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Una pizza diversamente napoletana quella di Salvatore Lioniello. La nostra recensione.

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Basta poco per trascorrere una serata speciale . Decidi di mangiare una pizza e di scegliere quella diversamente napoletana, firmata da Salvatore Lioniello a Orta di Atella. Come sempre , una fila chilometrica , alle otto di sera ,fuori dal locale . Tante persone in attesa , per assaggiare la famosa pizza di Lioniello . L’attesa non è mai piacevole ma a volte proprio l’attesa aumenta il piacere ! Seduti a tavola, ci troviamo in un locale accogliente , un personale sempre presente e disponibile , un menù elegante e ricchissimo di pizze da poter scegliere oltre alle classiche . Tutti gli ingredienti sono accostati in modo sapiente e mai casuale e la tentazione di assaggiare più di una pizza , per sperimentare nuovi sapori e altri gusti , ti prende . Ed ecco che scopri come un menù apparentemente normale presenta vere e proprie novità culinarie in fatto di pizze : una pizza leggera, saporita, nutriente e ricca di tante bontà , unite in gusti diversi e sempre prelibati .
Mentre mangi , Salvatore Lioniello non si muove mai dal suo bancone: nelle pizze c’è il lavoro del maestro della pizza diversamente napoletana ma sicuramente molto buona .
E noti come con passione e massima attenzione ci tiene alle sue pizze , alla cura della clientela presente , alla velocità del servizio , alla soddisfazione di chi va a trovarlo nel suo piccolo regno di Orta di Atella.
Elegante , simpatico , fantasioso e capace , Salvatore Lioniello colpisce sempre nel segno con la migliore pizza che si può trovare .

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” SI VIS PACEM PARA BELLUM” il nuovo film di Stefano Calvagna La Recensione

Stefano Calvagna nuova fotoDi Stefano Telese

Alla presenza del regista ed attore protagonista Stefano Calvagna è stato proiettato per la prima volta a Napoli “SI VIS PACEM PARA BELLUM” al Cinema Metropolitan. Presente alla prima anche l’attore Massimo Bonetti. Il film ha raccolto molti consensi in sala. La trama dello stesso ha tenuto incollati gli spettatori fino all’ultimo istante del film suscitando non pochi consensi. Stefano, il protagonista, è un “ragazzo di strada”, vittima di esperienze che lo hanno segnato sin dalla nascita. Troverà nell’amore per Lee Ang, giovane ragazza cinese la forza per guardare avanti e cambiare strada. Ma è proprio l’intreccio tra questa storia d’amore ed altre storie parallele, legata alla malavita romana, a regalare allo spettatore 85’ minuti di pathos e azione. Un ottimo film, girato in appena due settimane, come dichiarato dallo stesso Calvagna prima della proiezione, che conferma la bontà del cinema autonomo italiano.

” Un Nuovo Giorno” un film che fa riflettere un’ Italia ancora ” schematizzata”

Sveva e Stefano

Nella foto il regista Stefano Calvagna con l’attrice Sveva Cardinale

Una recensione di Giuseppe Cossentino

Sin dalla tenera età, Giulio si sente di appartenere a un corpo sbagliato, guarda le bambine e si riconosce in loro. A 27 anni decide di operarsi per cambiare sesso e di partire per Bangkok, dove potrà finalmente essere donna non solo nell’animo. Il percorso che intraprenderà lo porterà, una volta divenuto donna, a rivalutare i propri rapporti con la famiglia e gli amici e a ricominciare una nuova vita in un corpo che lo farà sentire per la prima volta a proprio agio nel mondo.

Questa è la trama di “ Un nuovo giorno” l’ultima fatica cinematografica firmata Stefano Calvagna. Questa volta a solleticare la fantasia del  bravo regista e a stendere una sceneggiatura in soli 9 giorni è la storia di una donna nata uomo. Un’idea nata dall’incontro e da una chiacchierata di Calvagna con Sveva Cardinale e della sua vera storia.

La pellicola è reale, ti tiene dall’inizio alla fine, con una regia semplice ma fluida che ti porta dall’età dell’infanzia, dai soprusi, alla chiacchiere della gente, il pregiudizio, sino alla  lotta di una terribile malattia, sino alla realizzazione del sogno di Giulio, di diventare finalmente Giulia ed è li che è l’inizio del suo nuovo giorno, della sua nuova vita.

Io e Sveva

L’attrice Sveva Cardinale, Giuseppe Cossentino fondatore di Italy in The World Webzine e il regista Stefano Calvagna

Il film è attualissimo, di forte impatto sociale, tanto che può essere considerato come un vero e proprio manifesto mondiale sulla tematica di identità di genere. Il coraggio di Calvagna va premiato che nonostante un film low budget, ha trasmesso  con sensibilità e tatto temi non facili da affrontare soprattutto in una società ancora tradizionalista e retrograda. Gli attori  sullo schermo sono ben diretti da un Calvagna che riesce a tirare fuori da ognuno di loro emozioni contrastanti. Insomma, “ Un Nuovo Giorno” è la storia di un percorso, certo autobiografico, ma con  un forte messaggio di emancipazione  sia della donna che degli omosessuali che apre una strada di apertura di mentalità italiana che deve assolutamente far riflettere, la società contemporanea ancora troppo “ schematizzata”.

Un calcio in bocca fa miracoli, dal libro ad uno spettacolo teatrale vincente

Un calcio in bocca

Da sinistra l’attrice Federica Aiello, al centro l’attore Giancarlo Cosentino ” Il VECCHIACCIO” e l’attore Mario Migliaccio

RECENSIONE DI GIUSEPPE COSSENTINO
“ Un calcio in bocca fa miracoli” è uno spettacolo di una semplicità unica, pulito e ben riuscito che scorre in modo fluido e diverte nel vero senso della parola, si gusta dall’inizio alla fine. La storia si ambienta in una casa – bottega ed è li che si consumano le azioni del “ VECCHIACCIO” che non ha nulla di rassicurante, scorbutico ,impertinente e lamentoso, che fa i conti con l’ostinazione della sua prostata, con un’insana infatuazione per la portinaia, e la sua amicizia con Armando. Un personaggio nel quale tutti noi ci possiamo immedesimare, reale, autentico, ironico ed addirittura simpaticissimo con le sue fissazioni e viaggi mentali. Le pagine del romanzo di Marco Presta, prendono vita con la regia garbata e scorrevole di Massimo Meraviglia, che fa centro tirando fuori una rappresentazione teatrale divertente e gradevolissima. Un Giancarlo Cosentino, magistrale mette in scena tutta la sua esperienza con le sue uscite e tic che danno vita al “Vecchiaccio” creando un feeling armonioso con il resto del cast, Federica Aiello, con più ruoli femminili differenzia i caratteri con attenzione e cura e Mario Migliaccio, è il falegname apprendista contraltare del Vecchiaccio è credibile e naturale. Nonostante una scenografia minimalista, semplice ma attenta ai minimi particolari, tra testo, regia e recitazione non si può non fare un applauso a questo gioiello messo in scena negli ultimi giorni di ottobre e inizio di Novembre alla Galleria Toledo nel cuore di Napoli che ha registrato il sold out nelle repliche consecutive, con la platea affamata e divertita dal buon teatro quello con la “ T” maiuscola.

Quando la sala del teatro è piena, i polmoni dell’attore hanno meno ossigeno. Ma il cuore…
(Nicolae Petrescu Redi)