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” Quello che Vedo” la serie web sull’autismo vola al Social World Film Festival

Quello che Vedo Foto AutoriQuello che vedo, la prima serie web sull’ autismo, nata dalla determinazione di tre giovani autori campani, Vincenzo Catapano, Laura Pepe e Maia Salvato di portare alla ribalta mediatica le problematiche correlate ai disturbi dello spettro autistico e diretta dall’ attore e regista napoletano Maurizio Casagrande, approda al Social World Film Festival, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale, il festival che unisce la passione per il cinema dei giovani con importanti temi sociali, il tutto nella splendida cornice della Costiera Sorrentina.

Il Festival è alla sua 7a edizione e si terrà dal 23 al 30 luglio 2017 a Vico Equense.

I numeri del Festival sono davvero notevoli:330 opere selezionate in concorso e fuori concorso, 100 in anteprima provenienti da 48 nazioni. Madrina della kermesse Laura Morante. Premio alla carriera per l’ immensa Claudia Cardinale.

Grande pregio dunque per la serie web Quello che vedo questa partecipazione.

Quello che vedo” racconta la storia di Filippo Balestrieri (Vincenzo Catapano), ragazzo autistico di 25 anni, di suo padre Carlo Balestrieri (Fabio Fulco) e del suo fratellino Mirko Balestrieri (Antonio D’ Amora). A scuola la maestra assegna un compito a Mirko, il cui titolo è proprio “Quello che vedo” e da lì partirà, attraverso immagini e flashback, il racconto della quotidianità della famiglia Balestrieri: una quotidianità diversa che a Mirko piace così com’ è, anche perchè non riuscirebbe ad immaginarne un’ altra differente. L’ autismo di Filippo fa da sfondo ad altre storie con al centro l’ integrazione di altre forme di diversità.Quello Che Vedo Vincenzo e Maurizio Casagrande

Gli autori sono mossi dalla convinzione che un’attività di informazione e sensibilizzazione sul tema, che sia “non formale” e magari alternativa ai tradizionali schemi di comunicazione, possa più efficacemente contribuire a costruire, soprattutto fra i giovani, un clima che faciliti l’ inclusione, l’ integrazione e una corretta socializzazione della persona affetta da autistimo.

Casagrande si è avvalso di un cast prevalentemente campano: Fabio Fulco, Anna Spagnuolo, Mimmo Esposito, Vincenzo Catapano, Susy Del Giudice, Caterina Gramaglia, Tiziana De Giacomo, Igor Petrotto, Salvatore Catanese, Maria Teresa Amato, e i piccoli Antonio D’ Amora e Lucia Manfuso.

Red carpet di Casagrande, degli autori e di tutto il cast al completo con focus sulla serie il 29 luglio durante il Gran Galà di Premiazione del Festival presso l‘ Arena Loren in Piazza Mercato a Vico Equense.

“Grand Jury” per la quarta Edizione 2016 del RWF Fashion Film

rwfr-w-f“Grand Jury” per la quarta Edizione 2016 del RWF Fashion Film. 1^ ottobre 2016 MAXXI – Museo delle arti del XXI secolo ore 18:30  Sabato primo ottobre, durante il Roma Web Fest, primo festival ufficiale italiano dedicato alle web series, programmato al MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo dal 30 Settembre al 2 Ottobre, andrà in scena la quarta Edizione del RWF Fashion Film.   I 10 Fashion Film finalisti, opere inedite provenienti da ogni parte del mondo, saranno valutate da una giuria d’eccezione composta da rinomate personalità che operano con successo nel fashion system: Presidente di giuria sarà la Sig.ra Anna Fendi una delle protagoniste della storica famiglia Fendi; Sergio Valente hair stylist di fama internazionale; lo stilista Martino Midali; Andrea Lupo Lanzara Direttore Generale dell’Accademia di Costume e Moda; l’architetto e stilista Sabrina Persechino; Daniela Ciancio costumista, premio Oscar e David Donatello; Roberto Carullo, artista internazionale che donerà una sua opera al vincitore che vedrà il proprio fashion film trasmesso da fashion channel.   Nel corso della serata, che sarà presentata dal Direttore Artistico del Roma Web Fest, Janet De Nardis e dal Trend Setter e presentatore televisivo Eduardo Tasca, particolare attenzione sarà dedicata anche al Fashion Film Contest. Si tratta di un progetto fortemente voluto da Laura Gramigna e Paola Rotella, realizzato in collaborazione con l’Accademia del Lusso e supportato dall’Accademia l’Oreal e da Contesta Rock Hair,  rivolto a giovanissimi Filmmaker (Davide Infantino, Riccardo Sabatino, Anna Chiara Bernardini, Francesco Meliciani, Federico Mancuso, Vito Marinelli, Giovanni Attanasio) che hanno realizzato 7 fashion film aventi come protagoniste/i famosi fashion blogger e blogger (Giada Albani, Riccardo China, Martina Corradetti, Valentina Salviati, Kevin Ruiz, Giada Desideri, Diana De Lorenzi, Barbie Xanax) il cui make up è stato curato dalla Romeur Academy.   Registi, produttori e agenzie creative si mettono a stretto contatto con il mondo della moda dando una nuova immagine mediatica ai brand del pianeta moda. Nella giuria speciale, dedicata al Fashion Film Contest, saranno presenti il fashion producer Antonio Falanga,  la Curvy fashion blogger Elisa D’Ospina, Ida Galati e Martina Valerio co- founder di The top influencer  e Serena Ribolini stilista di Natural Winning Women. Prestigiosi ospiti del mondo della moda, della cultura e dello spettacolo sono attesi sul Red Carpet del RWF Fashion Film, organizzato nella meravigliosa cornice del MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo.   Press Office: Together Comunicazione Contact: moda@romawebfest.it  Official web site : http://www.romawebfest.it

Intervista a Vincenzo Catapano, attore protagonista e autore della webseries ” Quello Che Vedo”

Vincenzo Catapano New

Nella foto, l’attore Vincenzo Catapano

Di Sante Cossentinio

Vincenzo Catapano e’ un giovane attore protagonista della web series sull’autismo ‘Quello che vedo’ diretta da Maurizio Casagrande e che vede nel cast anche Fabio Fulco.
Come ti sei preparato al ruolo di Filippo ?
Interpretare Filippo è stato per me un percorso importante cominciato un po’ di mesi fa quando insieme a Maia e Laura, le altre autrici del testo, cominciammo a fare visita al centro Neapolisanit di Ottaviano per conoscere da vicino questa patologia, di cui se ne sa
molto poco, per poi scrivere la sceneggiatura.
Nonostante mi fossi documentato sul tema la mia vera preparazione sul personaggio è cominciata quando ho cercato di creare una relazione, un ponte comunicativo con uno di questi ragazzi.
In quel momento è scattato qualcosa dentro di me che mi ha fatto capire che il personaggio di Filippo stava nascendo e che quella era la strada giusta per farlo crescere.
All’inizio non è stato per niente semplice perchè non sapevo come comportarmi nella relazione, ero impacciato nel tentare una comunicazione con loro, non sapevo come reagire alle loro domande,ai loro comportamenti, oppure al loro modo di comunicare ma solo quando mi sono lasciato andare e ho iniziato a comportarmi normalmente è cominciata la mia vera preparazione.
Sono stato a contatto con ragazzi autistici più o meno della mia età, tutt’ora ci sono a contatto e tornerò a trovarli anche dopo la fine delle riprese perchè questo mondo mi ha rapito, questi ragazzi mi hanno catturato, ragazzi belli e intelligenti, alcuni dei quali fanno delle cose che ti lasciano increduli; Danilo ad esempio dopo avergli comunicato la mia data di nascita mi ha saputo dire con rapidità che giorno della settimana fosse e così come con me con chiunque altro. Sono dei ragazzi che purtroppo, però, hanno una difficoltà nel comunicare, che utilizzano un canale di comunicazione che non è il mio, che non è il nostro.

Come e’ andata sul set con due artisti navigati come Casagrande e Fulco ?Vincenzo Catapano new2
Sul set è andata benissimo, si respirava un’atmosfera serena. Mi sono sentito dal primo momento a mio agio. Maurizio è una persona sensibile, molto precisa e anche dietro la macchina da presa ha sempre la battuta pronta per farti sentire a tuo agio. E lo stesso Fabio è un artista che stimo, molto bravo e anche con lui dal primo momento si è subito creata una sinergia che mi ha aiutato a creare quel rapporto tra padre e figlio che dovevo interpretare.
Sia Fabio che Maurizio sono delle persone generose artisticamente parlando e umili, ironiche ma allo stesso tempo molto professionali e questi sono gli ingredienti giusti, a mio avviso, per lavorare con serenità.

Vincenzo Catapano Fabio Fulco.jpg

Una scena della Web Series ” Quello Che Vedo” con Fabio Fulco e Vincenzo Catapano

Ci riassumi le tappe della tua giovane carriera ?
La mia giovane carriera parte dal teatro che rappresenta sicuramente una prima tappa fondamentale del mio percorso lavorativo attoriale poi ho cominciato a scrivere e a mettere in atto un po’ di idee che avevo realizzando dei cortometraggi, alcuni dei quali in finale in diversi concorsi, fino ad arrivare alla realizzazione di questo progetto; progetto a cui tengo tantissimo, progetto a cui c’ho dedicato davvero tanto, progetto che mi vede coinvolto a 360 ° essendo sia tra gli attori protagonisti sia tra autori della sceneggiatura.

Sogni e obiettivi ?

I sogni nel cassetto non si svelano posso solo dire che sono sulla giusta strada e che sto lavorando affinché si realizzino; questo è solo un tassello del grande e straordinario puzzle.
Tra i miei obiettivi c’è sicuramente quello di divulgare e diffondere la web serie “Quello che vedo”. Mi auguro che piaccia e soprattutto che sensibilizzi e aiuti a far comprendere quello che è uno dei disturbi neurologici più invalidanti ma di cui purtroppo si parla ancora poco a causa di superficialità e pregiudizi, ovvero l’autismo.

Una Web serie sull’autismo ” Quello che vedo”

Vincenzo Catapano Fabio Fulco

L’autismo e un progetto sociale per la web series Quello che vedo

 

Nel cast, anche Fabio Fulco, regia di Maurizio Casagrande

 

 

Quello che vedo è un progetto sociale che nasce dalla volontà degli autori Vincenzo Catapano, Laura Pepe e Maia Salvato di portare alla ribalta uno tra i disturbi neurologici più invalidanti ma di cui purtroppo si parla ancora poco a causa di superficialità e pregiudizi, ovvero l’ autismo.

 

Gli autori, come gli attori, hanno intrapreso un vero e proprio studio degli effetti della patologia sulla vita sociale  relazionale dell’ individuo affetto da autismo, partendo da una visita al Centro di Riabilitazione NEAPOLISANIT di Ottaviano (NA) , centro di eccellenza in Campania nella riabilitazione di soggetti con deficit fisici – psichici e sensoriali e hanno deciso di raccontare attraverso una web serie una storia che parli di autismo e di integrazione nella quotidianità di soggetti affetti da tale patologia, mettendo in primo piano le difficoltà degli stessi e delle famiglie ma senza fare ricorso a toni drammatici usando toni leggeri e delicati.

 

Il 2 Aprile 2016 in occasione della giornata mondiale dell’ autismo l’ IRFID (Istituto per la Ricerca, la Formazione e l’Informazione sulle Disabilità) si farà promotore di innumerevoli iniziative, congressi e convegni internazionali, screening territoriali gratuiti a cura di medici ed esperti del settore in 8 importanti piazze della Regione Campania.

 

Tra le altre iniziative c’è la volontà di lanciare le prime due puntate della webserie Quello che vedo .

 

Tra i protagonisti , uno degli autori , Vincenzo Catapano e  Fabio Fulco con la regia di Maurizio Casagrande.

 

 

Scheda

 

Quello che vedo

 

 

 

Di Vincenzo Catapano- Laura Pepe- Maia Salvato

 

Regia Maurizio Casagrande

 

Direttore della Fotografia Giovanni Ragone

 

Montaggio Maria Iovine

 

Colonna sonora originale Antonio D’Apolito Luigi Ferrara

 

 

 

Cast : Maria Teresa Amato Salvatore Catanese Vincenzo Catapano Tiziana De Giacomo Mimmo Esposito Susy Del Giudice Fabio Fulco Caterina Gramaglia Igor Petrotto Anna Spagnuolo

 

Antonio D’Amora Lucia Manfuso

 

Trama

 

Quello che vedo è il titolo del tema assegnato dalla maestra a Mirko che frequenta la IV elementare.

 

Mirko Balestrieri (Antonio D’Amora) è figlio di Carlo Balestrieri (Fabio Fulco) e fratello di Filippo (Vincenzo Catapano), un ragazzo autistico.

 

Prendendo spunto dal compito in classe assegnato, Mirko ci condurrà nel suo mondo, fatto di routine, di attenzioni, di preoccupazioni, di nuovi incontri.

 

Attraverso il tema di Mirko scopriremo fatti e personaggi che popolano la sua vita: La Dottoressa che ha in cura il fratello (Caterina Gramaglia) è innamorata del suo collega Enrico (Mimmo Esposito) il quale ha una relazione con   Alessio (Salvatore Catanese) ma la loro storia è messa in crisi dal rapporto molto stretto che Alessio ha con la sua migliore amica Alba (Mariateresa Amato) quando si offre di ospitarla in casa assieme alla figlia Marta (Lucia Manfuso).  Conosceremo Mimma e Caterina (Anna Spagnuolo e Susy Del Giudice) rispettivamente portiera del condominio dove abitano i balestrieri e Alessio, e la cuoca del locale. Loro sono la verve comica della storia, spiano e sparlano di tutti sotto gli occhi divertiti di Mirko e Marta che a causa delle assenze dei genitori passano troppo tempo in portineria. Sono loro a intuire per prime che la relazione tra Simona (Tiziana De Giacomo) e Fabrizio, il fornitore del locale (Igor Petrotto) forse è finita perché tra la giovane barista del locale che Carlo gestisce e l’avvenente titolare c’è qualcosa in più…

 

 

 

E’ un racconto di amore, di quotidianità e di diversità. La storia di Filippo, ragazzo autistico, fa da sfondo a uno scenario di diversità e ambiguità che solo apparentemente appartengono a lui ma che di fatto appartengono a ognuno di noi.

 

In un racconto articolato in sei episodi la storia ci appassiona, ci porta con semplicità in casa Balestrieri, nel loro locale, nella casa di Alessio, al centro per autistici mostrandoci ciò che se guardassimo con un po’ più di attenzione tutti quanti dovremmo vedere….

 

 

Credits

 

Regia Maurizio Casagrande

 

Scritto da Vincenzo Catapano Laura Pepe Maia Salvato

 

Direttore della fotografia Giovanni Ragone

 

Montaggio Maria Iovine

 

Colonna sonora originale “La Bottega delle Meraviglie “ degli Insana Percezione

 

Musiche  eseguite da Antonio D’apolito e Giuseppe Ferrara

 

Consulenza costumi Gloriana Manfra – Mariella Cuccurullo

 

Consulenza Scenografia  Erisilda Mirofci

 

Segretaria di edizione Esmeralda Da ru

 

Operatore Tonino Cesarini

 

Aiuto operatore Andrea Soncin

 

Fonico di presa diretta Paolo Giuliano

 

Trucco Chiara Fulli

 

Runner Giuseppe Gargiulo

 

Ufficio stampa Massmedia comunicazione – Sante Cossentino

 

Promozione e consulenza web Giuseppe Cossentino

 

 

In Collaborazione  con  IRFID –  Ottaviano (Na)

 

Maria Rosaria Virgili, la signora del teatro e del radiodramma italiano e non solo

Maria Rosaria Virgili

Intervista a cura di Francesco Sorge

Maria Rosaria Virgili, dal talento raffinato e dallo sguardo aperto e trasparente è un’ attrice ormai affermata a livello nazionale. La sua professionalità affonda le radici non solo negli studi effettuati alla Scuola di Teatro diretto da M. Vitella ma in varie esperienze importanti che hanno scandito la sua carriera, tra l’altro la sua fortuna é di essere nata a Napoli dove “il teatro è tutti i giorni e a tutte le ore” le sue testuali parole. Oltre la Scuola di Teatro Maria Rosaria ha frequentato la Scuola di canto diretto dal maestro Domenico Virgili, suo fratello.

Scuola di canto e di teatro perchè ha scelto il teatro?

In verità è il Teatro che ha scelto me. Devo a Giacomo Rizzo il mio Battesimo artistico. Mi chiamò nella sua Compagnia dopo avere visto un mio saggio presso la scuola di recitazione che frequentavo.

Com’è nata la sua passione?
Per caso, come per molti di noi. Feci un provino come annunciatrice presso Canale 21. Poi, per affinare la mia dizione, cominciai a frequentare una scuola. Là, a poco a poco, fui invasa dal “sacro fuoco” e sentii che non poteva bastarmi soltanto fare annunci in TV.
Maria Rosaria ha esplorato vari canali espressivi dando sempre prova di grande capacità recitativa e artistica. Teatro, televisione, cinema, pubblicità, cabaret, radio ed inoltre indossatrice e fotomodella per giornali nazionali.
Quale di questi mezzi espressivi le è più consono?
Sono tecniche e abilità diverse. Le ho praticate tutte e, devo dire, con riscontri sempre positivi. Resta il fatto che il Teatro fa sempre la differenza. Innanzitutto, per il rapporto diretto e immediato col pubblico; poi, perché coinvolge la propria fisicità sempre totalmente; infine, perché è per me la passione primitiva.

Assunta e Gennarino Locandina ufficialeSulla scena è più concentrata sulle sue emozioni o forma un tutt’uno con quelle che poi trasmette ai suoi spettatori?
Il lavoro dell’attore richiede che si dominino le emozioni personali per vivere proprio quelle del personaggio. In questo, faccio ancora riferimento a Stanislavskij, cerco di entrare nella psicologia del personaggio per operare proprio un’immedesimazione emozionale. A tal proposito, sono fondamentali gli ultimi minuti prima di andare in scena, quando bisogna abbandonare il proprio io per trasbordare nel personaggio, con tutta la tecnica del mestiere.
Una serietà professionale ed un rispetto per il pubblico che forse solo i grandi hanno, un lavoro fatto su se stessa per dare il meglio e poter portare valore aggiunto a mezzi espressivi moderni ma dal colore decisamente antico, quali i “radiodrammi” portati in auge da autori giovani ed intelligenti. L’ultimo dei quali è quello che va in onda su youtube dal titolo “Assunta&Gennarino” un radiodramma divertente scritto e diretto da Giuseppe Cossentino la cui protagonista è Maria Rosaria Virgili assieme a Luca Marano. Portare in radio una telenovela in cui solo la voce è protagonista richiede veramente professionalità, nella voce il radioascoltatore si deve identificare, deve fantasticare sulle note convincenti dell’attore, e Maria Rosaria è brava in questo riuscendo a colorare con modulazioni vocali tutte le emozioni di una “mamma preoccupata per il futuro del proprio figlio”.

Quali sono i suoi progetti nell’immediato e nel prossimo futuro?
Ho recitato con Massimo Boldi, Paolo Conticini e Biagio Izzo nel loro ultimo Cinepanettone. Sono in tour con lo spettacolo teatrale “Scacco Matto in 5 mosse”  con la regia di Salvatore Maiorino fino a gennaio per poi riprendere “Benvenuti in casa Esposito” con la regia di Alessandro Siani e a novembre girerò il film “Bruciate Napoli” regia di Arnaldo Dalahaye.

Benvenuti in Casa EspositoQuanto saprebbe prescindere dalla sua Napoli per il suo successo professionale?
Per quanto io non sia etichettabile come attrice “napoletana”, giacché ho recitato spessissimo in “lingua”, senza l’energia che ti trasmette questa città probabilmente avrei avuto una carriera più pigra. Napoli è un teatro tutti i giorni e a tutte le ore. Noi attori di Napoli siamo dei privilegiati in questo senso. Ma soltanto in questo senso purtroppo, perché, d’altra parte, dal punto di vista lavorativo siamo più penalizzati di altri.