Archivi categoria: Teatro

Gilberto Idonea, un’artista a 360° che porta l’arte della recitazione nel mondo attraverso, teatro, cinema e tv!

Gilberto Idonea1

Gilberto Idonea e quella Sicilia che ha saputo conquistare i colori del mondo. Da “La Piovra” a “Malena”, dall'”Onore e il rispetto” a “Montalbano”. Tutti i segreti dell’intramontabile successo di Gilberto.

Gilberto Idonea è attualmente sul piccolo schermo con L’Onore e il rispetto. A lui abbiamo chiesto qualche indiscrezione circa il proseguo della serie e ci ha risposto così:

“Non so dirvi con esattezza se concluderemo la serie con questo capitolo, certo potremmo dirci addio oppure no, abbiamo girato varie opzioni. Deciderà il produttore”.

Gilberto ha lavorato tra una battuta e l’altra, gli abbiamo chiesto come mai i polizieschi riescano al giorno d’oggi a tenere milioni di telespettatori incollati dinanzi al televisore, ma soprattutto come mai il “cattivo” ha successo più dei “bello”.

“I personaggi negativi sono spesso anche i più amati perché riescono ad intrigare di più. Non a caso gli autori cercano sempre di donar loro un’aria misteriosa e una storia complessa, che va ad intrecciarsi con altre situazioni. Perché hanno ancora successo? Perché non sono mai trattati con pesantezza,

è un mix di poliziesco, storie d’amore, storie di vita e del quotidiano. Il pubblico ricerca anche la leggerezza”.

Tra i suoi lavori più grandi, meritano di esser citati “La Piovra” e “Malena” col grande Tornatore. Cosa ricordi di queste due esperienze lavorative?

“La Piovra è stato l’apoteosi dei film sulla mafia ed è stato tra l’altro il lavoro che mi ha portato ad esser noto anche al di là dei confini italiani. Pensate che quando mi sono recato in Russia per girare una Fiction su Anna German fui riconosciuto in aeroporto proprio per il ruolo che interpretavo. Peccato che in Rai decisero che la Piovra offendeva la Sicilia e decisero di non farla più”.

Hai progetti per il futuro? 

“Ci sono varie cose a cui posso lavorare, ma ho un contratto che scade nel 2018 ed ho deciso di rispettarlo fino alla fine. Vedremo e incrociate le dita anche per me”.

Annunci

Achille Mellini, presenta Maurizio Mattioli, in Ancora era Ora! Regia Stefano Reali

Locandina (1).jpgACHILLE MELLINI

PRESENTA

MAURIZIO MATTIOLI

in

ANCORA ERA ORA!

Regia STEFANO REALI

 

TEATRO TIRSO DE MOLINA

Dal 19 al 30 aprile

 

Grande, grosso e pieno di quell’allegria genuina che gli arriva direttamente dalla sua città.

Sul palcoscenico del Teatro Tirso de Molina, Maurizio Mattioli, l’attore romano DOC, nato e cresciuto in borgata, grande comico, vero erede di Aldo Fabrizi, uno dei pochi attori italiani capace di passare dal cinema, alla televisione, al doppiaggio, al cabaret, al teatro comico, al teatro serio, alla festa di piazza, sempre con eguale scioltezza, si racconta per la prima volta.

“Ancora era ora!” è la sua esilarante biografia, dagli esordi come “barzellettaro” nei bar di borgata, fino al grande teatro, al cinema, e alla tivù, il tutto con un’orchestra dal vivo che accompagna Mattioli in una serie di canzoni che hanno segnato un’epoca, dagli anni settanta ad oggi.

In scena con lui c’è Stefano Reali, regista, qui in veste di narratore, che provoca ed istiga Maurizio Mattioli nel rievocare, con i suoi racconti irriverenti e comicissimi, il gusto di un’epoca che non c’è più, e di cui in tanti sentiamo la mancanza.

C’è tutto Mattioli in questo “one man show” dal ritmo incalzante e la risata assicurata: infanzia, vocazione, vita e miracoli di un figlio della periferia, che ne racconta le pulsioni e le contraddizioni. Dagli inizi al bar del Pino, dove neanche sedicenne intratteneva gli avventori di Piazza Guadalupe, e dove conobbe una serie di personaggi, come Nino “l’Americano”, Mario “Er Poca Luce”, Zebrotto “Er Zanzara”, e Angioletto “Er Cofano”, che saranno poi tra i pilastri della sua cifra comica, passando per il teatro “serio” con Luigi Squarzina ed Enrico Maria Salerno. E poi il Puff, per approdare finalmente al Sistina, con la sua irripetibile interpretazione di Mastro Titta nel celebre “Rugantino” di Garinei e Giovannini.

Ma nella sua carriera c’è stato spazio anche per tantissimo cinema e tanta televisione. Tutto questo ci verrà raccontato da Mattioli, intervallato dalla sua personalissima interpretazione di brani dell’amato Califano, del maestro Trovajoli e di Francesco De Gregori.

Possiamo considerarlo tra gli artisti più amati del prestigioso teatro Tirso de Molina, l’unico teatro capace di far vivere l’emozione e la leggerezza attraverso i grandi nomi della romanità con la direzione artistica di Achille Mellini.

«Maurizio Mattioli è l’unico vero erede di una generazione di artisti come Aldo Fabrizi, Mario Carotenuto, Paolo Stoppa, Renato Rascel», dice Stefano Reali, compagno di avventura e amico di una vita del comico romano, «personaggi che avevano la forza di un attore protagonista e al tempo stesso la bonomia e il calore di un caratterista. È un qualcosa che non ha eguali nelle cinematografie straniere, si tratta di una particolarità italiana, e forse, quasi tutta romana. Sono personaggi che possiedono caratteristiche contraddittorie: hanno ferocia, rabbia, ma anche simpatia, amabilità, profondità, senso dell’ironica leggerezza della vita, potenza drammatica e una dirompente forza comica. Il tutto mischiato nelle dosi giuste. È per questo che artisti di questo tipo sono sempre stati amatissimi dal pubblico. Mattioli è forse l’ultimo esponente di una razza, che sinceramente mi sembra in via di estinzione…».

COSTO BIGLIETTO

Intero:

mercoledì e giovedì € 25

venerdì, sabato e domenica € 27

Ridotto:

mercoledì e giovedì € 22

venerdì, sabato e domenica € 24

 

ORARI

mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 21:00

sabato e domenica ore 17:30

 

Biglietti in vendita anche su TicketOne

http://www.ticketone.it

 

Teatro Tirso De Molina

Via Tirso, 89 (Piazza Buenos Aires)

00198 Roma

06.8411827

http://www.teatrotirsodemolina.it

Parcheggio convenzionato in Via Tirso, 14

 

Ufficio Stampa Daniela Chessa chessa.stampa@gmail.com – recapito 347.7868350 www.danielachessa.it

Giuseppe Coppola: il talento napoletano premiato

Giuseppe Coppola

Giuseppe Coppola,  giovane attore, napoletano doc, con lo spettacolo  ” Forse sei ancora innamorato di me, dove interpreta un finto gay ed un camorrista, porta a casa un premio come miglior interpretazione dello spettacolo, conferitagli dall’Associazione Attori per Amore,  per le eccellenti interpretazioni portate in scena. Coppola è degno di nota,  ventenne, talento made in naples,   passionale e determinato ha tutta una carriera in ascesa e questo premio è di buono auspicio, aprendogli la strada per vette ancora più alte.

Momento d’oro per la bellissima ed esplosiva Rosa Miranda

Rosa Miranda
Esplosiva , simpatica , sempre bellissima, la napoletana Rosa Miranda, originaria di Afragola, si divide fra teatro e cinema al fianco del grande Vincenzo Salemme.
Rosa, il film SE MI LASCI NON VALE di e con Vincenzo Salemme sta ottenendo un grande successo. Quale ruolo interpreti tu?
Nel film ho un piccolo ruolo,  la signora Carmela, faccio parte della scena dedicata alla sceneggiata ,dove Carlo Buccirosso interpreta il primo attore, o malamente, poi c’è iss Domenico Aria,  e essa, cioè io, appunto i tre personaggi della sceneggiata. In effetti, il regista Salemme ha messo questo frammento perché Buccirosso interpreta il personaggio di un attore di teatro . E’ un piccolo ruolo ma sono soddisfatta e felice di esserci.
Da quanto tempo conosci Salemme?
 E’ la prima volta che giro un film di Salemme, pur lavorando con lui da un bel po’.  Ho conosciuto Salemme nel 1987 nello spettacolo con un altro grande, che ormai è volato via troppo giovan,e Luca De Filippo. Da lì è nata una bella amicizia, con stima, rispetto e adorazione da parte mia per un grande professionista come autore, regista e attore.
Sei anche a teatro con lui. Com’è nato questo progetto?
 Il 2015 sembrava un anno molto duro , per motivi famigliari. Salemme mi ha voluto in questo esilarante spettacolo dal titolo “Sogni e Bisogni” di e con Vincenzo Salemme, dove si ride dall’inizio alla fine. La verità è che lui è un grande mattatore con una squadra bellissima di attori, Andrea De Maria ,Antonio Guerriero , e altri, e io sono l’unica donna:  mi sento coccolata e privilegiata. Inoltre, il mio è un bellissimo ruolo molto divertente, la signora Maria, e sarebbe la signora del piano di sopra.
Rosa Miranda2
Quanto dureràla tournèe?
Le date sono ancora tante, saremo in giro fino al 10 di aprile e chiuderemo a Cosenza, ma abbiamo ancora febbraio a Campobasso Martina Franca,  Corato , poi torniamo vicino Milano,  Gallarate , Cinisello,  Lugo Romagna . Inizio marzo facciamo la Puglia, poi Civitavecchia e dal 15 marzo siamo in Campania, a Benevento, Santa Maria Capua Vetere,   Sorrento, Nola, Arzano e ancora a Torino e Vercelli.
Altri progetti ? 
Con l’estate, ci saranno le serate e i concerti e cene spettacolo con mio fratello, il Miranda show live, dove ci esibiamo insieme per locali, piazze e tanto altro.  Poi spero di continuare a lavorare con il mio capocomico Salemme .
 Il sogno nel cassetto ? 
Di continuare a fare sempre quello che faccio con grande professionalità, ovviamente mi piacerebbe avere un bel ruolo al cinema o in qualche fiction importante, come magari “Un   posto al sole”
Un consiglio ai giovani che vogliono fare spettacolo?
 Tanta passione, tanta pazienza, tanta forza, tanta salute, perché spesso ti fanno fare le crocette al fegato per le tante delusioni. Il tutto dev’essere condito da un chilo e mezzo di umiltà, intelligenza e rispetto. Io oggi sono felice:  ho avuto la fortuna di lavorare a fianco a grossi nomi come Isa Danieli, Giacomo Rizzo, Aldo giuffre ‘,  Mario Merola, Enrico Montesano,  Luca de Filippo e Vincenzo Salemme.

” CABARET MALEDETTO” il nuovo show de ” IL CIRCOLO De LOS HORRORES, riparte da NAPOLI

Cabaret Maledetto

A distanza di un anno dal suo debutto in Campania, torna a Napoli il Circo De Los Horrores. Dopo il successo riscosso lo scorso anno, (oltre tre milioni e mezzo di spettatori ne hanno decretato il successo) tutto è ormai pronto per dare il via alla seconda edizione dello spettacolo più terrificante a cui abbiate mai assistito.
Dopo Il Circo De Los Horrores e Manicomio, la trilogia degli “orrori” si chiude con il Cabaret Maledetto in programma dal 17 al 20 dicembre al Teatro Palapartenope.

Cabaret Maledetto è la terza parte di una serie di show, in cui il terrore, la follia e l’umorismo fungono da connessione tematica che abbraccia i due spettacoli precedenti: EL CIRCO DE LOS HORRORES E MANICOMIO, toccando l’apogeo con questa insolita e originale rappresentazione, Cabaret Maledetto, un conturbante cabaret imbastito nelle demoniache, lascive, estrose e perverse tenebre.

Cabaret Maledetto, uno spettacolo con cui El Circo de los Horrores chiude la sua trilogia, inaugurata con l’opera che diede il nome alla compagnia e che continuò poi con Manicomio.

Dopo il trionfo ottenuto da El Circo de los Horrores e da Manicomio, oltre tre milioni e mezzo di spettatori ne hanno decretato il successo, il regista, Suso Silva, ci conduce, in quest’occasione, a una vecchia e decrepita cattedrale gotica trasformata in cabaret, la dimora del terribile Lucifero, il divoratore di anime.

Cabaret Maledetto è un luogo senza regole, senza divieti, né tabù, nel quale trovano sfogo gli istinti più beceri dell’essere umano. È il cabaret dei sensi, nel quale i desideri più bui e più cupi si palesano in modo del tutto naturale, spontaneo e sfrontato.

Nel Caberet Maledetto non manca di certo l’essenza degli anteriori spettacoli della compagnia de El Circo de los Horreres, la miscela di teatro, circo e cabaret.

In questo spettacolo si osserva la formidabile compagine di risorse umane e mezzi tecnici, alla ricerca dell’epilogo perfetto per la TRILOGIA che trascenderà le congetture dello spettatore, con uno show strabiliante e innovativo. Questo è l’obiettivo del Cabaret Maledetto: amalgamare di nuovo le tecniche usate in precedenza con le peculiari caratteristiche di questo show.

El Circo de los Horrores ha visitato i seguenti paesi: USA , Perù, Italia, Spagna.

Cabaret Maldito2

Sinossi

Nell’Inferno non esistono regole, né divieti, né restrizioni, né tabù. L’inferno è il Cabaret dei sensi, luogo in cui si scatenano gli istinti più primitivi dell’essere umano, i desideri più nascosti e lussuriosi si dispiegano sfrenatamente.

El Circo de los Horrores ci conduce questa volta a un’antica e decrepita cattedrale gotica, che sarà “l’ultima dimora”. Trasformata in un demoniaco Cabaret, è anche la residenza di Lucifero, l’incarnazione dell’avarizia e della vanità, la personificazione di ogni male. L’uscio è il varco dell’inferno. Il varco del Cabaret Maledetto.

Il Cabaret Maledetto è la perversione e la sregolatezza dei sensi. Popolano questo maliardo luogo, uomini trasformati in famelici demoni divoratori di anime e perfide femmine, meravigliose sanguisughe succhiatrici.

La leggenda narra che questo cabaret maledetto fu creato da alcune figure di spicco che, dimenticate dal pubblico e cadute nell’oblio, vittime dei sette peccati capitali, avevano ormai smesso di brillare, ma rinacquero dalle proprie ceneri a patto di vendere l’anima al diavolo. Ecco di nuovo il successo, la fama, gli applausi e il potere, ma a che prezzo? Alla fine bisogna pagare e Lucifero riscuote sempre i suoi debiti.

Pagliacci travestiti, nani viziosi, depravate madame, demoni, diavolesse, dark, trasformisti, saranno solo alcuni dei personaggi che, mossi dal temuto e tirannico Lucifero, principe delle tenebre, ci faranno ridere, tremare, urlare dalla paura e gemere di passione in balia del loro terribile carisma.

Grotteschi personaggi interagiranno con il pubblico nel perfetto genere di teatro di arte varia o music-hall, mentre esibiscono i loro nudi corpi.
Ancora una volta, e mostrando il suo vero volto, Lucifero ci condurrà attraverso le losche baccanali e le fastose tregende del CABARET MALEDETTO.!

 

“Cari e patetici spettatori, quando la sordida e terribile routine della vostra noiosa vita si sarà impossessata di voi, muovete le vostre membra verso il Cabaret Maledetto, dove i vostri desideri più cupi e lascivi diventeranno realtà, ché questo è il tempio del vizio e della perdizione”!

“Infimi e lussuriosi mortali, siate benvenuti a questo maledetto e perverso luogo del peccato… Il Cabaret Maledetto”!

 

Con “El Circo de los Horrores” portammo lo spettatore a un lugubre e recondito cimitero, con Manicomio lo trascinammo fino a un funesto ospedale psichiatrico, questa volta viaggerà con noi all’Inferno. Un’antica e decrepita cattedrale gotica, che sarà “l’ultima dimora”. Trasformata in un demoniaco Cabaret, è anche la residenza di Lucifero, l’incarnazione dell’avarizia e della vanità, la personificazione di ogni male.

Cabaret Maledetto è una proposta in cui Lucifero è l’asse ipogeo che sorregge lo spettacolo. Una cattedrale in stile gotico è lo spazio in cui la passione, la sregolatezza e il divertimento convergono in perfetta eufonia. Grazie all’eclettismo degli artisti, il pubblico ha la possibilità di cimentarsi in uno spettacolo unico e originale circondato da un intrigante scenario.

Lo spettacolo vuole far sì che il pubblico comunichi e che partecipi a una selvaggia e oscura festa dell’umorismo, della lussuria e della passione delirante, in compagnia del nostro vecchio maestro di cerimonie trasformato in Lucifero, che ci svelerà i luoghi più toschi di questo originale e vecchio cabaret.

Cabaret Maldito

Ecco che, ancora una volta, in questo nuovo spettacolo, si fondono insieme il teatro d’avanguardia, il circo contemporaneo e il cabaret più selvaggio, inconfondibili segni d’identità di El Circo de los Horrores.

TEATRO SCARNO, con una drammaturgia che narra le vicissitudini di alcuni personaggi di spicco che pur di avere un’ultima serata di notorietà, sono disposti a vendere l’anima al diavolo; terrore, umorismo e turbamento convivono in un’atmosfera unica. Con monologhi dall’oltretomba, parodie sugli angeli e demoni, confessioni sessuali con Lucifero e l’eterna lotta tra il cielo e l’inferno.

CIRCO SENSUALE, dove la tecnica circense punta a provocare, a eccitare e a scaldare i nostri sensi. I movimenti erotici e provocatori degli artisti, con i loro perversi e maliziosi sguardi inebrianti e con i sensuali numeri aerei di uomini e donne che, attraverso le acrobazie, ritraggono la pazzia e la sregolatezza della passione; diaboliche contorsioniste acquatiche che si sommergono in un calice colmo di sangue; pallidi e torvi pattinatori di questo oscuro mondo gotico, che girano a grandissima velocità e con una precisione incredibile e mangiafuoco e sputafuoco, saranno i personaggi che faranno sfoggio delle loro abilità in questo strano inferno e che cattureranno lo spettatore. Un’esplosione dei sensi, una parata di colore, calore e magari anche di sapore.!

CABARET BUIO, come dev’essere ogni cabaret che si rispetti, quando si parla di cabaret tenebroso. Scherzando con il demoniaco rappresentato da un corpo di ballo di strabilianti diavolesse e demoni la cui caratterizzazione, va dal mostruoso fino alla bellezza del male, personificata da corpi nudi da capogiro, ornati da stigmate che ne ricoprono i visi e da bruciature che ne rivestono i corpi, grandi tagli sulla pelle o ascessi di cisti virulente.

In questo spettacolo si va oltre ed è stata inclusa la musica dal vivo, per ottenere maggiore spontaneità e per enfatizzare ogni momento dello show. Una forte scommessa musicale, con grandi voci in diretta e danza acrobatica, classica e moderna, introdotta in ogni singolo movimento dello spettacolo, oltre al potere della parola attraverso i monologhi.

Le note di un pianoforte a coda e quelle sfrenate delle chitarre elettriche convivranno insieme alle voci nere del Gospel più sordido e sinistro. Musica e voci dal vivo, caratterizzano questo nuovo montaggio attraverso il prisma del vecchio e magico cabaret degli anni 40, anche se, ovviamente, rinnovato e adattato agli anni in cui ci tocca vivere.

Nei due spettacoli precedenti della trilogia di El Circo de los Horrores, Suso Silva personifica il personaggio di Nosferatu.
Nel primo spettacolo, ‘El Circo de los Horrores’, Nosferatu è l’anfitrione, il maestro di cerimonie. Dà il benvenuto a un mondo misterioso e agonico ai mortali che osano entrare ne El Circo de los Horrores arrecando loro angoscia e turbamento.
Il personaggio di Nosferatu nasce come quello che è, il padre di tutti i vampiri, il primo dei vampiri. Il suo risveglio, e con lui l’incubo degli orrori, provoca un certo timore e paura.
Cerca di reinventare il circo, esumandolo dalla sua sempiterna agonia che lo condurrà inesorabilmente all’estinzione e così lo definisce, attraverso la sua frase caratteristica: “il circo è morto, andiamo a riesumarlo”.
Nel secondo spettacolo, ‘Manicomio’, in una nuova ambientazione, Nosferatu, un malato estremamente perturbato e pericoloso, “il re dei vampiri” scoprirà che i suoi accoliti non sono mummie, licantropi, o fanciulle possedute, bensì un drappello di malati terminali.
È il vero re del luogo, il matto e il più dissennato del regno. Tutti gli internati lo attorniano, lo adorano e lo rispettano, sembra una corte infestata da matti e da cortigiani che rendono omaggio al loro re, al loro amato sovrano. Di nuovo, questo personaggio è il duce che infervora le masse. È il nesso che unisce le diverse storie che si svolgono tra le pareti di questo strano centro. Contemporaneamente, nella sua veste di dottore, Nosferatu psicoanalizza e porta a galla i traumi e le manie dell’inavveduto spettatore.
In questo nuovo spettacolo, che chiude la trilogia, Cabaret Maledetto, Suso Silva incarna il personaggio di Lucifero, il Signor Lucifero.
Lucifero è l’angelo menzognero, peccaminoso, vizioso, lussurioso… come tutti i demoni, quello che vuole è trarci in inganno e lo fa fin dall’inizio, si fa passare per un demonio minore, come Nosferatu, il vampiro, il re dei matti o interpretando un sovrano dei folli, il suo nome è Signor Lucifero, o il quarto figlio del cane nero, è la bestia con il numero 666, il numero della bestia.
Il passaggio da Nosferatu a Lucifero è cronologico.

Nosferatu inganna lo spettatore fin dall’inizio e finalmente hanno deciso di svelare il suo vero volto, occulto dalla veste di vampiro, con questo nuovo aspetto, quello di Lucifero, si chiude la trilogia, è il momento estético e creativo di un ciclo di spettacoli, è arrivare all’apogeo, al momento più sublime della creazione di El Circo de los Horrores, l’opera prima di El Circo de los Horrores tocca l’apice con il Cabaret Maledetto, la parte più morbosa, più oscura, quello che vogliamo dimenticare, che vogliamo nascondere.

Con Lucifero si chiudono i due personaggi che in realtà sono solo uno: Nosferatu e Lucifero.!
Siete pronti dunque ad entrare e a vendere la vostra anima al diavolo?

Orario spettacoli:

Venerdì e sabato: 18.00h – 22.00h
Domenica: 17.00 h 20.30h

Orario biglietteria:
Dalle 17.00 h alle 20.00 h
Domenica dalle 16.00 h a 21.00 h

Prezzo biglietti:
Da 18 a 45 euro

Biglietti in vendita:

http://www.circodeloshorrores.com

Ingresso vietato ai minorenni

Vanessa Gravina, in un triangolo amoroso è la spumeggiante NINA

NINA2RECENSIONE A CURA DI GIUSEPPE COSSENTINO

RISATE ED APPLAUSI, PER NINA E I LORO  STRAORDINARI INTERPRETI, GRAVINA, SIRAVO E POLIZZY CARBONELLI

Sold Out, “per Nina” la commedia francese cult del 49’ di Roussin per la regia di Patrick Rossi Gastaldi e Pino Strabioli che ha debuttato con successo prima al teatro delle Palme di Napoli ed ora in tour al San Babila di Milano dal 27 Novembre al 6 dicembre. In un primo momento la commedia scritta dal grande drammaturgo francese Andre Roussin, sembra il classico clichè del triangolo moglie, amante e marito ma è in realtà una fervida variazione, ricca di colpi di scena. Il tutto si complica per la presenza di personaggi veri, nei quali ci si può identificare che non perdono mai il loro smalto e la loro identità, che imprimono all’intera vicenda ironia e genuinità.
Lei, Nina ( Vanessa Gravina), lui, Adolfo( Edoardo Siravo) e l’altro l’amante seduttore Gerardo ( Riccardo Polizzy Carbonelli), quando Adolfo scopre la tresca della moglie Nina decide di uccidere Gerardo proprio nel suo appartamento dove sta aspettando l’infedele Nina.

 

Giuseppe D'Anna
Un’opera che rappresenta una piccola denuncia ma in chiave di commedia, della società di quei tempi, del dopoguerra. Dove nessuno morirà, ma il tutto si sviluppa con maestria evidenziando le fragili e complesse psicologie dei personaggi: da un lato gli uomini, eterni bambini egoisti, incapaci di crescere e infantilmente fragili, e dall’ altro Nina, con la sua spumeggiante intelligenza, che malinconicamente ne fornisce gli strumenti per manovrare le pedine di una scacchiera dove non ci sono vincitori, ma solo perdenti alla caccia di un po’ di affetto. Ci troviamo ad applaudire uno spettacolo godibilissimo, elegante con una regia approfondita e veloce che non annoia con un’ottima performance e messa in scena degli attori. Scopriamo una Vanessa Gravina, inedita, eccelsa e spumeggiante, credibile in un ruolo di una donna “ pazza” d’amore, ben affiancata da Edoardo Siravo e Riccardo Polizzy Carbonelli, con i loro momenti di leggera ed elegante comicità che racchiudono un lodevole connubio artistico.
Credibili anche il resto del cast come Fabio Vasco e Carlo Di Maio, con una recitazione naturale e per niente teatrale, nei ruoli ben delineati che fanno da buon supporto alla storia e al cast principe. Insomma, uno spettacolo convincente, con tre grandi interpreti del palcoscenico italiano che merita un grande applauso ed ancora tanti consensi. In scena dal 27 novembre al 6 dicembre al San Babila di Milano. Mi raccomando, mettete questo appunto in agenda, un appuntamento con il teatro, quello raffinato!

ENZA MOLINARI: “IL TEATRO E’ UNA PASSIONE CHE MI ACCOMPAGNA DA SEMPRE”

MolinariIntervista a cura di Marco Addati

ENZA MOLINARI: “IL TEATRO E’ UNA PASSIONE CHE MI ACCOMPAGNA DA SEMPRE”

E’ pugliese Enza Molinari, e nel teatro ritrova la linfa per rifocillare di sogni la sua la essenza. Determinata, appassionata e puntigliosa per Enza il palco è di vitale importanza. E’ il mezzo con il quale “parla agli altri” senza dover richiedere necessariamente attenzione, sa che il pubblico è lì in ascolto e in quel momento può far giungere qualcosa di sé attraverso la recitazione. Ha frequentato svariati corsi di teatro e di cinema, tra i più importanti: “l’Accademia del Cinema” a Bari, percorso intenso durato tre anni; il seminario di Maricla Boggio, sul metodo Orazio Costa e svariati stage e workshop. Nel 2010 è nominata vicepresidente della compagnia “La Fabbrica del Teatro”, partecipando a diversi tour con i vari spettacoli allestiti, tra i tanti “Cinque”e “Il Suicida”. A Santeramo in Colle, sua città natale, porta in scena gli scritti di Achille Campanile all’interno della manifestazione “Rumorosa-mente” organizzata con l’appoggio di Gianluca Masiello, suo compagno nella vita, che come ci confida Enza “è una persona fondamentale in questo percorso, lui è un bravissimo videomaker, nonché socio fondatore della Compagnia Teatro Egò della quale sono oggi presidente”. In scena con lo spettacolo di Benni “La signorina Papillon”, per la regia di Giorgio Poggioli, in cui ha interpretato Rose, un personaggio complesso e particolare, una bella sfida vinta. Collabora con altre compagnie amiche del territorio e, con Teatralmente Gioia è in scena ne “I cadaveri si spediscono e le donne si spogliano” di Dario Fo vestendo i panni della cinica protagonista, ed inoltre nello spettacolo “Volti di donna” affrontando un tema di strettissima attualità quello della violenza sulle donne. In “Vite Frammentate” oltre alla regia, recita e scrive una parte del testo assieme ad altre due attrici. Un testo tragico che porta alla riflessione e racconta la vita di tre donne provenienti da diverse nazionalità. Quest’estate in scena con “Preferirei di no” di Antonia Brancati e, ad arricchire ulteriormente il suo variegato curriculum artistico una serie di esperienze fra cinema e tv. Tra uno spettacolo e l’altro ha modo di scrivere due libri “Stregolandia” una favola per bambini e “La Storia ritorna” un saggio replay, editi entrambi da Centro Studi Antonio Lucarelli. Tiene corsi di recitazione presso associazioni e scuole del territorio e come Enza ci tiene a sottolineare “La soddisfazione più grande alla fine di ogni laboratorio teatrale è quella di essere riuscita a tirar fuori il lato creativo di tutti gli iscritti che mi hanno seguito, specialmente di quelli chi inizialmente apparivano più timidi e impacciati”.

Qual è stato il tuo percorso che ti ha portato nel mondo del teatro?

“Il mio è stato un percorso non facile. Gli studi e le fatiche sono state tante e lo sono ancora, ricordare tutto sarebbe impossibile. Tutte le esperienze che ho fatto nel bene o nel male mi hanno segnato profondamente, contribuendo alla mia crescita artistica e personale. Il mio primo spettacolo è stato “Arsenico e i Vecchi Merletti”, anche se ammetto che é difficile ricordare…il mio personaggio rappresentava l’intellighenzia russa. Rappresentato al festival del teatro di Minori, in provincia di Napoli. Da questo momento in poi é accresciuto il mio interesse per il teatro in maniera spropositata. Ho partecipato ad altri spettacoli, fino a quando terminata la scuola, ho intrapreso un percorso personale e insieme a Giorgio Poggioli, regista del quale in passato ho seguito corsi e laboratori, si è deciso di fondare una compagnia teatrale amatoriale ” Teatro Ego” nella quale recita anche mia sorella Miriam. Le esperienze maturate sono tante e sarebbe difficile sintetizzarle in poche righe. Sicuramente mi hanno cambiato la vita, tutto é stato significativo”.

Quali emozioni e sensazioni ti trasmette il palco?

“Il teatro é una passione che mi accompagna da sempre. Sul palco le emozioni che provo sono molteplici, a volte indefinibili; Il più delle volte significa liberare il proprio io, cercare le vie più recondite della propria coscienza e seguire un percorso di vita, non sempre facile. Perché dalla cultura non si mangia, purtroppo, oppure l’arte non é considerata un mestiere. Quindi fare teatro significa non poter seguire appieno la propria passione, perché bisogna trovare delle alternative di vita, per sopravvivere. Appunto, sono una laureanda in lettere, curriculum “cultura teatrale” e per passione “faccio” teatro. Sul palco, l’adrenalina ti sale a mille, ti senti un’altra persona, il personaggio che interpreti viene inglobato nel meccanismo dell’emozione. Guardare negli occhi gli spettatori e trarre da ogni singolo sospiro la linfa vitale per andare avanti. L’importante è suggerire un sentimento o un’emozione indescrivibile”!

Quanto ti ha cambiata l’esperienza teatrale?Molinari2

“Far teatro significa mettersi in gioco, riuscire a gestire le proprie emozioni, riconoscere i propri istinti e a volte tenerli a bada. L’esperienza teatrale mi ha cambiata tantissimo. Bisogna lavorare molto su se stessi e soprattutto imparare a conoscersi. In tutto questo, risalta un forte ruolo educativo che solo l’arte riesce a trasmettere: educare alla percezione di sé, alla creatività, al benessere psico-fisico. Ripeterei tutta la vita, questa scelta.
Ricordo ancora la mia prima volta. Ho iniziato a 17 anni. Ero una ragazza timidissima, avevo una profonda paura del mondo, insicura… ricordo ancora tutto nei minimi dettagli! Per caso, un po’ spinta dalla curiosità, un po’ per gioco, un po’ per la forte voglia di migliorarmi, rimembro quel giorno vividamente. É li che ho conosciuto il mio maestro di teatro e perché no di vita: Giorgio Poggioli. Tutto é cominciato a scuola, presso quel fatidico liceo socio psicopedagogico. Si trattava di laboratori pomeridiani che mi hanno vista impegnata per 3 lunghi anni. Bellissime esperienze che mi hanno cambiato indubbiamente la vita e la percezione del mondo. Il teatro è riuscito a buttar fuori quella parte di me nascosta, a far crescere la donna che sono oggi: determinata a portare avanti la passione per il teatro”.

Oltre a recitare in teatro quali altre branche dello spettacolo hai esplorato?

“Ho esperienze cinematografiche oltre che teatrali, come scenografa, attrice, segretaria di edizione, costumista. Ho preso parte a diverse fiction su Telenorba e Antenna Sud. Mi sono cimentata in diversi lavori artistici come fotomodella, presentatrice, animatrice, trampoliera e promoter. Ho tenuto diversi laboratori teatrali presso diversi enti, narratrice, autrice di testi e per finire tecnico audio-luci. Ho preso parte allo spettacolo tenutosi al Piccini “Cuore come un tamburo nella notte” per la regia di Roberto Corradino e scrittura fisica di Antonio Carallo. Ho collaborato con altre compagnie teatrali. Attualmente sono presidente della compagnia Teatro Egò e sto collaborando con un duo musicale: gli “Heart and soul”, un intrigo interessante. Questi sono momenti indelebili che scalfiscono i nostri cuori”!

Quali sono le tue fonti di ispirazione quando reciti o scrivi una sceneggiatura?

“Sarebbe difficile etichettare la letteratura o gli autori che sono entrati nella storia del mio percorso. Sicuramente, ogni film, sceneggiatura, libro, spettacolo fatto, hanno scolpito come pietra le mie esperienze in momenti particolari della vita”.

Cosa ne pensi di internet, nuovo mezzo di comunicazione. Rischia di generare confusione e far perdere di vista le varie professionalità?

“Penso che sia un buon trampolino di lancio. Se sfruttato bene non può che portare vantaggi e permettere di diffondere cultura e conoscenza ovunque. La tv di contro ormai sta morendo ed il web invece spopola con informazioni, a volte anche sbagliate, dappertutto. Su internet è possibile trovare milioni di titoli, su cataloghi online, che la tv non ti offre. Ma bisogna fare attenzione, perché ci sono tante agenzie fasulle di spettacolo che chiedono denaro in cambio di ipotetici casting. Tanti accettano di pagare, convinti che sia l’unico modo per lavorare in questo mondo, ma così non è”.

Molinari3Teatro per essere, dire o apparire?

“Indubbiamente il rischio è quello di farsi travolgere dal proprio Ego, ma non basta per tenere viva la fiamma della passione. È necessario mettersi in gioco direttamente e personalmente. Il lavoro su di sé comporta disciplina e capacità di saper andare oltre le proprie abitudini e attitudini. L’attore oltre ad avere quel pizzico di sano “egocentrismo” deve possedere un Quid inafferrabile che si chiama sex-appeal. Quell’inspiegabile attrazione che emana da tutto l’essere e trasforma i difetti in pregi, oggetto di imitazione da parte degli amici e degli ammiratori. In questo modo anche una cattiva recitazione diventa lecita, purché le emozioni compaiano sempre in scena e ci restino il più a lungo possibile, a beneficio esclusivo dello spettatore entusiasta. Molte volte incontrare un attore nella vita privata, provoca nell’ammiratore, anche quello più fanatico una sorta di delusione perchè ritrova il suo mito svuotato di quelle caratteristiche che lo hanno reso interessante. Ma le luci della ribalta sembra che mettano a fuoco qualità in grado di trasformarlo sempre e inevitabilmente, donandogli fascino scenico. Fascino d’attore e non d’uomo. E’ la maggior fortuna che possa toccare ad un attore, perché gli garantisce un anticipo di successo sul pubblico e lo aiuta a realizzare qualunque intenzione creativa a vantaggio della persona e del personaggio. Per gli attori che non hanno questo tipo di carisma, vi chiederete, esiste un mezzo che permetta di elaborare, quel fascino scenico negato loro dalla natura, e dall’altro combattere i lati negativi? E’ possibile. Ci vogliono spirito d’osservazione, autocritica, grande pazienza e un lavoro sistematico per sradicare attitudini innate e consuetudini di vita. L’arte abbellisce e nobilita, e ciò che è bello e nobile è anche affascinante”.

Cosa ti auguri per il tuo futuro professionale?

Il mio augurio più grande è che io possa continuare questa strada, con una buona dose di pazienza, sacrificio e passione. Tanta passione. Tra i miei progetti sempre tanto teatro con alcuni spettacoli che sto mettendo in piedi con la mia compagnia. Visitate il sito della compagnia Teatro Egò, se vi va e vi aspetto al prossimo spettacolo.

http://www.teatroego.altervista.org
https://www.facebook.com/lafabbrica.delteatro?fref=ts
https://www.facebook.com/molinarienza?fref=ts

(Gli scatti fotografici sono ad opera di Antonio Dimita)

“Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso..” – Gigi Proietti

Un calcio in bocca fa miracoli, dal libro ad uno spettacolo teatrale vincente

Un calcio in bocca

Da sinistra l’attrice Federica Aiello, al centro l’attore Giancarlo Cosentino ” Il VECCHIACCIO” e l’attore Mario Migliaccio

RECENSIONE DI GIUSEPPE COSSENTINO
“ Un calcio in bocca fa miracoli” è uno spettacolo di una semplicità unica, pulito e ben riuscito che scorre in modo fluido e diverte nel vero senso della parola, si gusta dall’inizio alla fine. La storia si ambienta in una casa – bottega ed è li che si consumano le azioni del “ VECCHIACCIO” che non ha nulla di rassicurante, scorbutico ,impertinente e lamentoso, che fa i conti con l’ostinazione della sua prostata, con un’insana infatuazione per la portinaia, e la sua amicizia con Armando. Un personaggio nel quale tutti noi ci possiamo immedesimare, reale, autentico, ironico ed addirittura simpaticissimo con le sue fissazioni e viaggi mentali. Le pagine del romanzo di Marco Presta, prendono vita con la regia garbata e scorrevole di Massimo Meraviglia, che fa centro tirando fuori una rappresentazione teatrale divertente e gradevolissima. Un Giancarlo Cosentino, magistrale mette in scena tutta la sua esperienza con le sue uscite e tic che danno vita al “Vecchiaccio” creando un feeling armonioso con il resto del cast, Federica Aiello, con più ruoli femminili differenzia i caratteri con attenzione e cura e Mario Migliaccio, è il falegname apprendista contraltare del Vecchiaccio è credibile e naturale. Nonostante una scenografia minimalista, semplice ma attenta ai minimi particolari, tra testo, regia e recitazione non si può non fare un applauso a questo gioiello messo in scena negli ultimi giorni di ottobre e inizio di Novembre alla Galleria Toledo nel cuore di Napoli che ha registrato il sold out nelle repliche consecutive, con la platea affamata e divertita dal buon teatro quello con la “ T” maiuscola.

Quando la sala del teatro è piena, i polmoni dell’attore hanno meno ossigeno. Ma il cuore…
(Nicolae Petrescu Redi)

Mario Migliaccio per Italy in The World, protagonista della commedia ” Un calcio in bocca fa miracoli”

Mario MigliaccioIntervista a cura di Giuseppe Cossentino

Noi di Italy in the World, abbiamo raggiunto Mario Migliaccio, ( nella foto a sinistra)  un bravissimo e giovane attore professionista, impegnato fino al 1 Novembre 2015  alla Galleria Toledo, in questi giorni gremita di gente, per lo spettacolo in cui Mario è uno dei protagonisti, UN CALCIO IN BOCCA FA MIRACOLI, tratto dall’omonimo romanzo di Marco Presta, per la Regia di Massimo Meraviglia. Una commedia intelligente  e brillante, applaudita, che spinge al sorriso e alla riflessione.  La storia di ” UN CALCIO IN BOCCA FA MIRACOLI”  è concepita come una sorta di monologo in cui l’anziano personaggio,  principale, intepretato dal credibilissimo e magistrale attore Giancarlo Cosentino, si rivolge direttamente al pubblico, raccontando la propria esistenza e il curioso, spigoloso punto di vista che ha maturato sul mondo. È un uomo che ha distrutto tutto ciò che amava, è stato un pessimo padre e marito, un mediocre falegname, un amico inaffidabile e scorretto. La vita, però, attraverso la figura dell’inseparabile Armando, gli offre la possibilità di riscattarsi in extremis.

Chi è Mario Migliaccio? E quando nasce la tua passione per la recitazione sino a farlo diventare un mestiere.
Sono semplicemente un ragazzo che ama l’arte in ogni sua forma. La passione per la recitazione nasce da bambino con le prime recite scolastiche, ma solo dal 2008 ho cominciato a prenderla più sul serio seguendo corsi e seminari di recitazione, dizione e movimento corporeo.

Mario, cosa pensi della cultura italiana, e quanto è importante per te il Made in Italy?
Penso che, dopo un periodo di crisi, si debba ripartire proprio dalla cultura. Fino a qualche decennio fa eravamo esempio per il mondo in questo ambito. Gli americani venivano da noi per imparare l’arte del cinema dai nostri grandi Maestri. Credo che si debba dare un’importanza maggiore alla cultura ed investire in essa. Vedo che ultimamente tanti prodotti e format televisivi vengono acquistati dall’estero, ma io credo fortemente nel “Made in Italy” che, se fatto in modo corretto, non ha rivali.

Sappiamo che sei impegnato nello spettacolo “UN CALCIO IN BOCCA FA MIRACOLI”, tratto dall’ OMONIMO romanzo di Marco Presta, storico speaker di RADIO 2. Cosa racconta questo spettacolo?Mario Migliaccio Teatro
È la storia di un ex falegname, un “vecchiaccio” maniaco ladro di penne che, prima di chiudere bottega, decide di lasciare la sua arte e i suoi attrezzi a un giovane apprendista. Pur di imparare un mestiere, il ragazzo sopporta le piccole angherie di Vecchiaccio e soprattutto i suoi incresciosi soliloqui, che quasi sempre hanno come protagonista Armando il Pizzicagnolo, “l’oracolo dello stracchino”. Armando, “anziano pazzo e disadattato” (così lo definisce Vecchiaccio), è di fatto il suo alter-ego ed unico amico, e in quanto tale un po’ non lo regge e un po’ lo segue e lo asseconda nei suoi bislacchi piani, come quello di cercare due giovani a suo avviso tra loro compatibili e adatti a una storia d’amore quasi d’altri tempi. Così, nel racconto di Vecchiaccio, vediamo Armando girovagare per negozi, strade, bar, fino a quando intercetta i due soggetti adatti al piano: Giacomo e Chiara, due ragazzi come milioni al mondo, lei commessa di profumeria, lui giovane disoccupato. Come uno scaltro (e improbabile) agente segreto, Armando spende la gran parte del suo tempo e i risparmi di una vita a organizzare, concertare, controllare tutti i passi necessari a che i due giovani s’incontrino e proseguano insieme. Il tutto, nell’ombra e con la complicità dello stesso Vecchiaccio recalcitrante. Al racconto principale s’intrecciano altri due piani di narrazione, in qualche modo correlati tra loro: i disperati tentativi (dai toni grotteschi e a un tempo poetici) di Vecchiaccio intento a conquistare la procace portinaia dello stabile in cui abita, e le pericolose incursioni salutiste della figlia Anna, sua spina nel fianco, suo “grillo” e, forse, suo unico grande amore. Come in ogni storia che si rispetti, ciò che accade diviene il pretesto per raccontare d’altro. Vecchiaccio parla di una vecchiaia che non rinsecchisce e che a dispetto di tutti i conti da fare con i malanni, coi desideri mancati, i matrimoni falliti, gli amori negati, il fracasso insopportabile della vita stessa, conserva e accarezza le cose importanti e con esse si accompagna, tra un rimbrotto, uno scherzo di cattivo gusto, un ricordo ridicolo, un gesto affettuoso, fino alle soglie del gran finale.
Mario Migliaccio Teatro2Ci parli del tuo personaggio nello spettacolo? Che ruolo è? A chi ti sei ispirato?
Io sono “il Ragazzo”, un personaggio in cui tanti giovani della mia età possono tranquillamente rispecchiarsi. Tanti ragazzi, dopo scuola o a fine corsi universitari, fanno dei lavoretti per pagarsi gli studi. Io sono un apprendista falegname e, come tanti apprendisti, anche io ho le mie difficoltà con gli strumenti da lavoro. La differenza è che il mio personaggio non è uno studente modello, ma un bulletto di strada che viene pian piano educato al lavoro e al rispetto. Nell’interpretazione mi sono ispirato solo a me stesso. Ho fatto vivere questo personaggio in base alle mie caratteristiche e alla mia sensibilità. Questo grazie anche al regista, Massimo Maraviglia, che non mi ha chiuso in schemi precisi, ma ha lasciato una gran libertà d’interpretazione.

Il buon teatro può aiutare la crisi che ha colpito il settore?
Assolutamente Si. Tante persone preferiscono andare a teatro per ridere. Ma il teatro non è solo questo. Tanti spettacoli restano impressi nell’anima, lasciano un segno indelebile e, soprattutto, fanno pensare. Il pensiero e libertà d’espressione sono le armi più potenti che abbiamo per far valere le nostre idee. Ormai anche il teatro è accessibile a prezzi sempre più contenuti, proprio per venire incontro a chi è in difficoltà. A mio parere, spettacoli di qualità, possono davvero dare una grossa mano ad un settore che negli ultimi anni ha subito molti tagli e ridimensionamenti.

Come attore giovane ma professionista dove ti senti più a tuo agio teatro, tv, cinema, web o radio?
Ma guarda fin ora ho avuto la fortuna di essere stato impiegato in tutti questi campi, anche se in alcuni casi in cose piccole. Sicuramente il teatro è l’ambito in cui ho più esperienza però, essendo diplomato in un’accademia di recitazione televisiva e cinematografia ho avuto la possibilità di lavorare su alcuni set di produzioni nazionali. Tutto ciò mi è servito per prendere confidenza con la macchina da presa e per sviluppare un certo feeling con essa. Parlando di radio, invece, posso dire che questo è un altro settore in cui ho studiato e lavorato. Ho un Master universitario in “radiofonia” ed ho lavorato per qualche tempo a Radio Kiss Kiss Italia, Radio Ibiza e Radio Club 91. Anche quello non è un settore semplice, ma sono sicuro che, con passione, tenacia e costanza si può arrivare in alto in ogni forma di aspirazione.

Un tuo regista italiano, attore e attrice con i quali ti piacerebbe lavorare?
Mi piacerebbe conoscere e lavorare con Ozpetek, ma anche con Benigni che ammiro e stimo moltissimo. Però ti dico che, a livello teatrale, anche Brignano mi piace tanto. Lo conobbi durante “il Rugantino”, spettacolo che ha fatto il giro del mondo, e sono rimasto colpito dalla grinta messa in scena e che allo stesso tempo trasmetteva ai compagni sul palco.
Cosa fai nel tempo libero?
Prima giocavo a calcio, poi dopo una serie di infortuni, diciamo che ho appeso gli scarpini al chiodo. Ascolto musica, mi piace leggere ed ovviamente, quando posso, scappo a teatro e mi rifugio all’ombra di qualche spettacolo.
Un tuo sogno nel cassetto
Il cassetto, che custodiva il sogno, si è aperto. Adesso lo sto realizzando passo dopo passo.

Tre aggettivi per definire l’Italia.
Bella, Crudele, Misteriosa.

Progetti futuri?
Tanti. Però non dico nulla perché sono scaramantico.

Un saluto ai lettori del webzine ITALY IN THE WORLD
Cari amici, grazie per aver prestato attenzione ed interesse al servizio. Vi invito a visitare più spesso questo webzine interessante e pieno di novità. Ciao .
Mario

” NOI PER NAPOLI” associazione presenta la nuova stagione teatrale 2015/2016

CartelloneReduce dai precedenti eventi organizzati con successo, nell’ambito del Forum Universale delle Culture 2014/15 tra cui le giornate “Finestre sulle stelle” (Ottobre – Novembre 2014) omaggiando le figure di “Totò” ed il tenore “Enrico Caruso”, con lo spettacolo “Enrico Caruso la Voce dei due Mondi” andato in scena al Teatro Politeama,Teatro Toto’, e Maschio Angioino per la RassegnaEstate a Napoli 2015, l’associazione “Noi per Napoli” del tenore Luca Lupoli ed il soprano Olga De Maio, artisti del San Carlo, in collaborazione con l’attore e organizzatore Diego Macario, è lieta di presentare la I Rassegna Teatrale :

“Ris- Arte ai Colli”

Che  avrà inizio a partire dal 06 Novembre al 01 Maggio 2016 e sarà presentata presso il teatro Santa Teresa di via Nicolardi in Napoli il giorno:

Venerdi 30 Ottobre 2015 Ore 19.00

(Evento su facebook https://www.facebook.com/events/929578540464923/)

.

Quest’anno, i direttori artistici: Luca Lupoli, Olga De Maio e Diego Macario (che ha saputo trasmettere l’energia e l’entusiasmo ad ogni artista per la definizione di questo grandioso progetto comune) hanno voluto organizzare una rassegna basata su un commisto di arti differenti tra loro: prosa, canto e danza, attraverso un cartellone di ben 13 spettacoli, con lo scopo di valorizzare culturalmente il quartiere e far conoscere al pubblico cittadino, artisti e compagnie emergenti, troppo spesso meno evidenziate dai “grandi teatri”, attraverso una selezione oculata, premiandone soprattutto le qualità artistiche dei singoli, cui s’intende trasmettere un ventaglio di novità e realtà meno note, ma che hanno in ogni caso bagaglio ed esperienza necessaria per trasmettere pure “emozioni” e sano “divertimento. In cartellone, non mancherà uno spettacolo di beneficenza“con le sue ali” organizzato dall’associazione “Leottozerotre”, che devolverà l’incasso per laU.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare); tra i vari artisti, ci sarà il grande Antonio Casagrandeche con il suo “caffè notturno”, apporterà alla rassegna un ulteriore “valore aggiunto” alla tradizione teatrale partenopea.

Ospiti d’onore della serata di presentazione (venerdi 30 ottobre,) saranno Elena e Dante Maggio, figli di Beniamino Maggio e nipoti di Rosalia e Pupella Maggio eredi quindi di una lunghissima tradizione teatrale familiare, che rappresenteranno un benevolo augurio a tutte le compagnie ed artisti emergenti che andranno in scena nel corso della rassegna.

Durante la serata di presentazione, infine, saranno esposte tutte le iniziative e prossimi eventi a cura dell’Associazione “Noi per Napoli” organizzatrice dell’evento; a seguire la presentazione, nella medesima giornata, si darà il via al “Festival delle Arti S. Teresa AMINEI”, sempre a cura dell’ass.ne Noi per Napoli, che proseguirà per gli altri due giorni successivi

Evento con il patrocinio morale della III Municipalità S. Carlo Arena del Comune di Napoli

Si ringraziano i nostri sponsor che hanno aderito a questa magnifica iniziativa: Leonardo Immobiliare, Vitolo Gioelli, Autonautica Epomeo

Di seguito il cartellone completo degli spettacoli:

VENERDI 06 NOVEMBRE 2015

“SE C’È MUSICA NON C’È GUERRA”

Spettacolo musicale di e regia: Fabio Palliola

Ass.ne “Naples sgat song”

 

SABATO 07 NOVEMBRE 2015

“STAZIONE CARABINIERI SALVO D’ACQUISTO”

Commedia di e regia: Giuseppe Gifuni

Compagnia: “Angeli”

 

DOMENICA 08 NOVEMBRE 2015

“COME DIRSI TI AMO”

Spettacolo musicale produzione: Underground Tv di G. Cannavacciuolo

Compagnia: “Gli amici del faro”

 

VENERDI 04 DICEMBRE 2015

“HA RAGIONE CARLO!”

Commedia di: Gennaro Castaldo

Regia: Monica Balsamo

Compagnia: “Serissimamente Scherzando”

 

SANATO 05 DICEMBRE 2015

“M’ BRUOGL’ AIUTAM !!”

Commedia di: Giovanni Arillo

Regia: Diamante Martone

Compagnia: “Lasciatevi incantare”

 

DOMENICA 06 DICEMBRE 2015

“SCAPPA NAPOLI”

Spettacolo teatro danza di: Marcella Martusciello

Compagnia: “Malaorcula”

 

VENERDI 11 DICEMBRE 2015

“CON LE SUE ALI”

Spettacolo Beneficenza di: Paola Basile

Incasso devoluto alla U.I.L.D.M.

Regia: Mimmo Cacciapuoti

Associazione: “Leottozerotre”

 

 

SABATO 12 DICEMBRE 2015

“TERSICORE ON THE ROAD”

Percorso di danza trasversale

A.S.D. “Centro danza Tersicorea”

e “Glivart company”

 

VENERDI 19 FEBBRAIO 2016

“CAFFÈ NOTTURNO…”

Commedia di: Antonio e Maurizio Casagrande

Con: ANTONIO CASAGRANDE

Associazione “Angeli”

 

SABATO 20 FEBBRAIO 2016

“AMARE AL MASSIMO”

Commedia di: Salvatore Zanni

Regia: Salvatore Zanni

Compagnia: “Colpo di scena”

 

DOMENICA 21 FEBBRAIO 2016

“I COMPLESSI”

Commedia di: J. Bernand Luc

Regia: Emanuele Iovino e Paolo Vollaro

Compagnia: “Alabarè”

 

VENERDI 29 APRILE 2016

“CHI SE NE FREGA!”

Commedia di: Monica Balsamo

Regia: Monica balsamo

Compagnia: “Serissimamente scherzando”

 

SABATO 30 APRILE E DOMENICA 01 MAGGIO 2016

“E’ ASCIUTO PAZZO ‘O PARRUCCHIANO”

Commedia di: G. Di Maio

Regia: Sergio Sansone

Compagnia: “Ottantacentoventisei”

A cura di Diego Macario uff. stampa

 

 

Per informazioni e contatti:

 

ASS.NE “NOI PER NAPOLI”

Sede: Via Nicolardi 224

cel. 3394545044 mail: noipernapoliat@gmail.com

 

Diego Macario d. a. e addetto stampa: cel. 3395309129info@diegomacario.it