e l’intelligenza. Io sono finalista come studio e seguo il metodo Strasberg da quando avevo 18 anni. Da domani ricomincio infatti il mo processo di ricerca: lo strumento va allenato, siamo come in una palestra.

Attrice e madre: sua figlia Blu ha scelto di seguire le sue orme. Che consigli le ha dato e che consigli si sente invece di dare ai giovani che scelgono di fare questo mestiere?

Le basi chiave sono state sempre “studia, sogna e rimani fedele a te stessa”. Ai giovani darei gli stessi consigli che ho dato a mia figlia: vivete la vita e non chiudetevi in una denominazione. Un attore è una persona che contiene tante persone.

Intervista doppia al regista Giuseppe Cossentino e l’attore Nunzio Bellino che parlano del corto ” ELASTIC HEART”

DI MARITA MIANOnunzio-e-giuseppe-insieme-foto-maurek

Una tematica sociale forte, con la quale affrontare più aspetti correlati a problematiche serie, relative a determinati individui. Dal bullismo, al tradimento di un amico, alla perdita di una persona cara ed, in questo caso, anche ad una legata allo stato di salute di un singolo: se ne tratterà nell’ultimo lavoro creato dall’eclettico professionista della comunicazione, Giuseppe Cossentino, noto oscar del web.

A fine gennaio, infatti, verrà presentato mediante proiezione mondiale il suo cortometraggio Elastic Heart, ispirato alla storia vera di Nunzio Bellino, al debutto assoluto come attore. Già, perché nel corto a recitare la reale vita del Bellino, sarà proprio lui in prima persona, affiancato sul set da Giada Dell’Aversana, nel ruolo della sua fidanzata e da Luca Marano, che intrepreta il migliore amico del protagonista principale. Nunzio, apparentemente è una persona qualunque, si relaziona con gli altri in maniera naturale, ma alla fine si scoprirà una sua particolarità, testimoniandone la diversità dai comuni esseri umani. Tutto ciò, nel passato, gli ha provocato parecchi disagi, i quali sommati alla perdita, quando era ancora piccolo, della madre lo hanno trasportato in un tunnel di tristezza.

La verità verrà svelata, ovviamente, con un colpo di scena nel finale del cortometraggio, di cui Cossentino ne ha firmato la regia e la sceneggiatura; inoltre quest’opera è un prologo di un lungometraggio.

Tra i propositi di Giuseppe e Nunzio, v’è la realizzazione di un film con cui far conoscere l’intera storia dell’artista, nato a Napoli ventisette anni fa. Elastic Heart parteciperà ad alcuni festival nazionali ed internazionali, quindi oltre ad essere proiettato in italiano, sarà tradotto anche in francese, inglese e spagnolo, mentre il pubblico ne seguirà la trama supportato da una voce narrante perché gli attori recitano in mimica.

Una soluzione scelta dal regista e sceneggiatore, allo scopo di «mettere a punto qualcosa di diverso. Poi a me piace la narrazione», rivela Cossentino, al quale abbiamo chiesto di raccontarci altro inerente alla collaborazione con Nunzio Bellino che, dopo Giuseppe, si è sopposto anche lui ad una nostra intervista.

Giuseppe, parlaci del primo incontro con Nunzio!

Ci siamo conosciuti nove mesi fa, durante un evento rivolto ai fan. Lui mi disse che già mi seguiva tramite le mie opere ed incuriosito dall’oscar del web si è presentato. Così, diventando amici, mi ha raccontato della sua problematica, proponendomi di farci un film, invece io gli ho fatto la controproposta del corto, per raggiungere, a piccoli passi, il traguardo del lungometraggio.

E’ stato semplice metterlo in pratica?

Ogni progetto lo affronto con entusiasmo e c’è da dire che adoro tanto parlare di argomenti sociali, anziché dei soliti soggetti. Quando me lo ha prospettato mi sono sentito subito stuzzicato dalla tematica, giacché illustra un argomento mai visto. Sinceramente ho incontrato un po’ di difficoltà perché dovevo esporre un tema di cui non avevo una completa conoscenza, mi sono affidato molto ai racconti di Nunzio. Elastic Heart dura oltre dieci minuti.

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Come hai lavorato con Nunzio, visto che era al debutto? Qual è stato il suo rapporto con la telecamera?

L’ho trovato davvero naturale. Io lavoro da una decina di anni, ormai, con svariate tipologie di attori: teatrali, televisivi, cinematografici e Nunzio è un talento naturale. Molto bravo anche nella mimica, nell’espressione. L’atteggiamento davanti alla telecamera è stato di nonchalance; lo stesso vale per l’intero cast. Pure gli altri due performer sono stati bravi, si è creato un bel gruppo di lavoro che s’è divertito, c’è stata alchimia tra noi e credo questa sia la chiave di un prodotto vincente.

Nunzio, che pensi del tuo debutto?

Mi sono trovato bene e stare di fronte alla telecamera mi è venuto del tutto naturale, perché comunque dovevo interpretare la mia vita. Ad un certo punto, ho pianto: i ricordi di mia madre, la mia infanzia con lei e quanto ho passato a causa della problematica. Stavamo girando a Mergellina, una delle tante zone di Napoli dove abbiamo inscenato il corto e guardando il cielo, pensando alle mie esperienze di vita, mi sono commosso.

Portare a compimento questa progettazione con Giuseppe, che era già un tuo amico, ha fatto sì che tu potessi esprimerti più liberamente o con soggezione?

Sono stato libero; d’altronde gli avevo anticipato qualcosa per cui non ho avuto ostacoli ad aprire il mio cuore.

A prodotto ultimato, quale effetto ti provoca guardare il tuo vissuto dall’esterno? Ed attraverso uno schermo?

Eh! Sai quella cosa che non ti aspetti? La osservi e realizzi che sei riuscito in ciò che non sembrava possibile. Sono contento, orgoglioso anche perché non riguarda solo me ma allo stesso tempo altre persone come me, alle quali dico di non nascondersi, devono reagire. Vivere la vita, è una sola e dobbiamo godercela. Dobbiamo prendere tutto con un sorriso, bisogna combattere. Quando mi guardo nello schermo provo una grande emozione, anzi i primi momenti mi veniva da ridere, avevo una gioia dentro rendendomi conto di avercela fatta.Elastic Heart Copione.jpg

Un autentico riscatto per te. Cosa hai subito?

Ho avuto tanti problemi e gravi. Inoltre mi prendevano in giro, c’è stato un periodo in cui pensavo di essere fuori dal mondo, quasi fossi un alieno. Un medico, in verità, così mi definì, un alieno e su di me volevano fare addirittura degli esperimenti.

Quando hai avuto la forza di ribellarti allo sconforto?

Questa cosa, che capirete cos’è guardando Elastic Heart, mi ha messo dinanzi a svariati step, in primis dolori fortissimi. Ora ho deciso di continuare sempre con il sorriso, certo dentro si soffre ma io sorrido; nonostante tutto.

Adesso quali sono le tue ambizioni?

Fare l’attore ed attivare un centro che possa aiutare le persone come me.

 

Credit foto Maurek Poggiante

Trailer ufficiale del cortometraggio ” ELASTIC HEART”

 

Intervista ad Andrea Settembre: da Io Canto a Youtuber di successo con il singolo” SELFIE”

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Ciao Andrea, come e quando nasce la tua passione per il canto?
– Diciamo che sin da piccolo mi appassionava la musica in generale, non soltanto il canto. A 6 anni mi sono iscritto presso una scuola di ballo, che ho frequentato sino agli 8 anni. Mossi i primi passi nel canto col coro della scuola, seguendo mio fratello: fu in quell’occasione che scoprii che mi piaceva cantare e decisi di farmi seguire da quello che poi è tuttora il mio maestro, Massimiliano Sasso, al quale devo molto e che ringrazio sentitamente.

– Da “Io Canto” a Youtuber: come è avvenuto questo passaggio?
Con “Io canto” siamo nel 2013-2014, mentre sono diventato uno Youtuber a partire dallo scorso anno. Attualmente rappresenta quasi una moda, ma io la vivo come “passione” vera e propria: mi diletto non soltanto a far scherzi ai miei amici e video divertenti, ma anche e soprattutto cover e video di diverse tematiche.

– A quale artista ti ispiri maggiormente?
Non ho un riferimento particolare, cerco sempre di esser me stesso. In ambito internazionale apprezzo tantissimo Justin Bieber e Ariana Grande, mentre qui in Italia mi piacciono Emma, Annalisa e l’intramontabile Nek.

– Riesci a far combaciare i tuoi impegni musicali con le amicizie e gli affetti?
Nonostante abbia tanti impegni, riesco a trovare sempre del tempo per loro, soprattutto per i miei compagni di classe: stiamo spesso insieme.

– A circa sette giorni dall’uscita di “Selfie”, come sta andando il brano?
– Sono entusiasta: il video è uscito soltanto da pochi giorni e fa decine di migliaia di visualizzazioni; la cosa che mi fa piacere, oltre che ben sperare, è il fatto che queste stanno continuando a salire di ora in ora.

– Nel videoclip di “Selfie”, compare anche la bella Emanuela Tittocchia: come è stato lavorare con lei?
Stupendo. Emanuela è una persona umile, disponibile, professionale e buona. Nonostante la differenza d’età, mi sono trovato benissimo con lei, si poteva parlare di tutto.

– Cosa chiederesti al nuovo anno, a questo 2017?
Prima di tutto vorrei che la mia famiglia stia bene, sono la cosa più cara e i primi a sostenermi. In secondo luogo mi piacerebbe andar ancora meglio a scuola e realizzare il sogno di ogni cantante: Partecipare a Sanremo!

Roberto Cinti, l’amministratore delegato di Miss Europe Continental 2016

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Ci siamo quasi per la quarta edizione di Miss Europe Continental, il concorso di bellezza e spettacolo di Alberto Cerqua e andiamo a conoscere l’amministratore delegato del concorso internazionale più amato di Europa,  Roberto Cinti, di cui si terrà la finalissima il 19 novembre a Spoleto.

Ormai siamo giunti quasi alla quarta edizione del concorso e sei sempre stato presente; ancora oggi quando si parla di Miss Europe Continental ti brillano gli occhi, cosa ti spinge ad essere così legato a questa grande macchina organizzativa?
È vero ormai sono quasi 4 anni che sono nel concorso
senza ombra di dubbio la mia permanenza a Miss Europe Continental è dovuta fondamentalmente alla stima che nutro nei confronti del patron Alberto Cerqua
Infatti 4 anni fa è bastata una semplice stretta di mano con Alberto per creare un rapporto lavorativo e anche di amicizia che durerà nel tempo senza possibilità di rotture
Miss Europe Continental è un concorso in continua crescita quello che normalmente si realizza nel corso degli anni Alberto Cerqua lo realizza nel corso dei mesi ma anche dei giorni;
Ormai siamo diventati una forza importante e devo dire che ciò che sta creando Miss Europe Continental non è riscontrabile in altre realtà
Le finali si avvicinano quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per quest’anno?
La nostra parola d’ordine è migliorare sempre
Quest’anno il nostro obiettivo primario è stato il voler collocarsi in maniera stabile in tutte le nazioni europee oltre che nelle regioni italiane.
Quest’anno oltre le nazioni europee che avevano partecipato anche lo scorso anno e che si sono riconfermate sono entrate nuove nazioni ed addirittura nazioni che non fanno parte dell’Unione Europea ma che comunque hanno voluto essere presenti con le loro rappresentanti
Altro obiettivo non meno importante è stato quello di inserire nuovi importanti sponsor che ci supportano durante tutto il percorso annuale
Abbiamo visto che quest’anno avete avuto la partecipazione di tanti paesi anche oltre l’Europa qual è il segreto per riuscire in così poco tempo ad essere presenti in così tanti paesi
Come dicevo le nazioni che hanno aderito al nostro concorso sono cresciute in maniera esponenziale abbiamo avuto richieste persino dalla Tailandia dalla Malaysia dalla Cina e dal Brasile
Alberto Cerqua quest’anno ha creato una squadra solida che dirige personalmente tutti i giorni della settimana lavorando ininterrottamente dal lunedì al sabato e con nuove strategie di mercato siamo arrivati a toccare veramente tutta l’Europa e questo oltre al lavoro che svolgiamo in maniera diligente e professionale è dovuto soprattutto al fatto che ormai Miss Europe Continental è diventata una realtà a livello europeo e anche oltre e questo ovviamente ci riempie di orgoglio

Elisabetta Federici, segretario generale di Miss Europe Continental 2016

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Intervista al segretario generale di Miss Europe Continental 2016, la Kermesse di Moda, Spettacolo e Bellezza di Alberto Cerqua  di cui si terrà la finalissima della quarta edizione il  19 Novembre 2016 a Spoleto.

Per te è il primo anno che sei tra lo staff direttivo di questo concorso, che obiettivi ti sei prefissata?
Il mio primo anno è stato molto entusiasmante. Ringrazio il patron Alberto Cerqua per la fiducia accordatami.  Sono entrata nell’anima del concorso e devo dire che è veramente un grande impegno che tutti noi ci apprestiamo ad affrontare dando il meglio di noi stessi per creare un format giovane ed innovativo. I nostri obiettivi puntano proprio a questo. Miss Europe Continental è riconosciuto il miglior concorso europeo, gli Stati del continente Europeo credono in noi e noi siamo pronti a salvaguardare l’eccellenza di questo bel concorso.
2) Come stanno procedendo le selezioni del concorso?
Le selezioni sono partite ovunque in Europa. Bellissime ragazze agguerrite nel contendersi la corona di Miss Europe Continental 2016. Mancano due mesi alla finale Europea e solamente  le migliori  porteranno a Spoleto la bellezza, la cultura e le tradizioni dei rispettivi Paesi.
3) Si parla tanto della finale europea di Spoleto, quale sarà la carta vincente per sorprendere il pubblico che vi segue?
Ovviamente non posso svelare ancora le sorprese che attendono il nostro pubblico, ma vedere un format così in crescita rimane già motivo di stupore. Quest’anno stiamo dando la possibilità oltre alle ragazze europee residenti nel continente europeo, anche a tutte coloro che avendo la stessa etnia, si trovano in altri continenti. Stiamo definendo accordi con più Stati e grande soddisfazione è stata riuscire, ad esempio,  nel fare selezioni perfino negli Emirati Arabi, sempre rispettando le culture e le tradizioni del posto

Intervista ad Alessandro Grifa, direttore esecutivo di Miss Europe Continental

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INTERVISTA ALESSANDRO GRIFA DIRETTORE ESECUTIVO di Miss Europe Continental 2016, la kermesse di moda, bellezza e spettacolo di Alberto Cerqua, giunta alla quarta edizione che si prepara alla finalissima a Spoleto, il 19 novembre.

  1. Alessandro quest’ anno sei stato nominato direttore esecutivo del concorso, come procede l’ incarico che ti è stato affidato?

Intanto inizio ringraziando il patron del concorso Alberto Cerqua e tutto lo staff che ha avuto fiducia in me, dandomi questa grossa responsabilità.

L’ incarico che mi è stato affidato procede stupendamente, dato che quest’ anno abbiamo avuto ottimi risultati rispetto ai precedenti anni, i nostri agenti con professionalità e caparbietà hanno creato e creano eventi di altissimo livello, gli eventi sono molto apprezzati anche dal nostro pubblico, ciò significa che questo concorso è in forte crescita, questo è dovuto soprattutto anche alla splendida collaborazione che è nata tra noi dello staff, abbiamo creato una famiglia fondata su sani valori, fiducia e rispetto, pronta per ogni progetto, cambiamento o perfezionamento a consultarci.

  1. Nell’ anno 2016 “Miss Europe Continental” si è aperto a moltissime etnie, quest’ anno abbiamo saputo che ci sarà una sessione “Special” del concorso, in che cosa consiste?

Si, quest’ anno oltre ad avere già agenti esclusivisti di altre nazioni dell’ Continente Europeo che operano da anni con concorsi di bellezza e nel mondo della moda abbiamo inserito una sessione “Special”, di questa novità fanno parte gli Emirati Arabi , cosa per noi inaspettata dato che il concorso è un concorso a livello europeo, ma avendo in stand-by progetti per il futuro, ci siamo sentiti onorati e pronti per il loro ingresso nel nostro concorso… Carpediem!

  1. Ci puoi anticipare qualcosa sulla Finale Europea?

Diciamo che posso anticipare poco, dato che quest’ anno la Finale Europea sarà totalmente diversa dai precedenti anni e soprattutto sarà ricca di colpi di scena. Qualche chicca però posso permettermi di svelarla, in modo tale da stimolare la curiosità degli spettatori…

Partiamo dicendo che saranno presenti artisti televisivi di fama nazionale e internazionale, a capo del timone, presenteranno la serata la bellissima Veronica Maya, affiancata da Marco Senesi, inoltre arriveranno in Finale Europea meno ragazze rispetto ai precedenti anni, in modo tale da creare uno vero e proprio show, le ragazze presenti alla finale saranno 30 da tutta Europa.

La cosa a cui tengo a precisare data l’ importanza che occupa, è la location, che ospiterà la nostra Finale Europea, uno dei posti più famosi in Europa , e questo infatti è un grandissimo onore per noi, e ci fa capire che sono in tanti a credere in noi,e noi cercheremo di non deludere nessuno…

Colgo l’ occasione per ringraziare coloro che ci supportano i nostri sponsor ufficiali sia le niu entri sia quelli che ci suppotno da 4 anni:

GUIDA MONACI (azienda che dal 1870 offre al mercato soluzioni dinamiche per la comunicazione Business to Business e rappresenta la mappatura d’informazione più completa sul “Chi fa Cosa” in Italia. Di Caffè Centro America (è un’azienda con lunga esperienza nel settore della produzione e commercializzazione di caffè in tutti ii tipi e le forme. La torrefazione fornisce ai clienti in Italia ed all’estero prodotti di altissima qualità), LEGEA (azienda di abbigliamento, accessori e materiale tecnico per lo sport, fondata nel 1990 distribuisce i propri prodotti nei Legea point, diffusi in Europa e negli Stati Uniti. Fornisce l’abbigliamento sportivo delle Miss di Miss europe Continental), ITHAlab( I fornitori dei migliori prodotti per la cura dei capelli on-line100% PRODOTTI NATURALI grazie alla combinazione ideale di ingredienti naturali e ERBE), gli hair stylist Antonello Elisei e Sandro del Frate, (di Spoleto, Umbria che, con il loro seguito di 40 parrucchieri, cureranno le acconciature delle Miss durante la finale europea), il visagista Alessandro Cerciello (make-up artist di eccellenza che curerà l’immagine ed il trucco delle Miss alla finale), Maria Milici (l’ artista dei gioielli scultura) Massimo Fiordi Ponti (lo stilista ufficiale di miss Europe Continental) e in fine Bianca Di (che sarà il creatore di tutte le scarpe cvhe indossano le nostre miss durante la finale Europea).

President – Il marchio di moda made in italy conquista la Sardegna

President  Marchio

Di Annamaria Minichino

Grandi novità per il marchio di moda napoletano ” PRESIDENT” di Salvatore Martino, che è pronto a conquistare anche la Sardegna, meta vip  per eccellenza.

Come procedono le giornate a Poltu Quatu? Come sono strutturate?

Per quanto riguarda il mese di agosto, stiamo preparando varie serate per i lidi e le piazzette più belle e caratteristiche di Poltu Quatu, oltre ad alcuni “aperi-lidi” sulla spiaggia dello Shardana beach club, spiaggia frequentata dai vip di tutta Italia, sponsorizzata interamente da President. Sono poi previste serate per i vari locali della Costa Smeralda e party nei country club più “In”, con tavolo vip che poi vi svelerò.
Qual è il programma per il mese di luglio? Quali celebrità sono attese?
per luglio, oltre alla serata programmata per questo week.-end, ci saranno altre serate nella piazza di Poltu Quatu,con tantissimi aperitivi vip. Da non perdere
President: un nome, una garanzia. Quanto i turisti stanno apprezzando il prodotto Made in Italy? E gli stranieri cosa ne pensano?
Il marchio President è visto da buon’occhio soprattutto dagli stranieri,in particolar modo dagli americani, Los Angeles, Miami. Proprio stamattina è stato chiuso un accordo a Roma con l’ Event Club (una serie di palestre frequentate da vip e politici)  r con l’ambasciata americana. Il nostro è un  prodotto esclusivo made in italy, anzi MADE IN SUD.

L’allegro mondo di Carmela Vegliante autrice di “Dentiere divertenti… o quasi!”

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DI FRANCESCO SORGE

L’allegro mondo di Carmela Vegliante autrice di “Dentiere divertenti… o quasi!”

Carmela Vegliante con il suo ultimo libro “Dentiere divertenti ….o quasi!” ci svela il mondo della terza età facendocelo apparire non triste e austero ma ancora ricco di opportunità esistenziali. Le protagoniste sono un gruppo di amiche che convivono tutte in un ospizio condividendo e raccontandosi del loro passato, dei loro amori e dei loro acciacchi. Il linguaggio è sobrio, diretto e divertente e si viene subito catturati dalle atmosfere che Carmela magicamente riesce a creare. Il lettore viene condotto con mano in situazioni esilaranti ma dal retrogusto un po’ acido e sarcastico, lasciandolo stordito per il comportamento spiazzante delle protagoniste tutte un pò avanti negli anni. Il racconto della Vegliante si classifica nel 2005 al 3° posto al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Città di Bitetto” ed ora è pubblicato da Cavinato Editore İnternational in formato ebook e distribuito in vari store sparsi nella rete. Il libro si avvale, per la parte grafica, della valida collaborazione di Veve Dada alias Veronica Addati le cui belle illustrazioni ad acquerello e pastello forniscono ulteriori elementi per la definizione dei caratteri dei personaggi. Un altro valore aggiunto lo si può evincere dalla magnifica presentazione fatta da Dalila Bellacicco redattrice di “Gioianet” e “La voce del Paese” testate giornalistiche di Gioia del Colle.

Come è nata la passione per la scrittura?

E’ nata con me, ricordo che alle scuole elementari io e mia sorella gemella ci inventavamo tante storie, la nostra immaginazione era fervida, con lei ho condiviso questa mia innata capacità di mettere per iscritto tutto ciò che i miei pensieri mi suggerivano.

Perché scrivere un racconto sulla terza età?

Come lavoro assisto gli anziani per cui questo è un po’ il mio mondo , dove il più delle volte si creano situazioni molto tristi, ed è qui che io mi inserisco scrivendo e creando avvenimenti non proprio consoni all’ età delle mie protagoniste ma veicolando un messaggio ottimistico sulla terza età in cui lo spirito deve essere sempre giovane e accettare questo nuovo periodo della propria vita come condizione esistenziale da cui non ci si può sottrarre e viverlo bene.

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Cosa vuol raccontare Carmela di sé agli altri?

Voglio raccontare cose allegre e spensierate, chi legge deve avere una boccata di allegria, di relax, tutti abbiamo delle ferite e delle sofferenze dentro di noi ed una lettura leggera ci aiuta a passare dei momenti di svago.

Progetti futuri in campo letterario?

Ne ho un paio, uno è quasi terminato, è un racconto scritto non proprio nel mio stile e non sono sicura se lo porterò a termine perché è un po’ troppo intimista e dovrò mettere a nudo me stessa. E’ ricco di fantasia, è molto romanzato ma, pensando ad una rilettura a distanza di tempo ci sarebbero troppe cose tristi da ricordare. Altro libro nel cassetto “Il Paese di LO”, non dico altro.

Sogni nel cassetto artistici e non?

Il sogno più grande che ho è quello di scrivere una sceneggiatura teatrale o cinematografica con situazioni di vita quotidiana, di una mamma, di una figlia, di persone che ci vivono accanto con tutte le problematiche esistenziali, soffermandomi molto sui valori importanti della vita quali l’amore, il rispetto reciproco, valori religiosi, la famiglia, i figli, e soprattutto solidarietà. Il sogno invece che non riguarda la sfera ludico artistica è quello di vedere i miei figli sereni e felici, ma questo è il sogno di tutte le mamme.

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Da cosa trai ispirazione per scrivere?

Mi hanno sempre affascinato le espressioni, le movenze e il modo di gesticolare della gente, da qui prendo spunto per inoltrarmi nel cuore dei personaggi che sono sempre persone che io conosco, amici, parenti, vicini di casa o concittadini della mia città Gioia del Colle, a cui do quasi sempre un soprannome. A volte l’ispirazione mi viene guardando l’angolo di una casa o dal profumo di cibo che proviene da una cucina insomma la realtà che mi circonda è la mia Musa eccelsa.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Voglio ringraziare prima di tutto il mio editore, Cristian Cavinato, persona educatissima e rispettosa, che mi ha dato questa grande opportunità, pubblicare il mio racconto in formato ebook e farmi conoscere il mondo virtuale.
Un altro ringraziamento va a Veronica Addati per le bellissime illustrazioni create con amore impegno e bravura.
Un grazie particolare a Dalila Bellacicco, mamma e donna stupenda che mi ha fatto dono della recensione al mio libro, ho l’onore di esserle amica.
Un grazie ancora a Marco Addati per l’aiuto ed il continuo incoraggiamento ad andare avanti in questa meravigliosa avventura editoriale.
Un grazie a Michele Lucatuorto presidente del Concorso Internazionale Poesia e Narrativa “Città di Bitetto”, persona gentile che nel 2005 mi ha gratificata assegnandomi il premio.
Dedico infine questo libro a mia sorella Anna con la convinzione che se fosse stata ancora in vita avremmo scritto questo racconto a quattro mani.
Sono una persona che nonostante un passato di sofferenza trova sempre la forza di proseguire, avvalendomi di quella capacità innata di farmi coraggio da sola. Il carburante lo trovo dentro di me ed è l’allegria, ereditate dalle mie origini partenopee e salentine, che attraverso un libro voglio anche infondere negli altri.

Per poter leggere una breve anteprima dell’ebook basta cliccare sui seguenti link: https://books.google.it/books?id=G7UlCwAAQBAJ&pg=PP1&lpg=PP1&dq=carmela+vegliante+dentiere&source=bl&ots=V25gVtHPsj&sig=-Dgp-af_PsFV6-h_QECQs6lLK-4&hl=it&sa=X&sqi=2&ved=0ahUKEwi6we2bvNjJAhUG1xoKHeAlCfgQ6AEILDAC#v=onepage&q=carmela%20vegliante%20dentiere&f=false

Mariano Ciarletta per ITALY IN THE WORLD, poeta e scrittore dall’animo sensibile

Mariano Ciarletta

Intervista a cura di Giuseppe Cossentino

Per Italy in the World intervistiamo,  Mariano Ciarletta, scrittore campano che approda nel mondo della scrittura con il suo romanzo Rami nel Buio, l’esorcismo di Amanzio Evenshire,seguito dalla sua prima raccolta di poesie, La foresta delle rose Scarlatte. La poesia per l’autore è un modo attraverso cui dar vita al suo mondo, la sua passione per i classici, l’angiologia e una personale interpretazione della natura spesso vista come succube dell’ uomo, predatore insaziabile. Diversi testi proposti nella raccolta sono esplicitamente personali, scelti dal giovane scrittore proprio per esternare ricordi ancestrali e sofferenze che lo hanno temprato negli anni. Lo intervistiamo curiosi soprattutto  per il suo ultimo libro ” FRAMMENTI DELL’ANIMA” .

 Mariano cosa pensi della cultura italiana?

Buongiorno Giuseppe, grazie per avermi invitato sul tuo meraviglioso magazine per quest’ intervista. Cosa penso della cultura  italiana? La cultura italiana è in una fase molto critica a mio parere. Le persone leggono poco e, quasi sempre, si focalizzano su un solo genere quando si dovrebbe leggere di tutto. Mi spiego meglio: è fondamentale per ognuno di noi acquisire delle nozioni sui diversi generi letterari e questo lo si può fare solo leggendo ma avendo soprattutto la consapevolezza di quello che si legge. E’ importante, infatti, comprendere lo stile di un saggio storico, di una poesia, di un romanzo, di un’ analisi testuale e saperne discernere le differenze ma, questo, è possibile solo con una lettura analitica e molto variegata. Oggi, purtroppo sul mercato ci vengono propinate sempre le solite cose: romanzi erotici e rosa per lo più che, con tutto rispetto, offrono una visione limitata al loro campo. Dunque, secondo il mio modesto parere per avere una “cultura” gli Italiani dovrebbero leggere non di più ma in modo più variegato variando magari dal saggio, alla poesia, al romanzo.

  E’ difficile il mestiere dello scrittore in Italia?

Sai, ancora oggi mi riesce difficile definirmi uno scrittore. Ho coronato questo mio sogno così velocemente che faccio ancora fatica ad abituarmici. Ma sono molto felice e posso dirti che il pubblico Italiano è molto ma molto caloroso. Parlo soprattutto delle persone che mi seguono. Ogni giorno mi fanno sentire il loro supporto e quindi anche se è sicuramente  è difficile emergere in un ambiente dove si bada più alla rockstar o all’ attore, perché sono filoni che tirano maggiormente il pubblico dalla loro parte, sono comunque molto soddisfatto. Dunque, il mestiere dello scrittore in Italia non è poi così difficile basta provarci e non smettere mai di credere nei propri sogni.

 Ci parli del tuo libro I FRAMMENTI DELL’ANIMA?Mariano Ciarletta2

Frammenti dell’ anima è nato per un’ esigenza molto concreta. Volevo che il pubblico che mi segue, soprattutto sui social Network, avesse la possibilità di comprendere il mio mondo più facilmente. Volevo donarmi e far capire le mie fragilità, le mia paure ma anche le mie gioie. Per questo ho scelto di scrivere questa raccolta di cinquanta aforismi e, visto che gli aforismi sono anche molto seguiti, sia dal genere femminile che maschile, ho detto “ perché no, proviamo!”. Il risultato è stato che per ogni mio aforisma contavo più di duecento mi piace al giorno e ho capito che alle persone piaceva molto parlare, ritrovarsi in quei frammenti, condividerli e farli propri e, ancora oggi, mi regalano tanta gioia quando mi lasciano un loro parere o una loro riflessione che può essere in assonanza o in dissonanza con la mia. Dunque, frammenti dell’ anima è una raccolta di pensieri personali e non che offre spunti di riflessione e poi, cosa ancora più grande, ho ricevuto come regalo a questo lavoro  la bellissima prefazione della professoressa Maria Senatore, docente alla facoltà di beni culturali dell’ università degli studi di Salerno che ringrazio di vero cuore.

Un tuo scrittore preferito al quale ti ispiri?

Adoro moltissimo sia King che la Christie. Mentre per i classici preferisco Metastasio, Pascoli, Montale e Leopardi. Come poeti contemporanei rimango incantato da Alda Merini.

Ti piace scrivere a penna o pc?

sia penna che pc. Dipende. La penna la uso quando sono nervoso e mi aspetto già che la mia opera dovrà subire numerose correzioni. Il pc, invece, quando sono più tranquillo e devo scrivere un semplice pensiero.

Cosa deve avere un buon libro per attirare l’attenzione di un vasto pubblico?

Questa è una bella domanda. Dunque, un buon libro non si distingue dal tema. Spesso molti libri vendono tanto perché un determinato tema è molto richiesto in un periodo specifico del mercato dal pubblico. Ricordiamoci che l’ editoria è sempre stata, fin dall’ epoca di Guttemberg un meccanismo prettamente commerciale. Io stesso ho sfruttato questo fattore con il primo romanzo “Rami nel buio, l’ esorcismo di Amanzio Evenshire” di genere horror e sapevo che nel periodo in cui l’ avrei pubblicato sarebbe andato bene perché era proprio l’ anno in cui al cinema uscirono numerose pellicole sui film riguardanti le possessioni demoniache. Ci sono però tanti libri validi, soprattutto di poesia, il cui genere, purtroppo, non è commerciale e, di conseguenza, non vengono venduti. Un buon libro, dunque, si distingue dal contenuto e dalla forma ma sicuramente non dal tema e dalle  “etichette” – <<ci capiamo, no?>>. Le scelte del pubblico dunque sono molto varie e oggi, con sincerità, non saprei dirti con sicurezza se il pubblico sceglie un libro per la trama o per il tema a prescindere. Mi capita di vedere in libreria persone che leggono appena il titolo e comprano un libro, senza nemmeno leggere la trama o sfogliare le prime pagine.

Un tuo genere di romanzo che preferisci?

Sono nato con i miei due romanzi horror. Quindi direi HORROR

 Come ti vedi proiettato in prossimo futuro?

Spero felice, positivo, realizzato ma con i piedi ben piantati a terra e con l’ umiltà che ha sempre contraddistinto il mio lavoro.

Mariano Ciarletta3Un tuo nuovo progetto imminente?

E’ appena uscita la mia raccolta di aforismi e ci sono futuri premi letterari in cantiere. Proprio ora sto partecipando al premio letterario Parnaso e colgo l’ occasione per ringraziare tutti coloro che mi stanno votando a questa competizione. Ogni voto che arriva è per me motivo di grande soddisfazione

. Tre aggettivi per definire l’Italia?

Pittoresca, calorosa, bella.

Ti senti più poeta o scrittore?

Facciamo cinquanta  e cinquanta? Diciamo un po’ più scrittore.

Un sogno nel cassetto?

Sì, mangiare senza ingrassare. Sarebbe meraviglioso, non trovi?

Un saluto ai nostri lettori

Un abbraccio a tutti! E grazie a Italy in the world per la bellissima intervista!!!

Maximilian Nisi, per Italy in the World, attore italiano di grande spessore

Maximilian Nisi

Intervista a cura di Giuseppe Cossentino

Italy in the World ha avuto il piacere di incontrare Maximilian Nisi,  un grandissimo attore italiano che si è confrontato con i più grandi attori e registi italiani e il suo curriculum è davvero vasto. In tv è ricordato soprattutto per i suoi ruoli in tv in fiction celeberrime come “Incantesimo” e il “Bello delle Donne”. Chi è Maximilian Nisi?

Maximilian Nisi si diploma nel 1993 alla Scuola del Teatro d’Europa diretta da Giorgio Strehler.

Nel 1995 segue il Corso di Perfezionamento per Attori, presso il Teatro di Roma, diretto da Luca Ronconi in collaborazione con Peter Stein, Franco Quadri e Federico Tiezzi.

Studia inoltre con Marcel Marceau, Carolyn Carlson e Micha Van Hoecke.

In campo teatrale è diretto, tra gli altri, da Strehler, Ronconi, Savary, Sequi, Scaparro, Terzopoulos, Calenda, Zanussi, Bernardi, Mauri, Lavia, Menegatti, Tchkeidze, Marini, Pagliaro, Lamanna, Znaniecki, Marinuzzi, Ricordi, Sepe.

Nel giugno 1995 gli viene assegnato il “Lauro Olimpico” dall’Accademia Olimpica di Vicenza e nel novembre 1999 il premio “Lorenzo il Magnifico” dall’Accademia Internazionale Medicea di Firenze.

In campo cine-televisivo è stato diretto, tra gli altri, da Magni, Negrin, Brandauer, Bibliowicz, Maselli, Spano, De Sisti, Argento, Greco, De Luigi, Zaccaro, Chiesa, Ponzi, Molteni, Migliardi, Sciacca, Riva, Pingitore.

Ora è impegnato nel portare in scena la grande commedia Mr. Green di cui ci parla nell’intervista.

1. Maximilian quanto è importante per te la cultura italiana?

È molto importante. La cultura è vita. La cultura è la storia che le cose portano con sé. Fare cultura è cercare di comprendere il significato di tutto, il punto di partenza e il senso ultimo, il nesso che lega una cosa all’altra e tutte le cose tra loro. Sono sempre stato molto curioso, incline all’ arte, alla musica, alla letteratura, alla poesia e ringrazio la mia famiglia per avermi avvicinato a tutto questo. Un altro ringraziamento chiaramente non può che andare anche al paese dove sono nato, l’ Italia, che penso abbia il primato mondiale della cultura nel mondo.

2. Credi nell’esportazione del made in italy nel mondo?

Sì, ci credo. I prodotti italiani sono, a parer mio e non solo, i migliori nel mondo. Per questo esportiamo moltissimo e spesso veniamo plagiati o addirittura copiati. L’Italia oltre ad essere cultura è estetica ed emozioni. I nostri prodotti tramandano la storia millenaria del nostro paese, le sue tradizioni, la bellezza e il fascino delle sue opere d’arte. Raccontano le suggestioni delle sue città antiche e dei suoi monumenti. Ricordano Raffaello, Leonardo, Michelangelo. Rievocano il bel canto, le liriche, i paesaggi toscani, quelli umbri e quelli della costiera amalfitana.
Io adoro l’ Italia. È preziosa. È unica. L’ italianità regge il mercato anche in condizioni economiche internazionali non sempre favorevoli.
Chi ci governa non dovrebbe dimenticare tutto questo. Abbiamo tesori inestimabili che andrebbero celebrati, esaltati, isole caraibiche, eccellenze gastronomiche. Siamo i primi in assoluto nella moda e nel turismo. La ricchezza del nostro paese è immensa.

3. Sappiamo che sei impegnato come attore in un’importante spettacolo teatrale. Un vero fenomeno letterario che ha avuto riconoscimenti in tutto il mondo “ Mister Green” ce ne vuoi parlare? Che ruolo hai?  Chi è il regista?

“Mr. Green” è una pièce teatrale scritta dall’americano Jeff Baron. È una commedia bellissima, un vero e proprio caso letterario in tutto il mondo. Più di 500 produzioni se ne sono occupati. Tradotta il 26 lingue è stata rappresentata negli ultimi vent’anni in 65 paesi del mondo. Credo che il merito più grande di “Mr. Green” sia la difficile-semplicità con cui l’autore ha saputo affrontare temi importanti ed attuali come quelli della diversità, della tolleranza, dell’ebraismo, dell’omosessualità. Scritto con ritmo cinematografico è un testo affascinante ed avvincente, profondo, ironico, intenso ed estremamente concreto. La versione italiana è stata curata da Michela Zaccaria che ha saputo restituire con un’ efficacissima traduzione i ritmi nervosi e moderni previsti dall’originale americano ed ha rievocato atmosfere salvaguardando importanti giochi di parole.
Io interpreto la parte di Ross Gardiner, un impiegato dell’ American Express ancora alla ricerca di se stesso e del senso delle cose. Venite a vedere lo spettacolo e scoprirete altre cose interessanti sul suo conto.
La regia è stata curata da Piergiorgio Piccoli, un uomo di cultura a tutto tondo che da sempre fa scelte ponderate, non casuali, mirate a far sì che il teatro da lui proposto per la sua Compagnia, Theama teatro di Vicenza, abbia innanzitutto una funzione sociale. Le scenografie saranno ideate da Anna Zago e le suggestioni musicali dal maestro Stefano De Meo. Theama teatro lavora molto con i giovani e per i giovani. Questo mi piace e da’ a questo nostro nuovo lavoro un senso di necessità che a volte, ahimè, si va perdendo.

4. Le tue emozioni, sensazioni nel condividere il palco Massimo De Francovich, un pilastro del teatro italiano.

Artisticamente sono cresciuto vedendo recitare Massimo. La mia passione per il Teatro è nata alla fine degli anni ’80 a Torino anche grazie a lui. Al Teatro Stabile, quasi sempre diretto da Ronconi, gli ho visto interpretare personaggi bellissimi ed ho sempre amato la sua lucida ironia. Siamo già stati compagni di scena nel 1995 al Teatro di Roma nel “Peer Gynt” di Ibsen diretto sempre da Ronconi. Io ero un giovanissimo neo diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano in cerca di una mediazione tra il teatro strehleriano e quello ronconiano. Mi ricordo che lui con me fu deliziosamente paterno.
Mi sono sempre augurato di ritrovarlo, un giorno, come compagno di avventura e quel giorno è arrivato. Massimo è un libro prezioso con moltissime pagine a me sconosciute che ancora ignoro ma che desidero sfogliare per analizzarle a fondo.

5. Secondo te con la crisi economica che ha colpito anche il settore cultura e spettacolo. Il teatro fatto bene e con professionalità può salvare quest’arte?

Certo. Il teatro se fatto bene può giovare alla sua sopravvivenza. Importante è non abbassare mai la guardia. Mi spiego. Da un po’ di tempo sta accadendo una cosa preoccupante. Il Teatro si sta piegando sempre più al gusto di un pubblico più televisivo che teatrale. Molti produttori o registi, o presunti tali, strizzano l’occhio alla televisione per intenderci e lo fanno per commercializzare maggiormente i loro prodotti. Credono di agevolare chi usufruisce del mezzo teatrale e si garantiscono una maggiore commerciabilità intraprendendo avventure che hanno discutibili scopi artistici, nessun valore sociale e sono privi di una reale necessità. Insomma stanno facendo un gran danno al teatro. Io ho sempre creduto che il pubblico vada educato e che si rechi a teatro per conoscere, per capire e in modo catartico per ritrovarsi. Lo scopo dell’arte è quello di elevare il pubblico, non quello di abbassarsi al suo livello. Che senso ha proporre in teatro dinamiche televisive?  Chi va a teatro dovrebbe cercare il teatro, chi diversamente desidera guardare un programma televisivo resti comodamente a casa e se lo guardi.

6. Maximilian, una domanda doverosa e da affezionato che ricordi hai della fiction “ INCANTESIMO”, oggi ti Maximilian Nisi 2manca?  Se in un futuro dovesse riprendere riprenderesti il ruolo di Luigi De Paoli.

Ho dedicato ad Incantesimo due anni pieni. È stata una parentesi nel mio lavoro teatrale. Un’esperienza di set impegnativa dati i ritmi molto serrati di ripresa. Una full immersion non da poco. In quel contesto ho incontrato nuovi amici e colleghi che ancora oggi ho il piacere di sentire e frequentare.
Era televisione ma il mio approccio al lavoro è stato il medesimo che in teatro. Ho cercato di non tradire la mia formazione, anzi l’ho messa a servizio di un prodotto popolare sì ma rivolto ad un pubblico assai variegato al quale venivano proposti temi spesso troppo importanti da prendere alla leggera. Erano temi che meritavano grande attenzione e particolare cura da parte della scrittura, della regia e di noi interpreti.
Sinceramente non credo che ci sarà una nuova vita per Incantesimo. Malgrado sia stato uno dei prodotti Rai di maggior successo e tra i più venduti nel mondo, penso che sia un capitolo ormai chiuso. Nel caso così non fosse e mi proponessero di far parte di una nuova serie ed i miei impegni teatrali me lo permettessero, perché no? Mi sono molto divertito inoltre Luigi De Paoli era un soggetto con cui convivere era assai piacevole.

7. Tu hai preso  parte anche alla prima serie de “ IL BELLO DELLE DONNE” come vedi dopo 10 anni il ritorno in tv di questa serie tanto amata ed attesa?

Non saprei. Può essere un ritorno intrigante oppure no. Purtroppo non sarà la stessa cosa: ci sono state delle defezioni e il cast non sarà quello storico. Staremo a vedere. È stato un progetto importante, grandioso, certamente il primo nel suo genere per come venne concepito, scritto e realizzato. Bello sarebbe se questa nuova serie ripartisse dal punto lasciato, se si ritrovassero tutti i personaggi storici e se si raccontasse al pubblico quello che è accaduto loro in questi 10 anni. Se si riaprissero antiche vicende, come accade nella vita ogni volta che ci sono dei ritorni. La magia o la pena delle cose che credevamo perdute ritrovate.

8. Tre aggettivi per definire l’Italia?
Potente. Disarmante. Vulnerabile

9. Se dovessi fare un viaggio quale città italiana sceglieresti  per una vacanza?

Difficile rispondere a questa domanda. Firenze, Siracusa, Ferrara, Mantova, Venezia o Palermo? Viaggio molto per lavoro, come potrai immaginare, e sono molto felice quando devo ritornare in una città in cui sono già stato. È come se mi fosse concessa una nuova possibilità di approfondire e di conoscere.
Sceglierei certamente una città in cui sono stato felice. Sceglierei una città nella quale non torno da anni, Bolzano e mi recherei in un luogo poco distante, il lago di Braies. È un angolo paradisiaco, poco conosciuto. Un piccolo lago alpino situato nella Val di Braies all’ interno del parco naturale di Fanes- Sennes. Le sue acque sono di un blu intenso e le Dolomiti con le loro splendide cime ci si specchiano dentro. Sì, andrei lì.

10. Un tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe realizzare un film. Ho già scritto il soggetto. So che un giorno aprirò quel cassetto e il mio sogno prenderà finalmente forma. Sarà un’avventura! Non vedo l’ora.

11. Progetti futuri?

Un lavoro su “Cime tempestose” di Emily Bronte. Una storia di amore assoluto. Sarò Heathcliff , uno zingaro che per l’amore ossessivo per Catherine conosce la follia e aspetta la morte per potersi finalmente ricongiungere a lei.  Anni fa ne ricavarono un buon film interpretato da Lawrence Oliver, lo vidi e ne rimasi incantato. Oliver è un attore che ho sempre amato e che avrei tanto desiderato incontrare.
Poi dedicherò un mio tributo parole e musica a Ludwig Van Beethoven, una figura di grandissimo riferimento per me e infine una tragedia classica di cui non posso ancora dire nulla a parte che è veramente molto bella e troppo poco visitata.

12. Un saluto ai lettori di Italy in the World.
Ciao. È stato bello chiacchierare con voi. Vi aspetto a teatro!
“Mr. Green” di Jeff Baron. Teatro della Cometa a Roma dal 12 al 29 novembre p.v. poi in tournée in Italia.

“Il Teatro è la parabola del mondo” (Giorgio Strehler)